Franco Maria Malfatti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Franco Maria Malfatti
Franco Maria Malfatti.jpg

Presidente della Commissione europea
Durata mandato 1º luglio 1970 –
21 marzo 1972
Predecessore Jean Rey
Successore Sicco Mansholt
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita 13 giugno 1927
Data morte 10 dicembre 1991
Professione Pubblicista
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X (fino al 10 dicembre 1991)
Gruppo Democratico cristiano
Collegio Perugia
Incarichi parlamentari
  • III
    • membro della II commissione interni (1º luglio 1960 - 15 maggio 1963)
    • membro della VI commissione finanze e tesoro (12 giugno 1958 - 30 giugno 1960)
    • membro della IX commissione lavori pubblici (1º luglio 1960 - 30 giugno 1962)
    • membro della commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 11: "Conversione in legge del decreto-legge 11 giugno 1958, n. 573, concernente la proroga del termine stabilito dall'art. 23 della legge 31 luglio 1956, n. 879, concernente disposizione sulla cinematografia e successive modificazioni" (18 giugno 1958 - 15 maggio 1963)
  • IV
    • membro della III commissione esteri (21 gennaio 1964 - 1º gennaio 1966)
    • membro della VIII commissione istruzione e belle arti (1º luglio 1963 - 20 gennaio 1964)
    • membro della commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 1686 "Bilancio di previsione delle Stato per l'anno 1965" (30 ottobre 1964 - 4 giugno 1968)
    • membro della commissione parlamentare per il parere al governo sulle norme delegate nelle materie previste dai trattati della Comunità Economica Europea (CEE) e della Comunità Europea dell'Energia Atomica (CEEA) (27 settembre 1965 - 18 marzo 1966)
    • membro della commissione parlamentare di vigilanze sulle radiodiffusioni (11 giugno 1963 - 8 dicembre 1963)
  • V
    • membro della III commissione esteri (21 giugno 1968 - 25 giugno 1970)
  • VI
    • presidente della VI commissione finanze e tesoro (11 luglio 1972 - 7 luglio 1973)
    • componente della VI commissione finanze e tesoro (25 maggio 1972 - 17 settembre 1973)
    • componente della XIII commissione lavoro e previdenza sociale (17 settembre 1973 - 4 luglio 1976)
    • componente della commissione parlamentare per il parere al governo sulle norme delegate relativa alla riforma tributaria (25 luglio 1972 - 7 luglio 1973)
    • componente della rappresentanza italiana al parlamento europeo (26 ottobre 1972 - 28 febbraio 1974)
  • VII
    • membro della III commissione esteri (5 luglio 1976 - 19 giugno 1979)
  • VIII
    • membro della III commissione esteri (14 gennaio 1980 - 11 luglio 1983)
  • IX
    • membro della III commissione esteri (12 luglio 1983 - 1º luglio 1987)
  • X
    • presidente della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del consiglio d'Europa e della UEO (12 novembre 1987 - 10 dicembre 1991)
    • membro della III commissione esteri (4 agosto 1987 - 10 dicembre 1991)
    • membro della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del consiglio d'Europa e della UEO (22 ottobre 1987 - 10 dicembre 1991)
Pagina istituzionale

Franco Maria Malfatti di Monte Tretto (Roma, 13 giugno 192710 dicembre 1991) è stato un politico e giornalista italiano. Fu più volte ministro e fu presidente della Commissione europea.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Malfatti iniziò la sua carriera politica al fianco di Giuseppe Dossetti e all'interno del movimento giovanile della Democrazia Cristiana, di cui divenne delegato nazionale nel 1951. Aderì al gruppo "Nuove Cronache" creato da Amintore Fanfani.

In seguito Malfatti fu membro della direzione centrale della Democrazia Cristiana, ne diresse l'ufficio propaganda e l'ufficio attività culturali. Diresse la casa editrice "5 Lune" e fu direttore del "Popolo" e della "Discussione". Scrisse su altre riviste di riferimento della Democrazia Cristiana, come "Per l'Azione", "Cronache Sociali" e "Nuove Cronache".

Venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1958 per la circoscrizione Perugia-Terni-Rieti. Venne rieletto in tutte le successive elezioni politiche fino al 1987.

Incarichi di governo, 1963-1970[modifica | modifica sorgente]

Il 4 dicembre 1963 Malfatti venne nominato sottosegretario all'industria e al commercio nel governo Moro I, in carica fino al 22 luglio 1964. Ricoprì lo stesso incarico nell'ambito del governo Moro III tra il 23 febbraio 1966 e il 24 giugno 1968. Nel successivo governo Leone II Malfatti fu sottosegretario agli affari esteri, e poi con l'entrata in carica del governo Rumor I il 12 dicembre 1968 divenne sottosegretario al bilancio.

Il 5 agosto 1969 venne formato il governo Rumor II e Malfatti venne nominato per la prima volta ministro. Gli venne assegnata la delega alle partecipazioni statali. Nel governo Rumor III in carica dal 27 marzo 1970 Malfatti fu invece ministro per le poste e le telecomunicazioni. Si dimise il 9 giugno 1970, dopo essere stato indicato dal governo come uno dei due commissari europei dell'Italia.

