Consiglio costituzionale (Francia)

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Frontone di Palais-Royal, sede del Consiglio costituzionale.

Il Consiglio costituzionale (Conseil constitutionnel) è un'istituzione francese prevista nella Costituzione del 1958 (che ha segnato l'inizio della Quinta Repubblica). Tale organo svolge, tra l'altro, la funzione di controllo di legittimità costituzionale (che è quindi accentrato) ed è regolato in Costituzione nel Titolo VII (artt. 56-63).

Inizialmente il suo ruolo di controllo di costituzionalità era limitato al rispetto da parte del Parlamento della propria limitata competenza legislativa. Il Consiglio stesso però, con propria decisione del 16 luglio 1971, ha introdotto fra i parametri di giudizio (bloc de constitutionnalité) altre fonti:

  • il preambolo della Costituzione vigente,
  • il preambolo della Costituzione del 1946 (in esso richiamata), che tra l'altro enuncia dei "principi politici, economici e sociali particolarmente necessari al nostro tempo"
  • la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (a sua volta richiamata)
  • i principi fondamentali riconosciuti dalle leggi della Repubblica (in particolare Terza e Quarta).

Il Consiglio costituzionale controlla sempre le leggi organiche e i regolamenti parlamentari rispettivamente prima della promulgazione e dell'entrata in vigore. Le altre leggi possono essere ad esso deferite, prima della promulgazione, dal Presidente della Repubblica, dal Primo Ministro, dal Presidente dell'Assemblea Nazionale, del Presidente del Senato, o da 60 deputati o 60 senatori. La riforma costituzionale del 1º luglio 2008 ha esteso la possibilità di ricorso successivo al Consiglio costituzionale, introducendo un sistema simile all'accesso incidentale in Italia. Il nuovo sistema, la cosiddetta "questione prioritaria di costituzionalità", è entrato in vigore dal primo marzo 2010, come stabilito dall'articolo 5 della "LOI organique n° 2009-1523 du 10 décembre 2009 relative à l'application de l'article 61-1 de la Constitution".

Ha inoltre la funzione di controllare la regolarità delle elezioni di deputati e senatori, del Presidente della Repubblica e delle operazioni di referendum.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Nove membri vengono nominati: tre dal Presidente della Repubblica (che ne sceglie anche il presidente, il cui voto prevale in caso di parità), tre dal Presidente dell'Assemblea Nazionale e tre dal Presidente del Senato. Non è richiesto il requisito della provenienza dalla magistratura, dal foro o dalle università. Il loro mandato dura nove anni e non è rinnovabile. Ogni tre anni il Consiglio si rinnova per un terzo. In caso di morte o dimissioni di un componente, il membro che viene nominato resta in carica fino alla scadenza del mandato del predecessore. Ne fanno inoltre parte come membri di diritto gli ex-Presidenti della Repubblica. Non è possibile essere contemporaneamente membro del Consiglio costituzionale e parlamentare o ministro.

La composizione dell'organo è quindi totalmente politica, cosa che rende il conseil peculiare rispetto agli omologhi di altri sistemi di giustizia costituzionale (ad esempio quello italiano). La natura politica dell'organo costituisce un'eredità della diffidenza nei confronti dei giudici e della convinzione che questi non possano controllare il Legislatore che prende origine già dalla rivoluzione francese del 1789.

Il controllo di costituzionalità[modifica | modifica wikitesto]

Anche il carattere preventivo del controllo costituiva una particolarità, e rendeva quest'organo non particolarmente efficiente come strumento di controllo di legittimità costituzionale, in quanto impediva un sindacato successivo all'approvazione delle leggi, quando la norma si cala nella società e dispiega i suoi effetti concreti e la sua reale portata, fino all'entrata in vigore della riforma del 1º luglio 2008, che oltre a estendere a tout justiciable la possibilità di adire il Consiglio costituzionale ha esteso alle leggi già in vigore il controllo. La questione prioritaria di costituzionalità, introdotta nel 2008, configura una fattispecie di controllo successivo di costituzionalità molto vicino al giudizio di costituzionalità in via incidentale dinanzi alla Corte costituzionale italiana; mentre in Italia però ogni giudice può rimettere la questione alla Consulta, in Francia ciò può avvenire solo a seguito del "filtro" operato dalla Cour de cassation o dal Conseil d'Etat.

I controlli di legittimità sono di due tipi: il controllo obbligatorio ed il controllo facoltativo: il primo riguarda le leggi organiche ed i regolamenti parlamentari, mentre il secondo ha ad oggetto solo le leggi ordinarie. La differenza tra le due tipologie di controlli non affonda le proprie radici solo all'interno del differente oggetto, bensì anche all'interno dei soggetti legittimati ad adire la Corte. Mentre il primo è attivabile dal Primo ministro, il secondo è attivabile dal Presidente della Repubblica, dal Presidente dell'Assemblea nazionale e da 60 senatori o deputati.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frédéric Monera, L'idée de République et la jurisprudence du Conseil constitutionnel- Paris, L.G.D.J., 2004
  • Lucio Pegoraro et al. Diritto pubblico comparato. Torino, Giappichelli, 2004. pp. 425 – 428, Evoluzione del controllo di costituzionalità in Francia ISBN 88-348-4281-2

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