Louis-Marie-Stanislas Fréron

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Louis Fréron

Louis Marie Stanislas Fréron (Parigi, 17 agosto 1754Saint-Domingue, 15 luglio 1802) è stato un rivoluzionario francese.

Era figlio di Elie Catherine Fréron, noto scrittore e professore al collegio Louis-le-Grand di Parigi. Nel 1790 fondò l'Orateur du peuple e fu membro della municipalità di Parigi dopo il 10 agosto. Fu eletto deputato alla Convenzione nel gruppo di Danton.

Commissario presso l'armata d'Italia, nel 1793 ordinò le stragi di Tolone e Marsiglia. Il 9 termidoro anno II (27 luglio 1794) si schierò contro Robespierre assumendo posizioni decisamente reazionarie.

Amante del Petrarca, di cui tradusse in francese alcuni sonetti, aveva fama di libertino. In buoni rapporti con la famiglia Bonaparte, fece ottenere a Letizia Ramolino e ai figli una sovvenzione che il governo accordava ai patrioti corsi venutisi a rifugiare nella Francia continentale. Nel 1796 intrecciò a Marsiglia una relazione con Paolina Bonaparte, e tentò di sposarla, chiedendo a Napoleone stesso e a Luciano Bonaparte di intercedere per lui. La situazione finanziaria non florida, la giovane età della ragazza e l'ostilità della madre di lei, Maria Letizia Ramolino, fecero però naufragare le speranze di Fréron e di Paolina,[1] che corrispondeva appassionatamente, come si evince da un nutrito gruppo di lettere di quello stesso anno.[2]

Negli ultimi anni della sua vita accompagnò il cognato di Napoleone Bonaparte, generale Charles Victoire Emmanuel Leclerc, in una spedizione a Santo Domingo, dove morì nel 1802.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ H. D'Alméras, Paolina Bonaparte, Milano, Dall'Oglio, 1964, pp. 27 e ss.
  2. ^ Furono pubblicate nella Revue rétrospective del 1834

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