Franco Frattini

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Franco Frattini
Franco Frattini on April 6, 2011.jpg

Ministro degli Affari Esteri
Durata mandato 14 novembre 2002 –
18 novembre 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Silvio Berlusconi
Successore Gianfranco Fini

Durata mandato 8 maggio 2008 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Massimo D'Alema
Successore Giulio Terzi di Sant'Agata

Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza
Vicepresidente della Commissione europea
Durata mandato 22 novembre 2004 –
8 maggio 2008
Presidente José Manuel Barroso
Predecessore António Vitorino
(Giustizia ed Affari Interni)
Successore Jacques Barrot

Ministro per la Funzione Pubblica
Durata mandato 11 giugno 2001 –
12 novembre 2002
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Franco Bassanini
Successore Luigi Mazzella

Ministro per gli Affari Regionali
Durata mandato 17 gennaio 1995 –
17 maggio 1996
Presidente Lamberto Dini
Predecessore Giuliano Urbani
Successore Franco Bassanini

Presidente del COPACO
Durata mandato 17 maggio 1996 –
6 giugno 2001
Predecessore Rodolfo Gill
Successore Enzo Bianco

Dati generali
Partito politico PSI (1987-1994)
FI (1996-2009)
PdL (2009-2012)
on. Franco Frattini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Roma
Data nascita 14 marzo 1957
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Consigliere di Stato
Partito FI (1996-2009), PdL (2009-2012)
Legislatura XIII, XIV (fino al 22 novembre 2004, per incompatibilità), XVI
Gruppo FI (1996-2006), PdL (2008-2013)
Coalizione PpL (1996), CdL (2001), PdL (2008)
Circoscrizione VI (Trentino-Alto Adige, 1996), VIII (Veneto 2, 2001), IX (Friuli-Venezia Giulia, 2008)
Incarichi parlamentari


XIII Legislatura:

  • Presidente del Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di Stato
  • Segretario del Comitato per la legislazione (dal 1º luglio 1999)
  • Membro della I Commissione permanente (Affari costituzionali) (dal 28 luglio 1998)
  • Membro della Commissione speciale per l'esame dei progetti di legge recanti misure per la prevenzione e la repressione dei fenomeni di corruzione
  • Membro della Commissione parlamentare consultiva in ordine alla attuazione della riforma amministrativa (dal 26 maggio 1997)
  • Membro della Commissione speciale per l'esame della relazione sul programma di riordino delle norme legislative e regolamentari
  • Membro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle responsabilità relative alla tragedia del Cermis

XIV Legislatura:

  • Membro della I Commissione (Affari costituzionali, della presidenza del Consiglio e interni) (fino al 22 novembre 2004)

XVI Legislatura:

Pagina istituzionale

Franco Frattini (Roma, 14 marzo 1957) è un politico e magistrato italiano. Già ministro dal 1995 al 1996 nel Governo Dini, è stato Ministro per la Funzione Pubblica dal 2001 al 2002 e ministro degli esteri dal 2002 al 2004 entrambi nel governo Berlusconi II e poi di nuovo agli Esteri nel quarto governo Berlusconi dal 2008 al 2011. Inoltre, è stato commissario europeo per la giustizia, la libertà e la sicurezza dal 2004 al 2008. Dal 2012 è ritornato al Consiglio di Stato, dove ha lavorato prima di entrare in politica. Dal 2014 è giudice dell'Alta corte di giustizia sportiva del CONI, il più alto incarico di giustizia sportiva.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e carriera giuridica[modifica | modifica wikitesto]

Frattini ha frequentato il liceo classico Giulio Cesare a Roma e si è laureato in giurisprudenza nel 1979.[1]

Dal 1984 è stato avvocato dello Stato, quindi magistrato del TAR Piemonte. Nel 1986 è stato nominato Consigliere di Stato.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Riccardo Barenghi, già direttore de il manifesto, Frattini avrebbe iniziato la sua attività politica, fra gli anni settanta e ottanta, collaborando con il gruppo comunista extraparlamentare che faceva capo al giornale[2]. Tale ricostruzione, tuttavia, è stata successivamente smentita dallo stesso quotidiano[3].

Nel Partito Socialista Italiano[modifica | modifica wikitesto]

Frattini è stato segretario della FGSI[senza fonte] e membro del Partito Socialista Italiano[4]. Nel 1986 diviene consigliere giuridico del Ministero del Tesoro. Nel 1990 e 1991 ha lavorato come consigliere giuridico del vicepresidente del consiglio Claudio Martelli (PSI) nel governo Andreotti VI.[1]

Ingresso in Forza Italia e incarico di Ministro degli affari regionali (1995-1996)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 aderisce al partito Forza Italia ed è nominato Segretario generale della presidenza del Consiglio dei ministri durante il governo Berlusconi I.

