Governo Prodi I

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Governo Prodi I
Prodi27032007.jpg
Stato Italia Italia
Presidente del consiglio Romano Prodi
(indipendente)
Coalizione PDS, PPI, UD, FdV, RI, SI
con l'appoggio esterno di
AD, MCU, PRI, PS, SR, PRC, SVP, La Rete, UV
Legislatura XIII Legislatura
Giuramento 17 maggio 1996
Dimissioni 9 ottobre 1998
Governo successivo D'Alema I
21 ottobre 1998

Il Governo Prodi I fu il cinquantatreesimo governo della Repubblica Italiana, il primo della XIII legislatura. Rimase in carica dal 17 maggio 1996 al 21 ottobre 1998 per un totale di 887 giorni, ovvero 2 anni, 5 mesi e 4 giorni. Ebbe la fiducia del Parlamento dal 31 maggio 1996 al 9 ottobre 1998 (per 861 giorni). È stato il quarto governo più longevo della storia della Repubblica Italiana.

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 24 maggio 1996 con 173 voti favorevoli, 139 contrari e 1 astenuto[1].

Ottenne la fiducia alla Camera dei Deputati il 31 maggio 1996 con 322 voti favorevoli e 299 contrari[2].

Fu sfiduciato alla Camera dei Deputati il 9 ottobre 1998 con 312 voti favorevoli e 313 contrari[3]: l'ingresso di Rifondazione tra i banchi dell'opposizione causò la prima crisi parlamentare della storia dell'Italia repubblicana.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati[4] Seggi
Partito Democratico della Sinistra
Popolari per Prodi
Rifondazione Comunista
Rinnovamento Italiano
Federazione dei Verdi
Minoranze linguistiche
La Rete
Altri[5]
Totale Maggioranza
172
67
26
35
14
5
3
5
327
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Lega Nord
CCD-CDU
Totale Opposizione
122
92
59
30
303
Totale 630[6]
Senato della Repubblica[7] Seggi
Partito Democratico della Sinistra
Partito Popolare Italiano
Federazione dei Verdi
Rinnovamento Italiano
Rifondazione Comunista
Minoranze linguistiche
La Rete
Partito Sardo d'Azione
Lega delle Regioni
Altri[8]
Totale Maggioranza
100
31
14
11
11
3
1
1
1
8
181
Forza Italia
Alleanza Nazionale
Lega Nord
Centro Cristiano Democratico
Cristiani Democratici Uniti
Fiamma Tricolore
Totale Opposizione
48
43
27
15
10
1
144
Totale 325

Composizione del governo:

Partecipazione all'esecutivo senza rappresentanza in Consiglio dei ministri:

Il Governo ha goduto inoltre dell'appoggio esterno di:

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Nome Inizio mandato Fine mandato Partito
Romano Prodi 1996 1998 L'UlivoIndipendente

Vice Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Nome Inizio mandato Fine mandato Partito
Walter Veltroni 1996 1998 Partito Democratico della Sinistra

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Nome Inizio mandato Fine mandato Partito
Enrico Micheli 1996 1998 Partito Popolare Italiano
Arturo Parisi 1996 1998 L'Ulivo
Sergio Zoppi 1996 1998 Partito Popolare Italiano
Ernesto Bettinelli 1996 1998 Indipendente
Giorgio Bogi 1996 1998 Sinistra Repubblicana
Elena Montecchi 1996 1998 Partito Democratico della Sinistra

Ministri senza portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Nome Inizio mandato Fine mandato Partito
Pari Opportunità Anna Finocchiaro 1996 1998 Partito Democratico della Sinistra
Solidarietà Sociale Livia Turco 1996 1998 Partito Democratico della Sinistra
Funzione Pubblica e Affari regionali Franco Bassanini 1996 1998 Partito Democratico della Sinistra
Rapporti con il Parlamento Giorgio Bogi 1997 1998 Sinistra Repubblicana

