Enzo Bianco

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Enzo Bianco
Enzo bianco.jpg

Sindaco di Catania
In carica
Inizio mandato 11 giugno 2013
Predecessore Raffaele Stancanelli

Durata mandato 29 luglio 1988 –
1º novembre 1989
Predecessore Giuseppe Azzaro
Successore Guido Ziccone

Durata mandato 20 giugno 1993 –
22 gennaio 2000
Predecessore Angelo Lopresti
Successore Umberto Scapagnini

Ministro dell'Interno
Durata mandato 22 dicembre 1999 - 11 giugno 2001
Presidente Massimo D'Alema
Giuliano Amato
Predecessore Rosa Russo Jervolino
Successore Claudio Scajola

Presidente della Associazione Nazionale Comuni Italiani
Durata mandato 18 marzo 1995 –
18 gennaio 2000
Predecessore Stefano Vaccari
Successore Leonardo Domenici

Presidente del COPACO
Durata mandato 6 giugno 2001 –
16 maggio 2006
Predecessore Franco Frattini
Successore Claudio Scajola

Dati generali
Partito politico PRI (1976-1994)
AD (1994-1996)
UD (1996-1998)
Centocittà (1998-1999)
I Dem (1999-2002)
DL (2002-2007)
PD (dal 2007)
sen. Enzo Bianco
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Aidone
Data nascita 24 febbraio 1951
Professione avvocato
Partito Partito Democratico
Legislatura XV, XVI
Gruppo L'Ulivo, Democratico
Regione Sicilia
Incarichi parlamentari
  • Membro della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali)
  • Membro della Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO
Pagina istituzionale
on. Enzo Bianco
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione consulente aziendale
Partito Partito Repubblicano Italiano, La Margherita
Legislatura XI, XIV
Gruppo Repubblicano, La Margherita
Circoscrizione Catania
Regione Sicilia
Pagina istituzionale

Vincenzo Bianco detto Enzo (Aidone, 24 febbraio 1951) è un avvocato e politico italiano, sindaco di Catania dall'11 giugno 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974 si laurea in giurisprudenza divenendo avvocato. Dal 1976 al 1979 guida la "Federazione Nazionale dei Giovani Repubblicani", associazione giovanile del PRI. Cresciuto alla scuola di Ugo La Malfa, Bruno Visentini e Giovanni Spadolini, dal 1980 è stato responsabile della politica esterna del PRI fino al 1984. È membro dell'"European Liberal-Democratic Bureau" dal 1984 al 1990.

Esperto di finanza internazionale, ha lavorato dal 1976 al 1982 nel servizio studi del Crediop; dal 1983 al 1988 è stato amministratore delegato di una engineering company operante in America, Asia e Africa.

Sindaco di Catania[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1988 viene eletto nel Consiglio Comunale di Catania, città di cui diventa sindaco nel luglio dello stesso anno per pochi mesi fino al 1989, una breve esperienza, ma che lo porterà a farsi una prima notorietà nazionale, grazie a una gestione della città che i media chiameranno "primavera catanese". Diviene vice presidente del Movimento Referendario guidato da Mario Segni.

Nel 1991 viene eletto deputato all'Assemblea Regionale Siciliana. Nel 1992 approda alla Camera dei deputati. Nel 1993 partecipa e vince le primarie organizzate dal movimento civico Patto per Catania promosso dallo storico movimento di società civile "CittàInsieme", diventando pochi mesi dopo nuovamente sindaco di Catania, seconda città siciliana per numero di abitanti, con una vittoria su Claudio Fava, anche lui candidato del centrosinistra con il movimento politico La Rete. Poco dopo entra nella segreteria nazionale del PRI, ruolo che ricoprirà fino al 1993. Il 29 settembre 1993 lascia il PRI per fondare, con altri repubblicani dissidenti, Alleanza Democratica, che si presenta alle elezioni politiche del 1994 con una lista all'interno dell'Alleanza dei Progressisti, raccogliendo poco più dell'1% dei voti.

Nel 1995 viene eletto all'unanimità presidente dell'ANCI. Riconfermato nel 1999, diviene presidente dell'Agenzia Nazionale dei Segretari Comunali. Dal 1997 guida la delegazione italiana al Comitato delle Regioni dell'Unione Europea. Nel novembre del 1997 gli viene confermata col 67% dei voti la carica di sindaco di Catania grazie soprattutto alla sua popolarità tra le classi più disagiate. Nel novembre del 1998, forte della sua esperienza di sindaco, fonda con altri primi cittadini d'Italia e l'associazione verde Legambiente, il movimento Centocittà, che confluirà nel febbraio 1999 ne I Democratici.

Il 9 e 10 giugno 2013, alla guida di una coalizione composta da sette liste di centro-sinistra, batte al primo turno il candidato di centro-destra e sindaco uscente Raffaele Stancanelli e viene rieletto per la quarta volta primo cittadino di Catania con il 50,62% dei voti.

