Aristide Briand

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Aristide Briand
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la pace 1926

Aristide Briand (Nantes, 28 marzo 1862Parigi, 7 marzo 1932) è stato un politico e diplomatico francese. Il suo impegno per la pace lo rese uno dei personaggi politici più amati della sua epoca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Briand nacque a Nantes, un porto della Francia occidentale. I suoi genitori gestivano nella Rue du Marchix nel quartiere del porto, un piccolo e modesto locale chiamato Croix Verte (Croce Verde). Gli avventori erano soprattutto marinai e lavoratori portuali. All'età di due anni, "Ary" (così era soprannominato) si trasferì con la famiglia a Saint-Nazaire, una città portuale nei Paesi della Loira. Qui suo padre aprì dapprima uno spaccio di vini e liquori, quindi un café chantant, un piccolo locale con accompagnamento musicale. Anche in questo locale la clientela era gente di mare, che qui veniva a cercare le ragazze della città.

Briand frequentò la scuola superiore cittadina di Saint-Nazaire: non era uno scolaro molto diligente e talvolta disturbava la lezione con piccoli scherzi, tuttavia i suoi insegnanti si accorsero presto della sua straordinaria intelligenza, della prontezza di spirito e perspicacia.

Rimase sempre celibe; come compagna ebbe anche, per un certo tempo, la psicoanalista Marie Bonaparte, discepola di Freud.

La carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, divenne un brillante avvocato apprezzato per l'eloquenza e la competenza. Massone[senza fonte], si avvicinò agli ideali socialisti.

Briand si iscrisse al partito socialista francese e scrisse per molti giornali di sinistra, come ad esempio per il quotidiano anarchico Le Peuple. Dopo vari tentativi divenne deputato socialista nel 1902 e fu segretario del Partito Socialista Francese dal 1901 al 1904. Nel 1904 fondò, insieme a Jean Jaurès, il giornale l'Humanité, tutt'oggi esistente.

Entrato in Parlamento, si batté per l'eliminazione dell'ora di religione e per la separazione fra Stato e Chiesa. Nel 1905 egli difese e riuscì a fare approvare tali provvedimenti quale relatore della competente commissione parlamentare contro la forte resistenza delle destre e della Chiesa cattolica. Briand si spese anche ripetutamente per un'alleanza fra socialisti e i radical-socialisti di estrazione borghese. Nel 1906 accettò l'offerta del radical-socialista Ferdinand Sarrien e divenne ministro dell'istruzione. A causa di questa sua scelta fu espulso dal partito socialista, fondò allora un proprio partito, i "Socialisti Repubblicani", i quali perseguirono una linea non marxista. Rimase Ministro dell'educazione fino al 1909 e diede quindi applicazione alla nuova legislazione coerente alla Separazione fra Stato e Chiesa. Grazie alla propria abilità diplomatica riuscì a trovare un compromesso con il Vaticano.

Era presidente del Consiglio, quando nel 1910 ordina la repressione dello sciopero dei ferrovieri. Il 17 ottobre 1910, Aristide Briand aveva dichiarato lo sciopero una "rivolta" e quindi ordinato una violenta repressione governativa con l’intervento dell’esercito e la militarizzazione dei ferrovieri, l'arresto di decine di capi dello sciopero e di attivisti socialisti. Subito dopo ordinò l'arresto di sostenitori di uno sciopero nella sede de L'Humanité, lo stesso giornale che aveva contribuito a fondare. Il giorno dopo la fine dello sciopero, Briand ordinò una carica della polizia contro una folla di lavoratori che era appena stata ad un comizio di Jaurès.

Briand fu ampiamente elogiato in circoli della borghesia per la sua "evoluzione". Il New York Times lo definì "un vero patriota ".

Durante la Prima guerra mondiale si dimostrò un efficace Presidente del Consiglio in particolare in occasione della battaglia di Verdun, per la propria capacità a fare fronte anche alle situazioni più difficili. Ma è in particolare nel dopoguerra che egli diviene, insieme al rivale Raymond Poincaré, una delle figure chiave della Terza Repubblica. I suoi incarichi di governo, in qualità di Ministro degli Esteri e di Presidente del Consiglio, durarono complessivamente sedici anni e cinque mesi.

