Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « Nacqui in una modestissima casa, ove uniche dovizie erano la rettitudine e l'operosità » |
| (G.B. Pirelli, discorso durante la cerimonia della nomina a senatore[1]) |
Giovanni Battista Pirelli (Varenna, 27 dicembre 1848 – Milano, 20 ottobre 1932) è stato un imprenditore, ingegnere e politico italiano, fondatore dell'azienda omonima con sede a Milano.
Figlio di Santino, panettiere, e Rosa Riva, era l'ottavo di dieci figli, cinque dei quali morirono in tenera età. Terminati i primi studi, si trasferì a Milano per proseguire la sua formazione, diplomandosi prima come Perito industriale, e poi laureandosi in Ingegneria, il 10 settembre 1870, al Politecnico della città, allora Istituto Tecnico Superiore.
Aggiudicatosi una borsa di studio, quale migliore studente del corso, si dedicò a viaggiare per l'Europa, per studiare la crescita della neonata industria continentale. Nel 1872, rientrato in patria, sottopose ad un gruppo di benestanti meneghini un progetto industriale, basato sullo sviluppo della gomma, che convinse un gruppo di banche cittadine a sovvenzionare la nascita della "G.B.Pirelli & C.", embrione della futura Pirelli.
Nel 1909 venne nominato Senatore del Regno da Vittorio Emanuele III di Savoia, mentre nel 1919 assunse la carica di presidente della Confederazione Generale dell'Industria Italiana, meglio conosciuta oggi come "Confindustria". I figli Alberto e Piero proseguirono alla sua morte l'attività di famiglia.
- ^ Biografia del fondatore della Pirelli
Controllo di autorità LCCN: no2004046162