Predappio

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Veduta panoramica


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Predappio
Panorama di Predappio
Palazzo Varano
Predappio - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia: stemma Forlì-Cesena
Coordinate: 44°6′0″N 11°59′0″E / 44.1, 11.98333Coordinate: 44°6′0″N 11°59′0″E / 44.1, 11.98333
Altitudine: 133 m s.l.m.
Superficie: 91,64 km²
Abitanti:
6.440 2008 
Densità: 70,27 ab./km²
Frazioni: Baccanello, Dovia, Fiumana, Marsignano, Montemaggiore, Predappio Alta, San Cassiano, San Savino, Sant'Agostino, Santa Marina, Tontola, Trivella 
Comuni contigui: Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Dovadola, Forlì, Galeata, Meldola, Rocca San Casciano
CAP: 47016
Pref. telefonico: 0543
Codice ISTAT: 040032
Codice catasto: H017 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Predappio (Predàpi o la Prè in romagnolo) è un comune di 6.440 abitanti della provincia di Forlì-Cesena, circa a 15 km a sud del capoluogo, Forlì. Dal 18 luglio 2006, con Decreto del presidente della Repubblica, si fregia del titolo di città.

Indice

[modifica] Predappio, Predappio Nuova, Predappio Alta e Dovia

A partire dalle sue origini, probabilmente romane, fino ai primi anni '20, Predappio era un paese di modeste dimensioni che sorgeva sulle colline dell'Appennino forlivese e che, cresciuto attorno al castello medioevale, guardava dall'alto della propria fortificazione la sottostante valle del Rabbi lungo la quale si trovavano piccoli nuclei abitati, frazioni ed case isolate che costituivano il contado della comunità di Predappio. Lungo la valle, a circa 2 km da Predappio, era la località nota con il nome di Dovia (probabile toponimo romano, Duo Via) che verso la seconda metà dell '800 era costituita da poche case sparse di contadini, mezzadri e qualche artigiano. Unici centri di aggregazione della località, erano una scuola e l'osteria, quest'ultima ancora esistente. Fu in una modesta abitazione di Dovia che vide la luce Benito Mussolini il quale, negli anni '20, decise l'edificazione di un nuovo centro abitato. Cogliendo anche l'occasione fornita da una frana che aveva colpito Predappio e aveva lasciato numerosi abitanti senza tetto, si decise la fondazione, in Dovia e nelle aree circostanti, di un nuovo paese che fosse costruito seguendo i nuovi dettami architettonici del nascente regime. Il nuovo centro abitato prendeva il nome di Predappio Nuova (e che di fatto inglobava, facendola sparire, la località Dovia), mentre con Predappio si continuava ad indicare il vecchio abitato sulle colline. Con il passare degli anni, i nomi alle due comunità vennoro cambiati, identificando con Predappio solamente la Predappio Nuova (che nel frattempo era aumentata sia in termini di popolazione che di importanza) mentre l'abitato antico, sulle colline, assumeva il nome di Predappio Alta.

[modifica] Storia

La storia di Predappio inizia sin dall'epoca dei Romani. In quegli anni infatti Augusto divise l'Italia in undici province. Predappio era parte della sesta provincia. Si narra che il nome derivi dall'insediamento in queste località di una antica famiglia romana: gli Appi. La località venne così denominata Praesidium Domini Appi e abbreviata con Pre.D.i.Appi. Nella frazione di Fiumana, a conferma di ciò, sono state trovate, pochi anni fa, le rovine di una antica villa romana.

Sino al 1927 l'odierna frazione di Predappio Alta era anche capoluogo. Dopo il 1927, con il podestà Pietro Baccanelli, esso fu spostato nella frazione Dovia ed è oggi l'attuale Predappio capoluogo (o anche Predappio Bassa, anche se il suo nome originale è Predappio Nuova). Due anni prima, nel 1925, il comune di Fiumana si unì a quello di Predappio divenendone una frazione. Fiumana conta una popolazione di circa 1250 abitanti e sorge sulle rive del fiume Rabbi, lungo la strada statale 9 ter che unisce Forlì, a circa 10 km, e Predappio, a circa 5 km. Fiumana rimase comune fino al 1925, anno nel quale le autorità fasciste ne decisero l'incorporamento nel comune di Predappio.

