Luigi XVII di Francia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Luigi XVII di Borbone
Ritratto di Luigi XVII di Alexandre Kucharsky
Ritratto di Luigi XVII di Alexandre Kucharsky
Re di Francia e di Navarra
In carica 21 gennaio 1793 – 8 giugno 1795
Predecessore Luigi XVI
Successore Luigi XVIII
Nome completo Luigi Carlo
Altri titoli Duca di Normandia
Delfino di Francia
Fil de France
Nascita Versailles (Francia), 27 marzo 1785
Morte Parigi,
8 giugno 1795
Sepoltura Basilica di Saint-Denis, Francia.
Casa reale Borbone
Padre Luigi XVI
Madre Maria Antonietta d'Austria

Luigi XVII di Borbone, fu Re titolare di Francia e Navarra. Dalla nascita al 1789 conosciuto come Luigi Carlo, Duca di Normandia, dal 1789 al 1791 come Luigi Carlo, Delfino di Francia, e dal 1791 al 1793 come Luigi Carlo, Principe Reale (Versailles, 27 marzo 1785Parigi, 8 giugno 1795), nacque da Luigi XVI di Francia e da Maria Antonietta d'Austria. Dalla morte del padre nel 1793 alla sua nel 1795, fu considerato re di Francia e di Navarra dai monarchici francesi, anche se fu imprigionato dai repubblicani e non regnò mai effettivamente.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Luigi XVII

Legittimo erede al trono dopo la morte del fratello maggiore Luigi Giuseppe, avvenuta il 4 giugno 1789, fu trasportato dai rivoluzionari assieme alla famiglia reale nel palazzo delle Tuileries. Lì visse fino al 1793, quando fu allontanato dalla madre per essere affidato alle cure di Antoine Simon, un ciabattino analfabeta.[1]

Il ciabattino era un rivoluzionario, a cui fu assegnato il compito di plagiare il bambino e di convincerlo a testimoniare contro Maria Antonietta al suo processo per alto tradimento.[2] Il 6 ottobre, Luigi Carlo firmò una dichiarazione in cui accusava la madre di averlo iniziato a pratiche masturbatorie e incestuose.[3]

Tuttavia, l'utilità del bambino venne dimenticata dopo la morte di Maria Antonietta e, il 19 gennaio 1794, Luigi Carlo venne imprigionato dai rivoluzionari nella Torre del Tempio, dove tutti si disinteressarono delle sue condizioni di vita e di salute.[4] La prigionia in quel luogo malsano gli provocò una forte febbre che, unita alla malnutrizione patita ed all'impossibilità di difendersi dai parassiti, minarono irreversibilmente la salute del giovane Delfino.[5] Liberato dopo la caduta di Robespierre, Luigi Carlo si spense l'8 giugno 1795. Si pensa che il corpo del bambino sia stato inizialmente sepolto presso il cimitero di Sainte-Marguerite, ma alcuni hanno sempre testimoniato che Luigi Carlo non soggiornò in questo cimitero.

Il cuore di Luigi XVII in un'urna di vetro. Abbazia di Saint-Denis, a Parigi.

Pare che il medico legale che accertò le cause della morte abbia rubato il cuore del giovane Delfino. Il cuore, custodito come una reliquia, passò di mano in mano finché, ormai pietrificato, fu ritrovato e finalmente posto nella Basilica di Saint-Denis.

Il mistero che circondò la sua morte contribuì alla comparsa di numerosi "falsi Delfini" all'inizio dell'Ottocento.[6] Si andò infatti diffondendo la leggenda che il duca di Normandia fosse stato liberato dalla prigione ed al suo posto fosse stato messo un bambino muto. Uno di questi mistificatori, quasi sempre avventurieri alla ricerca di un appannaggio reale per vivere di rendita, fu incontrato anche da Silvio Pellico, durante il suo periodo di prigionia nelle carceri di Milano.[7]

Le esequie del 2004[modifica | modifica wikitesto]

Il cuore di Luigi Carlo, o come veniva chiamato affettuosamente dalla madre "chou d'amour", ha ricevuto l'8 giugno 2004, dopo duecentonove anni dalla morte e quattro dall'esame del DNA che ne ha accertato l'autenticità,[8] una messa solenne e la traslazione nella Basilica di Saint-Denis, vicino Parigi, alla presenza di numerosi membri della nobiltà, del sindaco e del nunzio apostolico,[9] nonché del pretendente al trono di Francia, suo successore, Enrico VII di Borbone. A margine del rito, si sono svolti numerosi convegni che hanno affrontato specialmente il tema della violenza psicologica esercitata sui bambini nel corso della storia.

Il Ministero della Cultura francese ha sancito che le spese di traslazione, 150 euro circa, fossero addebitate all'Istituto della Maison Bourbon.[10]

Oggigiorno, la sua tomba è meta di costanti pellegrinaggi da parte dei tradizionalisti francesi, che vedono nella sua figura il primo eroico baluardo di fronte alle ideologie violente che sarebbero nate dalla rivoluzione francese.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Regno di Francia
Borbone di Francia

