Guido Carli

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Guido Carli (Brescia, 28 marzo 1914Spoleto, 23 aprile 1993) è stato un dirigente d'azienda italiano.

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[modifica] Carriera

Presidente del Mediocredito dal 1953 al 1956, presidente dell'Istituto Italiano dei Cambi dal 1956 al 1957, ministro del Commercio con l'estero nel governo Zoli (19 maggio 1957 - 1º luglio 1958), presidente del Crediop (1959), nel 1960 è nominato direttore generale della Banca d'Italia. Ne diventa governatore sei mesi dopo, sostituendo Donato Menichella, e resterà in carica fino al 18 agosto 1975, quando rassegnerà le dimissioni. A sostituirlo sarà chiamato Paolo Baffi, suo principale collaboratore - benché non sempre le vedute fossero coincidenti - in quanto direttore generale dell'istituto di emissione dal 1960.

I motivi per cui Carli si dimette da governatore non sono mai stati chiariti. Probabilmente ha contato non poco il fatto che dopo quindici anni alle redini di via Nazionale subentrasse un po' di stanchezza. Inoltre, nel 1975 stava prendendo il via quella fase che nel 1978 avrebbe condotto il Partito Comunista Italiano a entrare nella maggioranza di governo, e la linea economica di Carli non era certo in sintonia con Enrico Berlinguer e gli economisti del PCI.

È stato presidente di Confindustria dal 1976 al 1980. È eletto senatore come indipendente della Democrazia Cristiana nel 1983 e nel 1987, non è rieletto nel 1992.

È ministro del Tesoro nel sesto e nel settimo governo Andreotti, dal 22 luglio 1989 al 24 aprile 1992. In tale veste è uno dei firmatari per l'Italia del Trattato di Maastricht.

Dal 1º novembre 1978 alla morte è presidente dell'università Luiss di Roma.

Autore di numerose pubblicazioni di carattere economico, nella metà degli anni Settanta collaborò con il settimanale L'espresso sotto lo pseudonimo di Bankor. È autore dell'autobiografia Cinquant'anni di vita italiana (Laterza 1993), redatta con la collaborazione di Paolo Peluffo.

La LUISS porta il suo nome.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce

[modifica] Curiosità

Tra gli aneddoti della politica italiana, si ricorda il grido di Giulio Andreotti nel corso della seduta della direzione DC del febbraio 1992 con cui si dovevano assegnare i collegi senatoriali. Una volta chiusi i lavori, Andreotti lanciò un urlo: "Abbiamo dimenticato Carli!". Fu così che i maggiorenti democristiani dovettero riaprire il tavolo di discussione e attribuire a Carli un collegio senatoriale, che tuttavia alla prova elettorale si rivelò perdente.

[modifica] Altri progetti

Predecessore: Governatore della Banca d'Italia Successore:
Donato Menichella 1960 - 1975 Paolo Baffi I
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