Paul Verlaine
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| (FR)
« Je suis l'Empire à la fin de la décadence,
Qui regarde passer les grands Barbares blancs En composant des acrostiches indolents D'un style d'or où la langueur du soleil danse. » |
(IT)
« Sono l'Impero alla fine della decadenza,
che guarda passare i grandi Barbari bianchi componendo acrostici indolenti dove danza il languore del sole in uno stile d'oro. » |
|
(P. Verlaine, Jadis et naguère, Langueur)
|
|
Paul Marie Verlaine (Metz, 30 marzo 1844 – Parigi, 8 gennaio 1896) è stato un poeta francese.
[modifica] Biografia
Paul-Marie Verlaine nasce a Metz il 30 marzo 1844. La famiglia di Verlaine apparteneva alla piccola borghesia: il padre, come anche quello di un altro grande futuro poeta, Arthur Rimbaud, era capitano nell'esercito. Sua madre conserverà per molto tempo sopra il camino i vasi con i feti dei suoi precedenti aborti.
Verlaine si trasferisce con la famiglia a Parigi (1850) dove studia nel collegio Institution Landry; i risultati scolastici non sono eccellenti ma il contatto con la letteratura lo affascina. Nel 1862, dopo aver conseguito il baccalaureato in lettere si iscrive alla facoltà di giurisprudenza, che però ben presto dovrà abbandonare. Successivamente trova un impiego al comune. Frequenta i caffè e i salotti letterari parigini, nel 1866, collabora al primo Parnasse contemporain e pubblica i Poèmes saturniens. Vi si sente l'influenza di Charles Baudelaire poeta che segue come lui il movimento decadentista con la celebre poesia spleen ed elevazione, mentre vi si annuncia già lo "sforzo verso l'Espressione, verso la Sensazione raffigurata" (dalla lettera a Stéphane Mallarmé del 22 novembre 1866) che caratterizza la sua migliore poesia. Nel 1869, le Fêtes galantes, delle fantasie che evocano il XVIII secolo di Jean-Antoine Watteau, confermano questo orientamento. Nel 1870 sposa Mathilde Mauté, per la quale pubblica La Bonne Chanson. [1] [2] Nel 1871 partecipa alla Comune di Parigi, [3] perdendo perciò l'impiego, e gli nasce il figlio Georges.
[modifica] Verlaine e i « Parnassiani » nel 1866
| Per approfondire, vedi la voce Parnassianesimo. |
Verlaine è a quest'epoca legato con il gruppo costituito attorno al giovane poeta Louis-Xavier de Ricard, incontrato nel 1863, che allora animava una rivista letteraria, filosofica e politica: la Revue du Progrès moral, littéraire, scientifique et artistique, nella quale Verlaine publica la sua prima poesia nell'agosto del 1863: Monsieur Prudhomme, poco prima che la rivista non sia interdetta dalla censura imperiale, et il suo direttore condannato ad otto mesi di prigione (nel marzo 1864) per avere oltraggiato la morale religiosa e avere trattato, senza autorizzazione, di economia politica e sociale [4].
Quando esce dalla prison de Sainte-Pélagie, Ricard apre un nuovo salon, politico e letterario, negli appartementi di sua madre, dove frequenta, oltre a Verlaine e il suo amico (e futuro biografo) Edmond Lepelletier, Catulle Mendès, José-Maria de Heredia, François Coppée, Villiers de l'Isle-Adam, e inoltre Anatole France-Thibault [5]. I fratelli de Goncourt daranno nel loro Journal una descrizione poco idillica di questo cenacolo :
| « In una casa di Batignolles, presso un certo M. de Ricard si è abbattuta tutta la banda dell'arte, la coda di Baudelaire e di Banville, gente turbata, intrisa di affettazione e d'oppio, quasi inquietante, d'aspetto smorto[6]. » |
Un amico di Verlaine, il violinista e poeta dilettante Ernest Boutier, lo mette in contatto con un piccolo libraio specializzato nelle opere religiose, Alphonse Lemerre, che accetta di pubblicare, ma a spese dell'autore, le opere dei giovani poeti: questa collezione consacrata alla poesia contemporanea è inaugurata dall'uscita nel 1865 della prima raccolta di Ricard, Ciel, Rue et Foyer [7].
