Gatteo

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Gatteo
comune
Gatteo – Stemma Gatteo – Bandiera
Gatteo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Gianluca Vincenzi (lista civica di centrodestra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°06′00″N 12°23′00″E / 44.1°N 12.383333°E44.1; 12.383333 (Gatteo)Coordinate: 44°06′00″N 12°23′00″E / 44.1°N 12.383333°E44.1; 12.383333 (Gatteo)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 14,15 km²
Abitanti 9 098 (31-12-2012)
Densità 642,97 ab./km²
Frazioni Fiumicino, Gatteo a Mare, Sant'Angelo
Comuni confinanti Cesenatico, Gambettola, Longiano, Savignano sul Rubicone
Altre informazioni
Cod. postale 47043
Prefisso 0541, 0547
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040016
Cod. catastale D935
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti gatteesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gatteo
Posizione del comune di Gatteo nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Gatteo nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Gatteo (Gatì in romagnolo[1]) è un comune italiano di 9.098 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Si trova a circa 35 km dal capoluogo, Forlì.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Gatteo, situato in una fertile pianura, ha una conformazione allungata ed è delimitato dai fiumi Rigossa e Rubicone, estendendosi fino al mare Adriatico, circondato dai Comuni di Cesenatico, Gambettola, Savignano sul Rubicone e San Mauro Pascoli. Fa parte della Regione Agraria n. 4 - Pianura del Forlivese e di Cesena.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Castello malatestiano

Gatteo nasce come stanziamento romano, sorto in vicinanza dell'antico "Compitum" - l'attuale San Giovanni in Compito; ne sono testimonianza i numerosi reperti archeologici quali: mattoni, marmi, metalli, monete e statue, ritrovati in tutta la zona circostante. Sull'origine del nome sono state formulate invece diverse ipotesi: una relativa all'iscrizione di un antico marmo del II secolo d.C. rinvenuto nei pressi di una delle zone sepolcrali riminesi, sul quale compare per la prima volta "Gattae" riferito a Caio Mario Gatta, liberto di Caio; un'altra definisce il termine Gatta - oscillante poi nelle forme "Cathei o Catei", "Gathei" "Gattei" - come un genitivo di possesso.

Gatteo è un nome fondiario (fundus Catei) ma formatosi nel Medioevo" (sec. XII) diventando poi nel 1311, "Tumba Ghatei", cioè casale con abitazione padronale o fortificata e successivamente "Commune" (1358) e "Castrum" (1371). Un'altra teoria è l'esistenza di un "Castrum Chati" ovvero accampamento dei Chati o Chatei, popolo celtico che si insediò, per benevola concessione dei Romani, dopo la sconfitta, nella zona compresa fra Rubicone e Savio.

Nei secoli precedenti l'anno Mille, il territorio di Gatteo era caratterizzato da grandi boscaglie e paludi malsane, a causa di particolari condizioni climatiche e meteorologiche quali inondazioni e inverni assai rigidi durante i secoli dal V all'VIII.
Le prime opere di bonifica del territorio iniziarono verso il secolo IX a cura della Chiesa Ravennate e dei grandi monasteri e Abbazie che disponevano, grazie ai loro monaci, di valida manodopera. Alla fine del X secolo sorse una struttura di difesa l'"Aggero Gatthei" (Aggeres: tipo di fortificazione o accampamento, che prese il nome da Giulio Cesare, di forma quadrilatera delimitato da una staccionata e da un fossato), fortificato da un muro ad una testa, che cominciò a prendere le sembianze di "Castello".
Nei secoli XIII - XIV Gatteo diventò Comune medievale, una forma politica autonoma di governo cittadino con poteri conferiti ai Consoli. Con l'avvento del dominio dei Malatesta di Verucchio proseguì dal 1311 il consolidamento del Castello di Gatteo che, come altri costruiti in quel tempo, aveva prevalentemente carattere abitativo-difensivo data l'esigenza di assicurare le dimore e difenderle da attacchi esterni e saccheggi. Lo circondava una fossa piena d'acqua e vi si accedeva solo attraverso un ponte levatoio in legno.
Nel 1353 "Castrum Gatthei, situato nella pianura tra la strada maestra e il mare Adriatico faceva parte del Vicariato di Santarcangelo, dopo essere stato sottratto come Comune alla giurisdizione del Malatesta e posto sotto il dominio del Papa.
Verso il 1431-1432, compare a Gatteo Erasmo da Narni detto Gattamelata, capitano di ventura agli ordini di Papa Eugenio IV. A questo personaggio venne erroneamente attribuito l'origine dello stemma comunale di Gatteo.

