Dalia Grybauskaitė

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Dalia Grybauskaitė
Dalia Grybauskaite 2014 by Augustas Didzgalvis.jpg

Presidente della Lituania
In carica
Inizio mandato 12 luglio 2009
Primo ministro Algirdas Butkevičius
Predecessore Valdas Adamkus

Commissario europeo per la Programmazione Finanziaria ed il Bilancio
Durata mandato 22 novembre 2004 –
1º luglio 2009
Presidente José Manuel Barroso
Predecessore Marcos Kyprianou
Successore Algirdas Šemeta

Presidente del Consiglio dell'Unione Europea
Durata mandato 1º maggio 2004 –
11 novembre 2004
Presidente Romano Prodi
Predecessore Viviane Reding
Successore Ján Figeľ

Durata mandato 1 luglio 2013 –
31 dicembre 2014
Predecessore Enda Kenny
Successore Antonis Samaras

Dati generali
Firma Firma di Dalia Grybauskaitė

Dalia Grybauskaitė (daˈljɛ griːbausˈkaiteː) (Vilnius, 1º marzo 1956) è una politica lituana, attuale Presidente della Lituania. È stata Vice Ministro lituano degli Affari Esteri, Ministro delle Finanze, e Commissario europeo per la Programmazione Finanziaria ed il Bilancio. Spesso definita Lady di ferro[1], la Grybauskaitė è il primo Capo di Stato donna della Lituania.

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Dalia Grybauskaitė nacque in una famiglia operaia a Vilnius. La madre, Vitalija Korsakaitė (1922-1989), nacque nella regione di Biržai e lavorò come rappresentante; il padre, Polikarpas Grybauskas (1928-2008) lavorava come elettricista e autista. Dalia frequentò la Scuola Superiore Salomėja Nėris; non era tra i migliori studenti, ma nel sistema di voti dove il quinto livello era il massimo, era classificata spesso al quarto livello. Le materie preferite erano storia, geografia e fisica.[2]

Iniziò a fare sport all'età di undici anni, e divenne un'appassionata di basket.[2] All'età di diciannove anni, lavorò per un anno per la Filarmonica Nazionale Lituana, come ispettore dello staff; si immatricolò poi all'Università Statale di San Pietroburgo, allora conosciuta come Università Ždanov come studentessa di economia politica.[3] Allo stesso tempo, iniziò a lavorare in una fabbrica locale. Nel 1983, Dalia Grybauskaitė si laureò con lode e tornò a Vilnius, iniziando a lavorare come segretaria all'Accademia delle Scienze. Dato che il lavoro era scarso, si spostò alla Scuola Superiore di Vilnius, dove tenne lezioni di economia politica e finanza globale.[3] Nel 1988 presentò la tesi per il dottorato di ricerca all'Accademia di Mosca.

Nel 1990, subito dopo che la Lituania tornò indipendente dall'Unione Sovietica, Dalia Grybauskaitė continuò i suoi studi alla Georgetown University, a Washington DC.[4] Dal 1991 al 1993 la Grybauskaitė lavorò come Direttore del Dipartimento Europeo al Ministero delle Relazioni Economiche Internazionali della Lituania; nel 1993 fu impiegata al Ministero degli Esteri come direttore del Dipartimento di Relazioni Economiche, e rappresentò la Lituania al momento dell'ingresso nell'accordo di Libero Commercio dell'Unione europea. Dalia Grybauskaitė presiedette anche il Comitato di Coordinazione degli Aiuti (PHARE e il Gruppo dei 24. Poco dopo, fu nominata Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario nella Missione lituana verso l'UE.[4] Operò come vice capo negoziatore per l'accordo europeo e come rappresentante della Coordinazione degli Aiuti Nazionali a Bruxelles.

Nel 1996 la Grybauskaitė fu nominata Ministro Plenipotenziario nell'ambasciata lituana negli Stati Uniti. Mantenne tale posizione fino al 1999, quando fu nominata Vice Ministro delle Finanze. In quanto tale, condusse i negoziati lituani con la Banca Mondiale e con il Fondo Monetario Internazionale. Nel 2000, divenne Vice Ministro degli Affari Esteri, continuando a svolgere le funzioni di Ministro delle Finanze nel governo di Algirdas Brazauskas. La Lituania entrò nell'Unione europea il 1º maggio 2004, e la Grybauskaitė fu nominata Commissario Europeo lo stesso giorno.[3]

Commissione Europea[modifica | modifica wikitesto]

Dalia Grybauskaitė fu inizialmente Commissario europeo per l'Istruzione, la Formazione e la Cultura, affiancando la lussemburghese Viviane Reding; detenne questa posizione fino all'11 novembre 2004, quando fu nominata Commissario europeo per la Programmazione Finanziaria ed il Bilancio, all'interno della Commissione diretta da José Manuel Barroso.

