Incroyables e Merveilleuses

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Un "Incredibile" e una "Meravigliosa"

Gli Incroyables e le Merveilleuses (Incredibili, stupefacenti e Meravigliose, le donne corrispondenti) sono gli esponenti di una moda della Francia del periodo del Direttorio caratterizzata da un lusso estremo ostentato e da stravaganze esibite nell'abbigliamento e nella condotta di vita originati da una reazione ai tristi tempi che la società francese aveva attraversato durante il Terrore rivoluzionario.

Quadro storico[modifica | modifica wikitesto]

Un Incredibile e una Meravigliosa
Degli Incredibili si salutano incrociando le dita.

Il 27 luglio del 1794 la caduta di Robespierre segna l'inizio della reazione termidoriana. Già all'indomani della sua morte sul patibolo nelle strade ricominciarono a circolare le carrozze, i signori ripresero al loro servizio maggiordomi e domestici. Quando fu abolita la "legge del massimo"[1] e soprattutto quando il Direttorio prese il potere alla Convenzione nazionale i negozi facevano mostra di opulenti vetrine straboccanti di merci.

All'indomani della fine del Terrore i francesi usciti dalla prigione o ritornati dall'esilio o soltanto felici di vedere la fine del Terrore si abbandonarono freneticamente ai piaceri della vita.

Fra i trenta o quaranta teatri e i 644 balere che facevano buoni guadagni c'erano i "balli delle vittime", dove erano ammessi soltanto quelli che dichiaravano di aver perduto dei parenti sul patibolo e dove si ballava vestiti a lutto e ci si salutava con un rigido inchino della testa come se questa fosse stata tagliata dalla lama della ghigliottina.

Nei teatri si applaudivano gli accenni critici del giacobinismo e della tirannia; la "gioventù dorata", i "muscadins" ("moscardini") sopravvissuti alla Rivoluzione[2] applaudivano invece le allusioni ostili alla Repubblica.

La canzone Le Réveil du peuple (Il risveglio del popolo), considerata prima reazionaria ora risuonava dappertutto. Il cantante Ange Pitou vendeva nelle strade e nei crocicchi canzonette contro il Direttorio.

Gli "Incredibili"[modifica | modifica wikitesto]

Un Incredibile.
Incredibili con il loro nodoso bastone

In questo ambiente sociale i giovani che dettavano la moda del tempo, dalla scelta degli abiti fino al modo di parlare, lanciarono una nuova moda: gli "elegants" (elengatoni) portavano delle lunghe trecce che ricadevano sulle spalle o capelli lasciati crescere lungo le tempie che venivano chiamati "orecchie di cane"; un pettine di corno raccoglieva in un ciuffo dietro la testa (a raffigurare il modo con cui si presentavano al patibolo i condannati a morte) i capelli che dovevano essere tagliati con il rasoio e non con le forbici, considerate troppo comuni e volgari. Portavano poi dei grandi anelli alle orecchie, enormi occhiali sul naso oppure un grande pince-nez con una lunga asta davanti agli occhi come se fossero affetti da una forte miopia.

I segni principali che facevano riconoscere gli eleganti di quest'epoca erano delle redingote molto corte, un abito con un grande colletto che faceva una gobba sulla schiena come se fossero gobbi, una gigantesca cravatta come se si volesse nascondere un gozzo o delle scrofole, dei calzoni corti al ginocchio di velluto o di seta nera o verde cascanti e che facevano sembrare i loro ginocchi gonfi e deformi, delle calzette variegate, attorcigliate sulle gambe e calati alle caviglie, come se non avessero i polpacci. Nelle occasioni speciali l'"incredibile" sostituiva la sua corta redingote con un abito dal taglio squadrato e dai grandi baveri, indossava un cappello a cilindro di enormi dimensioni, portato chiuso sotto il braccio, e calzava scarpe a punta che ricordavano le calzature del Medio Evo.

Caricatura datata 1805 ed opera di James Gillray: Barras intrattenuto dalla danza di due giovani nude, mogli di altrettanti personaggi famosi, Thérésa Tallien e Giuseppina Bonaparte
Madame Tallien, «punto di riferimento della moda nella Parigi del Direttorio, si presentò all'opera indossando solo una pelle di tigre»[3]

Non contenti di sembrare miopi, mascherati e deformi, gli Incredibili e le Meravigliose si distinguevano anche per la singolarità e l'affettazione del loro modo di pronunciare le parole: la lettera "r", poiché aveva causato le loro disgrazie perché era la prima lettera della parola Rivoluzione, che, dicevano, aveva loro fatto tanto male, si rifiutavano di pronunciarla: se ad esempio si raccontava loro qualcosa che li stupiva, essi esclamavano: «Pa'ola mia d'ono'e! È inc(h)'edibile!»: da qui venne loro il nomignolo di "Incredibili" o quello di "moscardini" dato loro dal popolino.

Sebbene essi volessero sembrare inoffensivi, gli Incredibili non uscivano di casa se non portando con loro un'enorme bastone, nodoso e a spirale che essi chiamavano il loro "potere esecutivo" e di cui si servivano per dare la caccia e bastonare i giacobini. Per riconoscersi tra di loro avevano adottato una parrucca bionda e un colletto nero il che causava loro delle continue risse sia con i colletti rossi democratici che con i soldati della Repubblica.