Nel 1452 il Papa Niccolò V concesse tutto il territorio di Gatteo in feudo ai Conti Guidi di Bagno e nello stesso anno (il 19 agosto) vennero stabiliti i confini territoriali fra il Comune di Cesena e quello di Gatteo.
A questo periodo risalgono l'Oratorio di San Rocco, costruito nel 1484, in seguito alla terribile pestilenza del 1458-1461 e la Chiesa di Sant'Antonio Abate con l'annesso ospedale in funzione già dal 1467.
Agli inizi del Cinquecento Gatteo faceva parte del Ducato di Romagna, che ebbe vita breve in seguito all'invasione dei Veneziani, i quali spodestando il Duca Valentino nel 1505 permisero il ripristino del sistema feudale con il ritorno, nel 1516, dei Conti Guidi di Bagno, i quali, salvo brevi interruzioni, rimasero al potere fino al 1656, quando il Feudo di Gatteo tornò direttamente nelle mani del Pontefice.
Da quel momento Gatteo ebbe un governo stabile e vide sorgere quella che è l'attuale struttura del paese, con l'ampliamento delle abitazioni attorno al castello.
Nel 1541 la Chiesa di San Lorenzo diventa Parrocchia e nel 1554 viene tolta dalla dipendenza di San Giovanni in Compito ed ottiene un proprio Fonte battesimale. Nel 1576 il marchese Fabrizio Guidi Di Bagno, nell'area prospiciente il castello, edifica un oratorio o chiesa dedicata alla Madonna del Popolo nel luogo dove, già dal 1400, esisteva un sacello intitolato a Santa Maria in Lacrimis. Da qui ha origine poi l'attuale chiesa parrocchiale nel 1819.

Nel 1610, il Consiglio della Comunità di Gatteo, su proposta del marchese Di Bagno, divise il territorio comunale in undici quartieri. Ad ogni quartiere veniva assegnato un capo-quartiere o balitore scelto - ad estrazione - fra tutti i residenti di un certo ceto di quel determinato quartiere. Tale carica durava quattro mesi.
Giuseppe Garibaldi, diretto a dar man forte alla resistenza di Venezia, il 1º agosto 1849 attraversò il territorio passando per Gatteo con oltre duecento garibaldini; sostò nel borgo e proseguì per Sant'Angelo dove si fermò a riposare una notte in un'abitazione in via Fiume e si abbeverò nel vecchio pozzo davanti alla farmacia ora appena sotto il manto stradale per arrivare poi alle Due Bocche (Gatteo a Mare) e di qui giungere a sorpresa a Cesenatico, per salpare poi con tredici bragozzi chioggiotti alla volta di Venezia.

Ammainata la bandiera dello Stato Pontificio e messa al suo posto quella tricolore, Gatteo, dopo essere passato al Regno d'Italia, divenne Comune autonomo con decreto del 30 marzo 1860.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Lorenzo
Chiesa di San Michele
Chiesa di N.S. del Sacro Cuore

Sicuramente il luogo di maggior interesse è rappresentato dal mare che conformemente alla filosofia della Riviera romagnola offre la possibilità di vivere il soggiorno fra divertimenti, relax ed una cultura enogastronomica che caratterizza tutta la Romagna e quindi anche il comune di Gatteo. Ma Gatteo non è solo balneazione, il centro storico infatti è ricco di storia e cultura.