Sono presenti le rovine di un castello, una antica chiesa e i resti di una villa romana del I secolo d.C.

Si hanno rinvenimenti archeologici che attestano la presenza di insediamenti umani fin dall'età del bronzo e, di epoca romana, rimangono i resti di una villa scoperta nel 1960 da Bernad Montanari. Probabilmente l'edificio appartenne a ricchi possidenti terrieri e rimase abitato dal I al IV secolo d.C.

Con la caduta dell'Impero Romano e in seguito alle invasioni barbariche si perde notizia di Fiumana fino al XI secolo. Nel 1045 si ha la prima notizia di un monastero benedettino e, del 1068, se ne conosce anche il nome dell'abate: Ego Bonizio. Il monastero assume sempre maggiore importanza, per decadere però verso il XV secolo.

Nel 1304 fu posseduta dal marchese degli Argugliosi

Nel giugno del 1424 le truppe di Pandolfo III cingono d'assedio il castello di Fiumana che in breve capitola. Nel 1434 Antonio Ordelaffi riceve da papa Eugenio IV il riconoscimento della signoria forlivese ricevendo in possesso anche i territori di Fiumana.

[modifica] La fondazione di Predappio Nuova

Fondazione di Predappio
Lavori e materiali per la fondazione di Predappio Nuova in una fotografia risalente al dicembre 1925
Cerimonia ufficiale per la fondazione di Predappio Nuova

Una frana avvenuta nell'inverno a cavallo fra il 1923 ed il 1924 rese indispensabile, per mettere in sicurezza la popolazione e fornire un tetto a chi lo aveva perduto, lo spostamento dell'abitato di Predappio in una posizione più sicura. L'occasione che si presentava alle autorità del nascente regime era più che unica: da una parte, con la creazione di un nuovo centro abitato, era possibile fornire alla popolazione nuove case e migliori condizioni igieniche, dall'altra si presentava la preziosa opportunità per creare una cornice adeguata alla celebrazione del mito delle origini del duce.

Per la ricostruzione dell'abitato si scelse, per diverse ragioni, la località di Dovia: la zona era infatti più sicura, sul piano geologico, rispetto a Predappio: sorgeva lungo la valle, lontano da potenziali eventi franosi. Era ben collocata, al contrario di Predappio che era arroccata sulle colline, rispetto al tracciato della strada provinciale che congiungeva Forlì a Premilcuore e, di non minore importana, Dovia presentava un alto valore simbolico: era la località che aveva dato i natali a Mussolini.

Il 30 agosto 1925, accompagnato da Italo Balbo, giunse in Romagna il segretario del partito fascista Roberto Farinacci con il mandato di fondare Predappio Nuova. Il momento culminante della visita furono l'inaugurazione di una targa celebrativa in bronzo sulla facciata della casa natale di Mussolini (che egli stesso volle, più tardi, che fosse rimossa) e la posa della prima pietra sia della chiesa di Santa Rosa da Lima sia delle case popolari. Alla cerimonia di inaugurazione non partecipò invece Mussolini che decise di non intervenire per evitare che fossero mosse accuse di favoritismo, in un momento delicato della vita politica del Paese, quando ancora il regime non aveva raggiunto un pieno controllo sui sistemi di informazione.

[modifica] Il duce visita il cantiere

Sebbene non si fosse presentato alla cerimonia di inaugurazione della fondazione di Predappio Nuova, Mussolini non si terrà a lungo lontano dai cantieri. Nel maggio del 1926, si recò di persona nei cantieri per valutare lo stato dei lavori. Dopo essersi recato al cimitero di San Cassiano, Mussolini fece tappa a Palazzo Varano, l'edificio nel quale per anni aveva insegnato la madre e che in quel momento appariva cinto da impalcature a seguito dei lavori di rifacimento che lo avrebbero trasformato nella nuova sede comunale.

