Jean-Claude Juncker

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Jean-Claude Juncker
Ioannes Claudius Juncker die 7 Martis 2014.jpg

Unione europea Presidente della Commissione europea
In carica
Inizio mandato 1º novembre 2014
Predecessore José Manuel Durão Barroso

Primo ministro del Lussemburgo
Durata mandato 20 gennaio 1995 –
4 dicembre 2013
Capo di Stato (1) S.A.R. Giovanni di Lussemburgo
(2) S.A.R. Enrico di Lussemburgo
Predecessore Jacques Santer
Successore Xavier Bettel

Presidente del
Consiglio europeo
Durata mandato 1º luglio 1997 –
31 dicembre 1997
Predecessore Wim Kok
Successore Tony Blair

Durata mandato 1º gennaio 2005 –
30 giugno 2005
Predecessore Jan Peter Balkenende
Successore Tony Blair

Presidente dell'Eurogruppo
Durata mandato 1º gennaio 2005 –
30 aprile 2012
Predecessore Luc Frieden
Successore Jeroen Dijsselbloem

Dati generali
Partito politico Partito Popolare Cristiano Sociale
Firma Firma di Jean-Claude Juncker

Jean-Claude Juncker (Redange-sur-Attert, 9 dicembre 1954) è un politico e avvocato lussemburghese, Presidente della Commissione europea dal 1º novembre 2014.

È stato primo ministro del Lussemburgo dal 20 gennaio 1995 al 10 luglio 2013[1] e presidente dell'Eurogruppo dal 2005 al gennaio 2013.

Candidato dal Partito Popolare Europeo per la presidenza della Commissione europea alle elezioni europee del 2014, il 27 giugno 2014 il Consiglio europeo lo ha proposto come Presidente della stessa[2]. Il 15 luglio è stato eletto dal Parlamento europeo, con 422 voti favorevoli, 250 contrari e 47 astenuti[3].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Redange-sur-Attert, cresce nella regione delle miniere dove il padre lavorava come operaio nell'industria siderurgica.[4] Studia al liceo Michel Rodange della città di Lussemburgo, prima di trasferirsi all'Università di Strasburgo, dove consegue una laurea di diritto. Si è congedato dalla carriera di avvocato nel febbraio 1980 e non ha più esercitato questa professione.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Membro del Partito Popolare Cristiano Sociale (PCS/CSV) dal 1974, ne divenne, nell'ottobre 1979, il segretario parlamentare e presidente fra il gennaio 1990 e febbraio 1995.

Fu nominato nel dicembre 1982, a 28 anni, segretario di Stato al Lavoro e alla Sicurezza Sociale.

Nel giugno 1984, Jean-Claude Juncker fu eletto per la prima volta al Parlamento lussemburghese e fu nominato ministro del Lavoro e ministro delegato al Bilancio nel primo governo diretto da Jacques Santer e poi, dopo le elezioni legislative del giugno 1989, fu nominato ministro delle Finanze e ministro del Lavoro.

Primo Ministro del Lussemburgo[modifica | modifica wikitesto]

La designazione di Jacques Santer a presidente della Commissione europea da parte del Consiglio europeo e la sua conferma da parte del Parlamento europeo, portò S.A.R. il granduca Giovanni di Lussemburgo a nominare Jean-Claude Juncker primo ministro, ministro di Stato, il 20 gennaio 1995. Anche da capo del governo continuò ad esercitare le funzioni di ministro delle Finanze, ministro del Lavoro e ministro del Tesoro.

Dopo le elezioni legislative del giugno 1999 vinte dal Partito Cristiano-Sociale, Jean-Claude Juncker fu nuovamente posto alla testa del nuovo governo, composto da rappresentanti cristiano-sociali e del Partito Democratico, mettendo così fine ad una coalizione durata 15 anni tra il PCS e il Partito Socialista Operaio lussemburghese. Jean-Claude Juncker mantenne anche il portafoglio di Finanza e Comunicazione.

Governatore della Banca mondiale dal 1989 al 1995, Jean-Claude Juncker assunse dal 1995 la responsabilità di governatore del Fondo monetario internazionale (FMI) e di governatore della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS).[5]

Nel giugno 2004, dopo la vittoria del suo partito, che con oltre il 35% dei voti vinse 24 dei 60 seggi alle elezioni legislative e 3 dei 6 seggi a quelle europee, Jean-Claude Juncker rifiutò, malgrado la amichevole pressione della maggioranza dei dirigenti europei, il posto di presidente delle Commissione europea.

