Verucchio

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Verucchio
comune
Verucchio – Stemma Verucchio – Bandiera
Verucchio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Rimini-Stemma.png Rimini
Amministrazione
Sindaco Stefania Sabba (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 43°59′00″N 12°26′00″E / 43.983333°N 12.433333°E43.983333; 12.433333 (Verucchio)Coordinate: 43°59′00″N 12°26′00″E / 43.983333°N 12.433333°E43.983333; 12.433333 (Verucchio)
Altitudine 330 m s.l.m.
Superficie 27,07 km²
Abitanti 10 079[1] (31-12-2010)
Densità 372,33 ab./km²
Frazioni Brocchi, Cantelli, Case Montirone, Case Pellicioni, Pieve Corena, Ponte Verucchio, Villa Verucchio
Comuni confinanti Acquaviva (RSM), Borgo Maggiore (RSM), Chiesanuova (RSM), Poggio Torriana, Rimini, San Leo, Santarcangelo di Romagna, Sassofeltrio (PU), Serravalle (RSM)
Altre informazioni
Cod. postale 47826
Prefisso 0541
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 099020
Cod. catastale L797
Targa RN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti verucchiesi
Patrono san Martino
Giorno festivo 11 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Verucchio
Posizione del comune di Verucchio all'interno della provincia di Rimini
Posizione del comune di Verucchio all'interno della provincia di Rimini
Sito istituzionale
« E 'l Mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio,
che fecer di Montagna il mal governo,
là dove soglion fan d'i denti succhio. »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, canto 27 - versi 46-48)

Verucchio (Vróč in romagnolo[2]) è un comune italiano di 10.026 abitanti della provincia di Rimini.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Posto in posizione strategica fra il mare e la collina (alta circa 300 m.s.l.m.) a 18 km da Rimini, Verucchio sorge nella vallata del Marecchia che domina da posizione rialzata. Il territorio comunale comprende anche un'exclave: la frazione di Pieve Corena, separata dal resto del comune dallo stato di San Marino e distante 12 km da Verucchio.

Verucchio

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini e antichità[modifica | modifica sorgente]

L'origine di Verucchio risale a tempi molto antichi. Le campagne di scavo effettuate fra il 1893 e il 1894, poi negli anni '70 del Novecento, e infine riprese nel 2005, hanno restituito oltre 600 sepolture databili tra il X e il VII secolo a.C. I ricchi corredi funerari, (monili, fibule, vestiario, vasellame, armi, finimenti per cavalli) e le complesse attività rituali, consentono di riconoscere nelle tombe una manifestazione della Civiltà villanoviana, (da alcuni studiosi attribuita agli Etruschi, da altri considerata una realtà talvolta distinta e legata a situazioni locali diverse e specifiche). Tramite i corredi funebri è stato possibile riconoscere alcuni tratti che caratterizzavano la vita dei gruppi aristocratici. Verucchio rappresentava durante l'età del ferro e fino all'orientalizzante un punto centrale nel controllo delle rotte adriatiche che collegavano la Grecia, l'Oriente e l'Europa Centrale). Inoltre il letto ampio del Marecchia offriva un attracco sicuro e adatto alle navi che risalivano il fiume, tanto che questo tratto venne chiamato il "piccolo mare".
Verucchio conobbe il tramonto della società Etrusca e fu presto influenzato da quella romana godendo della vicinanza con Rimini (Arimmna per gli Etruschi) che proprio sotto i romani (che la ribattezzarono Ariminum) godette di un notevole sviluppo.
In epoca romana Verucchio godette di un notevole sviluppo essendo un importante nodo stradale sulle vie consolari Flaminia ed Emilia. Il centro del paese si sviluppò ai piedi dello sperone su cui oggi sorge il centro abitato in quanto i Romani erano interessati a controllare le vie di comunicazione verso l’interno.
Il nome del sito deriva dal latino "verrucula-verruculus" "piccola verruca" che ne indica la capacità di godere di una vista privilegiata sulla campagna circostante, su Rimini, data la posizione rialzata (330 s.l.m.).
Nel periodo delle Invasioni barbariche, tutta la zona di Rimini passò prima sotto il controllo dei Goti poi di nuovo sotto il dominio bizantino dopo la “restaurazione” di Giustiniano rimanendo sotto il controllo dell'Impero Bizantino, assieme alle altre città (Esarcato e Pentapoli) che costituirono il primo nucleo della Romania (o terra di Roma) divenuta poi Romagna.
Fu in quest’epoca che il centro abitato di Verucchio lentamente tornò a spostarsi in cima alla collina per ragioni difensive. Il paese nel 962 sarebbe stato donato dall’imperatore Ottone I ai duchi di Carpegna[3], una delle prima grandi casate che, insieme ai duchi del Montefeltro, riuscirono a stabilire un controllo stabile sul territorio di Rimini e delle vallate dell’entroterra. Il periodo di decadenza del territorio durò fino al XII secolo: nel 1114 Verucchio era già un castrum (ovvero un centro fortificato) e di quell’epoca sono le tracce dell’avvento della famiglia dei Malatesta, che diede nuovo impulso alla Romagna e quindi anche a Verucchio[4].