Ed è in questo mezzanino della libreria di Lemerre che si riunisce allora il gruppo costituito attorno a Ricard, che lancia lo stesso anno una effimera [8] nuova rivista settimanale, esclusivamente letteraria: L'Art. Si difendono teorie artistiche diametralmente opposte a quelle promosse dalla Revue de Progrès: il culto della perfezione formale è celebre, allo stesso modo della teoria dell' « art pour l'art », ereditata dalla prefazione di Mademoiselle de Maupin di Théophile Gautier, dove il romanzo era stato vivamente criticato nel penultimo numero della Revue du Progrès[9]. Paul Verlaine publica due poesie in questa rivista[10], e soprattutto un importante studio su Charles Baudelaire, considerato in modo particolare come il maestro della trasfigurazione poetica dei luoghi comuni [11], cos' come essendo il poeta che accorda il primato alla sensazione piuttosto che alla parte intellettuale o à alla parte affettiva dell'essere, « ce che sarà il fondamento stesso dell'arte verlainiana [12]. »
Dopo la scomparsa dell' L'Art, è sotto l'impulso di Catulle Mendès che viene lanciato, in marzo 1866, una nouvelle revue: Le Parnasse contemporain. I poeti che publicano nella rivista condividono essenzialmente lo stesso rifiuto per la poesia sentimentale del periodo romantico (il quale Baudelaire chiamava « geremiadi lamartiniane » [13] »), ma vedono nel gruppo che si riunisce nel mezzanino della libreria Lemerre una nuova scuola poetica, una scuola « parnassiana », risollevata largamente dall'illusione retrospettiva: « Catulle Mendès e Louis-Xavier de Ricard denunceranno l'idea falsa che una scuola fosse mai riunita questa costellazione instabile di giovani poeti usciti su Le Parnasse contemporain [...] intorno a principi condivisi di una intento estetico comune e definito », scrive Martine Bercot nell'introduzione alla sua edizione dei Poèmes saturniens[14]. È così che nel 1898 Louis-Xavier de Ricard potrà scrivere nelle sue Petits Mémoire d'un Parnassien :
| « Noi vogliamo dire solamente che la passione non è una scusa per fare cattivi versi, né per commettere degli errori ortografici o di sintassi, e che il dovere dell'artista è quello di cercare coscienziosamente, senza la vigliaccheria del pressapochismo, la forma, lo stile, l'espressione più capace di rendere e fare valere il suo sentimento, la sua idea, o la sua visione [...] A parte questo dogma comune - se veramente fosse stato un dogma - noi custodiamo gelosamente soprattutto la nostra libertà personale. Una scuola scuola parnassiana, nel senso tradizionale della parola, non c'è mai stata[15]. » |
[modifica] La relazione con Arthur Rimbaud
L'anno successivo compare nella sua vita il diciassettenne Arthur Rimbaud, che va a turbare gli agi borghesi nei quali il poeta si era adagiato. Chiamato da Verlaine a cui ha inviato qualche lirica, Rimbaud comincia con lui una relazione fortemente intima e una vita di vagabondaggio. Verlaine lascia la moglie e il figlio, Georges (nato il 28 ottobre 1871), per seguire il giovane poeta in Inghilterra e in Belgio. Durante questi viaggi Verlaine scrive Romances sans paroles. [16]
Questa relazione tumultuosa termina dolorosamente: nel 1873, i due poeti sono a Londra. Verlaine abbandona tutto d'un tratto Rimbaud, affermando di voler tornare dalla moglie, deciso, se ella non lo riaccettasse, a spararsi. Trasloca in un albergo a Bruxelles. Rimbaud lo raggiunge, persuaso che Verlaine non avrebbe avuto il coraggio di mettere fine ai suoi giorni. Nel momento in cui Rimbaud lo vuole lasciare, Verlaine, ubriaco, gli spara due colpi di pistola, ferendolo leggermente ad una mano. [17] Verlaine viene così incarcerato a Mons, Rimbaud invece raggiunge la fattoria di famiglia a Roche, nelle Ardenne dove scrive Una stagione all'inferno.
