Toussaint Louverture

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François-Dominique Toussaint Louverture

François-Dominique Toussaint Louverture, conosciuto anche come Toussaint L'Ouverture o Toussaint Bréda (Port-Margot, 20 maggio 1743Fort-de-Joux, 7 aprile 1803), è stato un rivoluzionario haitiano afroamericano.

Ex schiavo, guidò la rivolta degli schiavi di Santo Domingo. Fu catturato dai bonapartisti e morì prigioniero in Francia. L'anno dopo, nel 1804, l'isola riuscì a conquistare l'indipendenza. Fu il primo Stato nero della storia moderna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Toussaint Loverture nacque schiavo il 20 maggio 1743 a Port-Margot, sull'isola di Santo Domingo, all'epoca colonia francese. I suoi genitori erano schiavi nella piantagione Bréda e discendevano dalla famiglia reale del regno africano occidentale del Dahomey. Toussaint crebbe nella piantagione dei Bréda, da cui prese il cognome, lavorando come mozzo di stalla e poi come cocchiere, imparando tuttavia a leggere e a scrivere dai Gesuiti. Successivamente, nel 1768, intorno ai 25 anni, riuscì a guadagnarsi la libertà, acquisendo anche una piccola piantagione con schiavi propri, pur rimanendo con i Bréda.

L'inizio della ribellione[modifica | modifica wikitesto]

Quando nell'agosto del 1791 scoppiò nell'isola una rivolta di schiavi neri contro i francesi, l'ex - schiavo decise di aderire, cambiando il suo cognome in Louverture (cioè "l'apertura" verso la libertà) e arruolandosi nell'esercito spagnolo a Santo Domingo (colonia spagnola che occupava metà dell'isola, l'attuale Repubblica Dominicana), dove, con il grado di colonnello, combatté contro i colonizzatori francesi. Tuttavia, dopo tre anni di lotta, nel 1794, quando la Francia rivoluzionaria abolì la schiavitù nelle colonie, Toussaint tornò a fianco degli antichi nemici, portandosi dietro un'armata di 4000 ex - schiavi che, stando alle parole di un generale francese, combattevano "nudi, equipaggiati con nient'altro che un cinturone di cartucce, una sciabola e un fucile, e davano l'esempio della più severa disciplina". Il sostegno del capo rivoluzionario nero risultò determinante per le truppe francesi, che nel luglio del 1795 conquistarono tutta l'isola , mentre Toussaint, nell'arco di due anni, divenne il comandante supremo della guarnigione francese a Santo Domingo. I suoi sforzi ora si concentrarono contro l'Inghilterra, che aveva mandato un corpo di spedizione militare che aveva occupato una fascia costiera dell'isola. Il generale nero tormentò gli invasori con una guerriglia fatta di continui attacchi a sorpresa e imboscate, contando anche sul caldo e sulle malattie tropicali, riuscendo a far ritirare gli inglesi nel 1798. Poi, dopo aver eliminato tutti i possibili rivali per il potere, Toussaint nel luglio del 1801 emanò un proclama per la libertà di Santo Domingo, di cui divenne governatore a vita. Come politico assunse metodi brutali che gli guadagnarono l'ostilità degli stessi schiavi che aveva liberato: infatti protesse dalle violenze i ricchi piantatori bianchi e vincolò i neri, pena la morte, a tornare nelle piantagioni nelle quali avevano lavorato in schiavitù, sebbene ora fossero lavoratori salariati. Anche nel fisico il leader nero era segnato: aveva infatti ben diciassette ferite e una proiettile d'artiglieria inglese gli aveva fatto perdere gran parte dei denti, ma stando ai racconti di allora, era ancora piacente per le donne (specie quelle bianche).

La cattura e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Le cose cambiarono quando Napoleone, divenuto Primo Console, decise di ristabilire la piana sovranità francese nelle colonie. Per questo inviò sull'isola una corpo di spedizione di ben 60.000 uomini agli ordini del generale Leclerc, suo cognato in quanto marito di sua sorella Paolina Bonaparte, il quale applicò una spietata politica di sterminio e deportazione. Toussaint tornò a combattere i francesi con la guerriglia, bruciando intere città e sabotando gli invasori, tramite il dissodamento delle strade con le mine e l'avvelenamento di pozzi e fontane. La sua resistenza durò però solo tre mesi e, quando anche molti suoi seguaci accettarono l'amnistia francese per i ribelli che si arrendevano, anche lui, il 6 maggio 1802, si sottomise e giurò fedeltà alla Francia. Leclerc però non mantenne la parola e fece arrestare il capo nemico, che, trasbordato a bordo della fregata Créole, fu portato prigioniero in Francia, dove venne rinchiuso nel forte di Joux, morendovi il 7 aprile 1803, senza rivedere la sua terra che aveva contribuito a liberare. La sua eredità fu presa da Jean-Jacques Dessalines, che continuò la lotta contro i francesi, ora capitanati dal generale Donatien de Rochambeau dopo la morte di Leclerc a causa della febbre gialla. Gli invasori, decimati dalle malattie tropicali e dal blocco navale inglese, dovettero evacuare l'isola il 30 novembre 1803. Poco tempo dopo, il 1º gennaio 1804, sull'isola liberata fu proclamata l'indipendenza del nuovo Stato, battezzato Haiti, prima Repubblica nera della Storia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Madison Smartt Bell, Quando le anime si sollevano, Alet, 2004
  • Madison Smartt Bell, Il Signore dei crocevia, Alet, 2004
  • Madison Smartt Bell, Il Napoleone nero, Alet, 2008
  • Cyril Lionel Robert James, I giacobini neri: la prima rivolta contro l'uomo bianco, Derive Approdi, 2006
  • Isabel Allende, L'isola sotto il mare, Milano, Feltrinelli, 2004

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