Verucchio Borgo e Chiesa Collegiata.

Medioevo ed Età Moderna[modifica | modifica sorgente]

Con la dominazione della potente signoria, Verucchio diventa strategicamente interessante potendo da essa dominare e controllare la vallata del Marecchia e le pianure circostanti e quindi essere allo stesso tempo avamposto per l'avvistamento degli eserciti nemici e baluardo in caso di attacco. I Malatesta, in lotta con il Ducato di Urbino, ne fortificarono la rocca facendo divenire Verucchio un baluardo della potente famiglia riminese.
Nel 1353 papa Innocenzo VI affidò al cardinale Egidio Albornoz la riconquista dei territori della Romagna che, a causa della lontananza del papato dall’Italia (sono gli anni della cosiddetta "Cattività Avignonese"), stavano sfuggendo al controllo della Chiesa. Nel 1355 il cardinale Albornoz sconfisse i Malatesta e riportò i loro domini sotto il controllo diretto della Chiesa. Anche Verucchio rientrò sotto il dominio pontificio, ma rimase sostanzialmente nella disponibilità della famiglia Malatesta, il cui rappresentante, Galeotto, venne nominato vicario della Santa Sede per le città di Rimini, Fano e Pesaro.
Verucchio venne perduta dai Malatesta per due volte, prima a seguito della sconfitta di Carlo I Malatesta nella battaglia di Zagonara (1424) passando sotto la dominazione dei Visconti, poi definitivamente nel 1462 quando Sigismondo Pandolfo Malatesta (1431-1462) dopo un lungo assedio da parte di Federico da Montefeltro perse la rocca per tradimento.
Verucchio conobbe un periodo di decadenza passando di mano in mano a diversi Signori: dopo la conquista della Romagna da parte di Cesare Borgia (1501 - 1503), la sua caduta e l’altrettanto breve domino dei Veneziani (nov. 1503 - mar. 1506), nel XVI sec. Verucchio ritornò allo Stato della Chiesa divenendo “mezzo per compensare economicamente e politicamente i servigi e i crediti di personaggi dell’entourage papale”[5]
Nel 1516, Leone X (Giovanni de’ Medici) lo infeudò a Giovanni Maria Giudeo di Domenico Alemanno, ebreo convertito di origine tedesca, eccellente suonatore di liuto. Furono forse proprio queste sue doti di musicista ad attrargli i favori del Papa che prima di nominarlo governatore e conte di Verucchio, gli aveva anche conferito il nome e lo stemma dei Medici. Lo stesso Leone X con bolla del 21 marzo 1518 attribuì a Verucchio il titolo di città. A Giovanni Maria subentrò il figlio, Camillo, ma, alla morte di Leone X, il nuovo papa, Adriano VI, nel 1521, avocò alla Santa Sede il dominio diretto della città. Il suo successore, Clemente VII altro papa della casata dei Medici, nel 1525 rinfeudò Giovanni Maria, ma questi vendette il feudo ad un altro Medici: Zenobio[6]. Questi pare che acquistasse il feudo grazie alla dote della moglie Ippolita Comnena, che gli subentrò alla sua morte, nel 1530, e lo trasmise, con il matrimonio avvenuto nel 1532, a Lionello Pio da Carpi. Il matrimonio si inseriva in una precisa politica dei Pio che, cacciati da Carpi, erano stati investiti dal Papa della titolarità di diversi centri della Romagna ed in quest’area stavano tentando di consolidare il loro potere. L’importanza e l’interesse della Comneno e dei Pio per Verucchio è dimostrato anche dalla corrispondenza tra questi e la Comunità di Verucchio[7]. Da Lionello Pio, dopo la morte della moglie Ippolita, il paese passò a suo figlio terzogenito Alberto ma nel 1580, con la bolla di revisione dei titoli feudali di Gregorio XIII del 1 giugno, Verucchio, come altri feudi, rientrò nei domini diretti della Chiesa[8], sotto cui rimase, nella Legazione di Romagna (con capitale Ravenna) controllata da reggenti dello Stato pontificio.
Per tutto il XVIII secolo il territorio di Verucchio è terra di passaggio di eserciti austriaci,spagnoli e napoletani, fino al 1797 quando con l’arrivo in Italia dell’esercito francese, Verucchio subì i rapidi rivolgimenti del periodo napoleonico. Il paese entrò a far parte della Repubblica Cispadana, e dopo il breve periodo (1799 - 1800) di occupazione austriaca e di governo della Cesarea Regia Reggenza, a seguito della pace di Lunèville (9 febbraio 1801), Verucchio (con gli altri territori della Legazione di Romagna) rientrò stabilmente nella Repubblica Cisalpina (Dipartimento del Rubicone), che nel 1802 prese il nome di Repubblica Italiana e nel 1805 si trasformò in Regno d’Italia.
Con la caduta di Napoleone e la Restaurazione Verucchio, come il resto delle Legazioni e le cosiddette “Provincie di Seconda Recupera”, venne restituito allo Stato Pontificio solo a seguito dell’atto finale del Congresso di Vienna (giugno 1815) dopo un periodo di occupazione napoletana ed austriaca (1814-1815)[9]. Dopo essere insorto nel giugno 1859 contro lo Stato pontificio, nel marzo 1860 Verucchio, come il resto della Romagna, venne, ufficialmente annesso, a seguito dei plebisciti, al Regno di Sardegna, che l’anno seguente, 1861, si trasformerà in Regno d’Italia.