È stato ministro per gli Affari regionali del successivo governo Dini (1995-1996).

Deputato di Forza Italia (1996-2004), incarico di Ministro della Funzione Pubblica (2001-2002) e primo incarico agli Esteri (2002-2004)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Legge Frattini.

Nel 1996 si candida alle elezioni politiche con il Polo per le Libertà, nella lista di Forza Italia. Viene eletto al collegio di Bolzano-Laives.

Dal 1996 al 2001 è presidente del comitato parlamentare di vigilanza sui servizi segreti (COPACO) eletto con voto unanime di maggioranza e opposizione[senza fonte].

Dal novembre 1997 all'agosto 2000 è stato Consigliere comunale a Roma[1].

Nel 2001 si era candidato alla Camera nel collegio di Bolzano: sostenuto dalla Casa delle Libertà, ottenne il 42,0% dei voti e venne sconfitto dal rappresentante dell'Ulivo Gianclaudio Bressa. Venne ripescato nel collegio proporzionale del Veneto 2, restando deputato dal maggio 2001 al novembre 2004[1]

Dal 2001 prende parte al governo Berlusconi II in qualità di Ministro della Funzione pubblica.

Dal 14 novembre 2002 al 18 novembre 2004 è stato ministro degli esteri: la nomina di Frattini segue l'interim di dieci mesi di Berlusconi stesso, a seguito delle dimissioni di Renato Ruggiero in contrasto con la linea internazionale del governo.

Il 13 luglio 2004 il Parlamento Italiano vara la Legge n. 215/2004, recante "Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi" (legge Frattini). Tale legge riceveva in seguito le dure critiche della Commissione di Venezia del Consiglio d'Europa sulla sua compatibilità con gli standard internazionali in materia di libertà di espressione e pluralismo dei mezzi di comunicazione[5].

Commissario europeo (2004-2008)[modifica | modifica wikitesto]

Con la crisi di maggioranza del 2004 e il varo dell'esecutivo Berlusconi III, Frattini perde il posto di ministro degli Esteri a favore di Gianfranco Fini.

Nel novembre 2004, subentra a Rocco Buttiglione come Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza della Commissione Barroso I. La candidatura di Buttiglione era stata bocciata dal Parlamento Europeo. La nomina di Frattini sollevò le perplessità dalla liberaldemocratica britannica Sarah Ludford, dovute ad accuse di appartenenza alla massoneria, sollevate da Buttiglione stesso verso Frattini e da questi smentite.[6] Frattini acquisisce inoltre uno dei cinque posti da vicepresidente della Commissione europea.

Nella dichiarazione dei redditi 2007 il suo imponibile italiano è risultato zero giacché il suo reddito di Commissario europeo era tassato a Bruxelles.[7].

Nel 2008 Frattini ha preso l'aspettativa dall'incarico di commissario europeo per candidarsi alle elezioni italiane, restando poi in aspettative fino alla formazione del nuovo governo Berlusconi IV in modo da evitare che la nomina del suo successore a Bruxelles potesse essere definita dal dimissionario governo Prodi. Formato il nuovo governo ha dato formalmente le dimissioni da commissario, risultando in tal modo il secondo commissario europeo di nazionalità italiana a fare questa scelta di "priorità nazionale" sugli incarichi europei dopo Franco Maria Malfatti, Presidente della Commissione dimissionario nel 1972. Il ruolo di commissario europeo per l'Italia è stato quindi assegnato ad Antonio Tajani, con delega ai Trasporti anziché alla giustizia.[8][9][10]

Deputato del Popolo della Libertà (2008-2013) e secondo incarico agli Esteri (2008-2011)[modifica | modifica wikitesto]

I ministri degli esteri presenti al G8 del 2011, Frattini è il primo da destra

Alle politiche del 2008 Frattini è stato candidato del Popolo della Libertà nel collegio del Friuli-Venezia Giulia ed eletto alla Camera dei Deputati.

Dal 2008 al 2011 Frattini è tornato ministro degli esteri nel Governo Berlusconi IV, come già tra 2002 e 2004.

Nell'ottobre 2009 gli è stato conferito presso la Camera dei Deputati il Premio America della Fondazione Italia USA.

Nel dicembre 2012 lascia Il Popolo della Libertà.

