Jean Sylvain Bailly

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Jean Sylvain Bailly

Jean Sylvain Bailly (Parigi, 15 settembre 1736Parigi, 12 novembre 1793) è stato un matematico, astronomo, politico e letterato francese, ghigliottinato durante la Rivoluzione.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un pittore di corte, era destinato alla pittura, ma egli preferì le lettere e le scienze. Dapprima lavorò per il teatro ma, amico di Lacaille, s'interessò molto presto di astronomia, facendosi costruire un osservatorio sul tetto del Louvre a Parigi. Le sue osservazioni gli guadagnarono l'elezione all'Accademia delle Scienze nel 1783. Poco prima della Rivoluzione, aiutò Alexandre Lenoir nella salvaguardia del patrimonio nazionale.

La Rivoluzione[modifica | modifica wikitesto]

Fu eletto deputato parigino nelle file del Terzo Stato alle elezioni per Assemblea costituente il 12 maggio 1789, il 3 giugno presidente del Terzo Stato e il 17 giugno presidente dell'Assemblea nazionale.

Il 20 giugno fu il primo a prestare giuramento nella Sala della Pallacorda e tre giorni dopo rifiutò la pretesa di Luigi XVI di sciogliere l'Assemblea.

Il 15 luglio 1789 fu eletto sindaco di Parigi e ricevette critiche di conservatorismo rivoltegli da Camille Desmoulins e Jean-Paul Marat.

Dopo la fallita fuga del re del 21 giugno 1791, si oppose alla richiesta di decadenza del re e, a richiesta dell'Assemblea, represse sanguinosamente le agitazioni popolari del 17 luglio 1791. Crollata la sua popolarità, si dimise il 12 novembre da tutte le cariche e si ritirò a Nantes.

Arrestato a Melun nel luglio 1793 e chiamato a testimoniare nel processo contro Maria Antonietta, difese la regina.

Il processo contro Bailly si concluse l'11 novembre 1793 con la sentenza di morte e la ghigliottina fu innalzata il giorno dopo sul Campo di Marte, dove i soldati avevano sparato, su suo ordine, sulla folla. In quel giorno di pioggia e di freddo, si dice che alla domanda del boia: «Tremi, Bailly?» rispondesse: «Sì, ma di freddo».

La sua Histoire de l'Astronomie, opera letteraria più che scientifica, gli aprì le porte dell'Académie française grazie alla raccomandazione, nel 1783, dell'amico Buffon, e malgrado l'opposizione di d'Alembert. Non fu rimpiazzato subito dopo la sua morte, ma solo nel 1803, da Emmanuel Joseph Sieyès. Arago pronunciò il suo elogio all'Accademia delle scienze nel 1844.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • 1766: Essai sur la théorie des satellites de Jupiter
  • 1771: Sur les inégalités de la lumière des satellites de Jupiter
  • 1775: Histoire de l'astronomie ancienne
  • 1777: Lettres sur l'origine des sciences
  • 1779: Lettres sur l'Atlantide de Platon
  • 1778-1783: Histoire de l'astronomie moderne
  • 1787: Histoire de l'astronomie indienne et orientale.
  • 1798: Essai sur les fables (publié après sa mort)
  • 1804: Mémoires d'un témoin de la Révolution
  • 1810: Recueil de pièces intéressantes sur les sciences
  • 2004: Mémoires

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