Massacri di settembre

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(FR)

« La terreur régnait dans Paris. Elle était chez les républicains, menacés par les armées prussiennes, et chez les royalistes, menacés par les républicains [...] et un parti, livré à la dénonciation d'un autre, fut exposé à être jeté tout entier dans les prisons. »

(IT)

« Il terrore regnava in Parigi: sia tra i repubblicani, minacciati dagli eserciti prussiani, sia tra i monarchici, minacciati dai repubblicani … ed un partito, abbandonato alla denuncia dell'altro, rischiò di essere gettato tutto intero nelle prigioni. »

(Adolphe Thiers, Histoire de la révolution française, Tomo II, Capitolo I, Bruxelles, 1834.)
Una raffigurazione dei Massacri di Settembre

Per stragi o massacri di settembre si intende l'esecuzione sommaria di oltre mille detenuti, supposti partigiani del re, che ebbe luogo nelle carceri parigine tra il 2 e il 6 settembre del 1792.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Furono il prodotto della violenta reazione della popolazione della capitale francese alle notizie che giungevano dal fronte sul disastroso andamento della guerra contro la Prussia (presa di Longwy, assedio di Verdun) e sul tentativo di insurrezione della Vandea.

Il diffondersi del panico e la psicosi del complotto controrivoluzionario, spinsero la folla ad assalire le prigioni di Parigi (l'Abbaye-aux-Bois, l'Hôtel des Carmes, la Prison de la Force, l'ex seminario di Saint-Firmin, la Conciergerie, lo Chàtelet, la Salpêtrière): dopo un sommario processo celebrato da un tribunale del popolo presieduto da Stanislas-Marie Maillard, la folla si abbandonò a massacri che durarono dal 2 al 6 settembre. Venne uccisa quasi la metà dei detenuti, mentre le autorità assistevano passivamente.

Episodi simili si verificarono anche a Orléans, Meaux e Reims.

Circa i tre quarti degli oltre mille caduti erano criminali comuni: numerosi erano anche i preti cosiddetti "refrattari" (che non avevano cioè accettato la costituzione civile del clero). Tra le vittime eccellenti Maria Teresa Luisa di Savoia-Carignano, principessa di Lamballe, i vescovi Jean-Marie du Lau d'Alleman, Pierre-Louis e François-Joseph de La Rochefoucauld e l'abate Ambroise-Augustin Chevreux.

I girondini ritennero Georges Danton e Jean-Paul Marat colpevoli di aver sobillato la folla. I "massacri di settembre" vengono considerati la prima manifestazione spontanea del Terrore giacobino.

Le vittime nel clero[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino del convento dei carmelitani scalzi (Hotel des Carmes)

191 ecclesiastici, fra i quali 3 vescovi, furono massacrati in modo particolarmente violento, sotto la direzione del Maillard, esecutore degli ordini del Comitato di sorveglianza.[1] Questi aveva installato un tribunale all'interno del convento dei carmelitani scalzi. Egli giudicò e condannò uno a uno tutti quelli che si presentavano dinnanzi a lui trascinativi con la forza. La porta dell'ormai ex convento si aprì a tutti quei religiosi che si erano rifiutati di prestare giuramento alla Costituzione civile del clero: varcando la soglia essi cadevano sotto le picche o le baionette. [2] Il massacro del clero durò dal 2 al 5 settembre 1792.

L'arcivescovo di Arles, Jean-Marie du Lau d'Alleman, ed il suo vicario generale Armand de Foucauld de Pontbriand, i vescovi di Beauvais e di Saintes, rispettivamente François-Joseph de La Rochefoucauld-Bayers ed il fratello Pierre-Louis de La Rochefoucauld-Bayers, furono arrestati nelle loro chiese e nei giorni dal 2 al 5 settembre furono massacrati nel giardino dell'Hotel des Carmes insieme a numerosi altri preti tra i quali il beato Ambroise-Augustin Chevreux, abate benedettino, superiore generale della Congregazione benedettina di San Mauro, François Hébert, superiore generale della Congregazione di Gesù e Maria (Eudisti) e il prete secolare Joseph-Marie Gros. Fra i preti, otto erano membri della municipalità locale del Québec di Saint-Sulpice e tra questi otto vi era André Grasset, prete della diocesi di Saintes, nato in Canada. Vi erano inoltre ventitré anziani gesuiti, che si erano rifiutati di prestare giuramento alla Costituzione civile del clero; tre di essi erano ben noti: Jacques Bonnaud, vicario generale di Lione, Guillaume-Antoine Delfaud, arciprete di Daglan, e Alexandre Lanfant, predicatore di corte. Tra le vittime anche il segretario generale dei Fratelli delle scuole cristiane fratello Nicolas Leclerc, anch'egli beatificato il 17 ottobre 1926 da papa Pio XI.

I martiri di settembre[modifica | modifica wikitesto]

Il 17 ottobre 1926, riconosciutone il martirio in odium fidei, papa Pio XI beatificò 191 delle vittime dei massacri (quasi tutti sacerdoti). A loro il Martirologio Romano dedica quattro commemorazioni tra il 2 ed il 3 settembre (in base al giorno ed al luogo della morte).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Église St Joseph des Carmes
  2. ^ (FR) Bienheureux Martyrs des Carmes

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Spinosa, Luigi XVI - L'ultimo sole di Versailles, Milano, Mondadori, 2008, ISBN 978-88-04-58134-5.

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