Raymond Barre

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Raymond Barre
Raymond Barre.jpg

Commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari
Durata mandato 2 luglio 1967 –
5 gennaio 1973
Presidente Jean Rey
Franco Maria Malfatti
Sicco Mansholt
Predecessore Robert Marjolin
Successore Wilhelm Haferkamp

Primo Ministro della Francia
Durata mandato 26 agosto 1976 –
21 maggio 1981
Presidente Valéry Giscard d'Estaing
Predecessore Jacques Chirac
Successore Pierre Mauroy

Dati generali
Partito politico Unione per la Democrazia Francese
Professione Economista

Raymond Barre (Saint-Denis, 12 aprile 1924Parigi, 25 agosto 2007) è stato un politico ed economista francese.

Fu Primo ministro dal 1976 al 1981 e sindaco di Lione dal 1995 al 2001. Pur senza aver mai aderito a un partito politico fu un esponente di primo piano dello schieramento liberale e centrista. Fedelissimo di Charles De Gaulle, cattolico praticante, si considerava un democratico cristiano.

Carriera universitaria[modifica | modifica sorgente]

Dopo la laurea in giurisprudenza e scienze economiche a Parigi, si specializzò in economia, diritto privato e diritto pubblico all'Institut d'études politiques di Parigi. Nel 1950 si classificò al secondo posto al concorso nazionale a professore agrégé[1] in giurisprudenza e scienze economiche. In seguito passerà al ruolo di professore ordinario. Dopo aver insegnato per quattro anni all'École d'hautes études di Tunisi e per nove alla facoltà di giurisprudenza e scienze economiche dell'università di Caen, fu chiamato alla facoltà di giurisprudenza e scienze economiche di Parigi, dove insegnò ininterrottamente economia politica - salvo un intermezzo dal 1976 al 1981 nel corso del mandato di Primo ministro - fino al collocamento a riposo per raggiunti limiti di età nel 1993. Nel 1959 scrisse un fortunato manuale di economia politica in due volumi, più volte aggiornato nel corso degli anni successivi.

Eminenza grigia e commissario europeo[modifica | modifica sorgente]

Dal 1959 al 1962 fu direttore di gabinetto del ministro dell'Industria Jean-Marcel Jeanneney. Nel 1967 fu nominato dal presidente della Repubblica Charles De Gaulle vice presidente della Commissione Europea, responsabile degli affari economici e finanziari, incarico che manterrà fino al 1972. Nel corso dei seguenti cinque anni trascorsi a Bruxelles, redasse alcuni rapporti (noti come "piani Barre") che costituiranno le basi per l'introduzione delle futura moneta europea.

Primo ministro[modifica | modifica sorgente]

In occasione di un rimpasto, nel gennaio 1976 fu chiamato a far parte del primo governo di Jacques Chirac come ministro del commercio estero. Il 25 agosto dello stesso anno Chirac si dimise, e Barre fu nominato Primo ministro dal presidente della Repubblica Valéry Giscard d'Estaing. Restò in carica dal 27 agosto 1976 al 22 maggio 1981. Fu anche ministro ad interim dell'Economia e delle Finanze fino al 5 aprile 1978. Nel corso dei cinque anni trascorsi alla guida del governo, Barre si trovò ad affrontare una crisi economica senza precedenti, conseguenza del primo "choc" petrolifero del novembre 1973.

La politica di rigore[modifica | modifica sorgente]

Barre volle ristabilire l'equilibrio dei conti pubblici e controllare l'inflazione per consolidare il franco. In Francia, l'aumento dei prezzi aveva raggiunto l'11% rispetto al 4% in Germania. Se il marco trionfava, la valuta francese, che era dovuta uscire dal serpente monetario, appariva vulnerabile. Le riserve monetarie erano ridotte a zero. Fu raggiunta la soglia di un milione di disoccupati. Barre agì in primo luogo sulla massa monetaria, riducendo la sua crescita al 13% l'anno anziché al 16%. Frenò l'aumento dei salari e favorì la ripresa degli investimenti delle imprese che era sceso del 12% rispetto al 1973. Ma i risultati positivi furono spazzati via dal secondo "choc" petrolifero del 1979.[2]

L'ostilità di Chirac[modifica | modifica sorgente]

Dovette fronteggiare l'ostilità manifesta del Raggruppamento per la Repubblica e del suo fondatore Jacques Chirac, nonché alcuni episodi oscuri come il suicidio del ministro del lavoro Robert Boulin nell'autunno 1979.