Presidente permanente dell'Eurogruppo[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º gennaio 2005 Jean-Claude Juncker entrò in carica come primo presidente permanente dell'Eurogruppo. Fino ad allora la presidenza dell'Eurogruppo era assicurata dal ministro delle Finanze dello stato esercitante la presidenza semestrale del Consiglio dell'Unione europea.

Come presidente di questo consiglio, durante il primo semestre 2005, dovette far fronte alla mancata ratifica del progetto di Costituzione europea da parte di Francia e Paesi Bassi. Fu anche in disaccordo con il primo ministro britannico Tony Blair a riguardo del budget europeo. Il ruolo di Juncker ha assunto particolare rilevanza durante la crisi della zona euro nel 2011-2012. Il 30 aprile 2012 Juncker ha annunciato la sua decisione di dimettersi dalla carica di presidente dell'Eurogruppo perché "stanco" delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi[6]. A succedergli, nella presidenza dell'Eurogruppo, è stato Jeroen Dijsselbloem, entrato in carica il 21 gennaio[7].

Dimissioni da Primo Ministro ed elezioni anticipate del 2013[modifica | modifica wikitesto]

Jean-Claude Juncker annuncia sue dimissioni dal governo del Lussemburgo l'11 luglio 2013, a seguito di uno scandalo riguardante i servizi di intelligence[8], accusato di aver costituito una vera e propria polizia politica segreta e di aver schedato illegalmente centinaia di migliaia di cittadini[9].

Il suo partito resta la prima formazione del Lussemburgo nelle elezioni del 2013, ma perde voti[10]. Malgrado ciò, Juncker non viene riconfermato alla sua posizione[11]. Viene sostituito da Xavier Bettel.

Presidente della Commissione Europea[modifica | modifica wikitesto]

Il 6-7 marzo del 2014, durante il congresso del Partito Popolare Europeo (PPE), che si è tenuto a Dublino in Irlanda, Jean-Claude Juncker è stato eletto come candidato per la presidenza della Commissione europea, prevalendo su Michel Barnier. Juncker ha guidato la campagna del PPE per le elezioni per il Parlamento europeo del 22-25 maggio 2014 visitando gli Stati membri dell'UE e partecipando ai dibattiti presidenziali. In base all'articolo 17 del trattato di Lisbona, il presidente della Commissione europea sarà scelto, per la prima volta, tenendo conto del risultato le elezioni europee del 2014. Juncker ha pubblicamente dichiarato di aspirare a diventare il presidente della Commissione europea qualora il PPE dovesse vincere le elezioni andando a costituire il più grande gruppo politico al Parlamento europeo.

Il 28 giugno 2014 è stato designato da 26 capi di Stato e di Governo dei 28 Paesi membri dell'Unione europea come nuovo presidente della Commissione.[2] È la prima volta che il presidente della Commissione viene scelto a maggioranza qualificata e non all'unanimità a causa del dissenso sollevato dal Conservatore britannico primo ministro David Cameron e dal primo ministro dell'Ungheria, l'euroscettico di destra Viktor Orbán[3].

Il 15 luglio è stato eletto dal Parlamento europeo, con 422 voti favorevoli, 250 contrari e 47 astenuti[3]. Il suo incarico è iniziato il 1º novembre 2014, dopo che la sua commissione è stata approvata dal Parlamento e dal Consiglio.

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Ha destato scalpore un'inchiesta giornalistica condotta dal Consorzio Internazionale dei Giornalisti investigativi (ICIJ), definita dai media internazionali Luxembourg Leaks o LuxLeaks,[12] che ha pubblicato nel novembre 2014 i nomi di oltre trecento aziende multinazionali direttamente coinvolte nelle decisioni fiscali prese tra il 2002 e il 2010 dall'allora governo lussemburghese da lui presieduto, che avrebbero consentito accordi fortemente vantaggiosi per quest'ultime sui prezzi di trasferimento globale, e collegati con speciali direttive dell'Unione europea che interessano il regime fiscale del Lussemburgo. Le rivelazioni hanno attirato l'attenzione internazionale e messo in luce speciali meccanismi di elusione fiscale elaborati e portati avanti dal Lussemburgo.[13]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato dal 1979 con Christiane Frising, conosciuta in gioventù, con la quale ha due figli.[4]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze lussemburghesi[modifica | modifica wikitesto]

Cancelliere dell'Ordine della corona di Quercia - nastrino per uniforme ordinaria Cancelliere dell'Ordine della corona di Quercia
Cancelliere dell'Ordine al merito del Granducato di Lussemburgo - nastrino per uniforme ordinaria Cancelliere dell'Ordine al merito del Granducato di Lussemburgo

