Savignano sul Rubicone

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Savignano sul Rubicone
comune
Savignano sul Rubicone – Stemma Savignano sul Rubicone – Bandiera
Savignano sul Rubicone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Filippo Giovannini (PD) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 44°05′17″N 12°23′36″E / 44.088056°N 12.393333°E44.088056; 12.393333 (Savignano sul Rubicone)Coordinate: 44°05′17″N 12°23′36″E / 44.088056°N 12.393333°E44.088056; 12.393333 (Savignano sul Rubicone)
Altitudine 32 m s.l.m.
Superficie 23,16 km²
Abitanti 17 637 (31-12-2012)
Densità 761,53 ab./km²
Frazioni Capanni, Fiumicino, Savignano a Mare
Comuni confinanti Gatteo, Longiano, San Mauro Pascoli, Santarcangelo di Romagna
Altre informazioni
Cod. postale 47039
Prefisso 0541
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040045
Cod. catastale I472
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti savignanesi
Patrono santa Lucia
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Savignano sul Rubicone
Posizione del comune di Savignano sul Rubicone nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Savignano sul Rubicone nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Savignano sul Rubicone (Savgnèn in romagnolo) è un comune italiano di 17.637 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. Il centro si trova a 40 km da Forlì, e a circa 15 km da Cesena e da Rimini, sulla via Emilia, verso est.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Savignano sul Rubicone, Piazza Borghesi e Palazzo Comunale

Il centro del paese dista circa 13 km dal mare, a metà strada tra la costa e le colline dell'entroterra romagnolo, a 32 m s.l.m.

Il territorio su cui si sviluppa il paese è prevalentemente pianeggiante ad eccezione dei quartieri di Castelvecchio e di Ribano che si sviluppano sulle prime colline dell'entroterra romagnolo. L'unico sbocco sul mare è dato dalla frazione di Savignano a Mare, con una lingua di sabbia lunga 400 m, che fa così di Savignano sul Rubicone il comune costiero italiano meno bagnato dal mare.

È delimitato ad nord-est dai comuni di San Mauro Pascoli e Gatteo (insieme ai quali costituisce l'Unione del Rubicone), a nord-ovest dal comune di Longiano e a sud-ovest dal comune di Santarcangelo di Romagna.

Savignano sul Rubicone giace nel territorio del Rubicone.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Savignano sul Rubicone, già Savignano di Romagna, deriva la prima parte del toponimo (Savignano) dalla famiglia romana Sabiniana, mentre la seconda metà (sul Rubicone) la si deve a Benito Mussolini, il quale, nel 1933, volle col mutamento del nome del comune porre termine alla secolare controversia su quale fosse lo storico fiume attraversato da Giulio Cesare nel 49 a.C.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo nucleo abitativo dell'attuale Savignano si chiamava Compitum (il Compito) e sorse all'incrocio con la via Regina che da Sarsina portava a Ravenna e la via Emilia fatta costruire dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a.C.

Il monumento simbolo di Savignano, il ponte romano sul Rubicone, a tre arcate in pietra, fu costruito secondo l'ipotesi più probabile nel I sec. a.C.

In seguito delle invasioni barbariche, Il compito fu distrutto; la popolazione si spostò sulle colline (fra cui il colle di Castelvecchio) dando vita a un nuovo insediamento.

Nel 1173 appare citato per la prima volta un Castrum Savignani appartenente agli arcivescovi di Ravenna, concesso poi alla signoria dei Malatesta di Rimini a partire dal 1261.

Dal 1358 ebbe inizio l'opera di bonifica delle terre poste al di sotto del colle di Castelvecchio, ad opera del cardinale Albornoz, incaricato dal Papa di ristabilire la sua autorità nell'Italia Centrale, e sorse così il nuovo nucleo della struttura urbana dell'attuale Savignano: il Castello Nuovo la cui costruzione iniziò il 13 dicembre 1359, festa di Santa Lucia, posto a ridosso della via Emilia e del Ponte Romano.

Durante il Medioevo Savignano subì diversi attacchi da parte delle signorie locali e nel 1500 fu presa da Cesare Borgia, il quale apportò migliorie alla cinta muraria difensiva.

Passò in seguito dalla Repubblica di Venezia allo Stato della Chiesa, per poi cadere in mano, in seguito ad un terribile assedio, al duca d'Urbino nel 1521.

Dal 1558 al 1561 fu realizzata la cinta muraria in base a nozioni di tecnica militare dell'epoca.

Già dal finire del Quattrocento era iniziata l'espansione anche oltre le mura del castello, con la costruzione dei borghi (borgo San Rocco, borgo Santa Lucia, borgo Madonna Rossa) che presero il nome da chiese o conventi situati lungo la via Emilia.

Nel Settecento con la costruzione della Piazza Nuova (oggi Piazza Borghesi), del Palazzo del Magistrato (Municipio) con la Torre (1766) e della Chiesa Collegiata di Santa Lucia (1749), Savignano si diede un nuovo centro urbano, che è lo stesso di oggi.

