Café Procope

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Coordinate: 48°51′08.99″N 2°20′19.72″E / 48.852496°N 2.338811°E48.852496; 2.338811

Café Le Procope

Il Café Le Procope è il primo caffè di Parigi, secondo molti anche il più antico caffè d'Europa.

Vent'anni dopo che il sultano Maometto IV aveva introdotto alla corte francese una bevanda nota come « caffè », Grégoire, un armeno, aprì un café in rue Mazarine, vicino al Théâtre de la Comédie-Française. Il locale traslocò quando la Comédie-Française si installò nella rue des Fossés-Saint-Germain, nel 1680. Situato di fronte al teatro, divenne luogo di ritrovo per gli attori e i personaggi che gravitavano attorno al mondo dello spettacolo.[1]

Fu rilevato dal ristoratore Francesco Procopio dei Coltelli - che gli diede il nome e fondò così il Café Procope nel 1686 -, emigrato a Parigi nella seconda metà del Seicento da Acitrezza, paese a poca distanza da Catania, dopo una prima esperienza a Palermo, allora capitale del Regno di Sicilia.

Il locale divenne presto uno dei ritrovi preferiti dai letterati della città, facendo concorrenza al Café della Place du Palais-Royal, fondato cinque anni prima del Procope e destinato a mutare il nome in Café de la Régence.[2] A Francesco Procopio Dei Coltelli succedette il figlio.

Il Café ebbe enorme successo grazie all'invenzione che rese famoso il suo fondatore, il sorbetto (progenitore del gelato odierno). Presto dovette spostarsi in una sede più grande e adeguata, ove si trova tuttora (oggi è un ristorante), al 13 di rue de l'Ancienne Comédie.

Stampa che ritrae il Café nel XVIII secolo

Quel Café offriva: acque gelate (la granita), gelati di frutta, fiori d'anice, fiori di cannella, frangipane, gelato al succo di limone, gelato al succo d'arancio, sorbetto di fragola, in base a una patente reale (una concessione) con cui Luigi XIV aveva dato a Procopio l'esclusiva di quei dolci. Diventò il più famoso luogo di ritrovo francese.

Fu di gran moda nel Settecento e nell'Ottocento: fu frequentato, tra gli altri, da La Fontaine, Voltaire, Napoleone, Honoré de Balzac, Victor Hugo, George Sand, Paul Verlaine e Anatole France, come ricorda una epigrafe sulla porta, ma anche da Robespierre, Danton e Jean-Paul Marat.

Nel XVIII secolo Voltaire e Rousseau erano degli habitués.[3] La leggenda vuole che Diderot vi scrivesse alcuni articoli della celebre Encyclopédie e che Benjamin Franklin vi preparasse « il progetto di alleanza tra Luigi XVI e la neonata repubblica », come ricorda una targa commemorativa[4], e vi concepisse inoltre alcuni passaggi della futura costituzione degli Stati Uniti, nonostante sia improbabile che tale ipotesi corrisponda a verità.

Ancora oggi è uno dei luoghi più noti di Parigi. Situato al 13 della Rue de l'Ancienne Comédie, nel cuore del quartiere di Saint-Germain-des-Prés, sulla rive gauche, è facilmente raggiungibile dalla stazione Odéon, sulle linee 4 e 10 della Metropolitana di Parigi, prendendo l'uscita di boulevard Saint-Germain 108, proseguendo 100 metri seguendo la direzione dello sguardo della statua di Danton. Si può accedere al Procope anche dall'ingresso della Cour du Commerce Saint-André.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J. Leclant, Le café et les cafés à Paris (1644-1693), in Annales. Économies, Sociétés, Civilisations, vol. 6, n. 1, 1951, pp. 1-14
  2. ^ Sul Procope e sul Café de la Régence, vedere G.-G. Lemaire, Les cafés littéraires : Vies, morts et miracles, Paris, La Différence,‎ 1997 (ISBN 2-7291-1170-0)
  3. ^ A. Lepage, Les cafés artistiques et littéraires de Paris, Paris, Martin Boursin, 1882, p. 317
  4. ^ Si veda Traité d'amitié et de commerce : conclu entre le roi et les États-Unis de l'Amérique Septentrionale. Le 6 février 1778, Paris, Imprimerie Royale, 1778

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