Mussolini si soffermò a lungo nei cantieri, chiamando lo stesso ingegnere progettista dei lavori, Florestano Di Fausto, ad illustrare l'andamento e lo sviluppo dei lavori e del progetto. Quella di Mussolini non era una semplice visita ai lavori, quanto più un vero sopralluogo ufficiale per verificare l'andamento dei lavori decidendo di incontrare, in mezzo alla folla e alla stampa locale, l'architetto di Fausto, che da poco era stato nominato direttore generale dei lavori. L'architetto in persona spiegò ed illustrò i piani ed i progetti, esponendo sui propri disegni i dettagli degli edifici in costruzione. Ma a Mussolini vennero anche mostrati i luohi ed i progetti futuri che riguardavano le case, le scuole e la chiesa. Verrà mostrato il tracciato della nuova strada e dei nuovi ponti. Lo stesso Mussolini non farà mancare le proprie critiche, consiglierà modifiche, indicherà correzioni, esigendo ritocchi al progetto. Sarà egli stesso a decidere in quale punto uno sperone roccioso dovrà essere tagliato per il passaggio della strada. Ma in particolar modo insiste affinché negli edifici scolastici le aule siano ampie, siano presenti i bagni e che debbano essere forniti di docce.

Fu durante tale vista che il duce visitò la propria casa natia, ordinando la rimozione della lapide di bronzo che l'anno prima Farinacci aveva fatto apporre, in qunato contrastava con l'intezione che Mussolini avaeva di mantenere nelle condizioni più umili possibili i propri luoghi dell'infanzia.

[modifica] Da Predappio a Predappio Nuova

Il vecchio stemma di Predappio che reca il fascio al posto dell'attuale grappolo d'uva

Il 17 febbraio 1927 venne promulgato un Regio Decreto Legge con il quale si stabiliva il trasloco della sede municipale da Predappio (quella che attualmente è chiamata Predappio Alta) al nuovo centro abitato denominato Predappio Nuova. Al nuovo comune venivano così assegnate competenze territoriali ampie e rilevanti, dovuto anche al fatto che dal 1925 era stata inglobata anche l'area territoriale del comune soppresso di Fiumana. Al nuovo comune viene assegnato anche un nuovo stemma comunale, in modo tale che questo potesse sintetizzare la trasformazione in atto: lo scudo dello stemma era a mezzo diviso; nella metà di sinistra presentava il fascio littorio, nell'altra metà, sudivisa a sua volta in due parti, veniva rappresentata la rocca di Predappio (odierna Predappio Alta), nella metà inferiore la rocca di Fiumana. Con la caduta del regime, il fascio fu sostituito con un grappolo di Sangiovese, creando lo stemma ancora oggi utilizzato.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Clima

PREDAPPIO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 9 13 17 22 27 29 29 25 19 11 7 7,3 17,3 28,3 18,3 17,8
T. min. mediaC) 1 3 6 10 14 18 20 20 17 12 6 2 2 10 19,3 11,7 10,8
Precipitazioni (mm) 40 38 51 54 48 54 41 59 62 60 68 59 137 153 154 190 634

[modifica] Frazioni

Nei dintorni di Predappio possiamo trovare alcune frazioni e località:

Fiumana, San Cristoforo, Rocca delle Caminate, Fiordinano, Riggiano, Predappio Alta, Colmano, Marsignano, San Cassiano in Pennino, San Savino, Sant'Agostino, Santa Lucia, Santa Marina in Particeto, Porcentico, Tontola, Trivella, Montemaggiore di Predappio, Monte Mirabello, Monte Colombo.

[modifica] Gemellaggi

Predappio è gemellata con:

[modifica] Gli edifici di Predappio Nuova

[modifica] Casa del fascio e dell'ospitalità

Casa del fascio

È probabilmente l'edificio più imponente e massiccio edificato nella Predappio di nuova fondazione. L'importanza assunta da Mussolini nella vita politica italiana aveva reso Predappio meta di veri e propri pellegrinaggi verso la sua casa natale e verso le tombe dei suoi genitori. Era perciò necessaria la presenza di un edificio che fosse sia simbolo del regime nascente sia fornisse alloggio ed ospitalità ai viandanti. Sino dal 1926 viene promossa la raccolta di fondi per l'edificazione dell'edificio, ma per vari motivi la costruzione fu rimandata fino agli anni '30. Iniziato a partire dal 1934, fu terminato ed inaugurato nel 1937.