[modifica] La conversione e il tentativo di "rientro nei ranghi"
Verlaine è condannato a due anni di prigione, [18] che sconta a Bruxelles e a Mons. [19] È qui, venuto a conoscenza del fatto che sua moglie ha chiesto e ottenuto la separazione, che si converte al cattolicesimo. [20] Ne uscirà il suo libro di Sagesse.
Alla sua uscita, se ne torna in Inghilterra, poi a Rethel dove esercita l'incarico di professore.
Nel 1883 muore di tifo, durante il servizio militare, Lucien Létinois, un giovane contadino con cui aveva iniziato una relazione appassionata, spinta al punto di adottarlo come figlio. Inconsolabile, di nuovo privo di qualunque affetto, Verlaine piange la morte dell'amante/figlio nella raccolta Amour (edita nel 1888).
Nel 1884 pubblica un saggio su tre "poeti maledetti" (Stéphane Mallarmé, Tristan Corbière, Arthur Rimbaud) che contribuisce a farlo conoscere. Con Mallarmé, è trattato come un maestro e un precursore dai poeti del simbolismo e dei decadenti.
[modifica] Gli ultimi anni e la morte
Nel 1885 divorzia dalla moglie, e sempre più schiavo dell'alcol tenta di strangolare la madre finendo nuovamente in carcere. A partire dal 1887, mentre s'accresce la sua fama, Verlaine cade nella miseria più nera. [21] Le produzioni letterarie dei suoi ultimi anni sono puramente destinate alla mera sussistenza. È in questo contesto che nascono le poesie fortemente erotiche di Hombres (a tematica omosessuale) e Femmes (a tematica eterosessuale).
In questo periodo Verlaine divide il suo tempo tra il caffè e l'ospedale.
Nel 1894, viene incoronato "principe dei poeti" e gli viene elargita una pensione. Il 7 gennaio 1896 il poeta si confessa, il giorno seguente, prematuramente consumatosi, muore a Parigi (a 52 anni). All'indomani del suo funerale, numerosi quotidiani riportano un curioso avvenimento: la notte seguente delle esequie, la statua della Poesia, in cima all'Opéra, ha perso un braccio che si è schiantato, con la lira che sosteneva, nel luogo dove il carro funebre di Verlaine era da poco passato.
Verlaine chiede alla poesia di essere un canto discreto e dolce, che traduce delle impressioni incerte. La sua Arte poetica (Art poétique), composta già nel 1874 ma pubblicata solo nel 1882, annuncia lo spirito di un movimento simbolista. [22] caratterizzando l'originalità della sua opera:
| (FR)
« De la musique avant toute chose,
Et pour cela préfère l'Impair Plus vague et plus soluble dans l'air, Sans rien en lui qui pèse ou qui pose. » |
(IT)
« La musica prima di ogni cosa,
e per questo scegli l'impari più vago e solubile nell'aria senza nulla in sé che pesi o posa » |
[modifica] Opere di Paul Verlaine
| Per approfondire, vedi la voce Poèmes saturniens. |
[modifica] Poèmes saturniens (Poemi saturnini)
La prima vera raccolta di Paul Verlaine, all'insegna di Saturno, dell'assaggio e del presentimento di un destino travagliato. Malinconia, tristezza, umor nero caratterizzano perciò questi versi, ancora sotto l'influsso di Baudelaire e dei parnassiani. La cugina Elisa, "La sorella maggiore" a cui il poeta era legato da un affetto non privo d'ambiguità, è certo presente nella sua immaginazione creativa. L'amore qui cantato è sofferenza, ma soprattutto ricerca di protezione, sogno, languida dolcezza, tenerezza.