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Lamberto Dini (RI)
Sottosegretari Piero Fassino (PDS) - (con delega alle politiche comunitarie)
Rino Serri (MCU)
Patrizia Toia (PPI)

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giorgio Napolitano (PDS)
Sottosegretari Franco Barberi (Indipendente, Protezione civile)
Fabrizio Abbate (PPI)
Angelo Giorgianni (RI), fino al 13/03/98)
Giannicola Sinisi (PPI)
Adriana Vigneri (PDS)
Testa (Indipendente. L'Ulivo dal 20/03/98)

Grazia e Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giovanni Maria Flick (Indipendente)
Sottosegretari Giuseppe Ayala (PDS)
Franco Corleone (FdV)
Antonino Mirone (L'Ulivo)

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Beniamino Andreatta (PPI)
Sottosegretari Massimo Brutti (PDS)
Gianni Rivera (Patto)

Tesoro, Bilancio e Programmazione Economica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Carlo Azeglio Ciampi (Indipendente)
Sottosegretari Roberto Pinza (PPI)
Filippo Cavazzuti (PDS)
Piero Dino Giarda (Indipendente)
Laura Pennacchi (PDS)
Giorgio Macciotta (PDS)
Isaia Sales (PDS)

Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Vincenzo Visco (PDS)
Sottosegretari Giovanni Marongiu (PRI)
Fausto Vigevani (PDS)
Pierluigi Castellani (PPI, dal 21/11/96)

Industria, Commercio e Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Pier Luigi Bersani (PDS)
Sottosegretari Umberto Carpi (PDS)
Salvatore Ladu (PPI)

Poste e Telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Antonio Maccanico (UD)
Sottosegretari Vincenzo Maria Vita (PDS)
Michele Lauria (PPI)

Commercio con l'Estero[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Augusto Fantozzi (RI)
Sottosegretari Antonello Cabras (UD)

Trasporti e Navigazione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Claudio Burlando (PDS)
Sottosegretari Giuseppe Albertini (PDS)
Giuseppe Soriero (PDS)

Lavori Pubblici con delega alle Aree Urbane[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Antonio Di Pietro (Indipendente) - fino al 20/11/96
Paolo Costa (Indipendente) - dal 20/11/96
Sottosegretari Antonio Bargone (PDS)
Gianni Francesco Mattioli (FdV)

Risorse Agricole[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Michele Pinto (PPI)
Sottosegretari Roberto Borroni (PDS)

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Edoardo Ronchi (FdV)
Sottosegretari Valerio Calzolaio (PDS)

Lavoro e Previdenza Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Tiziano Treu (RI)
Sottosegretari Antonello Cabras (PDS)
Federica Gasparrini (RI)
Elena Montecchi (PDS)
Elena Montecchi (PDS) - fino al 23/02/98
Alessandro Garilli (Indipendente) - dal 20/03/98

Pubblica Istruzione, Università e Ricerca Scientifica e Tecnologica[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Luigi Berlinguer (PDS)
Sottosegretari Nadia Masini (PDS) - (con delega alla pubblica istruzione)
Carla Rocchi (FdV) - (con delega alla pubblica istruzione)
Albertina Soliani (PPI) - (con delega pubblica istruzione)
Luciano Guerzoni (PDS) - (con delega all'università e alla ricerca scientifica e tecnologica)
Giuseppe Tognon (PDS) - (con delega all'università e alla ricerca scientifica e tecnologica)

Beni e Attività Culturali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Walter Veltroni (PDS)
Sottosegretari Willer Bordon (AD)
Alberto La Volpe (SI)

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Rosy Bindi (PPI)
Sottosegretari Bruno Viserta Costantini (PDS)
Monica Bettoni Brandani (PDS)

Trasformazioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della legislatura sono sorte nuove formazioni politiche nell'area di maggioranza. In particolare,

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

1996[modifica | modifica wikitesto]

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

Giugno[modifica | modifica wikitesto]

  • 16 giugno 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente contenente disposizioni per le attività produttive.
  • 19 giugno 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente manovra correttiva dei conti pubblici per 16 000 miliardi di lire.

