Franco Bassanini

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on. Franco Bassanini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Franco Bassanini
Luogo nascita Milano
Data nascita 9 maggio 1940
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Docente universitario
Partito PSI (1979-1981), Lega dei Socialisti (1981), Ind. nel PCI (1983-1992), PDS (1992-1998)
Legislatura VIII, IX, X, XI, XII
Gruppo Sinistra Indipendente (1983-1992)
Collegio Roma (VIII) e Milano (dalla IX alla XI)
Incarichi parlamentari
  • VIII
    • Componente della GIUNTA PER IL REGOLAMENTO (27 settembre 1982 - 11 luglio 1983)
    • Componente della I commissione affari costituzionali (15 luglio 1981 - 14 ottobre 1981)
    • Componente della II commissione interni (4 aprile 1980 - 17 dicembre 1980)
    • Componente della V commissione bilancio e partecipazioni statali (14 ottobre 1981 - 11 luglio 1983)
    • Componente della VII commissione difesa (28 giugno 1981 - 12 ottobre 1981)
    • Componente della commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (9 agosto 1979 - 23 febbraio 1982)
    • Componente della commissione parlamentare per le questioni regionali (30 giugno 1980 - 11 luglio 1983)
Pagina istituzionale
sen. Franco Bassanini
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito PDS (1992-1998), DS (1998-2007)
Legislatura XIII, XIV
Coalizione Alleanza dei Progressisti (1994), L'Ulivo (1996, 2001)
Circoscrizione Toscana
Collegio 12 (Siena Chianti)
Incarichi parlamentari
  • XIII
    • I Commissione permanente Affari Costituzionali (30 maggio 1996 - 29 maggio 2001)
  • XIV
    • Giunta per il Regolamento (12 giugno 2001 - 21 giugno 2001)
    • I commissione permanente Affari Costituzionali (22 giugno 2001 - 27 aprile 2006)
    • XIV commissione permanente Politiche dell'Unione europea (7 ottobre 2003 - 27 aprile 2006)
    • Giunta per gli affari delle Comunità Europee (22 giugno 2001 - 6 ottobre 2003)
    • Commissione parlamentare per le questioni regionali (11 luglio 2001 - 27 aprile 2006)
    • Commissione parlamentare consultiva in ordine all'attuazione della riforma amministrativa ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59 (14 febbraio 2002 - 27 aprile 2006)
Pagina istituzionale

Franco Bassanini (Milano, 9 maggio 1940) è un docente, politico e dirigente d'azienda italiano; più volte ministro e sottosegretario, è stato sia deputato che senatore.

È presidente della Cassa Depositi e Prestiti dal 6 novembre 2008[1], e ha ricoperto e ricopre diverse altre cariche in enti e aziende.

Il docente[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in Giurisprudenza, dal 1960 al 1962 è stato presidente della FUCI di Milano. Docente di Diritto Costituzionale all'Università degli studi di Roma "La Sapienza", ha insegnato anche negli atenei di Milano Statale, Trento, Sassari e Firenze.

Il politico[modifica | modifica wikitesto]

Bassanini ha fatto parte del Partito Socialista Italiano sino al 1981, in seguito si è candidato come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano; allo scioglimento di questo ha aderito al Partito Democratico della Sinistra e successivamente ai Democratici di Sinistra. Deputato dal 1979 al 1996 e senatore dal 1996 al 2006.

Nel PSI[modifica | modifica wikitesto]

Esponente della sinistra socialista di Riccardo Lombardi e Claudio Signorile, ha diretto l'Ufficio legislativo del PSI dal 1977 al 1980. È stato membro, dal 1978 al 1981, del comitato centrale e della direzione del PSI, collaborando alla redazione del "progetto per l'alternativa di sinistra" approvato dal Congresso socialista di Torino nel 1979.