Nel Settecento-Ottocento Savignano si affermò come centro culturale (scuole, Accademia, teatro) meritandosi l'appellativo di “Atene della Romagna”; ma fu anche fiorente centro di botteghe artigianali (fabbri, falegnami, calzolai, canepini, ecc), di piccole attività industriali (fornaci di laterizi, filande, concerie di pelli) e di scambi commerciali (ricordiamo la pescheria costruita nel 1790). Nella seconda metà dell'Ottocento la crescita di Savignano fu incrementata dal miglioramento della viabilità, con la costruzione della circonvallazione (1870) che evitava l'attraversamento della via Emilia nel cuore del paese, e con la stazione ferroviaria lungo la linea Bologna-Rimini.

La seconda guerra mondiale causò morte e distruzione a Savignano, circa il 75% degli edifici furono distrutti (fra cui il ponte romano sul Rubicone). Proprio lungo le rive del Rubicone, per una ventina di giorni il fronte, con pesanti bombardamenti d'artiglieria (settembre-ottobre 1944).

Terminata la guerra, la prima giunta comunale fu guidata dal sindaco Dario Galeffi, antifascista che era dovuto emigrare in Francia per evitare le persecuzioni del regime ed era rientrato clandestinamente nel 1943; le prime e più pressanti esigenze erano quelle di ripristinare i servizi essenziali e ricostruire gli edifici pubblici, a partire dal Palazzo Comunale quasi interamente distrutto. Le prime amministrazioni comunali furono guidate dai sindaci Dario Galeffi (1946-1947), Dario Pirini (1947-1951), Luigi Bernardini (1951-1956), Umberto Teodorani (1956-1964); proseguì l'azione di ricostruzione degli edifici e di sviluppo urbano con la costruzione di una nuova circonvallazione a sud che fu chiamata Viale della Libertà.

Negli anni sessanta il boom economico che investì l'Italia portò Savignano, continuando la sua tradizione artigianale, a proporsi come centro industriale con il proliferare di piccole e medie industrie soprattutto nel settore dell'abbigliamento ma anche nell'edilizia e nella meccanica. Principale industria della città fu l'ALEA, camiceria che giunse ad avere qualche centinaio di dipendenti. A partire dagli anni ottanta, la crisi del settore manifatturiero avviò la trasformazione della economia della città prevalentemente verso il settore del commercio e dei servizi (ricordiamo in particolare il Romagna Center, uno dei più grandi centri commerciali della regione) mentre continua a svilupparsi il settore del turismo soprattutto nella zona costiera di Savignano a Mare.

Il Ponte Romano illuminato con il tricolore in occasione dell'edizione 2011 del SI FEST, per i 150 anni dell'Unità d'Italia (realizzazione Radio Icaro Rubicone)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il Ponte Romano[modifica | modifica sorgente]

Ponte Romano sul Rubicone
Il Rubicone e il ponte innevato sullo sfondo, febbraio 2012.
Statua di Giulio Cesare presso il Ponte Romano sul Rubicone

Il ponte romano di Savignano è il più noto monumento della città di cui è il simbolo stesso. La data esatta di costruzione non è nota: fu definito "consolare" da alcuni storici, mentre secondo altri andrebbe collocato all'epoca di Ottaviano Augusto. È costituito essenzialmente da tre grandi arcate di pietra, poggianti su due piloni centrali. Il tutto è formato da grandi blocchi di pietra d'Istria, un calcare compatto e resistente che non esiste nella zona, e che quindi presumibilmente fu importato per via di mare. È lungo complessivamente, da sponda a sponda 24,20 m; le tre arcate hanno una larghezza massima interna di 6,50 m mentre l'altezza massima degli archi dalla base è di8,25 m. Nel corso dei secoli il ponte romano subì varie modifiche e rimaneggiamenti. Nel 1450 Sigismondo Pandolfo Malatesta fece asportare le spalline o parapetti laterali usando i blocchi di pietra come materiale per la costruzione del tempio Malatestiano di Rimini. Tra il XIV e il XVII secolo furono sovrapposte al ponte due torri quadrangolari, che servivano da porte di ingresso al castello e al paese e avevano una funzione di difesa e di controllo. Dopo aver resistito per secoli a vicende atmosferiche e guerre, il ponte romano fu fatto saltare con l'impiego di cariche di esplosivo dall'esercito tedesco in ritirata nel settembre del 1944. I blocchi di pietra furono però successivamente quasi tutti recuperati, numerati e infine ricollocati al loro posto per la ricostruzione, realizzata tra il 1963 e il 1965. Nella ricostruzione fu fatta la scelta di eliminare ogni sovrastruttura posteriore all'epoca romana; perciò non furono ricostruiti né il rivestimento medievale di mattoni intorno ai piloni centrali, né le due spalline laterali pure in mattoni, sostituite da una semplice ringhiera in ferro. Un ulteriore restauro, concluso nel 2005, ha portato al rifacimento del manto stradale, all'eliminazione delle ringhiere in ferro e al ripristino delle spalline laterali in mattoni.