Controversia sugli effetti della facilitazione dei visti con la Russia[modifica | modifica wikitesto]

Come commissario europeo si è fatto promotore d'un accordo intitolato “di facilitazione dei visti tra Comunità Europea e Federazione Russa” (2007/340/CE: Decisione del Consiglio, del 19 aprile 2007), che ha tuttavia provocato l'espulsione di innumerevoli cittadini europei domiciliati da lungo tempo in Russia[11] sulla base di visti annuali, che per via dell'introduzione da parte dell'accordo d'un limite di permanenza sul territorio di massimo 90 giorni su 180 si videro costretti ad abbandonare il Paese, non potendo più risiedere in loco sulla base di visti annuali illimitati come invece avveniva in passato. L'articolo 5 della legge della Federazione Russa 25/7/2002 n.115, prevede infatti il limite di 90 giorni di permanenza solo a chi non è soggetto al regime di visti, ma l'accordo stilato da Frattini estende tale limite a tutti i cittadini dell'Unione[12].

Ruolo nelle relazioni italo-libiche e controversia sui respingimenti in alto mare[modifica | modifica wikitesto]

Durante la prima estate del suo ministero è stato firmato il Trattato di amicizia tra Italia e Libia; con tale trattato, la Libia di Gheddafi acconsente a riprendere i barconi di migranti sub-sahariani partiti dalle coste libiche verso l'Italia. La cooperazione tra le due guardie costiere si avvia nel maggio 2009, con le proteste dei gruppi internazionali per la protezione dei diritti dell'uomo, che criticano la consegna dei migranti - inclusi potenziali richiedenti asilo - alla Libia, che non ha ratificato la convenzione ONU sui rifugiati; la politica è in seguito sospesa ma non ripudiata ufficialmente. Frattini ha sostenuto apertamente la politica dei respingimenti, contraria al principio di diritto internazionale umanitario del non refoulement,[13] qualificandola come "doverosa applicazione delle regole europee",[14] e bollando come "indegno" il rapporto 2010 di Amnesty International che evidenziava la criticità di tale politica alla luce del diritto internazionale ed europeo.[15]

Nel settembre 2010, in occasione della seconda visita di Gheddafi a Roma, Frattini dichiarava "Abbiamo bloccato la tratta dei clandestini", nonostante le cifre mostrassero la continuità dei flussi migratori, e nonostante si trattasse per la maggior parte di persone aventi diritto a forme di protezione internazionale.[16] Nel febbraio 2011, nel quadro mutato dalle rivolte della primavera araba, Frattini sosteneva di voler "mobilitare i Paesi del Mediterraneo" e dell'Ue, attraverso l'agenzia Frontex, per pattugliamenti e respingimenti.[17]

Ancora nell'agosto 2011, un barcone con oltre 100 migranti, intercettato in mare, viene trasferito alle autorità tunisine, tra le critiche di NGO e UNHCR.

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nel caso Hirsi v. Italia giudicato il 23 febbraio 2012, ha condannato l'Italia per mancato rispetto della Convenzione, in particolare per quanto riguarda l'articolo 3 (divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti) e l'articolo 4 del protocollo IV (divieto di espulsioni collettive); nel caso in specie, 200 migranti somali ed eritrei erano stati respinti in Libia, senza aver possibilità di porre domanda di asilo politico.[18]

Ruolo durante le crisi internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'invasione russa della Georgia nell'estate 2008, Frattini è in vacanza alle Maldive. La rappresentanza dell'Italia durante le riunioni d'urgenza dei ministri degli esteri dell'Unione Europea viene assicurata dal sottosegretario Vincenzo Scotti[19].

L'ambasciatore statunitense in Italia, Ronald Spogli, informava Washington, in un cablogramma riservato divulgato da Wikileaks, di come Berlusconi “rifiuta costantemente i consigli strategici del suo ministro degli esteri, demoralizzato, privo di risorse e sempre più irrilevante”. La debolezza di Frattini veniva rilevata dagli Stati Uniti particolarmente riguardo alle relazioni italo-russe.[20].

A fine dicembre 2008, durante l'attacco di Israele a Gaza (Operazione Piombo fuso), Frattini è di nuovo in vacanza. L'intervista di Frattini al TG1 in tuta da sci solleva polemiche per l'abbigliamento inappropriato e irrispettoso[21]. Frattini risponde via Facebook[22].

Dichiarazioni e prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Intervistato da Reuters nel 2007, ha dichiarato la sua intenzione di indagare possibilità tecniche per mettere in atto il monitoraggio su internet di "parole pericolose" come "bombe", "uccidere", "genocidio" e "terrorismo". Il progetto non si è concretizzato[23][24].