L'impopolarità[modifica | modifica sorgente]

A causa della politica di rigore condotta dal suo governo, secondo i sondaggi Barre fu un Primo ministro assai impopolare, e nei mesi precedenti le elezioni presidenziali del 1981 fu data per certa dagli osservatori politici una sua sostituzione.[3]

Avversario della coabitazione[modifica | modifica sorgente]

L'elezione del socialista François Mitterrand alla Presidenza della Repubblica nel maggio 1981 e la vittoria dei partiti di sinistra alle elezioni legislative anticipate del mese successivo segnò il passaggio di Barre all'opposizione. Alle elezioni legislative del 1986 il centro-destra riconquistò la maggioranza all'Assemblée Nationale, ma Barre preferì assumere un ruolo defilato. Prima e dopo le elezioni, in più occasioni dichiarò apertamente il suo scetticismo nei confronti del formula della coabitazione tra un governo di centro-destra (che sarà guidato da Jacques Chirac) e il presidente socialista.

Candidato alle presidenziali del 1988[modifica | modifica sorgente]

Barre, al centro, con Édouard Balladur alla sua destra

Candidato alla presidenza della Repubblica francese alle elezioni del 1988, il suo vero avversario non fu tanto François Mitterrand, che si era candidato alla propria successione, ma il candidato neo-gollista Jacques Chirac. Per la sua integrità, cortesia e pacatezza, infatti, Barre era estremamente vulnerabile agli intrighi e alle basse manovre. Con il 16,5% dei voti si collocò in terza posizione, con il risultato di essere escluso dal ballottaggio. Al secondo turno, con molta signorilità si presentò in TV insieme a Jacques Chirac invitando i suoi elettori a votare per quest'ultimo. Una folla rieletto Mitterrand, rientrò nei ranghi dell'opposizione, continuando a essere una personalità molto autorevole e apprezzata dai francesi[4]. Fu spesso consultato da Mitterrand, che gli avrebbe anche proposto, senza successo, di entrare del Consiglio costituzionale. Non volle ripresentarsi alle elezioni presidenziali del 1995.

Sindaco di Lione[modifica | modifica sorgente]

Eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1978, rieletto nel 1981, 1986, 1988 e 1995, nel 2002 rinunciò a ripresentarsi. Eletto sindaco di Lione nel 1995, rimase in carica fino al 2001. Alle elezioni municipali del 2001 non volle ripresentarsi, e fu nominato sindaco onorario.

Nel corso del suo mandato, Lione ha ospitato il G7 del 1996. Sono stati avviati i lavori per l'apertura di tre linee tranviarie (la terza è stata inaugurata nel 2006, la quarta nel 2009 e la quinta, il Rhonexpress per l'aeroporto, nel 2011) ed è stata ultimata la Cité internationale di Renzo Piano. È ideata la Confluence, vasta operazione urbanistica che prevede la riconvesione in vasto insediamento direzionale, residenziale e commerciale di un comprensorio di 150 ettari nella Presqu'île. La porzione verso la Saona è in via di ultimazione, mentre quella verso il Rodano sarà pronta nel 2020.[5] Nel 1998, Lione è stata iscritta dall'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità.

Il Comitato per la Transalpina[modifica | modifica sorgente]

Raymond Barre fu pure presidente del Comité pour la liaison européenne Transalpine. Questo organismo persegue lo scopo di portare avanti ogni tipo di azione tesa a facilitare o accelerare la realizzazione ferroviaria ad alta capacità, sia a servizio viaggiatori che a servizio merci, tra Lione e Torino.