Castello di Ribano[modifica | modifica sorgente]

Situato sul colle di Ribano a sud di Savignano, il castello è in realtà una curtis o casa padronale fortificata di età medievale (è citata in un documento del XII secolo). Già proprietà della chiesa ravennate, passò ai monaci camaldolesi che nel Cinquecento l'ampliarono e lo ristrutturarono, usandolo come dipendenza del loro convento di Ravenna. La presenza dei camaldolesi a Ribano terminò nel 1797 con l'invasione napoleonica; i beni ecclesiastici vennero espropriati e venduti a privati. Il castello con la rivoluzione francese passò di mano in mano fino al conte Gioachino Rasponi, nipote del re di Napoli, e, attraverso diversi matrimoni, all'attuale proprietario dottor Giovanni Colonna principe di Paliano, nipote del conte Gianbattista Spalletti. Oggi il castello di Ribano ha ritrovato nuova vita come sede di un'importante azienda enologica che continua una tradizione, probabilmente millenaria, di produzione di uve e di vini pregiati in questa zona.

Palazzo Comunale[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Comunale

Costruito tra il 1762 e il 1774 sulla “Piazza Nuova” (oggi Piazza Borghesi) aveva insieme a questa lo scopo di dotare Savignano di un nuovo centro politico e civile risultando ormai troppo angusto lo spazio all'interno dello storico castello posto nei pressi del fiume Rubicone. Al Palazzo Comunale sulla stessa piazza si affiancarono altri edifici pubblici: il Palazzo Pretoriale, il Magazzino dell'Abbondanza e fu inoltre innalzata la torre civica quadrangolare con campanone. Elementi caratteristici del Palazzo comunale sono: il porticato antistante con lapidi storiche, la cimasa con il grande quadrante dell'orologio e la torre civica.

Pescheria Vecchia[modifica | modifica sorgente]

Costruita nel 1790, è ora sede di attività culturali.

Monte di Pietà[modifica | modifica sorgente]

Monte di Pietà

Fu istituito nel 1551, quando tal Stefano Rissini lasciò in eredità sei tornature di terreno per la creazione di un monte di pietà. Nel 1566 i Rangoni, feudatari del luogo durante il periodo di dominazione della Santa Sede, autorizzarono l'apertura del banco, che però iniziò ad operare solo nel 1581. Nel 1617 venne trasferito in quella che poi divenne la sede definitiva. L'edificio, dopo anni di abbandono, è stato recentemente restaurato. Interessante è lo portale che riporta ancora la scritta Sacer Mons Pietatis (nell'architrave). Attualmente l'edificio fa parte del complesso della biblioteca comunale.

Villa “La Rotonda” dei marchesi Guidi Di Bagno[modifica | modifica sorgente]

Villa “La Rotonda” dei marchesi Guidi Di Bagno

Costruita nel 1821 su disegno di Leandro Marconi che si è ispirato al modello delle ville palladiane, sorge sul colle di Castelvecchio all'interno di un grande parco. Fu al centro di eventi bellici della seconda guerra mondiale (battaglia di Castelvecchio) e riportò notevoli danni dai bombardamenti, ma fu poi completamente restaurata.

Villa Perticari[modifica | modifica sorgente]

Di fianco alla Chiesa della Madonna Rossa vi sono i resti della villa dove nacque e visse Giulio Perticari, letterato e studioso a cui si deve fra l'altro la creazione dell'Accademia dei Filopatridi. La villa ospitò vari personaggi illustri, fra i quali ricordiamo il poeta George Byron, Gioacchino Murat, re di Napoli, e papa Pio VII. Lasciata per anni in un indecoroso abbandono, oggi si presenta completamente restaurata.

Villa Rasponi[modifica | modifica sorgente]

Conosciuta anche come "Villa Spalletti", fu probabilmente costruita attorno al 1759, quando la nobile famiglia ravennate Del Sale ricevette in eredità vasti terreni nella zona. Da questa passò in seguito alla famiglia Rasponi, che provvide ad ampliarla fra il 1820 ed il 1825 con l'aggiunta di due brevi ali più arretrate rispetto all'edificio originario. Durante la seconda guerra mondiale la villa subì pesanti bombardamenti, ma fu fedelmente restaurata dopo il conflitto. Il palazzo, immerso in un parco all'inglese di circa sei ettari, è un edificio di due piani terminante con un timpano triangolare, motivo che si ripete sopra tutte le finestre del primo piano. Gli interni, riccamente decorati (in particolare il salone centrale, ora adibito a biblioteca), conservano ancora numerosi oggetti appartenuti ai Del Sale, ai Rasponi ed ai Murat (un esponente della famiglia Rasponi, Giulio, sposò Luisa Murat, figlia di Gioacchino, re di Napoli). Attualmente di proprietà del Principe Colonna di Paliano.

