Philippe Séguin

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Philippe Séguin

Philippe Séguin (Tunisi, 21 aprile 1943Parigi, 7 gennaio 2010) è stato un magistrato e politico francese.

Alto funzionario[modifica | modifica wikitesto]

Rimasto orfano all'età di appena un anno, grazie ai sacrifici della madre, vedova di guerra, studia al liceo Carnot di Tunisi e poi all'École normale d'instituteurs del Var e a quella di Nîmes. Si laurea a pieni voti in lettere all'università di Aix-en-Provence, e si specializza in studi superiori di storia e all'Institut d'études politiques (Sciences po) della stessa città. Dal 1961 al 1963 è redattore del quotidiano Le Provençal, di proprietà di Gaston Defferre.

Dopo l'Ecole Nationale d'Administration (ENA) di Parigi, nel 1970 entra alla Corte dei conti, e agli inizi del 1973 è nominato chargé de mission[1] con competenza sul settore agricolo e ambientale presso la Presidenza della Repubblica dal Segretario generale dell'Eliseo Michel Jobert, principale collaboratore dell'allora Capo dello Stato Georges Pompidou. Confermato da Edouard Balladur, succeduto a Jobert nel marzo 1973, Séguin lascia la Presidenza della Repubblica dopo la morte di Pompidou e l'elezione di Giscard d'Estaing nella primavera del 1974.

Nel 1974 è nominato vice direttore generale per l'Educazione fisica e lo sport. Rientrato alla Corte dei conti, nel 1977 diventa direttore di gabinetto di Christian Poncelet, segretario di Stato con l'incarico dei Rapporti con il parlamento.

Deputato e ministro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1965 aderisce all'Union des jeunes pour le progrès, una formazione gollista. Aderisce al movimento Raggruppamento per la Repubblica (RPR) fondato nel 1976 da Jacques Chirac dalle ceneri del partito gollista. Séguin è un seguace del gollismo sociale, il cui obiettivo è la tutela della democrazia sociale senza tuttavia rimettere in discussione il capitalismo.[2]

Eletto deputato all'Assemblée Nationale nel 1978, 1981, 1986, 1988, 1993 e 1997. Vice presidente della stessa dal 1981 al 1986. Sindaco di Épinal (Vosgi) dal 1983 al 1997, è ministro degli Affari sociali e del lavoro nel secondo governo di Jacques Chirac (1986-1988).

Attività di partito[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni legislative del 1988, Philippe Séguin anima insieme a Charles Pasqua una corrente interna al RPR critica nei riguardi della gestione di Jacques Chirac e volta al perseguimento del gollismo sociale. Al congresso del partito tenutosi a Le Bourget l'11 febbraio 1990, la mozione Pasqua-Séguin ottiene il 31,4 per cento ed è quindi battuta da quella maggioritaria quidata da Alain Juppé che ha il 68,6.

L'Europa[modifica | modifica wikitesto]

La sua bestia nera è la prospettiva della moneta unica, e nel 1992 è promotore insieme a Charles Pasqua del fronte contrario alla ratifica del trattato di Maastricht. Dotato di una dialettica brillante, esce a testa alta dal dibattito televisivo voluto dal presidente della Repubblica François Mitterrand, che nonostante la malattia si spende in prima persona perché il Trattato non sia respinto dai francesi. All'apertura delle urne, i "sì" alla ratifica prevalgono solo per un'incollatura, e questo contribuisce a rafforzare la posizione di Séguin all'interno del movimento neogollista.

Presidente dell'Assemblée Nationale[modifica | modifica wikitesto]

È presidente dell'Assemblée Nationale dal 1993 al 1997. Si fa apprezzare anche dalle minoranze per il rigore e per l'imparzialità. Appena insediato, non esita ad attaccare la politica economica del governo Balladur, definendola una vera "Monaco sociale".[3] In occasione della campagna per le elezioni presidenziali del 1995, mette il suo formidabile talento oratorio al servizio di Jacques Chirac nella competizione con Edouard Balladur, anch'egli candidatosi all'Eliseo, ed è l'ispiratore dello slogan della lotta alla fracture sociale. Chirac è eletto, ma la scelta del nuovo Primo ministro cade su Alain Juppé anziché su Séguin.