[modifica] Mes prisons
Paul Verlaine in preda alla miseria e alla povertà. L'autore di Fêtes galantes e di Romances sans paroles si trova con le spalle al muro. Malato e senza soldi, Paul Verlaine trova rifugio in prigione. Ha trent'anni. Alcolizzato, il suo temperamento impulsivo lo spinge agli eccessi e in un momento di collera e d'ebrezza, spara due colpi di pistola sul suo giovane amico, Arthur Rimbaud. La prigione rappresenta un rifugio sicuro dove può egli consacrarsi alla lettura e alla scrittura senza preoccuparsi di vitto e alloggio. Mes prisons ci aprono la porte su l'universo carcerario di quell'epoca. La prosa del poeta si fa sapiente e laboriosa in questa opera di un centinaio di pagine. In prigione vi fece almeno tre soggiorni nell'arco di quindici anni. Se la poesia è il cuore della sua vita, la fede e l'amore per la lingua latina traspaiono in più pagine delle Mes prisons. Per uno strano caso di circostanze, è proprio nel carcere che Verlaine ritrova la sua lucidità. Alle prigioni succederanno i soggiorni negli ospedali dove egli scriverà un'altra opera in prosa dello stesso tono: Mes hôpitaux.
[modifica] Mes hôpitaux
Ultimo rifugio del poeta alla fine del percorso, l'ospedale cura, ospita, ciba un uomo celebre ma malato. Differenti soggiorni in differenti istituti scaglionato in un periodo di dieci anni, i dieci ultimi anni della sua vita. Paul Verlaine soffre di diabete, d'alcolismo, d'ulcera e di sifilide. Il suo stato non cessa di deteriorarsi. Muore sua madre, parecchi suoi amici compreso Arthur Rimbaud. Questi decessi lo lasceranno più solo che mai. Si lega in amicizia con due prostitute che gli renderanno la vita dura e che ne approfitteranno rubandogli i frutti del suo lavoro di conferenziere. La squillo delle trompe della rinomamnza suonano alle orecchie di Paul Verlaine verso la fine. Nel suo caso, questo riscatto della gloria si fa oneroso ma il poeta non si lamenta. Intraprende la redazione di questa opera autobiografica Mes hôpitaux che appaiono nel novembre del 1891. Il poeta ha ancora cinque anni da vivere, questi saranno i più difficili. Mes hôpitaux somigliano a una cronaca, quella di un uomo malato ma lucido. Numerosi nomi sorgeranno da queste pagine; nomi di poeti, scrittori, musicisti, medici, professori, donne e tant'altri. Sono preziose testimonianze, che Paul Verlaine ne perpetuò il ricordo fino a noi.
[modifica] Filmografia
Un film che rappresenta la tempestosa relazione tra Verlaine e Arthur Rimbaud è Poeti dall'inferno (Total Eclipse) della regista Agnieszka Holland dove Verlaine era interpretato da David Thewlis e Rimbaud da Leonardo di Caprio.
Verlaine è inserito come personaggio anche in Arthur Rimbaud - Une biographie (1991), un film documentario che rappresenta la biografia di Rimbaud, svolta in tre parti, del regista Richard Dindo in una co-produzione franco-svizzera. Verlaine è interpretato dall'attore Jean Dautremay.
[modifica] Curiosità
Georges Verlaine (Parigi, 28 ottobre 1871 - 2 settembre 1926) fu l'unico figlio del poeta francese Paul Verlaine e di Mathilde Mauté, nato quando il rapporto tra i due era già in piena crisi. Fu affidato alla madre e crebbe nell'abitazione dei genitori di quest'ultima. Contrariamente al padre, Georges non intraprese una carriera letteraria e trascorse gran parte della sua vita nel completo anonimato. Alcolizzato come il padre e colpito sovente da amnesie, Georges morì infine il 2 settembre 1926, a cinquantacinque anni, senza lasciare eredi.
Di lui abbiamo solo un ritratto di profilo, eseguito nel 1911 da Frédéric Auguste Cazals, fedele amico di Paul.
