Jean-Lambert Tallien

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Jean-Lambert Tallien

Jean-Lambert Tallien (Parigi, 23 gennaio 1767Parigi, 16 novembre 1820) è stato un politico e rivoluzionario francese.

Figlio di un maggiordomo del Conte di Bercy, si impiega inizialmente presso un avvocato. Sostenitore della Rivoluzione fin dalla prima ora, partecipa alle agitazioni di piazza di Parigi. Abbandonato l'impiego presso lo studio legale, inizia a lavorare presso la tipografia del Moniteur e organizza una società di fratellanza al Faubourg Saint-Antoine. Successivamente inizia un'attività editoriale in proprio, pubblicando un giornale murale dal nome L'Ami des citoyens, journal fraternel.

Dopo l'arresto di Luigi XVI a Varennes, durante la sua fuga, ne chiede la destituzione e diviene uno degli esponenti più in vista della cosiddetta Section des Lombards; il 15 aprile 1792 organizza una Festa della Libertà insieme a Jean-Marie Collot d'Herbois.

Il 10 agosto 1792 partecipa all'assedio del Palazzo delle Tuileries, sostenuto dal governo rivoluzionario della Comune di Parigi, nel quale otterrà la carica di segretario. Nel settembre successivo, appoggia il massacro compiuto nelle carceri di Parigi ed anzi, il 3 settembre, invia una circolare in tutte le province nella quale invita a fare lo stesso anche là. Alla fine di settembre si dimette dalla sua carica e si presenta a Parigi per le elezioni alla Convenzione Nazionale, ma la sua candidatura viene fortemente osteggiata da Jean-Paul Marat, che lo definisce un cupido intrigante in cerca di un posto; di fronte a questa opposizione Tallien ripiega ma si presenta nel dipartimento di Seine-et-Oise, venendo eletto.

Alla Convenzione Tallien siede tra i banchi dei Montagnardi, in opposizione ai Girondini, che avevano attaccato la "Commune di Parigi". Dopo aver partecipato ai moti che avevano portato alla caduta ed all'arresto dei Girondini, il 23 settembre 1793 viene inviato con Claude-Alexandre Ysabeau a Bordeaux per reprimervi i moti di stampo federalista. Qui tuttavia viene sedotto da Thérésa Cabarrus, ex moglie di un federalista arrestata come sospetta; la fa quindi liberare ed inizia a vivere con lei, in un lusso sfrenato e proteggendo altri sospetti. Di fronte a questo voltafaccia, le autorità rivoluzionarie locali lo accusano di moderatismo ma egli reagisce facendoli arrestare; tuttavia Jullien de la Drôme, agente del Comitato di salute pubblica in missione nella zona, al suo ritorno lo denuncia a Parigi.

Sentendosi minacciato, torna a Parigi per giustificarsi, riuscendo a convincere la Convenzione della bontà del suo ardore rivoluzionario, riuscendo addirittura ad essere eletto presidente dell'assemblea il 24 marzo 1794. Viene raggiunto presto da Thérésa, che è tuttavia arrestata per ordine del Comitato di salute pubblica; questo fatto, ed un biglietto offensivo mandatogli dalla donna, portano Tallien ad entrare nella congiura contro Robespierre, utilizzando la sua posizione di presidente alla Convenzione per togliere la parola a Saint-Just e per impedire di parlare allo stesso Robespierre.

Dopo la caduta di Robespierre, Tallien diviene una figura importante della reazione, con l'aiuto di Thérésa, che sposa il 26 dicembre 1794, ma Pierre Joseph Cambon e Laurent Lecointre lo denunciano come sostenitore del Terrore. Tallien riesce a salvarsi chiedendo la testa di Jacques Nicolas Billaud-Varenne e Jean-Marie Collot d'Herbois; rilancia quindi L'Ami des citoyens, attaccando i Giacobini, fa chiudere il Circolo dei Giacobini il 24 dicembre 1794 e sopprimere il Tribunale rivoluzionario il 31 maggio 1795.

Con l'istituzione del Direttorio, l'influenza politica di Tallien inizia a declinare, sebbene rimanga un membro del Consiglio dei Cinquecento. Screditato agli occhi dei Montagnardi, che lo considerano un rinnegato, ed a quelli della destra, che gli rimproverano il suo passato favorevole al Terrore, viene abbandonato anche dalla moglie. Comunque, presentato a Napoleone, viene da questi aggregato alla spedizione in Egitto e, dopo la presa del Cairo, Tallien si occupa dell'edizione del giornale ufficiale, Décade égyptienne.

Rimandato in Francia dal generale Jacques François Menou, divenuto nel frattempo comandante in capo dell'Armata egiziana nel 1800, viene catturato dagli inglesi durante la navigazione e condotto a Londra: qui viene comunque ben accolto dai Whig ed incontra Charles James Fox.

Al ritorno in Francia, nel 1802, Tallien si ritrova senza moglie (che ha ottenuto il divorzio) e senza impiego, ma con l'intercessione di Fouché e Talleyrand, viene nominato console ad Alicante, ma vi rimane soltanto per quattro mesi: colpito dalla febbre gialla, perde l'uso di un occhio. Tornato a Parigi, riesce ad avere una pensione, che gli verrà confermata anche dopo il ritorno dei Borboni. A causa della sua cattiva salute, viene salvato dall'esilio decretato per i regicidi, ma muore di lebbra il 16 novembre 1820.

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