Presidente del RPR[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 è eletto presidente del RPR, al posto di Alain Juppé che fino a quella data cumulava quel ruolo con la carica di Primo ministro, e che aveva dovuto farsi da parte un conseguenza della disfatta del centrodestra alle elezioni legislative anticipate. La presidenza Séguin dura solo due anni. Si dimette, infatti, nel 1999, alla vigilia delle elezioni europee, a causa di contrasti interni e di dissensi con lo stesso presidente della Repubblica Jacques Chirac.

Candidato a sindaco di Parigi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 è candidato a sindaco di Parigi, in un momento particolarmente delicato per il RPR visto che il sindaco uscente, Jean Tiberi, è in rotta con il partito ed è risoluto a ripresentarsi con una sua lista personale. I risultati andranno al di là delle aspettative più pessimistiche: Séguin è battuto al secondo turno dal candidato socialista Bertrand Delanoë. A dare man forte al successo dell'attuale primo magistrato di Parigi contribuisce, oltre alla presenza ingombrante della lista Tiberi, lo scarso entusiasmo del presidente della Repubblica Jacques Chirac e del suo entourage nel sostenere Séguin. Le divisioni all'interno del centrodestra hanno fatto il resto.

Ritiro dalla vita politica[modifica | modifica wikitesto]

Dichiaratamente scettico nei confronti della formazione dell'Unione per un Movimento Popolare (UMP), Séguin preferisce ritirarsi dalla vita politica, non partecipando alle elezioni legislative del 2002 e dimettendosi dal consiglio comunale di Parigi. Reintegrato alla Corte dei conti nel 2002, insegna per un biennio all'Università di Montreal.

Primo presidente della Corte dei Conti[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2004 è nominato dal consiglio dei ministri primo presidente della Corte dei conti, prendendo possesso di tali funzioni il successivo 6 settembre.[4]

I legami con Nicolas Sarkozy[modifica | modifica wikitesto]

In conseguenza dell'elezione alla presidenza della Repubblica di Nicolas Sarkozy il 6 maggio 2007, il ruolo di Philippe Séguin ha assunto un rilievo non trascurabile. François Fillon, nominato Primo ministro il 17 maggio 2007, ed Henri Guaino, uno dei principali collaboratori del nuovo presidente della Repubblica, erano a fianco di Séguin nel periodo in cui faceva ancora attività politica. Il segretario di Stato ai Rapporti con il parlamento, Roger Karoutchi, è un altro dei suoi collaboratori. La sua stessa nomina a primo presidente della Corte dei conti nel luglio 2004 fu proposta in consiglio dei ministri da Sarkozy, all'epoca ministro di Stato e ministro dell'Economia e delle Finanze.

Nel maggio 2007 Séguin rifiuta di entrare a far parte del governo Fillon come ministro di Stato, preferendo rimanere alla Corte dei Conti. Uno dei primi atti del nuovo governo è offrire a Séguin la presidenza della Commissione sugli ostacoli alla crescita economica della Francia (più nota come "commissione Attali"), incarico che, a seguito della mancata accettazione da parte di Séguin, è poi andato a Jacques Attali.[5] È anche presidente del consiglio di amministrazione dell'Institut d'études politiques di Aix-en-Provence.

La riforma della Corte dei Conti[modifica | modifica wikitesto]

In occasione dell'apertura dell'anno giudiziario 2009, Philippe Séguin annuncia i principi su cui si basa il disegno di legge di riforma della Corte, in seguito approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2009. La Corte e le 22 sezioni regionali saranno raggruppate in una giurisdizione unica centralizzata e modernizzata, le attuali 22 sezioni regionali saranno ripartite in 4 o 5 sezioni interregionali, sarà attribuito alla sede centrale di Parigi la fissazione del calendario dei lavori e sarà istituito un ruolo statutario unico per i magistrati contabili.

Incarichi nel settore calcistico[modifica | modifica wikitesto]

Ha presieduto la commissione nazionale tripartita presso la Fédération française de football. Dal gennaio 2008 presiede la commissione "Grands stades Euro 2016", istituita dal Segretariato di Stato allo Sport allo scopo di valutare l'idoneità degli stadi esistenti in vista della candidatura della Francia agli Europei 2016 di calcio. Dal febbraio 2008 è presidente della Fondazione Football.