Il padre gli dedicò un breve componimento nella sua opera Amour, del 1889.
| (FR)
« Ce livre ira vers toi comme celui d’Ovide
S’en alla vers la Ville. Il fut chassé de Rome ; un coup bien plus perfide Loin de mon fils m’exile. Te reverrai-je ? Et quel ? Mais quoi ! moi mort ou non, Voici mon testament : Crains Dieu, ne hais personne, et porte bien ton nom Qui fut porté dûment. » |
(IT)
« Questo libro andrà verso di te come quello di Ovidio
andò verso la città. Egli fu scacciato da Roma; un colpo assai più perfido mi esilia da mio figlio. Ti rivedrò? E come sarai? Ma che! che io sia morto o no ecco il mio testamento: temi Dio, non odiare nessuno, e porta bene il tuo nome che fu portato con decoro. » |
|
(Paul Verlaine, Amour, A Georges Verlaine)
|
|
[modifica] Sbarco in Normandia
La prima strofa del poema Canzone d'autunno è stata utilizzata da Radio Londra per comunicare alla resistenza l'imminente avvio dello sbarco in Normandia, durante la Seconda guerra mondiale:
| (FR)
« Les sanglots longs
Des violons De l’automne Blessent mon cœur D’une langueur Monotone. » |
(IT)
« I lunghi singhiozzi
Dei violini D'autunno Feriscono il mio cuore Con monotono Languore. » |
[modifica] Bibliografia
- Giuseppe Leone, "Paul Verlaine. Compagno di viaggio di Rimbaud, fu un "peccatore" rimasto sempre nel sistema", in "Ricorditi...di me", su "Lecco 2000", Lecco, Ottobre\Novembre 1996
- Giuseppe Grasso, Verlaine e l'adagio melodico della malinconia. Lettura di Soleils Couchants, in Rassegna Lucchese, Periodico di Cultura, nn. 15 e 16 [nuova serie], Primavera-Estate 1983.
- (FR) Oeuvres poétiques complètes, Bibliotèque de la Pléiade, texte établi et annoté par Y.-G. Le Dantec, Nouvelle édition révisée par J. Borel, 1962.
- (FR) Oeuvres poétiques de P. V., texte établi et annoté par H. de Bouillane de Lacoste et J. Borel, le Club du Meilleur Livre, 2 voll., 1959-1960.
- (FR) Correspondance (incomplète), publiée par Ad. Van Bever, Messein, 3 voll., 1922-1929.
- (FR) Lettres inédites à Cazals, publiées par G. Zayed, Droz, 1957.
- (FR) Lettres inédites à Charles Morice, publiées par G. Zayed, Droz, 1964.
- (FR) Paul Verlaine, Correspondance générale : I, 1857-1885, collationné, présenté et annoté par Michael Packenham, Paris.
- (FR) Paul Verlaine, Nos murailles littéraires; textes retrouvés, présentés et annotés par Michaël Packenham, Paris, l'Echoppe, 1997.
- (FR) Les Poèmes érotiques homosexuels de Verlaine, Classiques H&O poche, Béziers, H&O, 2005 ISBN 2-84547-107-6.
- (FR) Alain Buisine, Verlaine. Histoire d'un corps, Tallandier, coll. « Figures de proue », 1995.
- (FR) Frédéric-Auguste Cazals et Gustave Le Rouge, Les Derniers Jours de Paul Verlaine, Paris, Mercure de France, 1911.
- (FR) Guy Goffette, Verlaine d'ardoises et de pluie, Gallimard, 1996. Une biographie romancée et impressionniste du poète.
- (FR) Edmond Le Pelletier, Paul Verlaine, sa vie, son œuvre, Paris, Mercure de France, 1907.
- (FR) Jean Teulé, Ô Verlaine !, 2004. Une version de la fin de Verlaine.
- (FR) Verlaine, la destruction de l'enfer... et Rimbaud !, La Petite Revue de l'Indiscipline, 2006.
- (FR) Verlaine, admirateur de Baudelaire, ou l'esthétique réduite au stict minimum, La Petite Revue de l'Indiscipline, 2007.