Nel novembre 2005 Dalia Grybauskaitė fu nominata "Commissario dell'anno" nell'ambito del sondaggio "Europeo dell'Anno", promosso da Voce Europea. Fu proclamata vincitrice per "gli instancabili sforzi per l'espansione dell'UE in aree che ne avrebbero migliorato la competitività, come ricerca e sviluppo". Lei commentò:[5]

« Non partecipo di solito alle premiazioni, pertanto questa è per me una piacevole sorpresa. Lo considero un premio non per me personalmente, ma per tutti i nuovi stati membri UE, piccoli e grandi, come riconoscimento del loro apporto di nuove prospettive all'UE. penso che sia anche un premio per aver avuto il coraggio di rivelare la verità, cosa spesso difficile, e per aver individuato la vera ricompensa della retorica politica europea. Per quanto riguarda i risultati, dobbiamo ancora aspettare. È molto importante ora un accordo sul bilancio per il periodo 2007-2013, di cui l'Europa ha un forte bisogno. »

Come Commissario delle Finanze e del Bilancio, ha criticato fortemente il bilancio europeo, affermando che "non era un bilancio da XXI secolo".[6] La maggior parte del bilancio UE era speso in programmi di agricoltura; la Grybauskaitė presentò un nuovo progetto nel bilancio del 2008 in cui, per la prima volta nella storia, la parte principale del budget era assegnata alla crescita ed all'occupazione, superando la parte destinata ad agricoltura e risorse naturali.[7] Dalia Grybauskaitė criticò spesso il governo lituano condotto dal Primo ministro Gediminas Kirkilas per la sua mancanza di risposte agli inizi della crisi finanziaria.[8]

Elezioni presidenziali del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Lituania
Coat of Arms of Lithuania

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Politica della Lituania








Altri stati · Atlante

Il 26 febbraio 2009, Dalia Grybauskaitė annunciò ufficialmente la sua candidatura alle elezioni presidenziali. Nel suo discorso, disse:

« Ho deciso di tornare in Lituania, se il popolo lituano deciderà che sono necessaria qui ora. Penso che tutti miriamo alla verità, alla trasparenza ed alla responsabilità per la nostra nazione. Tutti vogliamo vivere senza paure, con speranza in noi stessi, negli altri e nel domani.

Posso e voglio contribuire con la mia esperienza e conoscenza per scacciare le ombre dalla moralità, dalla politica e dall'economia per creare una Lituania governata dai cittadini, uno stato dei cittadini. Pertanto, concorrerò per la presidenza lituana.[9] »

I sondaggi svolti nel febbraio 2009 indicavano che la Grybauskaitė era in nettissimo vantaggio nella corsa.[10] Concorse come indipendente, anche se era sostenuta dall'Unione della Patria, come anche da Sąjūdis.[11][12]

La sua campagna elettorale fu focalizzata su problemi interni. Dopo anni di grande crescita economica, la Lituania stava affrontando una profonda recessione, con un tasso a due cifre. Il tasso di disoccupazione raggiunse il 15,5% a marzo, e a gennaio le proteste nelle strade contro il governo divennero violente.[13] Durante la campagna, Dalia Grybauskaitė sottolineò la necessità di combattere i problemi finanziari proteggendo le persone con i redditi più bassi, semplificando la burocrazia lituana, e rivedendo il programma di investimenti del governo.[14] Promise anche un approccio più calibrato alla politica estera, che è il principale ruolo costituzionale della presidenza lituana.

Le elezioni si tennero il 17 maggio 2009 e Dalia Grybauskaitė vinse facilmente con il 68,18% dei voti.[15] L'affluenza del 51,6% fu poco al di sopra della soglia necessaria per evitare un secondo turno di ballottaggio.[16] Vincendo le elezioni, la Grybauskaitė divenne non solo il primo presidente donna della Lituania, ma ottenne anche il migliore risultato mai conseguito in un'elezione presidenziale.[17]

Gli analisti politici attribuirono la facile vittoria alla competenza finanziaria della Grybauskaitė ed alla sua abilità nell'evitare gli scandali.[16] La stampa internazionale la apostrofò come "Lady di ferro lituana", per i suoi discorsi e per essere cintura nera di karate.[18][19] La Grybauskaitė, che parla lituano, inglese, russo, francese e polacco,[18] ha menzionato Margaret Thatcher e Mahatma Gandhi come suoi modelli politici.[20]

Dalia Grybauskaitė ha assunto la carica presidenziale il 12 luglio 2009; ad una conferenza del 18 maggio ha annunciato che stava considerando se sostituire cinque membri del governo, che l'euro avrebbe dovuto essere adottato durante il suo primo mandato, e che rinuncerà a metà del suo stipendio presidenziale (312.000 litas).[13]