Nel 1981 fu espulso dal Partito per aver sottoscritto, con Enzo Enriquez Agnoletti, Tristano Codignola, Paolo Leon, Elio Veltri, Renato Ballardini ed altri, un "appello ai socialisti"[2] fortemente critico nei confronti dell'allora gruppo dirigente del PSI, soprattutto per la gestione della vicenda P2, per il coinvolgimento di esponenti del partito in episodi di malaffare e per la forte riduzione degli spazi di dissenso democratico riconosciuti alle minoranze interne al partito.

Si pose così a capo di un'effimera Lega dei Socialisti, comprendente i socialisti espulsi; alcuni dei suoi esponenti, tra i quali il medesimo Bassanini, furono poi eletti come indipendenti nelle liste del PCI in occasione delle elezioni politiche del 1983.

Parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

È stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 1979 e vi è rimasto ininterrottamente fino al 1996, per cinque legislature. Nel 1983 e nel 1987 vi è stato eletto come indipendente nelle liste del Partito Comunista Italiano, del quale non ha mai fatto parte.

Dal 1992 al 1996 ha fatto parte della Direzione nazionale e della Segreteria nazionale del Partito Democratico della Sinistra, come responsabile per lo Stato, le Regioni e le riforme istituzionali. Della Direzione nazionale dei Democratici di Sinistra ha continuato a far parte fino al 2006. Dal 2007 al 2009 ha fatto parte della Direzione nazionale del Partito Democratico, nel quale si sono sciolti i Democratici di Sinistra.

In questo periodo ha presieduto, dal 1987 al 1990, il Comitato parlamentare per il controllo della politica monetaria e di bilancio; è stato vicepresidente e poi presidente del gruppo dei deputati della Sinistra Indipendente; ha fatto parte del Governo ombra del Partito Comunista Italiano, costituito nel biennio 1991-1992 (mentre il PCI veniva disciolto e si formava il PDS), come ministro dell'Interno, dei diritti civili, della informazione e della pubblica amministrazione.

Nel 1996 e nel 2001 è stato eletto al Senato, sempre in quota PDS, nel collegio uninominale di Siena.

È stato eletto per due volte nel Consiglio comunale di Milano e ha presieduto la Commissione consiliare per la redazione dello Statuto del Comune.

È stato socio fondatore dell'Associazione "Salviamo la Costituzione: aggiornarla, non demolirla"[3][4], che ha promosso un referendum popolare per respingere la riforma costituzionale approvata nel novembre del 2005 dal Parlamento italiano su proposta del secondo governo Berlusconi (la riforma fu respinta dal 62% dei votanti).

Nel 2011 ha sostenuto un comitato per il NO ai referendum sui servizi pubblici locali e tariffa dell’Acqua[5][6].

Ministro della funzione pubblica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Leggi Bassanini.

Nella legislatura 1996-2001, guidata dai governi dell'Ulivo, è stato nominato Ministro per la Funzione Pubblica e gli Affari Regionali (primo governo Prodi), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri (primo governo D'Alema) e nuovamente Ministro per la Funzione Pubblica (secondo governo D'Alema e secondo governo Amato).

Attuò iniziative volte a migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione sollecitando lo spostamento dell'attenzione dei funzionari e dei dipendenti statali dal rispetto delle norme al rispetto del cittadino, concretizzatesi in una serie di leggi, dette per l'appunto leggi Bassanini. Fra tutte, vi fu anche l'iniziativa che condusse al ricorso massivo all'autocertificazione, normativa tanto vecchia quanto poco usata e che fu applicata solo grazie al suo intervento diretto.

Nello stesso periodo, ha realizzato un vasto programma di decentramento amministrativo e ha introdotto per la prima volta in Italia la firma digitale e la carta d'identità elettronica.

Ha presieduto il Terzo Global Forum on Reinventing Government, sotto l'egida dell'ONU, e vi ha tenuto la relazione introduttiva su Strengthening Democracy and Development through e-Government (Napoli 2001). Ha fatto parte dal 2001 al 2006 dell'High Level Panel della ICT Task Force del Segretario generale dell'ONU.