Morte improvvisa e omaggio unanime[modifica | modifica wikitesto]

Philippe Séguin muore alle prime ore del 7 gennaio 2010 nella sua abitazione parigina, a causa di una crisi cardiaca. La notizia è confermata dal Primo ministro François Fillon, visibilmente sconvolto, nel corso di una conferenza stampa. L'omaggio della classe politica francese è unanime, e l'11 gennaio ai suoi solenni funerali nella chiesa degli Invalides, partecipano, oltre al presidente della Repubblica Sarkozy e ai suoi predecessori Giscard d'Estaing e Chirac, le più alte personalità dello Stato, lo stato maggiore dell'UMP e numerosi esponenti dell'opposizione.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Philippe Sèguin è autore di numerosi saggi, fra cui Louis Napoléon le Grand, una biografia di Napoleone III (Grasset 1990), e un libro di memorie, Itinéraire dans la France d'en bas, d'en haut et d'ailleurs (Seuil 2003).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Oltre agli studi storici e la gusto per la battuta tagliente e per le dichiarazioni fuori dai denti, Philippe Séguin condivide con l'ex presidente della Repubblica italiana Francesco Cossiga una passione sviscerata per il web e per le play-station.

Accanito tifoso, nel giugno 2006 ha tenuto una rubrica sul quotidiano della sera Le Monde dove commentava i risultati dei Mondiali di calcio.

Nel 2002 ha chiesto che si soprassedesse dal concedergli la Legion d'onore, perché tale decorazione non fu assegnata a titolo postumo a suo padre, ufficiale francese caduto nel 1944 in un'operazione militare contro i nazisti.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze francesi[modifica | modifica wikitesto]

Médaille militaire - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire
Cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine nazionale al merito
— maggio 2007
Croix de guerre 1939-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945
Cavaliere dell'Ordine delle Palme Accademiche - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine delle Palme Accademiche
Cavaliere dell'Ordine al merito agricolo - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito agricolo
Ufficiale dell'Ordre des arts et des lettres - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordre des arts et des lettres
Commendatore dell'Ordine di Tahiti Nui - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di Tahiti Nui
— 10 aprile 2002

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stara Planina (Bulgaria) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine della Stara Planina (Bulgaria)
Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile)
— 30 settembre 2001
Grand'Ufficiale dell'Ordre de la Pléiade (Francofonia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordre de la Pléiade (Francofonia)
Gran Croce dell'Ordine al merito di Germania (Germania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al merito di Germania (Germania)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco)
Membro di I Classe dell'Ordine del Braccio Destro Gurkha (Nepal) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Braccio Destro Gurkha (Nepal)
Ufficiale onorario dell'Ordine nazionale del Quebec (Quebec) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale onorario dell'Ordine nazionale del Quebec (Quebec)
— 2000
Gran Cordone dell'Ordine della Repubblica (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine della Repubblica (Tunisia)
Gran Cordone dell'Ordine del 7 novembre 1987 (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del 7 novembre 1987 (Tunisia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È una figura che assomiglia a quella del consulente in Italia, ma con maggiori poteri.
  2. ^ Questa forma di gollismo, legata alla difesa dell'indipendenza nazionale e al ruolo della Francia nel mondo, è la più vicina al gollismo tradizionale.
  3. ^ Si rifererisce all'arrendevolezza dell'accordo siglato nel settembre 1938 nella città bavarese, che servì solo a ritardare di un anno l'aggressione della Polonia da parte dell'esercito nazista).
  4. ^ Non è il primo caso in Francia di una personalità impegnata in politica issata ai vertici della magistratura contabile. È successo con André Chandernagor (1983-1990), Pierre Arpaillange (1990-1993) e Pierre Joxe (1993-2001). In tutti e tre i casi, trattasi di ex magistrati che hanno lasciato il governo in cui erano ministri perché nominati alla presidenza della Corte dei Conti. Uno di questi, Pierre Arpaillange, non apparteneva alla magistratura contabile ma a quella ordinaria. In ogni caso, sono stati degli ottimi presidenti e hanno dato prova di assoluta indipendenza. Infine l'attuale primo presidente è l'ex deputato del Parti Socialiste Didier Migaud, nominato il 23 febbraio 2010.
  5. ^ Probabilmente su indicazione dello stesso Séguin che è stato suo condiscepolo all'Ena.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente dell'Assemblea Nazionale Successore Flag of France.svg
Henri Emmanuelli 2 aprile 1993 - 21 aprile 1997 Laurent Fabius

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