[modifica] Poesie
- (FR) Premiers Vers
- Poèmes saturniens (1866)
- (FR) Les Amies repris dans Parallèlement (1867)
- Fêtes galantes (1869)
- (FR) La Bonne Chanson (1870)
- Romances sans paroles (1874)
- Sagesse (1880)
- (FR) Jadis et naguère (1884)
- (FR) Amour (1888) - Amour - Gallica
- (FR) Parallèlement (1889)
- (FR) Dédicaces (1890)
- (FR) Femmes (1890)
- Après trois ans (1865)
- (FR) Hombres (1891)
- Bonheur (1891)
- Mes hôpitaux (1891)
- (FR) Chansons pour elle (1891)
- (FR) Liturgies intimes (1892)
- Elégies (1893)
- Odes en son honneur (1893)
- Dans les limbes (1894)
- Epigrammes (1894)
- (FR) Chair (1896)
- Invectives (1896)
- (FR) Biblio-sonnets (1913)
- Œuvres oubliées (1926-1929)
Prose
- I poeti maledetti (Les Poètes maudits) (1884)
- Louise Leclercq (1886)
- Les Mémoires d'un veuf (1886)
- Mes Hôpitaux (1891)
- Mes Prisons (1893)
- Quinze jours en Hollande (1893)
- Vingt-sept biographies de poètes et littérateurs (parues dans Les Hommes d'aujourd'hui)
- Confessions (1895)
- Romances sans paroles, seguito da Cellulairement
[modifica] Note
- ^ La Bonne Chanson, interamente ispirata e dedicata alla moglie Mathilde Mauté, viene elogiata da Banville che la definisce "un delizioso mazzo di fiori poetici", mentre Victor Hugo anche stimandone e apprezandone il valore poetico, molto realisticamente, con una punta d'ironia, la definisce "un fiore nell'obice". L'atmosfera e i presagi che si stavano addensando di certo non era dei più propizi per Parigi e per la Francia intera.
- ^ La Francia dichiara la guerra alla Prussia, Parigi è assiedata, il secondo impero Francese si sfascia e il nuovo Impero tedesco viene proclamato a Château de Versailles. L'Alsazia, la Lorena germanofona e Metz sono cedute alla Germania. Lo stesso anno
- ^ La Commune di Parigi è repressa in un bagno di sangue dal governo d'Adolphe Thiers, insediatosi a Versailles. Verlaine lascia Parigi con sua moglie per timore di rappresaglie, e poco tempo dopo ritorna a Parigi;
- ^ Cf. Jacques-Henry Bornecque, Études verlainiennes. Les Poèmes saturniens, Nizet, Paris, 1952, pp.41-42, et Jacques Robichez, « Introduction aux Poèmes saturniens », in Verlaine, Œuvres poétiques, Éditions Garnier, Paris, 1986, p.3.
- ^ Jacques Robichez, in Verlaine, op. cit., p.3.
- ^ Edmond et Jules de Goncourt, Journal, 19 janvier 1866, cité par Jacques Robichez, in Verlaine, op. cit., pp.3-4.
- ^ J.-H. Bornecque, op. cit., pp.43-44.
- ^ Essa conterà dieci dispense, scaglionate tra il novembre del 1865 e il gennaio del 1866 (cf.Jacques Roubichez, in Verlaine, op. cit., p.4.)
- ^ In un article di Émile Fortin sulla dispensa del febbraio del 1864 della rivista (cf. Jacques Robichez, in Verlaine, op. cit., p.4.)
- ^ Dans les bois (sotto il titolo di J'ai peur dans les bois) e Nevermore
- ^ Cf. Martine Bercot, introduction aux Poèmes saturniens, Le Livre de poche, Paris, 1996, p.14.
- ^ Jacques Borel, in Verlaine, Œuvres poétiques complètes, Gallimard, Bibliothèque de la Pléiade, Paris, 1962, p.52.
- ^ « jérémiades lamartiniennes » - Charles Baudelaire, cité par Martine Bercot, in Verlaine, op. cit., p.6.
- ^ op. cit., p.6.
