Adone Zoli

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Adone Zoli
Adone Zoli.jpg

Presidente del Consiglio dei ministri
Durata mandato 19 maggio 1957 –
1º luglio 1958
Presidente Giovanni Gronchi
Predecessore Antonio Segni
Successore Amintore Fanfani

Ministro della Giustizia
Durata mandato 26 luglio 1951 –
16 luglio 1953
Presidente Alcide De Gasperi
Predecessore Attilio Piccioni
Successore Guido Gonella

Ministro delle Finanze
Durata mandato 18 gennaio 1954 –
10 febbraio 1954
Presidente Amintore Fanfani
Predecessore Ezio Vanoni
Successore Roberto Tremelloni

Ministro del Bilancio
Durata mandato 19 febbraio 1956 –
1º luglio 1958
Presidente Antonio Segni
Adone Zoli
Predecessore Ezio Vanoni
Successore Giuseppe Medici

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana

Adone Zoli (Cesena, 16 dicembre 1887Roma, 20 febbraio 1960) è stato un politico italiano. È stato il 6º Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana nel periodo 19 maggio 1957 - 1º luglio 1958.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

sen. Adone Zoli
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Democrazia Cristiana
Legislatura I, II, III
Gruppo Democratico Cristiano
Circoscrizione Toscana

Nato da una famiglia originaria di Predappio, si laureò in giurisprudenza nel 1907, esercitando la professione di avvocato prima a Genova, poi a Bologna ed infine a Firenze: nel capoluogo toscano entrò in contatto con Tommaso Brunelli, avvocato cattolico che nel 1919 fu eletto deputato tra le file del Partito Popolare Italiano. Ciò influenzò tantissimo l'ideologia politica di Zoli.

Adone Zoli, nonostante l'avviata carriera forense, fu chiamato alle armi durante la prima guerra mondiale: partecipò alla battaglia di Caporetto ed ottenne, al termine del conflitto, due croci al merito di guerra e una al valore militare. Nel dopoguerra, partecipò a vari congressi del PPI, ed in uno di essi (più precisamente quello di Venezia dell'ottobre del 1921) venne scelto per entrare nel comitato centrale. Egli fu antifascista.

Nel 1943 aderì alla Resistenza partigiana, e fu per questo arrestato insieme a due suoi figli: fu condannato a morte per rappresaglia da parte dei nazisti, ma l'intervento liberatore dei partigiani scongiurò tale ipotesi. Nel febbraio del 1944 subì un nuovo tentativo di cattura, stavolta fallito.

Personalità di spicco all'interno della Democrazia Cristiana, nel 1948 divenne senatore, e dal marzo 1950 al luglio 1951 fu vicepresidente dell'assemblea. Entrò a far parte del settimo governo De Gasperi nel luglio del 1951 in qualità di Ministro di Grazia e Giustizia: in questa veste si adoperò - tra l'altro - per migliorare le condizioni di detenzione dei carcerati, ancora soggetti a leggi e regolamenti di impronta fascista, in ossequio al principio della funzione rieducativa della pena sancito dalla nuova Costituzione repubblicana.

Con una serie di circolari emanate nel 1951 Zoli prese provvedimenti che includevano l'abolizione della rasatura del capo per i detenuti condannati a pene brevi e gli imputati in attesa di giudizio, e l'esenzione dall'obbligo di portare la divisa carceraria per i condannati a pene inferiori ad un anno di reclusione. Stabilì inoltre che i condannati venissero chiamati dal personale delle case di pena per nome, e non più per numero di matricola, incrementò i corsi d'istruzione, le rappresentazioni cinematografiche e teatrali, e concesse di tenere in cella l'occorrente per scrivere e le fotografie dei familiari. Concesse infine anche alle donne detenute il permesso di fumare.
Inoltre Zoli appoggiò e sostenne il progetto, ideato da Palmiro Togliatti, di amnistiare i reati commessi "per fine politico" dalla Marcia su Roma al 18 giugno 1946.

Questa legge, approvata dal parlamento nel 1953, aumentò la popolarità di Zoli. Fu nominato Ministro delle Finanze nel primo governo Fanfani, e Ministro del Bilancio nel governo guidato da Antonio Segni (6 luglio 1955 - 15 maggio 1957).

Data l'instabilità politica che vi era nei governi di quel tempo, l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi gli affidò l'incarico di presiedere un governo monocolore democristiano che si sarebbe dovuto dimettere dopo le elezioni politiche del 1958. Zoli assecondò la volontà del capo dello Stato e così fece: il 15 maggio 1957 ottiene l'incarico, il 20 maggio forma il suo governo ed all'inizio di giugno ottiene la fiducia di Senato e Camera, ma si dimette il 10 giugno, rifiutando l'appoggio (determinante) del Movimento Sociale Italiano.
Zoli venne invitato dal presidente Gronchi a ritirare le dimissioni e ripresentarsi: resterà in carica fino al termine della legislatura (1958). Zoli fu il primo senatore in carica ad assumere la carica della Presidenza del Consiglio nella storia della Repubblica.

Dopo aver dato le dimissioni del suo governo, Zoli non ebbe altri incarichi governativi. Morì a Roma il 20 febbraio 1960 all'età di 72 anni.

Alla memoria di Adone Zoli è dedicata l'attività del "Centro Studi di Politica Economica e Sociale Adone Zoli" riconosciuto dal 1963 con Decreto del Presidente della Repubblica.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ FONDAZIONE ZOLI

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Antonio Segni 19 maggio 1957 - 1º luglio 1958 Amintore Fanfani
Predecessore Ministro della Giustizia della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Attilio Piccioni 26 luglio 1951 - 16 luglio 1953 Guido Gonella
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Ezio Vanoni 19 febbraio 1956 - 1º luglio 1958 Giuseppe Medici
Predecessore Ministro delle Finanze della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Ezio Vanoni 18 gennaio 1954 - 10 febbraio 1954 Roberto Tremelloni

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