Il salotto di Barras, il nuovo reggente, quelli di Thérésa Tallien, quelli della scuola di ballo del Palazzo Thelluson, furono i principali luoghi di riunione di questa "gioventù dorata". Vi si vedevano figurare i bei ballerini del tempo i Trénitz, i Lafitte, un certo numero di giovani i cui nomi aristocratici avevano avuta un tutt'alro genere di notorietà nell' Ancien Regime. Vi si notava anche spesso un uomo al quale non doveva importare una stravaganza in più: il vecchio duca di Lauraguais, che imitava, esagerando, il costume barocco e l'incomprensibile parlare bleso della giovane generazione.

Le "Meravigliose"[modifica | modifica wikitesto]

«Ah! Se vedesse!» Stampa satirica anonima del 1797 che raffigura un cieco che lacera inavvertitamente il vestito trasparente di una Meravigliosa che espone così le sue natiche al pubblico.
Parigine in abiti invernali nel 1799

Le elegantone del 1797 non si fecero sopravanzare dai loro cavalieri: le Meravigliose, prendendo a prestito l'antichità pagana, pretendevano di vestirsi, o piuttosto di svestirsi, alla greca e alla romana con un abbigliamento che consisteva principalmente in mantelli, abiti, tuniche alla greca o alla romana. La mitologia era all'ordine del giorno: vi erano tuniche alla Cerere e alla Minerva, redingote alla Galatea, vestiti alla Flora, alla Diana, all'Onfale. Si vestivano solo con stoffe leggere e trasparenti così aderenti che non era possibile farvi delle tasche ed allora le Meravigliose s'inventarono di portare il fazzoletto in un sacchetto chiamato alla greca "balantine" o alla latina "reticule"[4] Calzavano coturni, sandali allacciati sopra le caviglie con cordoni incrociati o fasce ornate di perle: qualcuna aggiunse a questo abbigliamento nuove eccentricità: la regina delle meravigliose, Thérésa Tallien si inventò di ornare le dita dei piedi con anelli costosi e altre la imitarono e aggiunsero dei cerchi d'oro alla gambe. Talvolta su una grande parucca bionda esse innalzavano immensi cappelli, portavano i capelli corti e scalati come quelli dei busti romani.

Le regine della moda di allora erano, oltre Thérésa Tallien, soprannominata "Nostra Signora del Termidoro", Fortunée Hamelin, che spinse ancora più lontano l'audacia delle novità, Juliette Récamier, di cui David et le baron Gérard ci hanno lasciato un ritratto, Madame de Staël e Madame Raguet, che si paragonava a Minerva e a Giunone.

Volendo farsi notare molte Meravigliose si inventarono di mostrarsi durante le passeggiate e nei giardini pubblici coperte soltanto da vestiti di garza trasparente, così leggeri, diafani, tanto che si potevano chiamare intessuti d'aria e per così dire più indecenti di una completa nudità. Il pubblico se ne scandalizzò e una riprovazione generale si sollevò contro queste "utrameravigliose" che furono costrette a rinunciare a queste innovazioni.

Raffigurazioni[modifica | modifica wikitesto]

Si videro anche, in questo periodo, molte "Madame Angot"[5], popolane arricchite dell'ultima ora, offrire lo spettacolo burlesque travestendosi da meravigliose e indossando vestiti greci con una ridicola goffaggine.

Carle Vernet ha dato nelle sue caricature di "Elegants" del 1795, di "Incroyables" e di "Merveilleuses" del Direttorio un curioso modello del costume delle classi fatue che ebbero un successo popolare.

Nell'anno III apparve il "Giornale degli Incredibili" o «gli uomini dalla "pa'ola d'ono'e» di Car. - Diatriba contro gli Incredibili.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La legge emanata il 4 maggio 1793 stabiliva il prezzo massimo dei grani.
  2. ^ Così chiamati perché il profumo di muschio e quello della noce moscata con il quale quei personaggi si sarebbero aspersi era allora molto diffuso. Secondo altri autori il nomignolo deriverebbe da moscardino, "una pastiglietta commestibile, profumata di muschio" (Cfr. Dizionario dell'Accademia del 1798 in François Furet, Denis Richet, La rivoluzione francese, cap. VIII.)
  3. ^ Richard Sennett, Il declino dell'uomo pubblico, Pearson Italia S.p.a., 2006 p.227
  4. ^ «Les balantines battaient sur les genoux des merveilleuses ; les oreilles de chien battaient sur la joue des incroyables, et sur leur culotte battaient les breloques de leurs montres.» (Le balantines battevano sulle ginocchia delle meravigliose; le orecchie di cane sulle guance degli incredibili, e sulle loro culottes battevano le catene dei loro orologi)(In Ch. Blanc, L'Art dans la parure, Journ. offic. 28 oct. 1872, p. 6711, 3e col.)
  5. ^ Madame Angot fu un personaggio popolare francese tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, che rappresentava la popolana arricchita con la pretesa di apparire come un'intellettuale raffinata. Il personaggio fu portato in teatro nel 1797 da A. F. E. Maillot, e ricomparve in una famosa operetta di Lecocq, La fille de Madame Angot (1872)

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Elphège Boursin, Augustin Challamel, Dictionnaire de la Révolution française, Paris, Jouvet et cie, 1893, p. 336.
  • William Duckett (1805-1873), Dictionnaire de la conversation et de la lecture, Paris, Didot, 1875, p. 335.
  • Alfred Rambaud, Histoire de la civilisation contemporaine en France, Paris, A. Colin, 1888, p. 309-11.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]