È costituito da un massiccio corpo che sorge agli angoli delle 2 vie principali. Costruito con mattoni e travertino romano, presenta una alta e massiccia torre littoria che rievoca le antiche torri medioevali. Oggi giace in stato di abbandono.

[modifica] Casa Becker

Casa Becker

Casa Becker è un edificio per abitazioni di sei appartamentidi tipo economico. Fu inizialmente progettata dai tecnici del Genio Civile di Forlì, sebbene di seguito la struttura fu in parte revisionata da Florestano di Fausto, a cui fu anche comissionato il disegno di tutta Predappio Nuova. La prima pietra fu posata nello stesso giorno di fondazione di Predappio Nuova, il 30 agosto 1925. Venne costruita anche grazie al contributo di lord William Becker, politico inglese simpatizzante del fascismo, da cui la casa trae nome. Fu il primo edificio dedicato alla pubblica residenza ad essere costruito nella nuova città per ospitare gli sfollati della frana del 1923 che aveva colpito il paese vecchio.

Il prospetto esterno dell'edificio era impostato su una serie di sette aperture nelle quali veniva alternato in successione il piccolo terrazzo della camera da letto del piano superiore con il portone di ingresso. Florestano di Fausto inserì il disegno a lunetta delle finestre del piano superiore, ammorbidendo le linee dell'edificio.

[modifica] Edificio postelegrafonico

Edificio postelegrafonico
Edificio postelegrafonico
L'edificio postelegrafonico in fase di costruzione, 5 maggio 1926
L'edificio postelegrafonico come appariva nel 1926

Il primo progetto venne presentato dal Genio civile il 5 maggio 1925, presentando un secondo progetto il 16 dicembre dello stesso anno. Come molti degli edifici della nuova Predappio, il progetto fu rivisto profondamente da di Fausto. Il progetto proposto dal genio prevedeva un grosso parallelepipedo lungo venti metri e profondo dieci articolato su due piani, destinati, quelli al piano terra, ad ospitare gli uffici, al superiore l'alloggio dell'impiegasto statale, costituito da cinque camere, sala dapranzo, cucina e servizi. La parte centrale dell'edificio, larga dieci metri, sporge leggermente dal corpo dell'edificio. Di Fausto aggiungerà il portico a due arcate, rialzando, senza modificare l'altezza totale dell'edificio, il piano terra. Dai progetti originali di Fausto si notano anche due obelichi che dovevano ornare la facciata dell'edificio, ma che non furono mai posizionati. Le decorazioni furono invece affifate allo scultore bolognese Ulderigo Conti.

[modifica] Casa dei sanitari

Casa dei sanitari
Casa dei sanitari, vista anteriore
Casa dei sanitari,vista di 3/4

La casa dei servizi sanitari è posta sula piazza principlae di Predappio, Piazza sant'Antonio, di fronte a Palazzo Varano. L'edificio venne proposto da Florestano di Fausto come seconda soluzione, perché originariamente l'architetto aveva proposto quell'area per l'edificazione di un cinema, di un teatro e di un portico con negozi e magazzini. L'idea successiva fu quella di costruire un ospedale vero e proprio, ma si ripiegò, per l'impossibilità di poter eseguire il progetto, su un edificio che potessere fungere da presidio sanitario. La sua edificazione cominciò nel 1929 per poi essere terminato ed inaugurato il 29 luglio 1931 da Mussolini stesso il quale, per stemperare il clima di tensione che si era generato dopo lo scioglimento dell'Azione Cattolica, colse quell'occasione per annunciare anche l'edificazione di una grande chiesa parrocchiale.


Casa dei sanitari
Casa dei sanitari; si notano, dietro l'edificio principale, le due costruzioni minori
Casa dei sanitari sulla sinistra, ambulatorio al centro e dispensario a destra.

