Jacques Chaban-Delmas

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Jacques Chaban-Delmas
Jacques Chaban-Delmas-1.jpg

Primo Ministro della Francia
Durata mandato 20 giugno 1969 –
6 luglio 1972
Presidente Georges Pompidou
Predecessore Maurice Couve de Murville
Successore Pierre Messmer

Dati generali
Partito politico Unione dei Democratici per la Repubblica
Professione Giornalista
Alto funzionario
Generale di brigata
Firma Firma di Jacques Chaban-Delmas

Jacques Chaban-Delmas (Parigi, 7 marzo 1915Parigi, 10 novembre 2000) è stato un politico francese, Primo ministro dal 1969 al 1972.

La Resistenza e la Quarta Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Funzionario dell'amministrazione finanziaria, entrato giovanissimo nella Resistenza e nominato generale a 29 anni, diventa un fedelissimo del generale Charles de Gaulle. Dopo un'iniziale adesione al partito radical-socialista, nel 1947 entra nell'RPF, il partito di de Gaulle. Entra ben presto a far parte della ristretta cerchia dei "baroni del gollismo".[1]

È più volte ministro nei governi della Quarta Repubblica francese:

  • ministro della casa e della ricostruzione nel governo Pierre Mendès France (3 settembre-12 novembre 1954);
  • ministro dei lavori pubblici, dei trasporti e del turismo nel governo Pierre Mendès France (3 settembre 1954-23 febbraio 1955);
  • ministro della difesa nazionale e delle forze armate nel governo Félix Gaillard (6 novembre 1957-14 maggio 1958).

Deputato all'Assemblée Nationale dal 1946 al 1958.

La Quinta Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Nel 1958, si adopera in prima persona per l'avvento della Quinta Repubblica francese. La sua ripetuta presenza nei governi della Quarta Repubblica gli pregiudica tuttavia l'ingresso nei governi sotto la presidenza di Charles de Gaulle. Oltre a essere deputato dal 1958 al 1969 e dal 1972 al 1997[2], è presidente dell'Assemblée Nationale dal 1958 al 1969, e poi dal 1978 al 1981 e dal 1986 al 1988.

Primo ministro[modifica | modifica sorgente]

Una volta eletto alla presidenza della Repubblica nel giugno 1969, Georges Pompidou decide di nominare Chaban-Delmas Primo ministro. Resta in carica dal 22 giugno 1969 al 6 luglio 1972.

La Nouvelle société[modifica | modifica sorgente]

Il 18 settembre 1969 presenta all'Assemblée Nationale il suo programma di governo[3] denunciando una società bloccata dalla fragilità dell'economia, dal funzionamento spesso carente dello Stato, dall'arcaismo e conservatismo delle strutture sociali, auspicando una nuova società prospera, giovane, generosa e libera e insistendo sulla liberalizzazione della televisione di Stato, l'autonomia delle imprese pubbliche, il decentramento, la formazione professionale e la promozione di nuove relazioni sociali. Ottiene il consenso della maggioranza del parlamento, ma irrita Pompidou che da una parte paventa un discostarsi dai principi fondamentali del gollismo e dall'altra vede il Primo ministro attribuirsi un ruolo di determinatore dell'indirizzo politico che la Quinta Repubblica non gli riconosce.

Personaggio consensuale, nel corso dei tre anni di permanenza alla guida del governo Chaban attua alcuni provvedimenti di notevole rilevanza sociale come, ad esempio, l'instaurazione dello Smic (il salario minimo garantito), l'estensione del salario mensile ad alcune delle categorie di lavoratori che ne erano escluse,[4] i contratti di programma nelle imprese nazionali e la formazione continuativa. Nel gennaio 1971 istituisce il ministero dell'Ambiente[5] A capo dei programmi d'informazione della televisione di Stato[6] colloca Pierre Desgraupes, un giornalista di idee progressiste che svecchierà la programmazione ma la cui nomina provoca la collera di Pompidou[7]. Nel 1972, introduce una cauta riforma delle autonomie regionali.

