Simone Veil

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Simone Veil
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Presidente del Parlamento europeo
Durata mandato 1979 –
1982
Predecessore Emilio Colombo
Successore Piet Dankert

Dati generali
Partito politico Unione per la Democrazia Francese (UDF) (Gruppo liberale e democratico)

Simone Veil (nata Simone Jacob; Nizza, 13 luglio 1927) è una politica francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La deportazione[modifica | modifica wikitesto]

Di religione ebraica, durante l'Occupazione nazista subisce dure persecuzioni e nel marzo 1944 è deportata insieme alla famiglia nel Campo di concentramento di Auschwitz. Sopravvivono solo lei e la sorella, liberate il 27 gennaio 1945, attuale Giorno della Memoria in tutti gli Stati dell'Unione europea. Laureata in giurisprudenza, magistrato, sposa nel 1946 Antoine Veil, di cui ha preso il cognome e con cui ha avuto tre figli.

È tra i soci fondatori e Presidente onorario della Fondation pour la Mémoire de la Shoah, organizzazione nonprofit che si occupa della promozione della memoria e degli studi sulla tragedia della Shoah.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Abbandonata nel 1974 la carriera di magistrato, dopo l'elezione di Valéry Giscard d'Estaing a Presidente della Repubblica francese, è nominata ministro della sanità nel governo di Jacques Chirac, confermata nell'incarico in quello successivo di Raymond Barre. Avrà anche l'incarico della Famiglia e della Sicurezza Sociale. La nomina di Simone Veil rappresenta una novità, anche perché è una delle prime donne ministro. In quel periodo riesce a ottenere l'approvazione della legge sull'aborto, sia pure subendo nel corso di un lungo ed estenuante dibattito all'Assemblée Nationale attacchi di una brutalità inaudita da parte dei deputati più oltranzisti (un parlamentare del centrodestra arriverà a deporre un feto sotto formalina sul banco dei ministri). Negli ultimi anni la Veil ha però rivisto le sue posizioni, arrivando a dichiarare in un'intervista a France 2 che "è sempre più evidente scientificamente che la vita comincia dal momento del concepimento"[1]

Nel luglio 1979, lascia il governo Barre per guidare la lista dell'Unione per la Democrazia Francese alle prime elezioni a suffragio universale per il Parlamento Europeo. È la capofila dello schieramento europeista, liberale e centrista, sostenuto apertamente da Giscard d'Estaing. Alla prima riunione del Parlamento europeo a Strasburgo nel luglio del 1979 è eletta Presidente dell'assemblea. Resterà in carica fino al gennaio 1982.

È rieletta al Parlamento Europeo nel 1984, stavolta con la lista unitaria di centro-destra RPR-UDF capeggiata da lei (in qualità di illustre esponente dell'UDF) e da Jacques Chirac (in qualità di leader del RPR). Alle elezioni del 1989 non si ripresenta.

1993

Nel marzo 1993 è nominata ministro di Stato, ministro della Sanità, degli Affari Sociali e delle Aree Urbane nel governo di Édouard Balladur. In quanto ministro di Stato, ha una posizione protocollare che la colloca immediatamente dopo il primo ministro. Resterà in carica fino al maggio 1995: avendo sostenuto la candidatura di Édouard Balladur alla presidenza della repubblica, è esclusa dal neoeletto presidente Chirac dal nuovo governo.

Nel marzo 1998 è nominata membro del Consiglio costituzionale dal presidente del Senato René Monory. Il suo mandato dura nove anni ed è scaduto nel marzo 2007.

In occasione del referendum per l'approvazione della Costituzione Europea del 29 maggio 2005 ha chiesto di essere sospesa temporaneamente dal Consiglio costituzionale per fare campagna per il voto favorevole dei francesi. Nel febbraio 2007 ha espresso il suo sostegno alla candidatura di Nicolas Sarkozy alla Presidenza della Repubblica, smarcandosi dal candidato dell'UDF François Bayrou.

Il 9 aprile 2008 è stata designata dal consiglio dei ministri alla presidenza del Comité de réflexion sur le préambule de la Constitution.

Nell'ottobre 2012 battezza come "madre nobile" la neonata formazione di centrodestra UDI, capeggiata da Jean-Louis Borloo.[2]

Accademica di Francia[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 novembre 2008 è stata eletta all'Académie française al primo turno dello scrutinio, con 22 voti su 29 (5 schede bianche e 2 nulle). Occupa il seggio che fu di Pierre Messmer deceduto il 29 agosto 2007.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 2 dicembre 2006 ha ricevuto:
Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza[3] - nastrino per uniforme ordinaria Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza[3]
— Università degli studi di Cassino

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore
— 29 aprile 2009
Dama di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore
— 13 luglio 2012
Dama dell'Ordine Nazionale al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Dama dell'Ordine Nazionale al Merito

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna)
— 2005

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Simone Veil: «L'avortement est une question éthique»
  2. ^ (FR) UDI: Simone Veil, l'invitée-surprise de Borloo
  3. ^ oris_causa_a_simone_veil_

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Parlamento Europeo Successore Flag of the European Coal and Steel Community 9 Star Version.svg
Emilio Colombo luglio 1979 - gennaio 1982 Piet Dankert
Predecessore Seggio n. 13 dell'Académie française Successore
Pierre Messmer 2008 -

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