Luglio[modifica | modifica wikitesto]

  • 10 luglio 1996 - La Camera approva (con 406 sì, 5 no e 51 astenuti) il decreto attività produttive.
  • 11 luglio 1996 - Il Senato approva il decreto contenente la manovra correttiva del governo.
  • 23 luglio 1996 - La Camera approva (con 260 sì e 191 no) il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata (con 260 sì, 191 no) la Legge di assestamento del Bilancio.
  • 31 luglio 1996 - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sulla manovra correttiva. Il Senato approva in via definitiva il decreto attività produttive.

Agosto[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º agosto 1996 - La Camera accorda al governo (con 305 sì e 268 no) la fiducia sull'approvazione del decreto contenete la manovra correttiva. Subito dopo il provvedimento è approvato in via definitiva con 305 sì e 268 no.
  • 2 agosto 1996 - Il Senato approva in via definitiva (con 122 sì, 30 no e 1 astenuto) il Rendiconto Generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 122 sì, 30 no e 1 astenuto) la Legge di assestamento di Bilancio.
  • 7 agosto 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure di riforma del sistema tributario.

Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

  • 16 ottobre 1996 - La Camera approva (con 262 sì e 215 no) il decreto sul sistema tributario.
  • 22 ottobre 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente misure per il grande giubileo del 2000. Viene inoltre varato un decreto-legge che proroga le concessioni televisive e radiofoniche private fino all'approvazione della nuova legge del sistema  radiotelevisivo e delle telecomunicazioni.
  • 24 ottobre 1996 - Il Senato approva in via definitiva (con 150 sì, 43 no e 6 astenuti) il decreto sul sistema tributario.
  • 27 ottobre 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara la Legge Finanziaria 1997, del valore di 62 500 miliardi di lire.

Novembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 14 novembre 1996 - Il Senato approva (con 161 sì e 0 no) la Legge Bassanini. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 16 novembre 1996 - La Camera approva la Legge Finanziaria 1997. Viene inoltre approvata (con 314 sì e 0 no) la Legge di Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 20 novembre 1996 - Il Ministro dei Lavori Pubblici Antonio di Pietro (Indipendente) rassegna le dimissioni dal governo. Al suo posto è nominato Paolo Costa (Indipendente)

Dicembre[modifica | modifica wikitesto]

  • 18 dicembre 1996 - Il Senato approva (con 160 sì e 0 no) la Legge Finanziaria 1997, su cui il governo ha posto la questione di fiducia. Subito dopo è approvata (con 164 sì e 0 no) la Legge di Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 20 dicembre 1996 - La Camera approva (con 252 sì, 47 no e 105 astenuti) il decreto sul giubileo del 2000.
  • 21 dicembre 1996 - Il Senato approva in via definitiva (con 150 sì e 67 no) il decreto sul giubileo del 2000, su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
  • 22 dicembre 1996 - La Camera approva in via definitiva (con 316 sì, 2 no e 2 astenuti) la Legge Finanziaria 1997. Subito dopo è approvata in via definitiva (con 320 sì, 2 no e 1 astenuto) la Legge di Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto.
  • 30 dicembre 1996 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge con misure fiscali per oltre 4 300 miliardi di lire (fra cui l'eurotassa).

1997[modifica | modifica wikitesto]

Gennaio[modifica | modifica wikitesto]

  • 30 gennaio 1997 - La Camera approva (268 sì e 113 no) la Legge Bassanini.

Febbraio[modifica | modifica wikitesto]

  • 6 febbraio 1997 - Il Senato approva il decreto contenente la manovra fiscale di fine anno.
  • 24 febbraio 1997 - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul decreto contenente la manovra fiscale di fine anno.
  • 26 febbraio 1997 - La Camera accorda al governo (con 207 sì, 167 no e 1 astenuto) la fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra fiscale di fine anno. Subito dopo il decreto è approvato in via definitiva con 207 sì, 167 no e 1 astenuto.