La sua attività di capo di governo è messa in crescente difficoltà a cause dei frequenti contrasti con Georges Pompidou e, soprattutto, dell'ostilità manifesta di due membri influenti dell'entourage presidenziale: Marie-France Garaud e Pierre Juillet.[8] Chaban tende anche a sottovalutare i malumori del gruppo parlamentare e del gruppo dirigente del suo stesso partito,[9] ed è anche vittima di una campagna di stampa e perfino di un'azione diffamatoria,[10] probabilmente alimentata da esponenti del centrodestra, che riprenderà quota in occasione delle elezioni presidenziali anticipate del 1974.

Le dimissioni[modifica | modifica sorgente]

L'avvicinarsi della data delle elezioni legisilative del 1973 rende ancora più fragile la poltrona di Chaban. Insoddisfatto dai risultati del referendum del 23 aprile 1972 sull'adesione alla futura Unione europea, approvata dai francesi con una flebile maggioranza e una massiccia astensione, Pompidou incomincia a prendere in considerazione l'ipotesi di nominare un nuovo Primo ministro.[11] Chaban decide di prendere in contropiede le messe presidenziali, chiedendo la fiducia all'Assemblée Nationale. Questa gli viene accordata il 22 maggio a schiacciante maggioranza: 368 favorevoli, 96 contrari e 6 astensioni. Nondimeno, il 5 luglio è costretto da Pompidou a rassegnare le dimissioni. È sostituito da Pierre Messmer.[12]

Candidato alle presidenziali del 1974[modifica | modifica sorgente]

Alla morte improvvisa di Pompidou il 2 aprile 1974, Chaban-Delmas è il candidato unico[13] del partito gollista alle elezioni presidenziali. I primi sondaggi sembrano darlo in vantaggio, ma con il passare dei giorni i pronostici si fanno sempre più sfavorevoli. Il 5 maggio, giorno del primo turno, ha solo il 15,1% e arriva terzo dietro al socialista François Mitterrand (43,24%) e a Valéry Giscard d'Estaing (32,60%), venendo così escluso dal ballottaggio. Numerose le ragioni della sconfitta. Indebolito in partenza dalla campagna diffamatoria e da alcuni errori tattici,[14] Chaban deve anche incassare il voltafaccia del collega di partito Jacques Chirac il quale, anziché sostenerlo, il 13 aprile insieme ad altri 3 ministri e a 39 deputati gollisti invita pubblicamente a votare per il candidato liberale Valéry Giscard d'Estaing (l'"appello dei 44")[15]. Al secondo turno, Giscard sarà eletto presidente della Repubblica battendo, sia pure di misura, François Mitterrand.

Il ritorno alla presidenza dell'Assemblée Nationale[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 torna alla presidenza dell'Assemblée Nationale, battendo il presidente uscente Edgar Faure sostenuto da Chirac assurto a capo del RPR, il movimento neogollista. All'inizio del 1981 è contattato segretamente da Valéry Giscard d'Estaing per un'eventuale nomina a Primo ministro al posto di Raymond Barre travolto dall'impopolarità. Chaban - che non ha mai digerito la sconfitta del 1974 - si dichiara indisponibile.[16]

Probabile Primo ministro della coabitazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo le elezioni politiche del marzo 1986 che vedono l'affermazione di una maggioranza di centrodestra all'Assemblée Nationale, François Mitterrand, presidente della Repubblica dal 1981, è sul punto di nominare Chaban-Delmas Primo ministro di un governo di coabitazione. Chaban, infatti, è amico di Mitterrand dai tempi della Resistenza. Ma a causa delle pressioni di Jacques Chirac, il presidente della Repubblica deve ripiegare su quest'ultimo.

Nell'aprile 1986 torna alla presidenza dell'Assemblée Nationale, grazie anche a un accordo con Chirac a spese di Giscard che puntava a quella carica. Lo scioglimento anticipato nel 1988 porrà fine alla sua presidenza, durata complessivamente 16 anni.

Presidente d'onore dell'Assemblée Nationale[modifica | modifica sorgente]

Dopo le elezioni legislative del giugno 1988, benché il centrodestra non abbia più la maggioranza, Chaban tenta di farsi rieleggere presidente dell'Assemblée Nationale, contando soprattutto sulle defezioni dei socialisti dissidenti. Ma l'operazione non gli riesce, ed è eletto il socialista Laurent Fabius. Ritenta nel gennaio 1992, ma stavolta saranno le defezioni dei deputati del centrodestra a impedirgli di prendere più voti del candidato socialista Henri Emmanuelli. Nel marzo 1993 la sua candidatura a guidare un nuovo governo di coabitazione è nuovamente scartata, stavolta a causa dei problemi di salute che lo costringono per diversi mesi ad assentarsi dalla scena politica. Nel 1996 è eletto per acclamazione e all'unanimità presidente d'onore dell'Assemblée Nationale.