Dal Novecento a oggi[modifica | modifica sorgente]

Nella Seconda guerra mondiale a Verucchio subì il peso dell’occupazione e delle rappresaglie nazi-fasciste. L’episodio più grave fu l’eccidio dei “Nove martiri di Verucchio”, nove cittadini verucchiesi fucilati per rappresaglia da soldati tedeschi in ritirata il 21 settembre 1944.
Durante i drammatici giorni del passaggio della Linea Gotica si assistette ad un durissimo scontro tra le forze Alleate e i Tedeschi in ritirata. Numerosi sfollati riminesi trovarono rifugio in paese e, soprattutto, nella frazione di Villa Verucchio.
Il paese attualmente è diviso in due parti, al centro storico di antica costituzione e di grande interesse storico culturale, si aggiunge la frazione di Villa Verucchio, che oltre ad ospitare la maggior parte degli abitanti è centro dell'attività economico-industriale del paese.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 871 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili e militari[modifica | modifica sorgente]

Particolare della rocca
  • La Rocca Malatestiana o "Rocca del Sasso" (data la sua posizione sullo sperone del monte che ospita l'abitato di Verucchio) è una delle più grandi e meglio conservate della Signoria. Costruita intorno al secolo XII, ha visto il sovrapporsi di successive e sempre più complesse opere di fortificazione ed ampliamento; è la parte più antica che desta maggior attenzione, il borgo medioevale ben conservato riporta all'atmosfera del tempo. La Rocca cade sotto il dominio dei Malatesta che la conservano per circa 300 anni e la fanno divenire il baluardo del loro regno ponendo a Verucchio un'attenzione degna di nota. Nel 1450 la Rocca subì un ulteriore ampliamento grazie a Sigismondo Malatesta. Di notevole interesse la visita alla Sala Grande, il maschio e le segrete.
  • La Rocca del Passarello con l'annessa porta costituisce il secondo nucleo fortificato di Verucchio. Può ben considerarsi la seconda rocca dei Malatesta, sulla quale però nel 1600 è stata costruito il Monastero delle Monache di Santa Chiara. Splendida la ricostruzione dell'antica porta dalla quale si entra in Verucchio costeggiando le mura dette di San Giorgio.
  • Rimasti intatti anche la Torre civica e gran parte delle mura con diversi bastioni difensivi.
  • Sulla piazza Malatesta, la principale del paese, si affaccia l'assai ben proporzionato palazzo Giungi, risalente al XVII / XVIII secolo, con il portale e le finestre caratterizzati dai tipici elementi architettonici dell'epoca.

