Simone Weil

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Simone Weil (Parigi, 3 febbraio 1909Ashford, 24 agosto 1943) è stata una mistica e filosofa francese, sorella del matematico André Weil.

Indice

[modifica] Biografia

Simone Weil, nata a Parigi nel 1909, allieva del filosofo Alain, fu insegnante di liceo e militante sindacale e politica, nell'ambito cristiano anarchico. Lavorò inoltre come operaia di fabbrica e come lavoratrice agricola, e lottò come miliziana nella guerra di Spagna; fu poi esule in America, infine a Londra impegnata nella resistenza. Affetta da tubercolosi, morì nel sanatorio di Ashford in Inghilterra nel 1943. Per quanto riguarda la sua vita interiore, va ricordata la svolta seguita alle prime esperienze mistiche del 1938, che la portarono a quella che alcuni hanno definito una vera e propria dedizione al martirio[1].

[modifica] Pensiero

[modifica] Unità del percorso filosofico ed esistenziale di Simone Weil

Per la sua scelta di esplicitare il suo pensiero soprattutto mediante la pratica di vita, anziché mediante opere scritte, risulta difficile un'esposizione sintetica della riflessione weiliana; essa in ogni caso risente dell'evoluzione biografica della Weil, passata dalla prima fase di impegno militante di ispirazione comunista-sindacalista a una seconda fase religiosa, mistica. Una svolta importante avviene allorché editorialmente si è proceduto alla pubblicazione integrale e rispettosa del materiale scritto dalla Weil, secondo criteri filologici e non arbitrari. In particolar modo si sono mostrati assai preziosi gli scritti giovanili, scolastici, decisivi per rilevare la profonda continuità del suo pensiero e le problematiche costanti che portano Simone a un percorso tanto travagliato quanto sviluppato filosoficamente.

Simone Weil fu allieva di Emile Chartier, più noto come Alain e da lui eredita un'impostazione e una serie di questioni aperte che risalgono alla tradizione spiritualista laica e radicale della filosofia francese, tra la seconda metà dell'Ottocento e la prima metà del Novecento. Gioca un ruolo importante in questo contesto la ricezione del kantismo tradotto coi concetti di Maine de Biran, quindi l'importanza dell'esperienza volontaristica dell'"effort" (lo sforzo) come fondazione autonoma dello spirito e decisione sul valore della conoscenza. Già solo questa tematica, la fondazione dei valori (l'armonia tra sensazioni e concetti e quindi i valori del bello, del vero e del bene), rappresenta un tratto di forte continuità nel pensiero di Simone Weil, preponderante tanto nei primissimi scritti come Le Beau et le Bien quanto negli ultimi Cahiers.

Un altro problema decisivo che la Weil affronta fin da subito (ancora di matrice kantiana) riguarda una questione gnoseologica e semiotica. Abbiamo di fronte soltanto cose individuali e concrete eppure per conoscere usiamo termini universali e astratti, come si concilia la dicotomia? Ad emergere è una soluzione accostabile alla spinoziana conoscenza di terzo genere, ciò che con linguaggio hegeliano si potrebbe definire anche come universale concreto.

Tenere a mente questa problematica consente una maggiore comprensione della svolta religiosa e cristiana della Weil. Se dapprima infatti a mediare tra concetti e cose, tra spirito e materia è la volontà coraggiosa e generosa dell'uomo (così come le aveva insegnato Alain), la crisi che attraversa nella sua esperienza di fabbrica, crisi e sfiducia nei confronti dell'umanesimo antropocentrico laico, la porta a una soluzione teologica e cristocentrica, di rivalutazione dell'esperienza del sacrificio cristiano e di tutta la simbologia religiosa come mediazione tra l'ordine materiale e quello spirituale e ponte per il soprannaturale.

[modifica] La svolta della teologia mistica

  • Assenza
  • Afflizione
  • Metaxu: "Ogni separazione è un collegamento"
  • Bellezza

[modifica] Gli interessi religiosi

[modifica] Note

  1. ^ Ha scritto di lei Susan Sontag: "Nessuno che ami la vita vorrebbe imitare la sua dedizione al martirio o se l'augurerebbe per i propri figli o per qualunque altra persona cara. Tuttavia, Simone Weil ci commuove, ci dà nutrimento".

[modifica] Opere

  • La pesanteur et la grace (L'ombra e la grazia) (1947)
  • L'enracinement (La prima radice) (1949)
  • Attente de Dieu Paris, La Colombe. Éditions du Vieux Colomber (L'attesa di Dio) (1950)
  • Oppression et liberté (Oppressione e Libertà) (1955)
  • La Grecia e le intuizioni precristiane
  • Quaderni
  • Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale (1934)
  • Sur la science (Sulla scienza) (1966). Raccolta di saggi.
  • La pesanteur et la grâce Paris, Plon, 1986
  • Progetto di una formazione di infermiere di prima linea in Simone Weil-Joë Bousquet Corrispondenza a cura di Adriano Marchetti, Milano, SE, 1994.
  • Sul colonialismo. Verso un incontro tra Occidente e Oriente [(Edizioni Medusa)], Milano, 2003. A cura e con un saggio di Domenico Canciani
  • L'amicizia pura. Un itinerario spirituale ISBN 88-8137-195-2 Città Aperta 2005
  • Manifesto per la soppressione dei partiti politici ISBN 978-88-7615-234-4, Roma, Castelvecchi, 2008. Traduzione di Fabio Regattin
  • I catari e la civiltà mediterranea MariettiISBN: 8821161102

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