Cariche principali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, insieme con l'ex Presidente del Consiglio Giuliano Amato, ha fondato Astrid (Associazione per gli studi e le ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche e sull'innovazione nelle pubbliche amministrazioni), think-tank che raggruppa studiosi delle istituzioni e dell'amministrazione di area di centrosinistra, tra i quali diversi ex-ministri dei governi Amato, Ciampi, Dini, Prodi e D'Alema. Segretario generale di Astrid è Luisa Torchia, ex consigliere di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti ed ex consigliere giuridico di Bassanini al ministero della Funzione Pubblica sotto i governi D'Alema e Amato.

Dal 2002 al 2005 è stato nel consiglio d'amministrazione dell'ENA (ente di formazione per gli alti dirigenti della pubblica amministrazione francese)[7].

Dal 2003 ha fatto parte del Comité d'Evalutation des Stratégies ministérielles de réforme istituito dal Primo ministro francese Jean-Pierre Raffarin[8].

Dal 2007, chiamatovi da Nicolas Sarkozy con Mario Monti[9], ha fatto parte della Commission pour la libération de la croissance francaise, anche nota come Commissione Attali[10][11].

Dall'inizio del 2007, fa parte del Consiglio di Amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti, su designazione degli azionisti privati di minoranza della stessa (un gruppo di Fondazioni di origine bancaria). Nel maggio 2007 è stato eletto Vicepresidente e nel novembre 2008 Presidente della stessa Cassa Depositi e Prestiti con uno stipendio da 331.000 euro all'anno.

Nel 2008 ha fatto parte del tavolo interistituzionale per le riforme per Roma Capitale, tavolo tecnico di giuristi che affiancò la Commissione Amato[12][13].

È sposato in seconde nozze con la collega Linda Lanzillotta[14], vice-presidente del Senato della Repubblica e anche lei ex-ministro.

Altre cariche[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ha pubblicato libri e articoli scientifici su argomenti di diritto costituzionale, diritto dell'economia, politica delle istituzioni, diritto amministrativo. Ha coordinato la ricerca del CNR sulle procedure di programmazione finanziaria e di gestione del bilancio nei paesi dell'Occidente.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • L'attuazione del federalismo fiscale. Una proposta, a cura di Franco Bassanini e Giorgio Macciotta, Il Mulino, 2004.
  • Costituzione. Una riforma sbagliata, a cura di Franco Bassanini, Passigli, 2004
  • Sviluppo o declino. Il ruolo delle istituzioni per la competitività del paese, a cura di Luisa Torchia e Franco Bassanini, Passigli, 2005
  • Per far funzionare il Parlamento, a cura di Andrea Manzella e Franco Bassanini, Il Mulino, 2007
  • Semplificare l'Italia, a cura di Franco Bassanini e Luca Castelli, Passigli, 2008
  • Le nuove istituzioni europee. Commento al Trattato di Lisbona, a cura di Franco Bassanini e Giulia Tiberi, II ediz., Il Mulino 2010
  • Il finanziamento dell'Europa, a cura di Franco Bassanini e Maria Teresa Salvemini, Passigli, 2010.
  • " Istruzione bene comune", a cura di Franco Bassanini e Vittorio Campione, Passigli, 2011
  • "Per il programma di Governo. Proposte di politiche pubbliche", a cura di Franco Bassanini, Passigli, 2013

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 13 gennaio 2015[27]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'onore
— 4 giugno 2002[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro per la Funzione Pubblica Successore
Franco Frattini 18 maggio 1996 - 21 ottobre 1998
con delega agli affari regionali
Governo Prodi I
Angelo Piazza I
Angelo Piazza 22 dicembre 1999 - 11 giugno 2001
Governo D'Alema II - Governo Amato II
Franco Frattini II
Predecessore Segretario del Consiglio dei Ministri Successore
Enrico Micheli 21 ottobre 1998 - 22 dicembre 1999
Governo D'Alema I
Enrico Micheli
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