La sua proposta di istituire un sistema di registrazione centralizzato di elementi sospetti nel traffico telefonico, per le indagini sul terrorismo internazionale, è stata approvata dalla Commissione Europea, dal Parlamento e dal consiglio europeo, ed è quindi entrata in vigore come direttiva europea[senza fonte].

Nel 2007 Frattini è stato censurato dal Parlamento Europeo per le sue esternazioni contro la libertà di movimento delle persone nella UE. Nell'intervista concessa e pubblicata il 2 novembre 2007 Frattini sottolineava che per rispondere al problema sicurezza

« ...quello che si deve fare è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede "tu di che vivi?". Se quello risponde "non lo so", lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona la direttiva europea: semplice e senza scampo. »

La mozione di censura, presentata dalla sinistra europea, è stata votata a larga maggioranza: 306 sì, 86 no e 37 astenuti. Il paragrafo riguardante le dichiarazioni di Frattini è stato approvato con 290 sì, 220 no e 21 astenuti.[25].

Nel marzo 2009 Frattini ha condannato la Conferenza mondiale contro il razzismo del 2009 dell'ONU, definendo non accettabile il documento proposto, contenente le posizioni anti-israeliane emerse nella conferenza del 2001, che qualificavano il Sionismo come una forma di razzismo[26].

Si è in seguito espresso contro il multiculturalismo[27], ma a favore del diritto di voto amministrativo per gli immigrati regolari[28], e ha richiesto una politica europea di accoglienza degli immigrati clandestini[29].

Nel novembre 2009 ha definito «suggestiva» la proposta di Roberto Castelli per un emendamento costituzionale che inserisse una croce all'interno della bandiera italiana: «Noi per ora vogliamo difendere il diritto a tenere il crocifisso nelle nostre classi, poi vediamo se si può fare di più». «Ci sono nove Paesi europei che hanno il crocifisso nella loro bandiera, è una proposta assolutamente normale»[30].

Il 22 ottobre 2010 dichiara all'Osservatore Romano che l'Ebraismo, il Cristianesimo e l'Islam dovrebbero allearsi per contrastare l'ateismo, da lui definito, nella stessa intervista, un "fenomeno perverso" al pari dell'estremismo[31]. Tali dichiarazioni hanno causato le critiche da parte di numerosi commentatori e soprattutto dell'UAAR, che ne ha chiesto le dimissioni[32].

Nel novembre 2010 ha definito le rivelazioni di Wikileaks come "l'11 settembre della diplomazia mondiale"[33] e ha affermato che Julian Assange "vuole distruggere il mondo"[34].

Incarichi giuridici e sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo termine come commissario europeo, è stato anche delegato dal Presidente del Consiglio al coordinamento degli interventi del governo per lo svolgimento delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006[1].

Dal settembre 2009 è presidente di sezione del Consiglio di Stato, e nel 2012 è assegnato alla sezione consultiva per gli Atti Normativi.

Dal 2014 è componente dell'Alta Corte di Giustizia Sportiva del CONI, organo giurisdizionale di ultima istanza dell'ordinamento sportivo italiano[35].

Incarichi diplomatici[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2011 è presidente della Fondazione Alcide De Gasperi e della Società Italiana per l'Organizzazione Internazionale (SIOI), ente morale a carattere internazionalistico, operante sotto la vigilanza del Ministero degli Affari Esteri. Frattini è il primo politico a ricoprire un incarico finora riservato a diplomatici ed accademici di altissimo livello.

Nel 2013 è stato candidato per succedere a Anders Fogh Rasmussen nella carica di segretario generale della NATO,[36] ma gli è stato preferito il norvegese Jens Stoltenberg.[37]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 25 novembre 2004[38]
Balì Cavaliere di gran croce di giustizia ecclesiastico del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone - Due Sicilie) - nastrino per uniforme ordinaria Balì Cavaliere di gran croce di giustizia ecclesiastico del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone - Due Sicilie)
Senatore di gran croce del S.A.I. ordine costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone - Parma) - nastrino per uniforme ordinaria Senatore di gran croce del S.A.I. ordine costantiniano di San Giorgio (Casa di Borbone - Parma)
Medaglia teresiana - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia teresiana
— Università di Pavia

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore
— 3 marzo 2014
Collare d'oro dell'Ordine olimpico (Comitato Olimpico Internazionale) - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro dell'Ordine olimpico (Comitato Olimpico Internazionale)
— Losanna, 14 gennaio 2011[39]
Membro onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Membro onorario del Xirka Ġieħ ir-Repubblika (Malta)
— 20 gennaio 2004
Cavaliere dell'Ordine Piano (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Piano (Santa Sede)
«Per particolare servigio a Sua Santità»
— 2008[40]
Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 31 gennaio 2005