Ministro dell'Interno[modifica | modifica wikitesto]

Si dimette dalla carica di sindaco nel gennaio 2000[1], in seguito alla sua nomina, nel dicembre 1999, ministro dell'Interno nel governi D'Alema II; sarà confermato più tardi nel Amato II. Sotto il suo ministero avvengono i fatti violenti del Global Forum di Napoli. Particolari critiche, fino alla richiesta di dimissioni, vengono rivolte a Bianco sull'arresto di Alessandro Geri, presunto telefonista delle Br nell'ambito dell'omicidio di Massimo D'Antona. Geri si rivelerà dopo pochi giorni innocente, mentre il ministero dell'interno viene accusato di aver fatto pressione alla magistratura per trovare al più presto soluzione al caso.[2]

In Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni del 2001 non riesce ad essere eletto nel collegio maggioritario, quindi viene "ripescato" nella quota proporzionale nella circoscrizione XXV (Sicilia 2) e torna ad occupare un seggio nel Parlamento italiano. Il 3 agosto 2001 viene eletto presidente del Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (Copaco), ricevendo sei voti su sette votanti.

Dal 2002, a seguito dello scioglimento de "I Democratici", confluisce nella Margherita. Il 13 maggio del 2005 si candida nuovamente come sindaco di Catania, ma riceve il 45,7% dei voti e viene sconfitto dal candidato del centrodestra sindaco uscente Umberto Scapagnini, quest'ultimo condannato in via definitiva per reati elettorali proprio riguardo quelle elezioni[3]. Alle elezioni del 2006, candidatosi in Sicilia, viene eletto senatore. Aderisce al gruppo dell'Ulivo, e diviene presidente della Commissione Affari Costituzionali.

Alle elezioni del 2008 è rieletto al Senato della Repubblica per il Partito Democratico, sempre in Sicilia. Il 9 febbraio 2008 gli viene conferita la cittadinanza onoraria presso il Comune di Fasano.[4] Porta il suo nome la "bozza Bianco" che costituisce il principale terreno di confronto delle forze politiche principali per la costituzione della nuova legge elettorale.

Scandalo Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012, viene coinvolto nello scandalo dei finanziamenti pubblici dell'ex partito la Margherita da Luigi Lusi, tesoriere della Margherita. Lusi sostiene di aver versato a Enzo Bianco una somma mensile di 3.000 euro, poi passata a 5.500 euro[5], in qualità di presidente della defunta assemblea della Margherita. Sebbene l'operazione fosse formalmente legale, Enzo Bianco inizialmente nega tutto tentando di non essere coinvolto nello scandalo. Successivamente ammette di aver ricevuto quel denaro giustificandosi dicendo che lo aveva usato per fare politica.[6][7][8] Tuttavia tanto Bianco[9] quanto Rutelli e Bocci (coinvolti anch'essi dall'accusa di Lusi) hanno smentito il loro coinvolgimento[10] e alle accuse già avanzate nei riguardi di Lusi si è aggiunto il reato di calunnia[11]

Il caso torna agli onori della cronaca a seguito della querela che avrebbe sporto lo stesso Bianco ad un utente non registrato[12] di Wikipedia per aver "scritto il falso". Peraltro il paragrafo contestato, è stato tratto da un precedente articolo di Gad Lerner.[13]

Altre cariche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 è stato confermato presidente del Teatro Bellini[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anagrafe amministratori locali e regionali
  2. ^ Repubblica.it "Geri, dopo la scarcerazione il Polo va all'attacco". URL consultato il 6 aprile 2013.
  3. ^ Cenere, Scapagnini condannato pure in appello
  4. ^ Cittadinanza onoraria al sen. Enzo Bianco, sabato 9 febbraio 2008.
  5. ^ Politica: scandalo Margherita. Nuove accuse di Lusi. Soldi a Renzi e varie Fondazioni. Le repliche
  6. ^ Lusi alla Giunta: "Tutelavo Rutelli Ho dato 70mila euro anche a Renzi"'
  7. ^ Gad Lerner, Enzo Bianco e la paghetta: una verità in ritardo.
  8. ^ Lusi e gli amici bisognosi: Renzi, Rutelli, Bianco
  9. ^ Caso Lusi, Bianco si tira fuori: «Non c'entro nulla»
  10. ^ «In merito al "tutti sapevano" detto da Lusi riferendosi alla Margherita, Rutelli, Bianco e Bocci sottolineano che il caso è stato chiuso "con il sigillo della Procura: Lusi non ha potuto che mettere a verbale la propria incapacità di indicare il nome di un solo dirigente che fosse a conoscenza" delle sue "attività predatorie"»; Caso Lusi, Rutelli: 'Tutti sapevano? Smentito dalla Procura'
  11. ^ Lusi indagato per calunnia per dichiarazioni su Rutelli e Bianco
  12. ^ Vedi la modifica.
  13. ^ Voce cambiata su Wikipedia, Bianco querela l'utente Il denunciato: «Bastava premere il tasto modifica».
  14. ^ Nuovosud.it, Nominato il nuovo Cda del Teatro Massimo Bellini di Catania

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Sindaco di Catania Successore Catania-Stemma.png
Giuseppe Azzaro 29 luglio 1988 - 1º novembre 1989 Guido Ziccone I
Angelo Lopresti 20 giugno 1993 - 22 gennaio 2000 Umberto Scapagnini II
Raffaele Stancanelli 11 giugno 2013 - in carica III
Predecessore Ministro dell'Interno Successore Emblem of Italy.svg
Rosa Russo Iervolino 22 dicembre 1999 - 11 giugno 2001 Claudio Scajola
Predecessore Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani Successore
Stefano Vaccari 18 marzo 1995-18 gennaio 2000 Leonardo Domenici