Villa Bilancioni[modifica | modifica sorgente]

La villa si trova in corso Perticari e confina con l'istituto educativo Merlara, l'ospedale Santa Colomba e la via Emilia. Gravemente danneggiata del terribile bombardamento cui fu sottoposto il paese nell'ottobre 1944, ha portato per decenni i segni della guerra ed è stata recentemente restaurata. La villa comprende anche un parco di 5.000 metri quadrati.

Villa di Secondo Casadei[modifica | modifica sorgente]

Situata in via della Pace 22, è stata la residenza del maestro Secondo Casadei, autore di "Romagna mia" dal 1956, fino al 1971, anno della sua scomparsa. Su appuntamento, è possibile visitarne lo studio in cui ha composto molti dei suoi 1048 brani.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Insigne Collegiata di Santa Lucia[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Insigne Collegiata di Santa Lucia

L'attuale chiesa posta sulla piazza centrale della città (piazza Borghesi) fu costruita fra il 1732 e il 1749, ma una precedente chiesa di Santa Lucia (protettrice della città insieme a San Rocco) esisteva fin dal XIV secolo. Raccolse molte delle prerogative che anticamente erano proprie della pieve di San Giovanni in Compito diventando la chiesa più importante della città. Opere d'arte presenti nella chiesa: “Martirio di Santa Lucia” di Sebastiano Ceccarini (1746); “Beata Vergine del Rosario” di Ubaldo Gandolfi (1775); statua in alabastro di Santa Lucia di autore ignoto.

Pieve di San Giovanni in Compito[modifica | modifica sorgente]

Pieve di San Giovanni in Compito

L'aspetto attuale si deve alla costruzione dell'XI secolo, quando la pieve sostituì una precedente chiesa che un papiro ravennate ricorda già consacrata al culto di San Giovanni nel VII secolo. La facciata si presenta con semplice struttura a capanna conclusa da tetto a doppio spiovente con una monofora e bifora sopra la porta. L'interno è organizzato in un'unica navata conclusa da abside rettilinea, anche se scavi recenti hanno rivelato un'originaria abside circolare a cripta. L'interno presenta materiali di grande interesse: una serie di capitelli decorati a trapano con motivi a forma di foglia di vite e acanto (simbolo d'immortalità dell'anima e desunta dal repertorio decorativo della scultura classica), figure fitomorfe diverse sulle quattro facce dei capitelli, grappoli d'uva, simbologia cristiana di origine bizantina. Sulla sinistra, entrando si trova il piccolo battistero dove si conserva uno dei blocchi dell'antico ponte romano riutilizzato come fonte battesimale. Sempre di origine romana è la soglia d'ingresso in pietra rosa di Verona, probabilmente proveniente da un monumento funebre di origine romana. Anche la mensa d'altare, in cui sono ancora leggibili delle iscrizioni, è di età romana, di competenza di una sepoltura. Materiale di reimpiego è visibile anche in facciata, in particolare un frammento di capitello decorato con motivi vegetali. Infine, in facciata un interessante architrave con motivo a treccia fu elaborato molto probabilmente da maestranze colte, in un periodo che possiamo fare coincidere con la costruzione dell'antica pieve, ossia l'XI secolo.

Chiesa di San Salvatore (detta del Suffragio)[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Salvatore (detta del Suffragio)
Chiesa di San Salvatore (detta del Suffragio), retro

La chiesa del Suffragio o di San Salvatore fu costruita dalla Compagnia del SS. Sacramento nel 1644 e subito chiamata del Suffragio per la presenza dal 1655 anche della Compagnia del Suffragio. Ottenuto lo "ius seppelliendi", il diritto di seppellirvi i morti, i suoi vasti sotterranei divennero luogo di sepoltura per molti membri delle Compagnie. Negli ultimi lavori di restauro hanno suscitato grande interesse gli scavi sepolcrali e le tombe ritrovate. Opere d'arte presenti nella chiesa: “S. Giuseppe morente ” di Cesare Pronti (1656), “La circoncisione di Gesù”, opera di Giuseppe Bartolini pittore di Imola e datato 1698; “La Madonna e S. Nicola che intercedono per le anime del Purgatorio”, di attribuzione incerta. Nella chiesa è collocato dal 1766 un pregevole organo Nacchini-Dacci. Di recente è stato ristrutturato il tetto della suddetta chiesa.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica sorgente]

Per scongiurare la peste, i cittadini e le autorità di Savignano si accordarono nel 1539 per erigere una cappella votiva in onore di San Rocco di cui si ricordava il passaggio in Savignano. In un altare laterale fu posto un crocifisso in legno, di epoca incerta, ma molto antico, la cui collocazione nella chiesa risulta accertata fin dalla metà del Settecento. Per la grande devozione popolare verso questo crocifisso oggi la chiesa è chiamata anche di Santa Croce, e fin dalla metà dell'Ottocento si cominciò ogni anno a portare in processione la venerata immagine per le vie della città. Tra le altre opere presenti nella chiesa, si segnala il San Francesco d'Assisi mentre riceve le stimmate del pittore forlivese Antonio Fanzaresi.