Grand Royal Coat of Arms of France & Navarre.svg

Enrico IV (1589-1610)
Luigi XIII (1610 - 1643)
Luigi XIV (1643 - 1715)
Figli

Legittimati

Luigi XV (1715 - 1774)
Luigi XVI (1774 - 1792)
Luigi XVII de jure
Luigi XVIII (1814 - 1824)
Carlo X (1824 - 1830)
Luigi XVII di Francia Padre:
Luigi XVI di Francia
Nonno paterno:
Luigi Ferdinando di Borbone-Francia
Bisnonno paterno:
Luigi XV di Francia
Trisnonno paterno:
Luigi di Borbone-Francia
Trisnonna paterna:
Maria Adelaide di Savoia
Bisnonna paterna:
Maria Leszczyńska
Trisnonno paterno:
Stanisalo I di Polonia
Trisnonna paterna:
Caterina Opalińska
Nonna paterna:
Maria Giuseppina di Sassonia
Bisnonno paterno:
Augusto III di Polonia
Trisnonno paterno:
Augusto II di Polonia
Trisnonna paterna:
Cristiana di Brandeburgo-Bayreuth
Bisnonna paterna:
Maria Giuseppa d'Austria
Trisnonno paterno:
Giuseppe I d'Asburgo
Trisnonna paterna:
Amalia di Brunswick e Lüneburg
Madre:
Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena
Nonno materno:
Francesco I del Sacro Romano Impero
Bisnonno materno:
Leopoldo di Lorena
Trisnonno materno:
Carlo V di Lorena
Trisnonna materna:
Eleonora Maria Giuseppina d'Austria
Bisnonna materna:
Elisabetta Carlotta di Borbone-Orléans
Trisnonno materno:
Filippo I di Borbone-Orléans
Trisnonna materna:
Elisabetta Carlotta del Palatinato
Nonna materna:
Maria Teresa d'Austria
Bisnonno materno:
Carlo VI d'Asburgo
Trisnonno materno:
Leopoldo I d'Asburgo
Trisnonna materna:
Eleonora del Palatinato-Neuburg
Bisnonna materna:
Elisabetta di Brunswick-Wolfenbüttel
Trisnonno materno:
Luigi Rodolfo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna materna:
Cristina Luisa di Öttingen

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine dello Spirito Santo
Gran Maestro dell'Ordine di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Michele
Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine di San Luigi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cortesi, Luigi XVII - Il bambino ucciso dal Terrore, p. 24.
  2. ^ Cortesi, pp. 24-25.
  3. ^ Cortesi, p. 26.
  4. ^ Cortesi, p. 30.
  5. ^ Ferranti scrisse: «Egli vegetava in una sudiceria ripugnante. Le sue braccia, le sue cosce e le gambe eransi singolarmente allungate a spese del busto e del corpo. Tre tumori, ai quali nessuno prestava attenzione, gli si erano formati, uno al ginocchio, l'altro al polso, un terzo nella cavità esistente tra il braccio e l'avambraccio. Ne usciva un umore acre e purulento che corrodeva le carni; una specie di scabbia gli aveva coperto il collo, ed i capelli biondo-castani avevano, per così dire, messo radice nella cavità putride che l'umore aveva formato. Oltre di che la nuca, fino all'origine dei capelli, appariva coperta di una rogna inveterata, divenuta anche più dolorosa poiché il disgraziato fanciullo, per un impulso naturale, vi portava continuamente le dita, scorticandosi, facendo sanguinare le carni, con le unghie divenute lunghissime». (Cortesi, pp. 31-32).
  6. ^ Parigi saluta il cuore del Delfino.
  7. ^ Silvio Pellico, Le mie prigioni, capitoli XVIII e XIX.
  8. ^ Il Dna svela il mistero del re bambino.
  9. ^ Parigi saluta il cuore del Delfino.
  10. ^ Esequie senza onori per il cuore più scomodo di Francia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Madame Campan, La vita segreta di Maria Antonietta (Memorie), Roma, Newton Compton, 2006, ISBN 88-541-0785-9.
  • André Castelot, Maria Antonietta: la vera storia di una regina incompresa, Milano, Fabbri Editori, 2000.
  • Paolo Cortesi, Luigi XVII. Il bambino ucciso dal terrore, Forlì, Foschi, 2008, ISBN 88-89325-45-3.
  • Benedetta Craveri, Maria Antonietta e lo scandalo della collana, Milano, Adelphi, 2006, ISBN 88-459-2105-0.
  • Benedetta Craveri, Amanti e regine. Il potere delle donne, Milano, Adelphi, 2008, ISBN 978-88-459-2302-9.
  • Carolly Erickson, Maria Antonietta, Milano, Mondadori, 1997, ISBN 88-04-43662-X.
  • Antonia Fraser, Maria Antonietta. La solitudine di una regina, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-50677-6.
  • Cesare Giardini, I processi di Luigi XVI e Maria Antonietta (1793), Verona, Mondadori, 1934.
  • Joan Haslip, Maria Antonietta, Milano, Longanesi, 1999, ISBN 88-304-0876-X.
  • Evelyne Lever, Maria Antonietta. L'ultima regina, Milano, BUR Biografie, 2007, ISBN 978-88-17-00940-9.
  • Antonio Spinosa, Luigi XVI. L'ultimo sole di Versailles, Milano, Mondadori, 2008, ISBN 978-88-04-58134-5.
  • Stefan Zweig, Maria Antonietta. Una vita involontariamente eroica, Verona, Mondadori, 1948.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Delfino di Francia Successore Coat of Arms of the Dauphin of France.svg
Luigi Giuseppe di Borbone-Francia 22 ottobre 1781 – 4 giugno 1789 Repubblica
Delfino successivo: Carlo di Borbone nel 1814
Predecessore Re di Francia Successore Blason France moderne.svg
Luigi XVI Luigi XVII
21 gennaio 1793 – 8 giugno 1795
Per causa della Rivoluzione francese
Luigi XVIII

Controllo di autorità VIAF: 89775286 LCCN: n50080623