Camille Desmoulins

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Ritratto di Camille Desmoulins fatto da Jean-Sébastien Rouillard

Camille Desmoulins (nome completo Lucie-Simplice-Camille-Benoist Desmoulins) (Guise, 2 marzo 1760Parigi, 5 aprile 1794) è stato un avvocato, giornalista e rivoluzionario francese.

« Bisogna fare del diritto pubblico dell'Europa come ha fatto Lutero del diritto canonico: buttare tutti i libri nel fuoco. »
(Camille Desmoulins[1])

Indice

Biografia [modifica]

Camille Desmoulins è figlio di un luogotenente generale al baliato di Guise. Entra come borsista al liceo Louis-le-Grand, dove ha risultati mediocri. Ha come compagno di studi Maximilien de Robespierre. Diviene in seguito avvocato a Parigi.

Si lancia nella politica dopo la sua elezione come deputato del terzo stato agli Stati Generali del 1789. Fa allora parte della cerchia di Mirabeau. Malgrado una balbuzie rimarchevole, egli diviene uno dei principali oratori della Rivoluzione francese. Il suo primo grande discorso ha luogo davanti alla folla riunita nei giardini del Palazzo Reale il 12 luglio 1789 dopo la cacciata di Necker, nelle concitate fasi che precedettero la Presa della Bastiglia.

Fa il suo esordio come giornalista nel novembre del 1789, pubblicando Les Révolutions de France et de Brabant, giornale che conterà 86 numeri. Vi denuncia costantemente l'idea di complotto aristocratico. Si oppone ugualmente al suffragio censitario, dichiarando che un tale modo di eleggere avrebbe escluso Gesù o Jean-Jacques Rousseau. Il suo giornale è sospeso dopo il massacro del Champ-de-Mars del 17 luglio 1791, sebbene egli non abbia partecipato ai fatti.

Prima della dichiarazione di guerra nel 1792, è piuttosto partigiano della pace, come il suo amico Robespierre. Ma in seguito cambia idea e si mette di fianco a Danton e Marat. Dopo il 10 agosto 1792 e la caduta della monarchia, diviene segretario del ministero della Giustizia, diretto da Danton. E diviene sempre più impegnato nella lotta per la repressione dei contro-rivoluzionari. Viene eletto alla Convenzione Nazionale, dove si siede tra i Montagnardi, ma non gioca un ruolo importante. Molti dei suoi contemporanei vedono in lui un brillante oratore, ma incapace di giocare un ruolo politico [2]. Si oppone fortemente a Jacques Pierre Brissot, che l'accusa di essere un corrotto. Pubblica contro di lui Brissot dévoilé e Histoire des brissotins, dove ricorda la versatilità del suo avversario, vicino a La Fayette.

Si allontana poco a poco dai Montagnardi, specialmente dopo la condanna dei Girondini il 30 ottobre 1793. Fonda allora un nuovo giornale, Le Vieux Cordelier, dove attacca gli "Enragés" (arrabbiati) e gli Hébertisti e lancia appelli alla clemenza.

Considerato come un dantonista, è arrestato insieme a loro, il 31 marzo 1794 e ghigliottinato il 5 aprile 1794.

Camille Desmoulins aveva sposato nel 1790 Anne Lucile Laridon-Duplessis. Questa giovane coppia, di cui rimane una fitta corrispondenza, è considerata come un simbolo degli « amori sotto la Rivoluzione ». Anche lei sarà ghigliottinata, una settimana più tardi, il 13 aprile 1794. Il marito, sul patibolo, lascia al boia una ciocca dei suoi capelli, e prima di morire pronuncia il suo nome.

Discendenza [modifica]

Camille e Lucile Desmoulins hanno un figlio, Horace-Camille Desmoulins, nato il 6 giugno 1792 [3] del quale Robespierre sarà il padrino in uno dei primi battesimi repubblicani.[4] Viene allevato con il figlio di Danton da una nutrice dell'Isle-Adam[5], poi, dopo l'esecuzione dei suoi genitori, da sua nonna materna Anne-Françoise-Marie Boisdeveix (Mme Duplessis). [6] Nel 1800, Napoleone Bonaparte gli accorda una borsa di studio per il liceo militare di Saint-Cyr (Prytanée francese). [7]

Nel 1817 Horace Desmoulins si trasferisce ad Haiti per intraprendere un'impresa commerciale e lì sposa Zoé Villefranche, con la quale ha quattro figli. [8]. Vi muore di febbre nel giugno 1825.

Opere [modifica]

  • Ode
  • Discours à la lanterne
  • La France libre
  • L'Histoire des Brissotins
  • Les Révolutions de France et de Brabant
  • Le Vieux Cordelier
  • La Tribune des patriotes con la partecipazione di Louis-Marie Stanislas Fréron.

Citazioni [modifica]

  • « Ecco la mia pistola, saprò morire glorioso» (il 12 luglio 1789, al Palais Royal)
  • « Bruciare non è rispondere» (al club dei Giacobini, rivolto a Robespierre)
  • « Non contenti di assassinarmi, essi vogliono anche assassinare mia moglie! » (al processo dei dantoniani, il 4 aprile 1794)
  • « Popolo ti si inganna, si uccidono i tuoi amici! Il mio solo e unico crimine è stato quello di versare lacrime! » (sul carretto che lo conduce al patibolo, il 5 aprile 1794)
  • « Dai i capelli di mia moglie a sua madre » (parola che disse ad un ufficiale prima di morire sul patibolo)
  • « Lucile! » (il nome di sua moglie, che egli gridò prima che gli tagliassero la testa)

Note [modifica]

  1. ^ Pierre Gaxotte, La rivoluzione francese, Edizioni Oscar Mondadori, 1989, Milano, pag.211
  2. ^ *Barère: « Egli aveva molto spirito e troppa immaginazione per avere del buon senso »
  3. ^ Bulletin de la Société de l'Histoire de Paris et de l'Ile de France - 9e année, 1882. OCLC 1772474
  4. ^ Battesimo repubblicano di Horace Desmoulins e Parrainage par Robespierre
  5. ^ Danton di Frédéric Bluche
  6. ^ Jean Tulard, Jean-François Fayard, Alfred Fierro, Histoire et dictionnaire de la Révolution française 1789-1799, Éditions Robert Laffont, collection Bouquins, Paris, 1987. ISBN 270282076X
  7. ^ Decreto del 30 settembre 1800
    Articolo l. - Il giovane Horace-Camille Desmoulins, in cui padre, membro della Convenzione nazionale, è morto sul patibolo, vittima del tribunale rivoluzionario di Parigi, è nominato allievo al Prytanée francese.
    Articolo 2. - Il ministro dell'interno è incaricato dell'esecuzione del presente arresto.
  8. ^ Site Généalogie et Histoire de la Caraïbe

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