Ettore Conti di Verampio

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sen. Ettore Conti
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Ettore Conti.jpg
Luogo nascita Milano
Data nascita 24 aprile 1871
Luogo morte Milano
Data morte 13 dicembre 1972
Titolo di studio laurea in ingegneria civile
Partito Conservatori (1913-1925)
Partito Nazionale Fascista (1925-1943)
Legislatura XXIV, XXV, XXVI, XXVII, XXVIII, XXIX, XXX
Pagina istituzionale

Ettore Conti, conte di Verampio (Milano, 24 aprile 1871Milano, 13 dicembre 1972) è stato un ingegnere, politico, imprenditore e dirigente d'azienda italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce da Carlo Conti e Giuseppina Palazzoli il 24 aprile 1871 a Corso Venezia a Milano presso la casa vicina ai Giardini Pubblici. Dopo aver insegnato Scienza delle costruzioni al Politecnico di Milano, per circa un quarto di secolo si dedicò allo sviluppo della nascente industria elettrica. Fondò nel 1901, e diresse fino al 1926, la Società per Imprese Elettriche Conti & C.; questa impresa fu la prima in Italia a realizzare trasporti di energia elettrica a grandi distanze, ad utilizzare grandi cadute d'acqua e ad attuare lo sfruttamento completo di un bacino.

Negli anni 1918-1919 fu Sottosegretario per la Liquidazione delle Armi e Munizioni presso il Ministero del Tesoro e dal 1919 fu senatore nelle file dei conservatori. Nel 1920 presiedette la missione italiana per il Caucaso e nel 1922 partecipò alla Conferenza di Genova. Nel 1919 venne nominato Senatore da Vittorio Emanuele III. Dal 1920 al 1922 presiedette la Confindustria, l'Associazione fra le Società Italiane per Azioni (Assonime), l'Agip e la Châtillon; inoltre nel 1921 viene nominato presidente della Società d'Incoraggiamento d'Arti e Mestieri.

Nel 1925 espresse il suo voto contrario ai pieni poteri a Mussolini. Nel 1926 Conti lasciò, in modo un po' traumatico, la conduzione della Società per Imprese Elettriche Conti, e divenne, in aprile, presidente dell'appena costituita Agip, carica che lasciò dopo un solo biennio, adducendo a motivo i numerosi incarichi societari assunti nell'interesse della BCI (Banca Commerciale Italiana), specialmente dopo la morte dell'altro vicepresidente Pietro Fenoglio. Fu nominato Cavaliere del lavoro nel 1931.

Nel 1927 si scaglia contro la politica economica, e fa un discorso contro la quota 90 di Mussolini. Iscrittosi al Partito Nazionale Fascista nel 1932, Conti sostanzialmente aderì alle finalità politiche e corporative del regime, ma si trattò indubbiamente di un'adesione non poco critica rispetto ad alcune importanti scelte di politica economica. Nel 1937 incontrò a Berlino Hermann Göring e Adolf Hitler a un congresso della Camera di Commercio Internazionale.

Nel maggio-giugno 1938 fu a capo, con la carica di Ambasciatore straordinario, della Missione Economica italiana, inviata in Giappone e Manchukuo per creare saldi rapporti economico-commerciali col nuovo alleato asiatico. Nel 1945 subì l'epurazione e nel 1949-1950 divenne presidente del Rotary Club dell'Italia. Il 13 dicembre 1972 muore a 101 anni nella Casa degli Atellani di Corso Magenta a Milano.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 25 ottobre 1931[1]
Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana
— 1954

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Le tariffe per la vendita dell'energia elettrica, Milano 1898
  • Per una politica nazionale delle forze idroelettriche in Italia, in “Nuova Antologia”, 6 febbraio 1916
  • Sul bilancio dell'economia nazionale (discorso al Senato del 21 maggio), Roma 1927
  • Ricordi della mia missione in Giappone e Manciukuo, in “Storia e politica internazionale”, 1939
  • Dal taccuino di un borghese, Garzanti, Milano 1946, rist. 1971
  • Archivio Storico della Banca Commerciale Italiana, Milano

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente della Confederazione Generale dell'Industria Italiana Successore
Giovanni Silvestri 1920 - 1921 Raimondo Targetti

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