  • Il castello sorge nel XIII secolo presumibilmente sul luogo di un preesistente accampamento romano. Nel corso dei secoli è soggetto a diverse trasformazioni. Ha una configurazione quasi quadrangolare ed è munito di una torre e cinque baluardi e circondato da una larga fossa, in origine sempre piena d'acqua, oltrepassabile con un ponte levatoio. Nel lato orientale della cinta muraria si trova l'ingresso, costituito da un arco a tutto sesto sormontato da una torre quadrata, il cassero, dove sono ancora visibili le corsie per lo scorrimento delle travi che azionavano il ponte levatoio; e sulla sommità del cassero la seicentesca torre civica. Nella seconda metà del Settecento le mura, ad eccezione del lato orientale che conserva avanzi dei beccatelli e della muratura, vengono abbassate e di conseguenza la fossa circondante il castello completamente riempita di terra ed il ponte levatoio, unico accesso all'edificio, sostituito con un ponte in pietra. All'interno non è conservato niente di interessante dal punto di vista storico-artistico.
  • Il campanile di Sant'Antonio Abate rappresenta i resti di una delle più antiche chiese di Gatteo, Sant'Antonio Abate, costruita nel 1467 o forse prima e distrutta nel 1944. Annesso alla Chiesa vi era un ospedale poi divenuto congregazione di carità.
  • La chiesa più antica dopo la demolizione di San Lorenzo nel 1821, è San Rocco, costruita nel 1484 circa in occasione delle pestilenze del 1435-36 e del 1458-61, nel rispetto del culto di San Rocco quale Santo al quale veniva richiesta protezione contro la peste. La struttura dell'Oratorio, o Chiesetta a capanna, è molto semplice: ha una sola navata con struttura lignea e pochissime aperture costituite da un piccolo rosone sul portale d'ingresso ed una finestra, anche se all'origine vi erano un'altra finestra ed una porta laterale che conduceva all'attiguo cimitero (poi trasferito alla periferia del paese), ora entrambe murate. Internamente era decorata con dipinti dei Santi più venerati in quel tempo e nel 1571 risulta fosse dotata di cinque altari con confraternita. L'altare maggiore era sovrastato da un'immagine di San Rocco piuttosto vecchia e corrosa, che fu poi ridipinta all'esterno della Chiesa sul timpano che si trova sulla porta d'ingresso. Gli affreschi originariamente presenti sulle pareti interne, sono stati completamente restaurati.

Le pitture votive legate ai periodi di pestilenza risalgono ai secoli XV-XVI e rappresentano oltre a San Rocco e San Sebastiano, la Madonna con Bambino, Santa Lucia e la 'Crocifissione con la Maddalena e le pie donne. I Santi riportati negli affreschi sono:

  • San Rocco, vestito da pellegrino che indica con la mano la coscia ulcerata da una piaga purulenta, oppure una ferita, come se ne fosse stata tratta una freccia;
  • San Sebastiano, il quale trafitto dalle frecce vuole simboleggiare, metaforicamente, la scongiura del terribile morbo. Nella credenza popolare, riferita all'epoca degli affreschi, si voleva paragonare l'attacco della peste a quello delle frecce che si abbattono inaspettatamente sulle vittime ed il Santo allontana dai suoi protetti 'le frecce' della peste;
  • San Cristoforo, secondo la credenza popolare bastava vedere la sua immagine per essere certi di non morire in giornata: 'guarda San Cristoforo e vai sicuro' si trova scritto in affreschi o statue;
  • inoltre Sant'Antonio Abate, San Martino, San Giorgio, San Gregorio Magno, San Giovanni Battista, Santa Lucia, Santa Caterina da Siena ed altri.
Mosaico della lunetta nella Chiesa di N.S. del Sacro Cuore
  • La Chiesa di San Lorenzo sorse nel 1290 circa all'interno del complesso del Castello e diventa Chiesa Parrocchiale nel 1541. Viene traslata nel 1819 nella Chiesa della Madonna del Popolo, costruita nel 1576 per volere del marchese Fabrizio Guidi di Bagno e della moglie Laura Colonna, nella piazza che fronteggia il Castello medievale e dove pare fosse ubicato un Sacello dedicato a S.Maria de Lacrimis utilizzato come rifugio dai viandanti che attraversavano la fitta boscaglia circostante. Nel corso degli anni la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo ospita le salme di molti membri della famiglia Guidi di Bagno di Romagna: il marchese Ferdinando Guidi di Bagno, che morto a Mantova ordinò di essere sepolto nella Chiesa di Gatteo, Fabrizio Guidi di Bagno marchese di Montebello e conte di Cusercoli nel 1612, la moglie Laura Colonna marchesa di Montebello nel 1633, fondatrice nel 1614, in occasione della recente morte del marito, del Sacello di San Martino e donatrice di varie opere quali oro, pitture e paramenti sacerdotali in onore del Santo. In occasione di restauri le spoglie di questi e di tanti altri componenti della famiglia Guidi di Bagno vennero raccolte nel sarcofago del marchese Fabrizio nella cappella posta presso l'altare. Nel 1821 viene demolita la vecchia Chiesa di San Lorenzo all'interno del Castello e nel 1847 stessa sorte tocca al suo campanile. Nel 1868-1880 inizia l'ampliamento della Chiesa Parrocchiale con la costruzione delle cappelle laterali e nel 1917-1919 viene restaurata completamente la Chiesa con la riedificazione dell'abside e l'ingrandimento della navata.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.121 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 401 4,52%