- ^ Petits Mémoires d'un Parnassien, cité par J.-H. Bornecque, op. cit., pp.62-63.
- ^ Il mirabile universo delle Romances sans paroles tra le più belle riuscite impressioniste, è considerato dalla critica il capolavoro in assoluto di Verlaine
- ^ Verlaine subito si pente del suo gesto, fino a suplicare Rimbaud di ucciderlo con la sua stessa pistola , ma poi questi spaventandosi quando Verlaine gli si fa avanti in piena strada, portando la sua mano di nuovo al revolver, fugge e lo denucia alla polizia.
- ^ Sebbene Rimbaud ritiri la querela, Verlaine è ugualmente condannato dopo un processo riportato dalla stampa, a due anni di prigione, più per l'aggravante della sua omosessualità, allora punibile, che per l'incidente di per sé.
- ^ Durante i suoi giorni in prigione, dove elabora il materiale di una raccolta che non porterà mai termine (Cellulairement).
- ^ Dimenticando che egli era già cristiano, e ormai gravemente intossicato dall'assenzio, si converte al cattolicesimo. Questa notte mistica in prigione è probabilmente la data dell'abbandono di Cellulairement e l'idea della raccolta di Sagesse.
- ^ A partire dal 1887, mentre la sua celebrità aumenta, egli piomba nella miseria più nera. Le produzioni letterarie di questi ultimi anni sono puramente per sostenersi economicamente, quasi esclusivamente per i generi di prima neccessità. A quest'epoca, divide il suo tempo fra caffè e ospedali.
- ^ Ricordiamo che il manifesto del simbolismo appare tardivo : È il « Manifesto letterario » di Jean Moréas, pubblicato nel supplemento letterario di Le Figaro il 18 settembre del 1886 che fonda il movimento simbolista rompendo sia con il decadentismo che con il Parnasse. Il 1° ottobre del 1886, Jean Moréas fonda inoltre una rivista, Le Symboliste, con Paul Adam e Gustave Kahn
[modifica] Immagini
|
apparso nel La Revue blanche nel 1896. |
Verlaine e Rimbaud in una strada di Londra nel 1872. |
apparsa in Les Hommes d'aujourd'hui verso il 1893. |
apparso in La Plume nel 1896. |
|
apparso in L'Artiste nel 1896. |
Apparso in La Plume nel 1896. |
Verlaine sul suo letto di morte, 8 gennaio 1896. Apparso in La Plume nel 1896. |
|
|
Omaggio dell'artista che recita i versi « Il pleure dans mon cœur » (Romances sans paroles) in occasione della morte del poeta. Apparso in La Plume nel 1896. |
nei Giardini del Lussemburgo di Parigi. |
|
Datato 10 marzo 1895 e pubblicato nella raccolta Invectives nel 1896. Manoscritio apparso in La Plume nel 1896. Porta anche il titolo alternativo Anecdote. |
Pubblicato nel 1913 in Biblio-sonnets, qusto sonetto sarà l'ultimo scritto da Verlaine prima di morire. Manoscritto apparso in La Plume nel 1896. |
|
« Les voyages forment la jeunesse. » Apparso in La Revue blanche nel 1897. |
« La musique adoucit les mœurs. » Apparso in La Revue blanche nel 1897. |
|
Una sera da Verlaine all'hôtel meublé de l'impasse Royer-Collard nel 1889. Apparso in La Plume nel 1896. |
[modifica] Voci correlate
- Arthur Rimbaud
- I poeti maledetti
- Poeti maledetti
- Charles Baudelaire
- Parnassianesimo
- Simbolismo
- Decadentismo
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Paul Verlaine
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Paul Verlaine
[modifica] Collegamenti esterni
- Antologia poetica omosessuale di Paul Verlaine (1844-1896). Testi in francese e traduzioni in italiano.
- (FR) Le site officiel de Paul Verlaine
- (FR) Les Amis de Verlaine
- (FR) L'intégrale de tous ses grands recueils
- (FR) Le musée Paul Verlaine en Ardennes
- (FR) Verlaine 20 poèmes expliqués