Dal 1º luglio 2013 fino al termine dell'anno è stata presidente di turno della Presidenza del Consiglio dell'Unione europea.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze lituane[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro e Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande
— 12 luglio 2009
Gran Maestro dell'Ordine della Croce di Vytis - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine della Croce di Vytis
Gran Maestro e Croce di Commendatore dell'Ordine del Granduca Gediminas - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Croce di Commendatore dell'Ordine del Granduca Gediminas
— 2003
Gran Maestro dell'Ordine al Merito della Lituania - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito della Lituania

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine del Falcone (Islanda) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del Falcone (Islanda)
— 2011
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)
— 2011
Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
— 2011
Grand'Ufficiale dell'Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine di San Carlo (Monaco)
— 15 ottobre 2012[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È stata soprannominata anche "Magnolia d'acciaio". Luigi Offeddu, Arriva Dalia la bionda cintura nera di judo L'Europa è avvisata., Corriere della Sera, Milano, 13 luglio 2013.
  2. ^ a b (LT) Mąslių akių mergaitė
  3. ^ a b c (LT) Dalia Grybauskaitė, Apie Mane. URL consultato il 20 maggio 2009.
  4. ^ a b Curriculum Vitae of Dr. Dalia Grybauskaitė, Commissione Europea. URL consultato il 18 maggio 2009.
  5. ^ Dalia Grybauskaitė News 2005, Commissione Europea, 29 novembre 2005. URL consultato il 20 maggio 2009.
  6. ^ Grybauskaite: "Today's budget is not a budget for the 21st century", 1º agosto 2005. URL consultato il 18 maggio 2009.
  7. ^ The 2008 EC Budget, European Union Committee. URL consultato il 19 maggio 2009.
  8. ^ D.Grybauskaitė: kritika Lietuvai - oficiali EK nuomonė, Delfi.lt, 25 giugno 2008. URL consultato il 19 maggio 2009.
  9. ^ (LT) D. Grybauskaitė sieks prezidento posto, Radio e Televisione Nazionale Lituana, 26 febbraio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
    «Aš apsisprendžiau, kad sutinku grįžti į ietuvą, jei Lietuvos žmonės nuspręs, kad esu reikalinga dabar Lietuvoje. Manau, kad visi esame pasiilgę tiesos, skaidrumo ir atsakomybės už savo šalį. Norime visi gyventi be baimės, pasitikėdami savimi, vienas kitu ir rytojumi. Galiu ir noriu skirti savo patirtį, žinias bei gebėjimus tam, kad išguitume šešėlius iš moralės, politikos, ekonomikos ir sukurtume tokią piliečių Lietuvą, piliečių valstybę. Todėl dalyvausiu Lietuvos prezidento rinkimuose.».
  10. ^ (LT) Po D.Grybauskaitės apsisprendimo politologai nemato jai konkurencijos, Lietuvos rytas, 26 febbraio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  11. ^ Lithuanians vote in female president, Deutsche Welle, 18 maggio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  12. ^ (LT) Lietuvos Sąjūdis nusprendė paremti D.Grybauskaitę, Klaipėda diena, 14 maggio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  13. ^ a b Lithuania president-elect vows to fight recession, Associated Press, reprinted by CBC News, 18 maggio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  14. ^ (LT) Grybauskaitė: reikia taupyti biurokratų, o ne paprastų žmonių sąskaita, Alfa.lt, 29 gennaio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  15. ^ (LT) 2009 m. gegužės 17 d. Respublikos Prezidento rinkimai, Commissione Elettorale della Lituania, 20 maggio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  16. ^ a b (EN) Lithuania gets first woman leader, BBC News. URL consultato il 19 maggio 2009.
  17. ^ (LT) Šampanas iššautas: D.Grybauskaitė be didesnės konkurencijos išrinkta Lietuvos prezidente, Lietuvos rytas, 20 maggio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  18. ^ a b (EN) Dalia Grybauskaite: Lithuania's ‘Iron Lady', Khaleej Times Online. URL consultato il 19 maggio 2009.
  19. ^ D. Grybauskaitę vadina Lietuvos „geležine ledi“, Radio e Televisione Nazionale Lituana. URL consultato il 19 maggio 2009.
  20. ^ Lithuania elects first female president, ABC News (Australia), 18 maggio 2009. URL consultato il 20 maggio 2009.
  21. ^ Bollettino Ufficiale del Principato

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Lituania Successore Flag of Lithuania.svg
Valdas Adamkus dal 2009
Predecessore Commissario europeo per l'Istruzione e la Cultura Successore Flag of Europe.svg
Viviane Reding 2004-2009 (con Viviane Reding) Ján Figeľ
Predecessore Commissario europeo
della Lituania
Successore Flag of Lithuania.svg
- 2004-2009 Algirdas Šemeta

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