Sindaco di Bordeaux per quasi cinquant'anni[modifica | modifica sorgente]

Sindaco di Bordeaux dal 1947 al 1995, città che nel corso della prima metà del suo mandato quasi cinquantennale ha contributo rilanciare grazie ad ambiziosi programmi urbanistici e culturali. È anche più volte presidente della regione Aquitania e della comunità urbana di Bordeaux.

Opere e vita privata[modifica | modifica sorgente]

Chaban-Delmas ha scritto alcuni libri di argomento storico o politico, fra cui un volume di memorie, Mémoires pour demain (Flammarion, 1998). Appassionato sportivo, è stato anche campione di tennis e di rugby. È stato sposato tre volte e ha avuto quattro figli.

L'omaggio del sindaco di Parigi[modifica | modifica sorgente]

Dal 27 agosto 2004, un'esplanade del VII Arrondissement di Parigi porta il nome di Jacques Chaban-Delmas. L'iniziativa è del sindaco socialista Bertrand Delanoë.[17] Un'ala dell'Assemblée Nationale è stata battezzata "immeuble Chaban-Delmas".

A Chaban- Delmas sono stati intitolati lo stadio di Bordeaux, l'aeroporto di Bordeaux-Merignac nonché il nuovo ponte sulla Garonna a Bordeaux, inaugurato a marzo 2013 .

L'omaggio di Nicolas Sarkozy[modifica | modifica sorgente]

Nel discorso d'investitura pronunciato il 14 gennaio 2007 alla Porte de Versailles Nicolas Sarkozy, candidato dell'Union pour un Mouvement Populaire-UMP (Unione per un Movimento Popolare) alle presidenziali del 2007, ha reso un omaggio commosso a Jacques Chaban-Delmas e alla Nouvelle Société.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nel film "Parigi brucia?" di René Clément del 1966, Alain Delon presta il volto al generale Chaban-Delmas.

Jacques Chaban-Delmas è stato l'ultimo a uniformarsi a una consuetudine del cerimoniale parlamentare, che voleva che alle sedute della mattina e del pomeriggio il presidente dell'Assemblée Nationale indossasse il tight e, in quelle serali e in notturna, il frac senza decorazioni. Tale consuetudine, infatti, venne abbandonata nel luglio 1981 dal suo successore, il socialista Louis Mermaz.[18]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze francesi[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— [19]
Compagno dell'Ordre de la Libération - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordre de la Libération
— 7 agosto 1945
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito
Croix de guerre 1939-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945
Medaglia della Resistenza con rosetta - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia della Resistenza con rosetta