Chiesa della Santissima Trinità (detta della Madonna Rossa)[modifica | modifica sorgente]

Chiesa della Santissima Trinità (detta della Madonna Rossa)

Fu fatta costruire nel 1562 sul luogo dove prima sorgeva una celletta con l'immagine della Madonna Addolorata (l'affresco originario è conservato nell'attuale sagrestia). È nota come “Chiesa della Madonna Rossa” perché fin dall'origine fu rivestita con intonaco di colore rossastro. La chiesa fu affidata ai frati gerolomini che pian piano vi costruirono un convento. Quando alla fine del Settecento finalmente il convento aveva raggiunto il suo pieno sviluppo, l'ordine fu soppresso da Napoleone e i beni confiscati. Acquistato dal Comune, questo vi trasferì la sede dell'ospedale, conservando però intatta la chiesetta della Madonna Rossa. Opere d'arte presenti nella chiesa: “Madonna col Bambino e il beato Simone” di Marco Benfiale (1743). A causa della forte umidità è stata ristrutturata (2009/2010) sia all'esterno che all'interno.

Chiesa di San Benedetto[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Benedetto è sorta accanto al monastero dei camaldolesi, situato lungo l'attuale corso Vendemini. La presenza dei camaldolesi ebbe inizio con un eremo nella zona di Fiumicino, risalente al 1206. La loro permanenza però non durò a lungo: il monastero infatti fu soppresso nel 1461 da Pio II, in seguito a un interdetto non rispettato dall'abate. Per un certo periodo fu sede della confraternita del S.S. Sacramento. Nel 1643 fu demolita per essere poi ricostruita nel 1669, come attesta l'iscrizione incisa sull'altare in marmo rosso di Verona. Quella costruzione, fra varie vicende e passaggi di proprietà, è la stessa che è giunta fino a noi.

Chiesa di Santa Maria Delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La storia di questo edificio sacro chiesa deve essere messa in relazione con la storia dell'eremita Salimbene che tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo, avrebbe scelto, come luogo di eremitaggio, proprio la zona di Fiumicino. La prima citazione relativa all'eremo risale al 1206, nel Trecento esso dipendeva certamente dal monastero di S. Benedetto gestito dai frati camaldolesi e aveva una piccola chiesa annessa. Nel 1461 i frati vennero allontanati ed entrambi i luoghi sacri furono occupati dagli Eremitani di S. Agostino di Cesena che promossero la costruzione della chiesa dedicata ala culto della Vergine Maria, forse nel 1513. La data viene desunta da quella incisa su una delle campane del campanile del sacro edificio, che riporta la dicitura "Ave Maria liberatrix" che potrebbe far supporre l'effettiva ricostruzione dell'edificio sacro con conseguente cambiamento di dedicazione. Una serie di lavori di restauro furono certamente promossi negli anni 1580 e 1645.

Chiesa della Natività di Maria Santissima[modifica | modifica sorgente]

La chiesa fu edificata sul poggio in cui venne costruito il castello vecchio di Savignano, per comodità della popolazione che vi abitava; la più antica testimonianza della chiesa risale al 1232. Dipendente all'inizio dalla chiesa di San Giovanni, fu elevata a parrocchia e dedicatata alla Natività di Maria nel 1550. Nel Cinquecento la chiesa era dotata di sei altari in uno dei quali era conservata un'antica immagine della Madonna. La chiesa fu rinnovata nel Settecento. Pesantemente lesionata durante l'ultimo conflitto bellico è stata successivamente restaurata.

Chiesa del Cuore Immacolato di Maria[modifica | modifica sorgente]

La chiesa sorge nella zona occidentale di Savignano, conosciuta come zona "Cesare". Il forte sviluppo urbanistico dell'area a partire dagli anni sessanta fu alla base di decisione di erigere una nuova chiesa, su suggerimento dell'allora parroco di S.Lucia mons. Riccardo Cesari. Il progetto per la costruzione dell'edificio sacro fu affidato al celebre architetto Ilario Fioravanti. I lavori, cominciati nel 1979 terminarono due anni più tardi. La chiesa di forma esagonale si presenta, all'interno, molto accogliente adatta ad esprimere l'idea di unità della comunità cristiana dei fedeli.