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran decorazione d'onore in oro con fascia dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca - nastrino per uniforme ordinaria Gran decorazione d'onore in oro con fascia dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca
— 2010
Cavaliere dell'Ordine al merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg
— 2011
immagine del nastrino non ancora presente Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Amílcar Cabral (Capo Verde)
— 2008
Grande ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 2002
Cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere (Francia)
— 1985
Gran croce con placca e cordone dell'Ordine al merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce con placca e cordone dell'Ordine al merito di Germania
— 2013
Gran croce dell'Ordine del Salvatore (Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine del Salvatore (Grecia)
— 2013
Gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del presidente della Repubblica»
— Roma, 19 novembre 2007[14]
Ordine dell'amicizia di I classe (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'amicizia di I classe (Kazakistan)
— 2014
Commendatore di gran croce dell'Ordine delle tre stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di gran croce dell'Ordine delle tre stelle (Lettonia)
— 2006
Collare pro Merito Melitensi - nastrino per uniforme ordinaria Collare pro Merito Melitensi
«Di iniziativa del principe e gran maestro dell'Ordine di Malta»
— 2010
Gran croce dell'Ordine reale norvegese al merito - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine reale norvegese al merito
«Di iniziativa del re di Norvegia»
— 2014
Commendatore dell'Ordine della Polonia restituta - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Polonia restituta
— 2004
Gran croce dell'Ordine dell'infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine dell'infante Dom Henrique (Portogallo)
— 1988
Gran croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine del Cristo (Portogallo)
— 2005
Cavaliere dell'Ordine al merito dello Stato della Renania-Palatinato - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al merito dello Stato della Renania-Palatinato
Cavaliere di gran croce dell'Ordine della stella di Romania - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine della stella di Romania
— 2003
Ufficiale dell'Ordine al merito dello Stato federale della Saarland - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al merito dello Stato federale della Saarland
— 10 novembre 2010

Accademiche[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È rimasto in carica fino al 4 dicembre per il disbrigo degli affari correnti
  2. ^ a b Juncker designato presidente della Commissione Ue in Ansa.it, 27 giugno 2014. URL consultato il 29 giugno 2014.
  3. ^ a b c (EN) Parliament elects Jean-Claude Juncker as Commission President
  4. ^ a b Anna Maria Angelone, Juncker, il vecchio per la "nuova" Europa in news.panorama.it, 27 giugno 2014. URL consultato il 30 agosto 2014.
  5. ^ FONTI NON INDICATE
  6. ^ Juncker lascia la guida dell'Eurogruppo per «ingerenze franco-tedesche», Corriere della Sera, 30 aprile 2012. URL consultato il 30 aprile 2012.
  7. ^ (EN) Dijsselbloem appointed Eurogroup president, Consiglio dell'Unione europea, 21 gennaio 2013. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  8. ^ « Fragilisé par un scandale touchant les services secrets du Luxembourg, Juncker démissionne », mis en ligne le 10 juillet 2013.
  9. ^ « Luxembourg : Jean--Claude Juncker démission », Le Nouvel Observateur, mis en ligne le 10 juillet 2013.
  10. ^ « Luxembourg : Juncker en tête des législatives, mais affaibli », in Le Figaro, lundi 21 octobre 2013, page 8.
  11. ^ Luxembourg : Jean-Claude Juncker pourrait être poussé vers la sortie, Le Monde.fr, 21 octobre 2013
  12. ^ Sul modello del più celebre Wikileaks
  13. ^ Carr, Wayne and Kelly, Lux Leaks Revelations Bring Swift Response Around World in International Consortium of Investigative Journalists, 6 novembre 2014.
  14. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Commissione europea Successore Flag of Europe.svg
José Manuel Durão Barroso dal 1º novembre 2014 in carica
Predecessore Presidente dell'Eurogruppo Successore Flag of Europe.svg
Luc Frieden gennaio 2005 - gennaio 2010 Jean-Claude Juncker I
Jean-Claude Juncker gennaio 2010 - aprile 2012 Jeroen Dijsselbloem II
Predecessore Presidente del Consiglio europeo Successore Flag of Europe.svg
Wim Kok luglio - dicembre 1997 Tony Blair I
Jan Peter Balkenende gennaio - luglio 2005 Tony Blair II
Predecessore Primo ministro del Lussemburgo Successore Flag of Luxembourg.svg
Jacques Santer 1995 - 2013 Xavier Bettel

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