Marocco Marocco 214 2,41%

Romania Romania 102 1,15%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Gatteo[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Brighi (Zaclén) - musicista e inventore del ballo liscio
  • Secondo Casadei (nato nella frazione di Sant'Angelo) - lo "Strauss di Romagna", il re del liscio per antonomasia
  • Raoul Casadei - nipote di Secondo, ne ha continuato l'attività orchestrale
  • Ezio Camuncoli (1895-1957), scrittore e giornalista
  • Antonio Vesi (1805-1855) politico, letterato e storico
  • Lina Pagliughi (1907-1980), soprano di fama mondiale
  • Primo Montanari (marito di Lina Pagliughi), tenore
  • don Luigi Ghinelli (1848-1909) fondatore dell'Istituto Fanciulli Poveri (ora Opera don Guanella)
  • Timoteo da Gatteo (1604) dottore e teologo
  • Giovan Battista Antonelli (1618) ingegnere militare alla corte dei Reali di Spagna
  • Mons. Carlo Zangari (1793) vescovo di Assisi
  • Pier Celestino Galli (1795) esperto in diritto ecclesiastico e canonico all'Archiginnasio della Sapienza di Roma
  • don Stefano Montanari (1776-1850) letterato e valente pittore
  • Luigi Fracassi Poggi (1747-1813) avvocato, Governatore di Imola Faenza Savignano
  • Tommaso Fracassi Poggi (1836) letterato, Prefetto di Ravenna
  • Arturo Fracassi (1899-1973) liutaio
  • Paolo Mastri (1871-1944) notaio, storico e filantropo
  • Luigi Renato Pedretti storico e giornalista
  • Narciso Zangheri (1934-2007) neurologo

Sagre ed eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Da maggio a settembre: "Gatteo in musica", concerti di musica classica, esibizione di cori polifonici ed operetta si alternano a serate di musica romagnola con gruppi folcloristici.
  • 3ª settimana di luglio: "Settimana della Micizia", intera settimana dedicata al gatto, con concorsi fotografici, mostre d'arte, sculture di sabbia, serate di intrattenimento con spettacoli teatrali, concerti musicali ed animazione per bambini, con tema principale il gatto.
  • Dall'8 al 10 agosto: festa patronale di San Lorenzo, teatro, concerti di musica folk e classica, corsa podistica per bambini ed adulti, degustazione di specialità tipiche ed animazione per bambini.
  • Ultimo fine settimana di agosto: Sant'Angelo in festa, musica tradizionale romagnola, ballerini in abiti tipici e degustazione di specialità regionali presso gli stand gastronomici.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Gatteo rappresenta un esempio singolare di coesistenza fra 4 realtà differenti ma che hanno saputo ben integrarsi fra loro; ovvero quattro paesi in uno, quattro realtà che dividono la geografia di questo comune e che si differenziano non soltanto dal punto di vista territoriale, ma anche per la qualità stessa delle vocazioni sociali ed economiche.

Gatteo[modifica | modifica sorgente]

Il capoluogo Gatteo, con il suo castello fortificato, vanta tradizioni secolari quale fiorente centro artigianale e commerciale. Oggi vi sono concentrati tutti i servizi primari e dal punto di vista economico risulta essere in crescita il settore del terziario.

Sant'Angelo[modifica | modifica sorgente]

Sant'Angelo è la frazione più consistente sia dal punto di vista demografico, sia da quello industriale. Un paese (già ricordato nel 1070 come "Plebem S.Angeli in Salute") che dopo secoli di povertà e stenti è diventata una fiorente località industriosa e animato centro commerciale. Paese piccolo, ma pieno di vitalità. Città natale inoltre di Secondo Casadei, il principale esponente del liscio romagnolo.

Fiumicino[modifica | modifica sorgente]

Anche la piccola frazione di Fiumicino (la gran parte del cui territorio è sotto il comune di Savignano sul Rubicone) si distingue per la presenza di attività industriali e artigianali.

Gatteo a Mare[modifica | modifica sorgente]

Lungomare

Gatteo a Mare, scoperto settant'anni fa (prima era chiamato "Due bocche"), rappresenta un esempio di organizzazione dei servizi turistici. Nel suo chilometro quadrato di estensione vi sono 88 hotel, 30 stabilimenti balneari, circa 230 appartamenti da affittare, più un centinaio fra esercizi commerciali ed attività artigiane.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 299.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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