Chiesa della Madonna della Pietà[modifica | modifica sorgente]

Antica chiesa ristrutturata all'interno con immagine della Madonna della pietà di Michelangelo

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[1]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 2.589, ovvero il 14,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[2]:

  1. Albania Albania, 721
  2. Marocco Marocco, 584
  3. Cina Cina, 417
  4. Senegal Senegal, 197
  5. Romania Romania, 135
  6. Ucraina Ucraina, 103
  7. Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina, 57
  8. Polonia Polonia, 51
  9. Moldavia Moldavia, 39
  10. Bulgaria Bulgaria, 26

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Festività[modifica | modifica sorgente]

  • Santa Lucia, patrono di Savignano sul Rubicone. Si tiene il 13 dicembre.

Media[modifica | modifica sorgente]

  • Radio Icaro Rubicone;
  • Icaro TV;
  • Radio Gamma;
  • La Gazzetta del Rubicone;
  • Il Giornale del Rubicone;

Emittenti e testate giornalistiche del passato[modifica | modifica sorgente]

  • Telerubicone;
  • Radio Tau Rubicone (ora Radio Icaro Rubicone);
  • Erreuno TV;
  • Dissonanze giornale (ora Discorsivo)

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Nella città sorge il teatro Moderno sede di numerosi eventi cittadini. Ogni anno viene presentata la stagione teatrale a cura dell'Istituzione Cultura Savignano. È inoltre utilizzato come cinema.

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Museo archeologico del Compito "Don Giorgio Franchini";

Allestito nei locali della ex scuola elementare adiacenti alla pieve, il Museo Archeologico del Compito raccoglie i numerosi reperti ritrovati in zona, che attestano l'importanza di questo insediamento in epoca romana.

Accademie[modifica | modifica sorgente]

Fondata il 3 aprile 1801 da un gruppo di letterati, fra i quali vanno ricordati Giulio Perticari, Bartolomeo Borghesi, Girolamo Amati e Luigi Nardi, che ne furono i principali sostenitori, la Rubiconia Simpemenia dei Filopatridi andò a sostituire un'altra istituzione culturale di Savignano, quella che era l'ormai dismessa Accademia degli Incolti, con origini documentate già nel 1651. L'accademia dei Filopatridi, che si prefiggeva di promuovere lo studio della poesia e delle lettere classiche, dell'archeologia e della numismatica, delle scienze naturali e filosofiche, divenne una delle più importanti d'Italia, tanto che vennero aperte vere e proprie filiali nelle principali città italiane. A testimonianza di questa sua fama basti ricordare alcuni letterati, scienziati ed artisti che ne fecero parte: Arrigo Boito, George Byron, Antonio Canova, Giosuè Carducci, François René de Chateaubriand, Theodor Mommsen, Vincenzo Monti, Giovanni Pascoli e Quintino Sella. Sin dagli inizi del XIX secolo, l'accademia amministrò la già vasta biblioteca comunale, ampliandola con nuovi volumi. La biblioteca, che attualmente conta oltre sessantamila volumi, venti incunaboli, sessantanove cinquecentine e quarantanove edizioni bodoniane, è ospitata nei locali del settecentesco palazzo comunale. L'accademia è attualmente presieduta da Roberto Valducci.

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Scuola dell'infanzia "Zona Cesare"
  • Scuola dell'infanzia "Rio Salto"
  • Scuola dell'infanzia "Valle Ferrovia"
  • Scuola dell'infanzia "Fiumicino"
  • Scuola dell'infanzia paritaria "Asilo Infantile Vittorio Emanuele II"
  • Scuola primaria "Aldo Moro"
  • Scuola primaria "Dante Aligheri"
  • Scuola primaria "Fiumicino Capanni"
  • Scuola primaria "Ilario Fioravanti"
  • Scuola secondaria di I° grado "Giulio Cesare"
  • Istituto di istruzione superiore "Marie Curie" (Istituto Professionale Industria e Artigianato Calzaturiero Abbigliamento, Istituto Tecnico Tecnologico con Articolazione Meccanica, Meccatronica ed Energia, Liceo Scientifico con attivazione opzione Scienze Applicate)

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca Comunale, Corso Vendemini, 67
  • Biblioteca dei Ragazzi presso il Monte di Pietà, Corso Vendemini
  • Biblioteca della Rubiconia Accademia dei Filopatridi, Piazza Borghesi, 11
  • Biblioteca del museo del Compito, via San Giovanni, 7

Istituzioni culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Libera Università del Rubicone
  • Scuola comunale di musica
  • LiscioMuseum : centro di documentazione virtuale su musica e ballo tradizionali in Romagna

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Cultura, spettacolo e sport[modifica | modifica sorgente]

  • Savignano Immagini Festival, uno dei più importanti appuntamenti annuali per il mondo della fotografia;
  • Il Rock è Tratto, rassegna di gruppi rock giovanili provenienti da tutta Italia (centro storico);
  • Luci sulla Città, programma di manifestazioni estive;
  • Castelvecchio in Rock, serata con band emergenti della zona;
  • Una Musica Può Fare (U.M.P.F.), serata di musica e testimonianze (Savignano sul Rubicone o San Mauro Pascoli);
  • Sportivamente, giornata per la promozione delle attività sportive;
  • Notte Rosa (Savignano a Mare), evento della rimera Romagnola;
  • Giornata della Condivisione dei Saperi (centro storico);