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 11 marzo 1997 - Il Senato approva in via definitiva (con 126 sì e 17 no) la legge Bassanini.
  • 21 marzo 1997 - Il Consiglio dei Ministri vara il «pacchetto Treu» sull'occupazione.
  • 27 marzo 1997 - Il Consiglio dei Ministri vara un decreto-legge contenente una manovra correttiva di 15 500 miliardi di lire.

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 aprile 1997 - Prima crisi di governo. Rifondazione Comunista vota contro la «Missione Alba» in Albania, che è approvata con i voti del Polo per le Libertà. Nei giorni successivi Rifondazione torna a votare la fiducia al governo.

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

  • 5 maggio 1997 - Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra correttiva di fine marzo.
  • 6 maggio 1997 - La Camera accorda al governo (con 287 sì e 214 no) la fiducia sull'approvazione del decreto contenente la manovra correttiva di fine marzo. Subito dopo il decreto è approvato con 287 sì e 214 no.
  • 28 maggio 1997 - Il Senato approva in via definitiva il decreto contenente la manovra correttiva di fine marzo.

Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 ottobre 1997 - Seconda crisi: Rifondazione annuncia voto contrario alla Legge Finanziaria 1998. Prodi sale al Quirinale e rassegna le dimissioni.
  • 10 ottobre 1997 - Il segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti si dice pronto a un nuovo accordo.
  • 14 ottobre 1997 - Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro respinge le dimissioni di Prodi e rinvia il governo alle Camere. Qui otterrà infine la fiducia.

1998[modifica | modifica wikitesto]

Febbraio[modifica | modifica wikitesto]

  • 23 febbraio 1998 - Il Sottosegretario al Lavoro e alla Previdenza sociale Elena Montecchi (Partito Democratico della Sinistra) rassegna le dimissioni dal governo. Al suo posto è nominato Alessandro Garilli (Indipendente)

Marzo[modifica | modifica wikitesto]

  • 13 marzo 1998 - Il Sottosegretario all'Interno Angelo Giorgianni (Rinnovamento Italiano) rassegna le dimissioni dal governo.

Aprile[modifica | modifica wikitesto]

Maggio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º maggio 1998 - L'Italia viene ammessa ad entrare nel gruppo dei primi paesi dell'Euro.

Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

  • 9 ottobre 1998 - La Camera nega (con 312 sì e 313 no) al governo la fiducia. Determinante per l'esito negativo è il voto contrario di Rifondazione Comunista, che passa all'opposizione. Prodi sale al Quirinale e rassegna le dimissioni; Scalfaro accetta le dimissioni e invita il governo a restare in carica per il disbrigo degli affari correnti.
  • 21 ottobre 1998 - Massimo d'Alema è nominato Presidente del Consiglio e giura nelle mani del Presidente della Repubblica. Subito dopo, con il tradizionale passaggio di consegne termina il Governo Prodi I.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Senato della Repubblica - XIII Legislatura - Seduta n. 6
  2. ^ Camera dei Deputati - XIII Legislatura - Seduta n. 6
  3. ^ Camera dei Deputati - XIII Legislatura - Seduta n. 422
  4. ^ Composizione al maggio 1996
  5. ^ Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  6. ^ Il plenum di 630 deputati fu raggiunto in seguito all'opzione di Vittorio Sgarbi, eletto in più circoscrizioni.
  7. ^ Composizione al maggio 1996
  8. ^ Non iscritti ad alcuna componente del Gruppo Misto
  9. ^ a b Aderente al Gruppo parlamentare "Popolari e Democratici - L'Ulivo"
  10. ^ a b c Aderente al Gruppo parlamentare "Rinnovamento Italiano - L'Ulivo"
  11. ^ Confluita in Unione Democratica il 1º marzo 1997
  12. ^ a b Aderente al Gruppo parlamentare "Sinistra Democratica - L'Ulivo"
  13. ^ Tolse la fiducia al Governo il 9 ottobre 1998 determinandone la caduta