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Decorazione d'Onore in Oro con Fascia dell'Ordine al merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Commendatore dell'Ordine di Leopoldo II (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Leopoldo II (Belgio)
Croce di Commendatore dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Commendatore dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
Commendatore dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
Commendatore della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore della Legion of Merit (Stati Uniti)
Medaglia commemorativa per il 2500° anniversario dell'impero persiano (Impero d'Iran) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 2500° anniversario dell'impero persiano (Impero d'Iran)
— 14 ottobre 1971[20]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I gollisti della prima ora. Tra i più noti, Michel Debré, Jacques Foccart, Roger Frey e Olivier Guichard. Tranne Foccart, a partire dagli anni settanta questi personaggi saranno gradualmente emarginati da Jacques Chirac.
  2. ^ Una volta nominato Primo ministro nel 1969 si dovrà dimettere per l'incompatibilità con il mandato parlamentare, tuttavia nel 1970 a causa della scomparsa del suo supplente dovrà ripresentarsi a una suppletiva avendo come avversario Jean-Jacques Servan-Schreiber, che riuscirà a battere senza alcuna difficoltà.
  3. ^ La Nouvelle société, ispirata alle idee dei suoi consiglieri, fra cui Simon Nora e Jacques Delors.
  4. ^ La generalizzazione del salario mensile sarà attuata nel 1977 durante la presidenza Giscard.
  5. ^ Il primo titolare del nuovo dicastero è l'esponente gollista Robert Poujade.
  6. ^ All'epoca i servizi radiotelevisivi erano gestiti in regime di monopolio dall'Ortf, e dopo il maggio 1968 era stata attuata al suo interno un'epurazione pesante degli elementi considerati ostili alla maggioranza.
  7. ^ Robert Poujade: Avec De Gaulle et Pompidou, l'Archipel 2011, pag. 201. Dopo il maggio 1981, Desgraupes sarà nominato alla presidenza di Antenne 2 dal governo socialista di Pierre Mauroy.
  8. ^ I due consiglieri, infatti, attribuivano a Chaban il proposito di far entrare nel governo alcuni esponenti dell'ala moderata dell'allora declinante Parti Socialiste (l' ouverture, che sarà attuata a quasi quarant'anni di distanza durante la presidenza di Nicolas Sarkozy).
  9. ^ Robert Poujade, op. cit., pag. 203.
  10. ^ Le illazioni ai danni di Chaban verteranno soprattutto sulla sua situazione fiscale.
  11. ^ Forse anche in previsione di questo, il 21 febbraio 1972 il presidente della Repubblica aveva fatto rientrare nel governo Pierre Messmer.
  12. ^ Tuttavia, sul piano della politica sociale Messmer opterà per la continuità.
  13. ^ Pierre Juillet, Marie-France Garaud e, ancor più dietro le quinte, Jacques Chirac e Charles Pasqua avrebbero preferito un candidato d'unione, ossia in grado di far convergere su di sé il consenso di tutte le componenti del movimento gollista, nella persona di Pierre Messmer. Quest'ultimo, tuttavia, davanti all'intenzione di Chaban di candidarsi a tutti i costi rinuncerà a presentarsi. Di qui il disincanto di numerosi esponenti gollisti nei confronti della sua candidatura. Non solo: a parte l'ostilità dei più conservatori nei riguardi della sua politica riformista, Chaban è considerato da Chirac e da Pasqua come destinato in partenza e essere escluso dal ballottaggio con François Mitterrand.
  14. ^ Ad esempio, la presentazione affrettata della propria candidatura e un'infelice sortita televisiva a fianco di un André Malraux visibilmente alticcio.
  15. ^ La freddezza con cui il primo ministro Pierre Messmer inviterà a votare per Chaban farà largo alla sensazione che in seno alla formazione gollista si fosse formata una fronda risoluta a prendere il sopravvento sui capi storici. Quello che avverrà in seguito confermerà in pieno questa impressione.
  16. ^ Valéry Giscard d'Estaing: Le pouvoir est la vie - choisir (2006).
  17. ^ A alla cerimonia di scopertura della targa hanno assistito l'allora presidente della Repubblica Jacques Chirac, il suo successore Nicolas Sarkozy, Alain Delon e numerose altre personalità.
  18. ^ Marie-France Lecherbonnier, Le protocole, histoire et coulisses - 2001.
  19. ^ Chaban è stato insignito della Legion d'onore da De Gaulle, e per questo motivo ha rifiutato la promozione a grande ufficiale così come altre decorazioni che gli sono state offerte dai successori del generale.
  20. ^ Badraie

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Patrick e Philippe Chastenet, Chaban (éditions du Seuil 1991).
  • Christiane Rimbaud, Traversées du désert (Albin Michel, 1997).
  • Pierre Cherruau, Chaban de Bordeaux (Sud Ouest 1999).
  • Jacques Mousseau, Chaban-Delmas (Perrin, 2000).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Primo Ministro della Repubblica Francese Successore Flag of France.svg
Maurice Couve de Murville 1969 - 1972 Pierre Messmer
Predecessore Presidente dell'Assemblea Nazionale Successore Flag of France.svg
André Le Troquer 9 dicembre 1958 - 20 giugno 1969 Achille Peretti I
Edgar Faure 3 aprile 1978 - 21 maggio 1981 Louis Mermaz II
Louis Mermaz 2 aprile 1986 - 21 giugno 1988 Laurent Fabius III

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