Membro dell'Institut de France[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001, fu eletto all’Académie des sciences morales et politiques, una delle cinque accademie dell'Institut de France, succedendo ad Alain Peyrefitte. Presidente di Aspen France dal 1994 al 2004, poi presidente onorario. Presidente dell'Institut d'étude des relations internationales di Parigi dal 1994.

Il ritiro dalla vita politica, la malattia e la morte[modifica | modifica sorgente]

Nel 2002 si ritirò dalla vita politica, rimanendo una delle personalità più rispettate del panorama politico francese. Da tempo affetto da problemi renali e cardiaci, il 5 aprile 2007 fu colto da un malore nella sua abitazione estiva a Saint-Jean-Cap-Ferrat (Alpi Marittime). Trascorse un lungo periodo di degenza prima a Montecarlo e poi a Parigi, dove morì il 25 agosto 2007. Da destra a sinistra, l'omaggio allo statista scomparso fu unanime e commosso.

Aneddoti[modifica | modifica sorgente]

Raymond Barre era un grande appassionato di musica classica. Se, a differenza di altri uomini politici francesi, gli riusciva perfettamente di restare sveglio durante le rappresentazioni liriche, ammetteva candidamente di cadere con facilità fra le braccia di Morfeo durante i dibattiti parlamentari.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Autore di numerosi scritti di economia nonché di saggi politici, nel 2007 insieme a Jean Bothorel ha pubblicato il libro-intervista L’Expérience du pouvoir che rappresenta il suo testamento politico.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

"Se si vuole fare strada nella vita, bisogna saper dar prova di indifferenza. Perché prestare ascolto a così tante cose alle quali si dà dell'importanza, quando invece esse non ne meritano alcuna? È possibile acquisire il dono dell'indifferenza, che non vuol dire disprezzo, ma non lasciarsi coinvolgere da ciò che non ha importanza, e continuare sulla propria strada." (2001)

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore
Cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito
Cavaliere dell'Ordine al Merito Agricolo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito Agricolo
Commendatore dell'Ordine al merito del commercio e dell'industria - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito del commercio e dell'industria

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Ufficiale onorario dell'Ordine nazionale del Quebec (Quebec) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale onorario dell'Ordine nazionale del Quebec (Quebec)
— 1986

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il MMORPG I Regni Rinascimentali in occasione della prossima uscita della nuova versione del gioco in 3D ha creato un minigioco in cui si collezionano figurine che seguono le tappe della progettazione. Una delle figurine bonus è dedicata a Raymond Barre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Figura di docente universitario che corrisponde grossomodo a quella del professore associato in Italia.
  2. ^ «Barre, Mauroy, Chirac, les précédents plans de rigueur », Le Monde, 8 maggio 2010.
  3. ^ Giscard era intenzionato a procedere alla nomina di un nuovo Primo ministro a un anno dalle elezioni presidenziali. Ma vista la gravità della situazione economica, preferì mantenere Barre in carica fino all'ultimo (Valéry Giscard d'Estaing: Le Pouvoir et la vie - Choisir (2006).
  4. ^ In base a un sondaggio effettuato dalla Sofres-Figaro Magazine, nel 1992 Barre era considerato da un francese su due come il più onesto degli uomini politici e come un potenziale buon presidente della Repubblica, superando in questa classifica Jacques Chirac, Valéry Giscard d'Estaing ed Edouard Balladur.
  5. ^ « Lyon à la confluence du futurisme et de l'écologie », Le Monde datato 10 aprile 2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Sito del comitato per la Transalpina

Predecessore Primo Ministro della Repubblica Francese Successore Flag of France.svg
Jacques Chirac 1976 - 1981 Pierre Mauroy
Predecessore Commissario europeo per gli Affari Economici e Finanziari Successore Flag of France.svg
Robert Marjolin 2 luglio 1967 - 5 gennaio 1973 Wilhelm Haferkamp
Predecessore Commissario europeo
della Francia
Successore Flag of France.svg
Robert Marjolin 2 luglio 1967 - 5 gennaio 1973
con Henri Rochereau fino al 1970, e Jean-François Deniau
François-Xavier Ortoli
Claude Cheysson

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