Presidente della Commissione europea[modifica | modifica sorgente]

Malfatti venne nominato presidente della Commissione europea e la sua Commissione entrò in carica il 1º luglio 1970. Fu il primo italiano (e l'unico assieme a Romano Prodi) a presiedere la Commissione delle Comunità europee.

Fu durante il mandato della Commissione Malfatti che venne condotta la fase finale dei negoziati per l'ingresso nelle Comunità europee di Regno Unito, Irlanda, Danimarca e Norvegia e che venne firmato il trattato di allargamento il 22 gennaio 1972[1]. Si trattò del primo allargamento delle Comunità europee. L'altro grande tema trattato dalla Commissione Malfatti fu quello dell'integrazione economica e del rafforzamento del coordinamento delle politiche monetarie. La presidenza Malfatti venne tuttavia criticata da alcuni osservatori, che la ritennero meno efficace delle presidenze Hallstein e Rey e soprattutto incapace di imporsi a sufficienza nei confronti degli stati membri[2].

Il 21 marzo 1972 Malfatti si dimise dall'incarico di presidente della Commissione europea per concorrere alle elezioni politiche italiane di quell'anno[3]. È stato il primo e unico presidente della Commissione in carica a dimettersi per ragioni di politica interna[4]. Tra il 26 ottobre 1972 e il 28 febbraio 1974 fece parte della rappresentanza italiana al Parlamento europeo.

Incarichi di governo, 1973-1980[modifica | modifica sorgente]

Tra l'11 luglio 1972 e il 7 luglio 1973 Malfatti non ebbe incarichi di governo, ma venne eletto presidente della commissione finanze e tesoro della Camera.

Il 7 luglio 1973 venne nominato nuovamente ministro e servì come ministro della pubblica istruzione del governo Rumor IV. Svolse lo stesso incarico fino alla fine della legislatura, facendo parte anche dei governi Rumor V, Moro IV e Moro V. Venne riconfermato ministro della pubblica istruzione anche nel successivo governo Andreotti III, in carica dal 29 luglio 1976 all'11 marzo 1978.

Nei governi Andreotti IV e Andreotti V in carica tra l'11 marzo 1978 e il 4 agosto 1979 Malfatti fu ministro delle finanze.

Il 4 agosto 1979 Malfatti venne nominato ministro degli affari esteri nell'ambito del governo Cossiga I. Il 14 gennaio 1980 si dimise tuttavia dell'incarico per ragioni di salute.

Malfatti continuò a far parte della Camera dei deputati fino alla morte. Il 12 novembre 1987 venne messo a capo della delegazione parlamentare italiana presso le assemblee del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale. Nel 1989 Arnaldo Forlani lo nominò capo della segreteria politica della Democrazia Cristiana.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 24 dicembre 1970[5]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1978[6]

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Malfatti sposò la marchesa Franca Spinola nel dicembre 1970. La coppia ebbe una figlia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Discorso di Franco Maria Malfatti alla cerimonia di firma dei trattati di ingresso di Regno Unito, Irlanda, Danimarca e Norvegia nelle Comunità europee, 22 gennaio 1972 CVCE
  2. ^ (EN) ‘The Eurocrats are weary', Die Zeit (1972) CVCE
  3. ^ (EN) Address given by Franco Maria Malfatti (Strasbourg, 14 March 1972), CVCE.
  4. ^ Luca Guzzetti, Intervista a Filippo Maria Pandolfi, Archivi Storici dell'Unione Europea, 24 giugno 1998. URL consultato il 17 agosto 2011.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Ministro delle Partecipazioni Statali della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Arnaldo Forlani 5 agosto 1969 - 27 marzo 1970 Flaminio Piccoli
Predecessore Ministro delle Poste e delle Telecomunicazioni della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Athos Valsecchi 27 marzo 1970 - 9 giugno 1970 Giacinto Bosco
Predecessore Presidente della Commissione Europea Successore Flag of Europe.svg
Jean Rey 1º luglio 1970 — 21 marzo 1972 Sicco Mansholt
Predecessore Commissario europeo dell'Italia Successore Flag of Italy.svg
Edoardo Martino
Lionello Levi Sandri
1º luglio 1970 — 21 marzo 1972
con Altiero Spinelli
Altiero Spinelli
Carlo Scarascia-Mugnozza
Predecessore Ministro della Pubblica Istruzione Successore Emblem of Italy.svg
Oscar Luigi Scalfaro 7 luglio 1973 - 11 marzo 1978 Mario Pedini
Predecessore Ministro delle Finanze Successore Emblem of Italy.svg
Filippo Maria Pandolfi 11 marzo 1978 - 4 agosto 1979 Franco Reviglio
Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Arnaldo Forlani 4 agosto 1979 - 14 gennaio 1980 Attilio Ruffini

Controllo di autorità VIAF: 78686222 LCCN: nr97031150