Edifici religiosi[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

L'Oasi WWF Ca' Brigida

Cultura[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni ‘70 Verucchio è sede del Centro internazionale Ricerche “Pio Manzù” che ha la sua sede nelle frazione di Ponte Verucchio.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il periodo agosto/settembre è segnato dalle Feste dei Malatesta che trasformano il centro storico in un borgo medievale con parate, banchetti, cene di corte e giostre cavalleresche e d'armi.

Maggio vede l'allestimento di mostre, convegni, concorsi dedicati alla rosa.

A luglio, prende l'avvio Verucchio Festival, appuntamento di musica etnica e nuove tendenze musicali giovanili.

A settembre, più precisamente la seconda domenica del mese, la fiera de quatorg.

La Fira de Bagoin in gennaio è dedicata al maiale.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Verucchio gode dell'indotto industriale ed artigianale della vicina città di Rimini, anche se Villa Verucchio è sede di numerosi laboratori d'artigianato locale e medio-piccole industrie.

Il territorio, molto fertile, dà vita alla cultura dell'olivo e della vite.

Presente anche il settore del turismo.

Strade e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Rimini è facilmente raggiungibile tramite la Via Marecchiese, che attraversa Villa Verucchio. Transitano inoltre a Verucchio le autolinee Start Romagna 160, 163(invernale) e 164.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal 2004, riconfermato nel 2009, Giorgio Pruccoli è sindaco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 820.
  3. ^ L. Bernardi, Verucchio. Guida storico-artistica illustrata, Pazzini, 2004, Villa Verucchio (RN)
  4. ^ È incerto se Verucchio sia stata o meno la “culla” dei Malatesta come vorrebbe la tradizione. Certo è che nel 1239 Malatesta della Penna (Malatesta da Pennabilli) lascerà due figli uno dei quali, il “Mastin Vecchio” - citato da Dante Alighieri nella Divina Commedia e fondatore della potenza della casata - si firma Malatesta “da Verruculum”, da Verucchio.
  5. ^ E. Angiolini, Statuta castra Veruchuli. Gli statuti quattrocenteschi di Verucchio, Comune di Verucchio, Verucchio, 2011, p. 16
  6. ^ Come si legge in una bolla di Clemente VII del 13 settembre 1525 pubblicata nella Breve Chronica delle Cose più notabili della terra di Verucchio, Bologna, 1618, ora ristampata in Verucchio e i Malatesti, Verucchio, Luisè e Pazzini, 1983. Il feudo comprendeva anche il borgo di Scorticata (ora Torriana).
  7. ^ La corrispondenza inviata alla Comunità di Verucchio è conservata presso l'archivio storico comunale (cfr. serie “Lettere”, sottoserie “Lettere dei feudatari e loro agenti (Medici-Comneno, Pio da Carpi)”.
  8. ^ Sulle vicende qui brevemente ricordate si veda Verucchio nel cinquecento, Pazzini, Verucchio 1985. Per una visione più ampia, ma anche con puntuali riferimenti alla realtà specifica di Verucchio cfr. anche: C. Casanova, Comunità e governo pontificio in Romagna in età moderna, Bologna, 1981, che riguardo alla revisione dei titoli di concessione dei feudi, ricorda come “i pontefici mirarono soprattutto al recupero di grosse giurisdizioni della zona pedemontana. Furono, infatti, devoluti alla Camera apostolica S. Arcangelo ..., Verucchio e Scorticata, buoni, et massime Verucchio, abbondantissimi di buoni vini et olii. ... A Verucchio la ricca produzione agricola compensava la limitatezza del territorio” (p. 23).
  9. ^ Cfr. Elio Lodolini, L’archivio della S. Congregazione di Buon Governo (1592 - 1847), cit., p. LXXXIX e segg. Furono anni di rapidi rivolgimenti politici: dai documenti conservati presso l'archivio storico del Comune, si evince che la Reggenza austriaca data almeno dal luglio 1799 fino al luglio 1800, poi vi fu - a seguito della vittoria di Napoleone a Marengo - un ritorno dell’amministrazione della Repubblica Cisalpina, tra l’agosto e il novembre 1800 ed un successivo periodo di dominazione austriaca nel dicembre dello stesso anno.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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