Piero Malvestiti

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Piero Malvestiti
Pieromalvestiti.jpg

Presidente dell'Alta autorità della CECA
Durata mandato 15 settembre 1959 –
22 ottobre 1963
Predecessore Paul Finet
Successore Dino Del Bo

Commissario europeo per il Mercato Interno
Durata mandato 10 gennaio 1958 –
settembre 1959
Presidente Walter Hallstein
Predecessore -
Successore Giuseppe Caron

Ministro dei Trasporti
Durata mandato 26 luglio 1951 –
7 luglio 1953
Predecessore Pietro Campilli
Successore Giuseppe Togni
on. Piero Malvestiti
Bandiera italiana
Assemblea costituente
Luogo nascita Apiro
Data nascita 26 giugno 1899
Luogo morte Milano
Data morte 5 novembre 1964
Partito Democrazia Cristiana
Gruppo Democratico Cristiano
on. Piero Malvestiti
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura I; II
Gruppo Democratico Cristiano

Piero Malvestiti (Apiro, 26 giugno 1899Milano, 5 novembre 1964) è stato un politico italiano, membro della Democrazia Cristiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Trasferitosi in Lombardia con la famiglia, si diplomò ragioniere in un collegio religioso. Combatté in qualità di ufficiale nella prima guerra mondiale, guadagnandosi una Croce al Merito. Dopo la fine del conflitto entrò alla Banca Popolare di Milano. Parallelamente iniziò il suo impegno nell'Arcidiocesi di Milano, specialmente nell'assistenza agli operai e ai reduci. Fondò la «Lega lombarda reduci di guerra».

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Si oppose al regime fascista fin dalle sue origini. Contestò l'idea dell'unità etica dello Stato e la concezione corporativa propria dell'ideologia fascista. Membro dell'Azione Cattolica, nel 1928 fondò, insieme con Gioacchino Malavasi e Armando Rodolfi, il movimento politico «Azione guelfa»[1], principale gruppo di opposizione cattolica al fascismo[2]. Nel 1933 il movimento fu scoperto dalla polizia politica. Malvestiti fu arrestato (20 marzo 1933) e condannato (30 gennaio 1934) a 5 anni di prigione. In seguito fu scarcerato per le cattive condizioni di salute, ma gli fu proibito di svolgere attività politica fino alla fine della condanna.

Ebbe difficoltà anche a trovare un lavoro stabile, ma riuscì a riallacciare i rapporti politici con l'Azione guelfa. Nell'estate 1942, quando divenne chiaro che il fascismo avrebbe portato il Paese alla catastrofe, si diede vita al nuovo partito dei cattolici. Malvestiti fu uno dei protagonisti della sua nascita. In agosto incontrò segretamente Alcide De Gasperi a Borgo Valsugana. In settembre, esponenti sia dei guelfi (Malvestiti, Achille Grandi, Edoardo Clerici, Giorgio Enrico Falck) che degli ex popolari posero le basi per la fondazione della Democrazia Cristiana. Espressione dell'elaborazione sociale e politica del movimento neo-guelfo fu il cosiddetto «Programma di Milano», piattaforma programmatica di 12 punti. Approvato dal gruppo di De Gasperi (che aveva accettato anche la denominazione del nuovo partito), il Programma fu affisso ai muri di Milano all'indomani della caduta di Mussolini (25 luglio 1943). Malvestiti e gli altri estensori lo indirizzarono «agli italiani degni della libertà» ed invitarono tutti i cattolici «a unirsi sotto le bandiere del partito democratico cristiano».

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, Malvestiti prese parte alla Resistenza come membro dell'ala così detta neo-guelfa (federalista e autonomista) della DC e di essa rappresentante al CLN Alta Italia. Fra il settembre e l'ottobre del 1944 fu ministro delle Finanze della Repubblica partigiana della Val d'Ossola. Dopo la sua caduta riparò in Svizzera, dalla quale fece ritorno come membro del CLNAI.

A Liberazione avvenuta, Malvestiti si impegnò totalmente nella DC, entrando a far parte del Consiglio Nazionale e partecipando al primo Congresso del partito, nell'aprile del 1946 a Roma. Fu eletto deputato all'Assemblea Costituente. Quindi venne eletto, sempre a Montecitorio, per la I e per la II Legislatura.

Malvestiti si dimise però dalla carica di deputato in anticipo, poiché fu nominato vicepresidente della CEE: in questo modo, divenne il primo commissario dell'Unione Europea italiano. Sempre in ambito europeo, Malvestiti fu nominato, nel 1959, presidente della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, carica che tenne fino al 1963.

Morì nel 1964 a Milano, e proprio il comune del capoluogo lombardo gli ha dedicato una via.

Incarichi istituzionali[modifica | modifica sorgente]

Incarichi di Governo[modifica | modifica sorgente]

Incarichi alle Comunità Europee[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1958[3]
Predecessore Ministro dei Trasporti della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Pietro Campilli dal 26 luglio 1951 al 7 luglio 1953 Giuseppe Togni
Predecessore Commissario europeo per il Mercato Interno Successore Flag of Europe.svg
- 10 gennaio 1958 - settembre 1959 Giuseppe Caron
Predecessore Commissario europeo
dell'Italia
Successore Flag of Italy.svg
- 1958 - 1959
con Giuseppe Petrilli
Giuseppe Caron
Predecessore Presidente dell'Alta autorità della CECA Successore Flag of Europe.svg
Paul Finet 15 settembre 1959 - 22 ottobre 1963 Dino Del Bo

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Con tale denominazione, il gruppo voleva riprendere l'eredità del guelfismo medioevale anti-impero.
  2. ^ Francesco Leoni, Storia dei partiti politici italiani, pag. 483.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


Controllo di autorità VIAF: 89197519 LCCN: n96081294