Sagre e feste di quartiere[modifica | modifica sorgente]

  • Fiera di Santa Lucia, 13 dicembre (centro storico);
  • Savignano Wine Festival (centro storico);
  • Festa di Santa Croce, 29 aprile (centro storico, zona San Rocco);
  • Festa di Santa Eurosia (Castelvecchio);
  • Sagra dello Squacquerone (quartiere Valle Ferrovia);
  • Festa dla Ligaza (quartiere San Giovanni in Compito);
  • Quartiere in Porchetta (quartiere Cesare);
  • Sagra della Rana in Brodetto (quartiere Capanni);
  • Festa de Campèt (quartiere Bastia);
  • Festa del Solstizio d'Estate (centro storico);
  • ER Eccellenze del Rubicone (centro storico);
  • Piadiniamo (centro storico);

Mercato[modifica | modifica sorgente]

  • Mercato settimanale - martedì mattina
  • Mostra scambio di antiquariato e collezionismo - prima domenica del mese
  • Mercatino dei produttori di Savignano sul Rubicone - sabato pomeriggio

Persone legate a Savignano sul Rubicone[modifica | modifica sorgente]

Personaggi storici, della cultura e dello spettacolo[modifica | modifica sorgente]

Elio Baldoni, medico geriatria e commendatore
Ruggero Pascoli con i figli

Personalità del mondo dello sport[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Savignano sul Rubicone ha accesso al mare tramite la propria frazione Savignano a Mare, centro con un'esigua popolazione nei mesi autunnali e invernali che aumenta sensibilmente durante il periodo estivo.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Le frazioni di Savignano sul Rubicone sono:

Fusione dei comuni[modifica | modifica sorgente]

Il 9 ottobre 2012 il consiglio comunale ha approvato l’istanza per l’iniziativa legislativa volta alla istituzione di nuovo comune a seguito di fusione dei comuni di San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone.[3] Il referendum consultivo in merito alla fusione si è svolto domenica 9 giugno 2013.[4] Il risultato del referendum nel paese di Savignano, ha visto vincere il SI alla fusione, mentre in quello di San Mauro vi è stata una predominanza del NO.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura rappresenta un settore importante dell'economia con coltivazioni di frutta e ortaggi, uva, olive, cereali e foraggi per l'allevamento di pollame (uova e carne) e bovini da latte, cui si collegano i caseifici; l'industria opera nei settori calzaturiero (con relativo indotto), vetrario, dell'abbigliamento (maglifici, costumi da bagno, pelletterie e lavorazioni accessorie), dei mobili, degli arredi commerciali, degli imballaggi, delle macchine utensili, dei materiali da costruzione e delle materie plastiche; sono presenti cantieri navali.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

In questo paese il 19 maggio 2007 si è ottenuta una delle più alte vincite del Superenalotto, pari a 71.439.610,83 €.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade e autostrade[modifica | modifica sorgente]

Savignano sul Rubicone è attraversata dall'autostrada A14. Savignano è servita dal casello "Valle del Rubicone", inaugurato il 26 ottobre 2012 presso il comune di Gatteo.[5] L'autostrada è inoltre raggiungibile dai caselli di Rimini Nord (8 km), Cesena (15 km) e Cesena Nord (19 km), e dalla Strada statale 9 Via Emilia. La frazione di Savignano a Mare è raggiungibile dalla Strada statale 16 Adriatica e dalla Strada Provinciale 10.

Distanza dalle principali città italiane[modifica | modifica sorgente]

  • Bologna = 101 km
  • Torino = 433 km
  • Milano = 315 km
  • Roma = 342 km
  • Napoli = 531 km
  • Bari = 574 km

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria di Savignano sul Rubicone si trova sulla linea ferroviaria che collega Rimini e Bologna, ed è servita da treni regionali. La frazione di Savignano a Mare, invece, è attraversata dalla linea ferroviaria che collega Rimini a Ravenna. Le stazioni più vicine sono quelle di Bellaria-Igea Marina (2,5 km) e Gatteo a Mare (2 km).

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Savignano sul Rubicone è servita dal trasporto pubblico gestito da START Romagna e regolato da ATR (Agenzia per la Mobilità FC) e AM Rimini (Agenzia Mobilità provincia di Rimini). La linea che collega Savignano sul Rubicone ai tre comuni dell'Unione del Rubicone è la linea R San Mauro Mare - San Mauro Pascoli - Savignano sul Rubicone - Gatteo - Gatteo a Mare - San Mauro Mare.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2014 in carica Filippo Giovannini centrosinistra Sindaco eletto in data 08/06/14 al ballottaggio con il 51,6%
2009 2014 Elena Battistini centrosinistra Sindaco eletto in data 08/06/09 con il 43,8%
2004 2009 Elena Battistini centrosinistra Sindaco eletto in data 12/06/04 con il 58,1%

Consulte di quartiere[modifica | modifica sorgente]

  • Bastia
  • Capanni
  • Centro storico
  • Cesare
  • Rio Salto Castelvecchio
  • Fiumicino
  • San Giovanni
  • Valle Ferrovia

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Savignano sul Rubicone è gemellato con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Mercoledì 30 novembre 2011 a Bruxelles presso la sede del Parlamento Europeo il Sindaco di Savignano sul Rubicone Elena Battistini e l'Assessore allo Sport Piero Garattoni hanno ricevuto la bandiera “Savignano sul Rubicone Comune Europeo dello Sport 2012”.