Il palazzo è in realtà un complesso di tre edifici: due, più piccoli, posti nel retro dell'edificio principale che invece si affaccia sulla piazza. Questo è suddiviso in tre piani: il piano terra ospitava la farmacia (ancora oggi presente), gli uffici dell'amministrazione, la casa del custode, l'abitazione dell'infermiere e del conducente dell'ambulanza. Il primo piano ospitava gli alloggi del farmacista e del medico, mentre all'ultimo piano si trovavano gli appartamenti dell'assistente, della levatrice e delle suore. Come tipico nella mentalità del tempo le stanze presentano soffitti altissimi, mentre i corridoi sono stretti e scarsamente illuminati.

Sul retro del palazzo, collegato da un passaggio coperto, c'era l'ambulatorio medico composto dall'ambulatorio vero e proprio, dalla sala nelle quali avvenivano le medicazioni e le camere di degenza riservate ai pazienti. Sul retro di questo edificio vi erano spazi dedicati al dispensario antitubercolare a loro volta suddivisi in altre aree: vi era la zona destinata alla raccolta di notizie e riviste scientifiche, l'area per le visite mediche, per esami radiologici e ricerche patologice.

Ognuno dei tre edifici che costituisce il complesso del palazzo dei sanitari era dotato di cantine e piani interrati utilizzati come magazzini.

[modifica] Caserma dei carabinieri

Caserma dei carabinieri
Caserma dei carabinieri, vista di 3/4
Caserma dei carabinieri, vista frontale

La caserma dei carabinieri fu una delle prime costruzioni ad essere edificate nella nuova Predappio, perché ritenuta necessaria per la sicurezza del nuovo centro abitato. L'edificio subì due diversi processi di costruzione che partono dal 1925 fino ad arrivare al 1942.

Il progetto iniziale, redatto dai tecnici del Genio civile, consisteva in un semplice edificio a due piani: il piano inferiore era dedicato all'archivio ed erano presenti la cantina, i servizi e due camere di sicurezza, per uomini e donne. Al piano superiore invece si trovava l'alloggio del comandante costituito da due camere da letto, cucina, studio e sala da pranzo. Nelle due stanze rimanenti erano dedicate agli altri cinque carabinieri previsti. La facciata impostata dal Genio era sviluppata su sette aperture con due ingressi posti ai lati dell'edificio, in maniera simmetrica.

Florestano di Fausto intervenne sul progetto, già in fase di costruzione, apportando solo piccole modifiche al disegno iniziale che riguardavano esclusivamente il disegno delle linee esterne. Aggiungedo un bugnato che ricopriva tutto il primo piano della caserma, venivano così accentuati gli spigoli della facciata, venivano incorniciate le finestre e offrivano un appoggio per le tettoie dell'ingresso.


Caserma dei carabinieri
La caserma dei carabinieri come appariva tra il 1926 ed il 1934
La caserma i fase di costruzione, in unafotografia del 5 maggio 1926
Scavi per la fondazione della caserma di Predappio Nuova, il 6 dicembre 1925

L'edificio rimase tale fino al 1934, quando fu deciso una revisione dell'edificio. In quest'anno, per poter sopperire alle nuove esigenze dell'abitato (Predappio stava crescendo in popolazione ed era meta di continui pellegrinaggi), e per poter venire incontro al necessario aumento di organico, fu deciso, seguendo il progetto originale di Fausto, un ampliamento della caserma con un sopraelevamneto di un piano.

Nel 1937 però fu deciso un ulteriore e ben più importante rifacimento, il cui progetto fu affidato all'ingegnere Arnaldo Fuzzi il quale, pur impostandone le linee generali, non riuscì a portarlo a termine pechè partito per l'Africa Orientale Italiana, cedendo i propri lavori al Genio che portarono a termine i lavori di Fuzzi. L'ampliamento previsto da Fuzzi stravolse totalmente l'archirtettura della caserma. L'edificio venne avvolto da una struttura semicircolare che, costruita in muratura di laterizio a vista e travrtino, va a create una piccola corte interna. Ai lati della facciata vennero invece eretti due corpi cilindrici che delimitano un portico stilizzato.

