Governo Fanfani III

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Bandiera del Presidente del Consiglio
Stemma Presidente della Repubblica
Governo della Repubblica Italiana
Governo Fanfani III
Presidente Amintore Fanfani
Partito Democrazia Cristiana
Coalizione Democrazia Cristiana
Giuramento 26 luglio 1960
Dimissioni 2 febbraio 1962
Nuovo Governo Fanfani IV
21 febbraio 1962


Il Governo Fanfani III è stato in carica dal 26 luglio 1960 al 21 febbraio 1962 per un totale di 575 giorni, ovvero 1 anno, 6 mesi e 26 giorni.

Indice

[modifica] Presidente del Consiglio dei Ministri

Amintore Fanfani

[modifica] Vicepresidente del Consiglio dei Ministri

Attilio Piccioni

[modifica] Segretario del Consiglio dei Ministri

Umberto Delle Fave

[modifica] Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Renato Tozzi Condivi, Giovanni Giraudo


[modifica] Ministeri senza portafoglio

Presidentei del comitato dei ministri per il Mezzogiorno e le zone depresse Giulio Pastore
Rapporti fra Governo e Parlamento Giuseppe Codacci Pisanelli
Riforma della pubblica amministrazione Tiziano Tessitori

[modifica] Ministeri

[modifica] Affari esteri

Ministro Antonio Segni
Sottosegretari Carlo Russo, Ferdinando Storchi

[modifica] Interno

Ministro Mario Scelba
Sottosegretari Guido Bisori, Oscar Luigi Scalfaro

[modifica] Grazia e Giustizia

Ministro Guido Gonella
Sottosegretari Francesco Maria Dominedò

[modifica] Bilancio

Ministro Giuseppe Pella
Sottosegretari Giuseppe Cerulli Irelli, Enrico Rosselli

[modifica] Finanze

Ministro Giuseppe Trabucchi
Sottosegretari Antonio Pecoraro, Michele Troisi (deceduto il 26/10/61), Filippo Micheli (dal 22/11/61)

[modifica] Tesoro

Ministro Paolo Emilio Taviani
Sottosegretari Alfonso De Giovine, Lorenzo Natali, Dino Pennazzato

[modifica] Difesa

Ministro Giulio Andreotti
Sottosegretari Vittorio Pugliese, Giovanni Bovetti, Italo Giulio Caiati

[modifica] Pubblica Istruzione

Ministro Giacinto Bosco
Sottosegretari Maria Badaloni, Giovanni Elkan

[modifica] Lavori Pubblici

Ministro Benigno Zaccagnini
Sottosegretari Domenico Magrì, Tommaso Spasari

[modifica] Agricoltura e Foreste

Ministro Mariano Rumor
Sottosegretari Giuseppe Salari, Giacomo Sedati

[modifica] Trasporti

Ministro Giuseppe Spataro
Sottosegretari Cesare Angelini, Calogero Volpe

[modifica] Poste e Telecomunicazioni

Ministro Lorenzo Spallino
Sottosegretari Dario Antoniozzi, Remo Gaspari

[modifica] Industria, Commercio e Artigianato

Ministro Emilio Colombo
Sottosegretari Nullo Biaggi, Filippo Micheli (fino al 22/11/61)

[modifica] Sanità

Ministro Camillo Giardina
Sottosegretari Crescenzo Mazza

[modifica] Commercio con l'Estero

Ministro Mario Martinelli
Sottosegretari Tarcisio Longoni

[modifica] Marina Mercantile

Ministro Angelo Raffaele Jervolino
Sottosegretari Salvatore Mannironi

[modifica] Partecipazioni Statali

Ministro Giorgio Bo
Sottosegretari Eugenio Gatto

[modifica] Lavoro e Previdenza Sociale

Ministro Fiorentino Sullo
Sottosegretari Ettore Calvi, Cristoforo Pezzini

[modifica] Turismo e Spettacolo

Ministro Alberto Folchi
Sottosegretari Renzo Helfer, Gabriele Semeraro

[modifica] Eventi

  • 26 luglio 1960. Fanfani ritorna sulla scena politica, per costituire un governo che egli stesso definisce di "restaurazione democratica", dopo le proteste e le rivolte che avevano determinato la crisi del governo precedente. Si tratta di un monocolore Dc che, al Senato, ottiene 128 sì, 58 no, 39 astensioni; alla Camera 310 sì, 156 no, 96 astensioni. Viene meno l'appoggio del Msi mentre votano a favore il Psdi e il Pli. Astenuti i socialisti e i monarchici.
  • 11 ottobre 1960. Si inaugura in tv la trasmissione "Tribuna Politica", mandata in onda in occasione delle elezioni amministrative. Si dà l'opportunità di intervenire anche ai partiti dell'opposizione, segno della nascita di un certo pluralismo.
  • 24 novembre 1960. Vivace scambio di esternazioni tra Fanfani e il suo predecessore Fernando Tambroni: il primo attacca il secondo per le sue simpatie verso la destra; questo controbatte che il premier favorisce il dialogo coi comunisti allentando i legami dell'Italia con gli alleati occidentali, in primis gli Stati Uniti.
  • 13 giugno 1961. Fanfani è a colloquio con il nuovo presidente americano, John Fitzgerald Kennedy, che gli conferma di non essere contrario ad un eventuale governo di centrosinistra. Poco dopo, il premier va anche in Russia dove incontra Nikita Kruscev, capo del partito comunista sovietico.
  • 12 agosto 1961. Viene costruito il "muro di Berlino": Kruscev dice che Fanfani e Adenauer avevano trovato una soluzione meno drastica. "Se Fanfani fosse stato ascoltato, i fatti avrebbero preso un altro corso".
  • 17 gennaio 1962. Arriva fra i banchi della Camera lo scandalo di Fiumicino, l'aeroporto di Roma aperto un anno e mezzo prima. L'accusa è che fosse stato costruito su terreno paludoso e senza i prerequisiti minimi, tanto da renderlo inagibile dopo poco tempo.
  • 25 gennaio 1962. Il congresso della Dc determina una svolta: il segretario Aldo Moro convince la maggioranza del suo partito (80%) che è necessario avviarsi verso sinistra.
  • 2 febbraio 1962. Seguendo queste indicazioni, e col supporto del segretario Moro, Fanfani scioglie il suo governo e apre a sinistra verso un'alleanza i socialdemocratici.
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