Governo Fanfani III
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Elezioni politiche del 1958, III Legislatura
Fanfani II, Segni II, Tambroni, Fanfani III, Fanfani IV
| Governo della Repubblica Italiana | ||
| Governo Fanfani III | ||
| Presidente | Amintore Fanfani | |
| Partito | Democrazia Cristiana | |
| Coalizione | Democrazia Cristiana | |
| Giuramento | 26 luglio 1960 | |
| Dimissioni | 2 febbraio 1962 | |
| Nuovo Governo | Fanfani IV 21 febbraio 1962 |
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Il Governo Fanfani III è stato in carica dal 26 luglio 1960 al 21 febbraio 1962 per un totale di 575 giorni, ovvero 1 anno, 6 mesi e 26 giorni.
- Composizione del governo:
[modifica] Presidente del Consiglio dei Ministri
| Amintore Fanfani |
[modifica] Vicepresidente del Consiglio dei Ministri
| Attilio Piccioni |
[modifica] Segretario del Consiglio dei Ministri
| Umberto Delle Fave |
[modifica] Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
| Renato Tozzi Condivi, Giovanni Giraudo |
[modifica] Ministeri senza portafoglio
| Presidentei del comitato dei ministri per il Mezzogiorno e le zone depresse | Giulio Pastore |
| Rapporti fra Governo e Parlamento | Giuseppe Codacci Pisanelli |
| Riforma della pubblica amministrazione | Tiziano Tessitori |
[modifica] Ministeri
[modifica] Affari esteri
| Ministro | Antonio Segni |
| Sottosegretari | Carlo Russo, Ferdinando Storchi |
[modifica] Interno
| Ministro | Mario Scelba |
| Sottosegretari | Guido Bisori, Oscar Luigi Scalfaro |
[modifica] Grazia e Giustizia
| Ministro | Guido Gonella |
| Sottosegretari | Francesco Maria Dominedò |
[modifica] Bilancio
| Ministro | Giuseppe Pella |
| Sottosegretari | Giuseppe Cerulli Irelli, Enrico Rosselli |
[modifica] Finanze
| Ministro | Giuseppe Trabucchi |
| Sottosegretari | Antonio Pecoraro, Michele Troisi (deceduto il 26/10/61), Filippo Micheli (dal 22/11/61) |
[modifica] Tesoro
| Ministro | Paolo Emilio Taviani |
| Sottosegretari | Alfonso De Giovine, Lorenzo Natali, Dino Pennazzato |
[modifica] Difesa
| Ministro | Giulio Andreotti |
| Sottosegretari | Vittorio Pugliese, Giovanni Bovetti, Italo Giulio Caiati |
[modifica] Pubblica Istruzione
| Ministro | Giacinto Bosco |
| Sottosegretari | Maria Badaloni, Giovanni Elkan |
[modifica] Lavori Pubblici
| Ministro | Benigno Zaccagnini |
| Sottosegretari | Domenico Magrì, Tommaso Spasari |
[modifica] Agricoltura e Foreste
| Ministro | Mariano Rumor |
| Sottosegretari | Giuseppe Salari, Giacomo Sedati |
[modifica] Trasporti
| Ministro | Giuseppe Spataro |
| Sottosegretari | Cesare Angelini, Calogero Volpe |
[modifica] Poste e Telecomunicazioni
| Ministro | Lorenzo Spallino |
| Sottosegretari | Dario Antoniozzi, Remo Gaspari |
[modifica] Industria, Commercio e Artigianato
| Ministro | Emilio Colombo |
| Sottosegretari | Nullo Biaggi, Filippo Micheli (fino al 22/11/61) |
[modifica] Sanità
| Ministro | Camillo Giardina |
| Sottosegretari | Crescenzo Mazza |
[modifica] Commercio con l'Estero
| Ministro | Mario Martinelli |
| Sottosegretari | Tarcisio Longoni |
[modifica] Marina Mercantile
| Ministro | Angelo Raffaele Jervolino |
| Sottosegretari | Salvatore Mannironi |
[modifica] Partecipazioni Statali
| Ministro | Giorgio Bo |
| Sottosegretari | Eugenio Gatto |
[modifica] Lavoro e Previdenza Sociale
| Ministro | Fiorentino Sullo |
| Sottosegretari | Ettore Calvi, Cristoforo Pezzini |
[modifica] Turismo e Spettacolo
| Ministro | Alberto Folchi |
| Sottosegretari | Renzo Helfer, Gabriele Semeraro |
[modifica] Eventi
- 26 luglio 1960. Fanfani ritorna sulla scena politica, per costituire un governo che egli stesso definisce di "restaurazione democratica", dopo le proteste e le rivolte che avevano determinato la crisi del governo precedente. Si tratta di un monocolore Dc che, al Senato, ottiene 128 sì, 58 no, 39 astensioni; alla Camera 310 sì, 156 no, 96 astensioni. Viene meno l'appoggio del Msi mentre votano a favore il Psdi e il Pli. Astenuti i socialisti e i monarchici.
- 11 ottobre 1960. Si inaugura in tv la trasmissione "Tribuna Politica", mandata in onda in occasione delle elezioni amministrative. Si dà l'opportunità di intervenire anche ai partiti dell'opposizione, segno della nascita di un certo pluralismo.
- 24 novembre 1960. Vivace scambio di esternazioni tra Fanfani e il suo predecessore Fernando Tambroni: il primo attacca il secondo per le sue simpatie verso la destra; questo controbatte che il premier favorisce il dialogo coi comunisti allentando i legami dell'Italia con gli alleati occidentali, in primis gli Stati Uniti.
- 13 giugno 1961. Fanfani è a colloquio con il nuovo presidente americano, John Fitzgerald Kennedy, che gli conferma di non essere contrario ad un eventuale governo di centrosinistra. Poco dopo, il premier va anche in Russia dove incontra Nikita Kruscev, capo del partito comunista sovietico.
- 12 agosto 1961. Viene costruito il "muro di Berlino": Kruscev dice che Fanfani e Adenauer avevano trovato una soluzione meno drastica. "Se Fanfani fosse stato ascoltato, i fatti avrebbero preso un altro corso".
- 17 gennaio 1962. Arriva fra i banchi della Camera lo scandalo di Fiumicino, l'aeroporto di Roma aperto un anno e mezzo prima. L'accusa è che fosse stato costruito su terreno paludoso e senza i prerequisiti minimi, tanto da renderlo inagibile dopo poco tempo.
- 25 gennaio 1962. Il congresso della Dc determina una svolta: il segretario Aldo Moro convince la maggioranza del suo partito (80%) che è necessario avviarsi verso sinistra.
- 2 febbraio 1962. Seguendo queste indicazioni, e col supporto del segretario Moro, Fanfani scioglie il suo governo e apre a sinistra verso un'alleanza i socialdemocratici.