La ricostruzione dell'edificio aveva così permesso l'ampliamento dell'edificio, monumentalizzandone l'asetto e fornendo nuovi spazi per l'autorimessa, per una biblioteca e per ulteriori camerate, stravolgendo però l'aspetto rurale che di Fausto aveva voluto attribuire alla propria Predappio ideale degli anni '20.

[modifica] Mercato dei viveri

Mercato dei viveri
Mercato dei viveri
Mercato dei viveri, dove sorgeva il tiburio, ora abbattuto
Raduno di ex combattenti nel 1933. Si nota la struttura del tiburio, non ancora atterrato

È lo slargo, collocato nel cuore della città, destinato ad accogliere, secondo i progetti iniziali, le attività commerciali ed il mercato del paese.

Il mercato dei viveri sorge lungo la via principale, ai piedi del poggio sul quale è presente la casa natale di Mussolini. È sostanzialmente un'esedra porticata costituita da 12 arcate che circoscrivono lo spazio semicircolare del mercato. Ogni arcata delinita all'esterno uno spazio interno a forma di trapezio delimitato sugli altri lati da arcate in laterizio a vista, mentre la serie di archi perimetrali è cieca ed accoglie al suo interno una panca in pietra.

Il semicircolo dell'arcata è divisa in due sezioni da un corridoio centrale dal quale dipartivano, un tempo, una imponente scalinata che portava alla casa natale di Mussolini e da un monumentale tiburio, in seguito rimossi per volontà dello stesso Mussolini. La grande scalinata, a quattro rampe, aveva la funzione di colmare il dislivello tra il piano del mercato ed il poggio posto più in alto, creando una coreografia solenne. La salita è invece oggi occupata da uno spazio verde nel quale crescono numerosi alberi attraverso il quale si svolge un piccolo sentiero che arriva alla casa.

La soluzione architettonica per colmare il dislivello tra il piano della strada ed il poggio fu ideata da Florestano di Fausto, il quale inizialmente aveva progettato uno spazio di forma rettangolare. L'idea però che la piazza principale dovesse diventare l'area ai piedi di Palazzo Varano, rendono il mercato dei viveri un'area più simile ad uno slargo ed una pausa del corso principlae del paese che non una piazza vera e propria.

[modifica] Palazzo Varano

Palazzo Varano
Palazzo Varano
Palazzo Varano come appariva prima dei lavori di rifacimento

Palazzo Varano è l'edificio dove attualmente risiede la sede del comune di Predappio.

Il palazzo comunale sorge in piazza Sant'Antonio, a lato dell'omonima chiesa, in posizione sopraelevata e dominante rispetto al paese e circondato da un ampio giardino che funge da parco comunale.

L'aspetto che il palazzo aveva prima dei lavori per la fondazione del paese era completamemente diverso da quello che mostra attualmente. Si trattava di un palazzo squadrato, costruito in pietra spugnone, senza alcuna decorazione, la cui origine è sempre rimasta oscura, forse da un antico toponimo romano o dalla famiglia contadina Varena. Con certezza si sa solo che ha ospitato diverse famiglie di Predappio, fino ad ospitare la locale scuola elementare e fornire un alloggio all'insegnante. Vi insegnò Rosa Maltoni e per circa 20 anni fu residenza dei Mussolini.

Con la fondazione del nuovo paese, l'architetto Florestano di Fausto nel 1926 lo restrutturò completamente, aggiungendovi stucchi, decorazioni e una torretta che ospita un orologio ed una campana. Gli interni furono arredati a spese dello stesso Mussolini.

[modifica] Altro

Chiesa di Sant'Agostino
La chiesa di Sant'Antonio di Padova, nel centro di Predappio

È di particolare interesse la Chiesa di Sant'Agostino in stile romanico. Chiesa ad un'unica navata che conserva al suo interno diversi affreschi in non perfetto stato di conservazione raffiguranti la storia della chiesa stessa. Tra questi possiamo trovarne uno raffigurante San Gerolamo a capo scoperto e una Madonna con bambino che si dice appartenga al "Giottesco Romagnolo".