Da qualche anno le possibilità legate alle attività sportive nel territorio vengono presentate con la manifestazione "Sportivamente" che si tiene nella piazza principale (mese di settembre).

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

  • A.S.D. Savignanese, è la principale squadra di calcio di Savignano sul Rubicone, fondata nel 1932. Milita attualmente nel campionato di Eccellenza girone B dell'Emilia-Romagna e dispone di un settore giovanile.
  • A.S.D. Rubiconia, fondata nel 2007. Milita attualmente nel campionato di Terza Terza Categoria girone B della Provincia di Forlì-Cesena.
  • Pol. Capanni A.S.D., fondata nel 2008. Milita attualmente nel campionato di Terza Categoria girone B della Provincia di Forlì-Cesena.
  • A.S.D. Castelvecchio, è la principale squadra di calcio femminile di Savignano sul Rubicone, fondata nel 1984. Milita attualmente nel campionato di Serie A2 Femminile Girone C.
  • A.S.D. Seven Nuoto Savignano.
  • A.S.D. Ceisa Gatteo
  • A.S.D. Polisportiva Capanni
  • A.S.D. Polisportiva Fiumicinese
  • A.S.D. Polisportiva Il Compito
  • A.S.D. Ritmica Rubicone
  • A.S.D. Rubicone Cycling
  • A.S.D. S.K.S.
  • A.S.D. Seven Syncro
  • A.S.D. Podistica Seven
  • Savignano calcio CDR
  • A.S.D. Seven Tennis Team

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Comunale
  • Seven Sporting club
  • Palestra Scuola elementare Rio Salto
  • Palestra Scuola elementare Dante Alighieri
  • Palestra Scuola media Giulio Cesare
  • Palestra Istituto Marie Curie
  • Palestra di Fiumicino
  • Campo sportivo Rio Salto
  • Campo sportivo Fiumicino
  • Campo sportivo quartiere Cesare
  • Campo sportivo Valle Ferrovia
  • Campo sportivo Capanni
  • Campo sportivo Castelvecchio
  • Campo pallacanestro "ex orto spalletti"
  • Campo tennis Castelvecchio
  • Campo calcetto Castelvecchio
  • Campo calcetto "Centro Giovani Lucio e Marzio Praconi"

Aggregazione alla Provincia di Rimini[modifica | modifica sorgente]

L'8 febbraio 1998 si è tenuto un referendum per il passaggio del comune dalla Provincia di Forlì-Cesena alla Provincia di Rimini. L'esito è stato favorevole al cambio di provincia, ma il percorso si è successivamente arenato.[6][7][8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  2. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  3. ^ Testo della delibera Delibera del Consiglio Comunale per l'avviamento dell'iter di fusione dei comuni di Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli. URL consultato il 30 ottobre 2012.
  4. ^ Referendum per la fusione dei Comuni di San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone. URL consultato il 12 aprile 2013.
  5. ^ Inaugurazione del casello Valle del Rubicone. URL consultato il 31 ottobre 2012.
  6. ^ Regione Emilia-Romagna Delibera di Giunta n. 563 del 27/04/1998
  7. ^ Regione Emilia-Romagna Delibera di Giunta n. 1275 del 20/07/1999
  8. ^ Comunicato Stampa del Gruppo Consigliare Regione Emilia-Romagna di Forza Italia del 07/09/1999

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Mosconi, Marcello Tosi, Storia di Savignano sul Rubicone, Cesena 1999
  • E. De Cecco, Un ponte eccelso come un monumento. Il ponte romano di Savignano sul Rubicone, Savignano 1997
  • Un Castello di Romagna. Savignano sul Rubicone (a cura di Angelo Varni), Verucchio 1997
  • Giuseppe Mosconi, Le chiese di Savignano nella storia (dal VII al XVII sec.), Savignano 1987
  • Giorgio Aldobrando Faberi, Origine di Savignano in Compito castello di Romagna (cronaca del XVIII secolo trascritta e annotata da G. Donati), Rimini 1994
  • Wilmen Di Renzo Vianello, Savignano la «bella» delle antiche ville sul Rubicone, Il Ponte Vecchio 2008
  • Franco Dell'Amore Storia della musica da ballo romagnola. 1870-1980, Pazzini Editore 2010

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]