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Scheda sul sito del Ministero degli Esteri
  2. ^ Mimun dà la carica al TG1, un Manifesto per Frattini, Corriere della Sera, 8 luglio 2002.
  3. ^ «Fascisti», nella lite La Russa-Frattini spunta la leggenda del «manifesto», il Manifesto, 12 novembre 2011.
  4. ^ De Michelis, basta un fischio e i migliori vengono da me, Corriere della Sera, 22 maggio 2004.
  5. ^ Commissione di Venezia, Considerazioni della Dott.ssa Sabrina Bono (Presidenza del Consiglio dei Ministri) sulla compatibilità della legge “Frattini” con gli standard del Consiglio d'Europa in materia di libertà di espressione e pluralismo dei media, 13 giugno 2005,
  6. ^ Frattini: Mai stato Massone -Rainews24 14 novembre 2004
  7. ^ [1]
  8. ^ Frattini resigns as Tajani steps in [collegamento interrotto]
  9. ^ Frattini leaves Brussels for Rome
  10. ^ Marco Zatterin, L'audace colpo di Frattini, La Stampa, 6 giugno 2008. URL consultato il 24 novembre 2012.
  11. ^ La farsa della “facilitazione dei visti”
  12. ^ Lo scandalo degli italiani espulsi dalla Russia senza giusta causa
  13. ^ Laura Boldrini su Repubblica.it
  14. ^ Gazzetta del Mezzogiorno, 10 maggio 2009
  15. ^ La Repubblica
  16. ^ L'Unità
  17. ^ Notizie.it
  18. ^ Fondazione Soros
  19. ^ Corriere della Sera, 13 agosto 2008
  20. ^ Wikileaks, cablogramma di Ronald Spogli del 19 novembre 2008
  21. ^ Corriere della Sera, Lina Sotis, 31 dicembre 2008
  22. ^ Corriere della Sera, 1º gennaio 2009
  23. ^ Web search for bomb recipes should be blocked: EU – Reuters, 2007-09-10
  24. ^ Frattini, censurare le parole pericolose – Punto Informatico, 2007-09-10
  25. ^ Ue approva la risoluzione contro Frattini, Corriere della Sera, 15 novembre 2007
  26. ^ Onu, l'Italia boicotta conferenza sul razzismo. "Nella bozza frasi aggressive e antisemite"., La Repubblica, 5 marzo 2009. URL consultato il 21 aprile 2009.
  27. ^ Corriere della Sera, 12 maggio 2009, intervista di Maurizio Caprara
  28. ^ Corriere della Sera, 3 settembre 2009
  29. ^ Frattini: «Immigrati, problema europeo», Corriere della Sera, 23 agosto 2009
  30. ^ Croce sulla bandiera, no di La Russa, La Stampa, 30 novembre 2009
  31. ^ Frattini: «La libertà di promuovere la pace» (L’Osservatore Romano) (in translation)
  32. ^ comunicato stampa UAAR su Frattini
  33. ^ Corriere della Sera, 28 novembre 2010
  34. ^ AGI, 29 novembre 2010
  35. ^ Alta Corte di Giustizia sportiva. Composizione e istituzione. Fonte: CONI
  36. ^ Anna Mazzone, Frattini a capo della Nato? L'Italia gioca da protagonista, Panorama, 26 luglio 2013. URL consultato il 1º novembre 2013.
  37. ^ Andrea Tarquini, Il norvegese Stoltenberg è il nuovo segretario della Nato. Era premier durante la strage di Utoya, Repubblica.it, 28 marzo 2014. URL consultato il 29-3-2014.
  38. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  39. ^ Ordine Olimpico, a Frattini il Collare d’Oro
  40. ^ Maroni diventa «cavaliere» del Vaticano «Che onore il saluto delle Guardie svizzere»

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Silvio Berlusconi
ad interim
2002 - 2004
(Governo Berlusconi II)
Gianfranco Fini I
Massimo D'Alema 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011
(Governo Berlusconi IV)
Giulio Terzi di Sant'Agata II
Predecessore Ministro per gli Affari Regionali Successore
Giuliano Urbani 17 gennaio 1995 - 17 maggio 1996 Franco Bassanini
Predecessore Commissario europeo per la Giustizia, la Libertà e la Sicurezza Successore Flag of Europe.svg
António Vitorino 22 novembre 2004 - 8 maggio 2008 Jacques Barrot
Predecessore Commissario europeo
dell'Italia
Successore Flag of Italy.svg
Romano Prodi
Mario Monti
22 novembre 2004 - 8 maggio 2008 Antonio Tajani

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