Un altro edificio di grande valore storico-artistico è la Chiesa di San Cassiano in Pennino risalente ai secoli X e XI. Ristrutturata diverse volte a causa dei danni causati da terremoti fu proclamata monumento nazionale nel 1934. Della chiesa originale restano ancora intatti solo abside, cripta e fondamenta. Altra chiesa di interesse artistico e quella dedicata a Sant'Antonio di Padova. Fu Benito Mussolini che la fece erigere nel 1931 dall'architetto Cesare Bazzani. Inoltre affidò allo scultore Morbiducci il compito di ornarne il portale con 10 bassorilievi in bronzo.

Recandoci invece a Predappio Alta potremmo ammirare quello che rimane dell'antico castello medievale, rinforzato nel 1471 ma presente già dal 1283, attorno a cui è sorto il borgo. Sempre a Predappio Alta possiamo visitare la Chiesa di S. Maria Assunta (di foggia ottocentesca), e il Santuario della Beata Vergine della Maestà (1700).

[modifica] Personalità legate a Predappio

La città di Predappio diede i natali a due personaggi storici: Benito Mussolini, che fu capo della dittatura fascista e Adone Zoli, personaggio che ricoprì grandi cariche politiche durante la lotta di Liberazione e all'interno della Repubblica italiana nella quale divenne anche Presidente del Consiglio. Nel cimitero di San Cassiano possiamo trovare le tombe di entrambe le famiglie, Mussolini e Zoli.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giorgio Frassineti (centrosinistra) dal 07/06/2009
Centralino del comune: 0543 921711
Posta elettronica: urp@comune.predappio.fo.it

[modifica] Gastronomia

Il più conosciuto prodotto gastronomico di Predappio è il suo vino rosso, il Sangiovese, vino tipico delle aree romagnole prodotto dall'omonimo vitigno che nelle colline di Predappio trova la propria area d'elezione. Numerose sono le aziende che operano nel campo vitivinicolo e che hanno portato alla produzione di un vino di alta qualità.

Nell'area di Predappio vengono prodotti alcuni formaggi, sia freschi che stagionati, di buona qualità. In particolare si sta affermamando la produzione di un formaggio e la tecnica di produzione di un prodotto ottenuto con un particolare metodo di stagionatura: le forme vengono lasciate riposare nelle solfatare (le grotte dove, fin dall'antichità, veniva estratto lo zolfo) dove le particolari condizioni, sia di umidità e di temperatura che la presenza dello zolfo, conferiscono al formaggio prodotto sapori e fragranze particolari.

Altre specialità gastronomiche sono quelle tipiche della cucina romagnola, sebbene si possano riscontrare varianti rispetto ai prodotti della pianura. I passatelli, la pasta all'uovo, la piadina ed i salumi sono gli stessi proddotti tipici della cucina e della cultura romagnola, così come la ciambella, prodotta nelle aree di Predappio in una versione povera che prende il nome di bracciatello.

Più utilizzati rispetto alle zone di pianura, sono i prodotti provenienti dalle zone collinari e boscose del predappiese: in particolare la selvaggina, come cinghiali e caprioli, ed i prodotti del bosco e del sottobosco come funghi, tartufi e castagne.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

Autobus della linea 129 in attesa di partire per Forlì

Predappio sorge lungo il corso della strada provinciale 3 la quale, partendo da Forlì giunge, dopo aver valicato gli Appennini, a Cavallini, frazione San Godenzo. Da Predappio dipartono alte due vie. La prima congiunge Preadappio a Rocca San Casciano, passando per Predappio alta e toccando le piccole frazioni del comune, permettendo di mettere in comunicazione la SP3 con la Strada statale 67 Tosco Romagnola.

La seconda strada che parte da Predappio, passando per Rocca delle Caminate, permette di congiungere il suo territorio comunale con quello di Meldola raccordandosi nella strada statale 310.

Predappio è collegata a Forlì con regolari servizi di autobus di linea (sia suburbane: linea 96A, sia extraurbane: linea 129) dell'ATR. La linea 129 prosegue poi collegando i piccoli centri della valle fino a Premilcuore, mentre esiste un servizio di navetta che collega alcune volte al giorno Predappio con la frazione di Predappio Alta.

[modifica] Distanza da alcune città italiane

[modifica] Galleria

Strumenti personali