La lotta per la pace[modifica | modifica wikitesto]

Fu in effetti presidente del Consiglio a più riprese. Ma fu soprattutto grazie al ruolo svolto quale Ministro degli Esteri che egli deve la sua fama. Dopo il primo conflitto mondiale Briand era, infatti, fra i sostenitori della Società delle Nazioni e di un sistema che garantisse la pace. Nel 1922 si dimise in quanto in contrasto con le dure condizioni di pace che il Trattato di Versailles impose alla Germania, nel 1925 fu l'architetto del Trattato di Locarno e nel 1928 del Patto Briand-Kellogg, che promosse insieme al segretario di stato americano Frank Kellogg. Tale convenzione internazionale avrebbe dovuto bandire la guerra quale mezzo di risoluzione delle vertenze internazionali.

Gustav Stresemann, Austen Chamberlain e Aristide Briand a Locarno, nel 1925.

Per questa sua attività ricevette nel 1926, insieme al ministro degli esteri tedesco Gustav Stresemann, il Premio Nobel per la Pace. Briand può essere considerato un precursore del progetto dell'integrazione europea: infatti, il 5 settembre 1929 pronunciò un discorso innanzi all'assemblea della Società delle Nazioni, in cui prefigurava un'unificazione europea. L'assemblea gli diede mandato per presentare un memorandum per l'organizzazione di Unione Federale Europea che non avrebbe tuttavia mai visto la luce. Esercitò per molti anni la presidenza onoraria dell'Unione Pan-Europea.

Negli anni trenta l'avvento del nazismo fece crollare i sogni di un'Europa riunificata. Fino all'ultimo Briand mantenne le proprie posizioni pacifiste. Morì a Parigi il 7 marzo 1932. Le sue ceneri riposano nel piccolo cimitero di Cocherel di fronte ad un paesaggio che amava particolarmente.

Elenco dei Governi Briand[modifica | modifica wikitesto]

Primo Governo Briand, 24 luglio 1909 - 3 novembre 1910[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Governo Briand, 3 novembre 1910 - 2 marzo 1911[modifica | modifica wikitesto]

Terzo Governo Briand, 21 gennaio - 22 marzo 1913[modifica | modifica wikitesto]

Quarto Governo Briand, 29 ottobre 1915 - 12 dicembre 1916[modifica | modifica wikitesto]

Quinto Governo Briand, 12 dicembre 1916 - 20 marzo 1917[modifica | modifica wikitesto]

  • Aristide Briand - Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri
  • Hubert Lyautey - Ministro della Guerra
  • Albert Thomas - Ministro degli Armamenti e della Produzione bellica
  • Louis Malvy - Ministro degli Interni
  • Alexandre Ribot - Ministro delle Finanze
  • Étienne Clémentel - Ministro del Commercio, Industria, Lavoro, Previdenza sociale, Agricoltura, Poste e Telegrafi
  • René Viviani - Ministro della Giustizia, della Pubblica istruzione e delle Belle arti
  • Lucien Lacaze - Ministro della Marina
  • Édouard Herriot - Ministro degli Approvvigionamenti, dei Lavori pubblici e dei Trasporti
  • Gaston Doumergue - Ministro delle Colonie
  • Sostituzioni:
    • 15 marzo 1917 - Lucien Lacaze succede a Lyautey come Ministro della Guerra ad interim.

Sesto Governo Briand, 16 gennaio 1921 - 15 gennaio 1922[modifica | modifica wikitesto]

Settimo Governo Briand, 28 novembre 1925 - 9 marzo 1926[modifica | modifica wikitesto]

Ottavo Governo Briand, 9 marzo - 23 giugno 1926[modifica | modifica wikitesto]

Nono Governo Briand, 23 giugno - 19 luglio 1926[modifica | modifica wikitesto]

Decimo Governo Briand, 29 luglio - 3 novembre 1929[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Croce della Libertà per il servizio civile di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce della Libertà per il servizio civile di I Classe

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 49268606 LCCN: n50041434

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo Ministro della Repubblica Francese Successore Flag of France.svg
Georges Clemenceau 1909 - 1910 Ernest Monis I
Raymond Poincaré 1913 Louis Barthou II
René Viviani 1915 - 1917 Alexandre Ribot III
Georges Leygues 1921 - 1922 Raymond Poincaré IV
Paul Painlevé 1925 - 1926 Édouard Herriot V
Raymond Poincaré 1929 André Tardieu VI