Carlo I Malatesta

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Carlo Malatesta (1368Longiano, 1429) è stato un condottiero italiano.

Carlo I Malatesta
Carlo Malatesta
Carlo Malatesta
1368 - 1429
Morto a Longiano
Cause della morte morte naturale
Luogo di sepoltura Chiesa di San Francesco, Rimini
Dati militari
Paese servito Stato Pontificio, Ducato di Milano, Marchesato di Mantova. Repubblica di Venezia, Re di Napoli
Forza armata Mercenari
Anni di servizio 1385-1429
Grado Condottiero
Comandanti capitano generale della lega antiviscontea (1387)
Battaglie *Contro i da Montefeltro (1388)
  • Battaglia di Governolo (1397)
Altro lavoro tutore di Gianfrancesco Gonzaga (1407)

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Signoria di Rimini (1334-1528)
Malatesta
Coat of arms of the House of Malatesta.svg

Ferrantino(1334-1335)
Malatesta II (1335-1364)
Ungaro (1364-1372)

Galeotto I (1372-1385)

Figli

Carlo I (1385-1429)

Galeotto Roberto (1429-1432)

Sigismondo Pandolfo (1432-1468)

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Sallustio (1468-1469)

Roberto (1469-1482)

Figli

Pandolfaccio (1482-1528)

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Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu signore di Rimini, Fano, Cesena e Fossombrone. Figlio di Galeotto I, nacque nel 1368.

A diciassette anni ebbe dal padre la signoria di Rimini e per concessione di papa Urbano VI fu pure rettore vicario della Legazione di Romagna e gonfaloniere della Chiesa.

Recuperò Santarcangelo di Romagna, che si era ribellata al padre, e poi passò al soldo dei veneziani contro il signore di Padova.

Servì i Visconti nella guerra contro Firenze e nel 1390 sconfisse un corpo di seicento cavalli che i bolognesi mandavano a Giovanni da Barbiano. Ma questi se ne vendicò mettendo a sacco il territorio di Rimini. Nel contempo Carlo cercò di impedire inutilmente a Francesco da Carrara una invasione nei suoi domini. Sposò nel 1386 Elisabetta Gonzaga, figlia di Ludovico II Gonzaga, III capitano del popolo di Mantova.

Nel 1391 dopo che papa Bonifacio IX gli ebbe riconfermato il vicariato di Rimini, Fano e Fossombrone. Ottenne Cantiano da Francesco Gabrielli, per questo dovette combattere contro il conte di Urbino.

Nel 1392 combatté contro Antonio degli Ubaldini, che vinse, e dal quale si fece cedere i castelli che possedeva. Nello stesso anno infranse l'alleanza col Visconti e si collegò con i nemici di lui. L'anno successivo dovette difensere Bertinoro minacciato dagli Ordelaffi, i quali invasero Cesena e Rimini, ma vennero ricacciati e vinti da Carlo a Bosecchio dopo una sanguinosa battaglia. Prese inoltre Montebello, Rotagnano ed altri castelli.

Nel 1397 Carlo fu capitano generale della lega contro il duca di Milano, difendendo Mantova e, passato il Po presso Bondeno, entrato a forza a Governolo dopo un atroce combattimento navale, tolse ai ducali il naviglio, mentre l'armata terrestre batteva Ugolotto Biancardo. Nel 1398 si fece una tregua e nel 1399 Carlo esortò la signoria di Firenze a far pace col Visconti, pace che fu sottoscritta mediante l'intervento di Carlo stesso.

Nel 1401 Carlo passò al servizio del Visconti, per combattere Roberto di Baviera, re dei romani, chiamato in aiuto dei fiorentini.

Si comportò valorosamente sotto le mura di Brescia e incontratosi in singolare certame con Leopoldo, duca d'Austria, benché ferito, lo vinse e, fatto prigioniero, lo trasse a Brescia, cooperando alla vittoria dei suoi e contribuendo alla sconfitta dei tedeschi.

Morto il duca Giangaleazzo nel 1402, volle partecipare alla lega contro i suoi figli e quale vicario della Chiesa si preparò a ritogliere Bologna dalle mani dei Visconti. Dopo aver fatto incursioni nel territorio di Parma, fino alle rive della Lenza, tentò a tradimento di entrare a Bologna, ma venne respinto ed inseguito dalle milizie di Facino Cane, delle quali peraltro seppe sbarazzarsi, obbligandole a ritirarsi dentro le mura della città.

Nel 1407 venne nominato tutore del nipote Gianfrancesco Gonzaga nella guida della signoria di Mantova in attesa della sua maggiore età.

Servì quale capo dell'esercito i perugini contro Braccio da Montone, nel 1416, ma nella battaglia di Sant'Egidio sul Tevere, dopo otto ore di accanito combattimento, coperto di ferite, venne fatto prigioniero.

Servì la signoria di Firenze contro Filippo Maria Visconti, ma nella battaglia di Zagonara del 1424, presso Faenza, ancora una volta cadde nelle mani dei nemici. Condotto a Milano fu trattato con deferenza e lasciato libero.

Partecipò al concilio di Costanza per appoggiare Gregorio XII e lì incontrò Guillaume Dufay, che riportò con sé a corte.

Nel 1425 calunniato dai fiorentini presso il papa, andò a Roma a discolparsi e non solo ottenne giustizia da papa Martino V, ma gli furono dati la Rosa d'Oro e lo Stocco benedetto.

Non avendo figli, ottenne dal papa Martino V, nel 1428 a scapito del ramo di Pesaro, che fossero legittimi i bastardi di Pandolfo.

Morì nel suo castello di Longiano nel 1429, dopo aver fatto fiorire il suo dominio di commerci e di industrie, specialmente l'ingrandimento del porto sulla Marecchia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Abati Olivieri. Orazioni in morte di alcuni signori di Pesaro della casa Malatesta. Pesaro, 1784, anastatica;
  • Amiani Pietro Maria. Memorie storiche della città di Fano. Fano, 1751;
  • Battaglini F. G.. Memorie storiche di Rimini e dei suoi signori. Lelio della Volpe, Rimini, 1789;
  • Bonoli Paolo. Istoria della città di Forlì. Forlì, 1661;
  • Clementini Cesare. Raccolto istorico della fondazione di rimino e dell’origine e vite dei Malatesti. Rimini, 1617,
  • Farulli P. Cronologia della nobile famiglia dei Malatesta. Siena, 1724.
  • Massera Aldo Francesco. Note Malatestiane. Galileiana, Firenze, 1911
  • Zazzeri Raimondo. Storia di Cesena. Tipografia Vignuzzi, Cesena, 1891

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Galeotto I Malatesta 13851429 Galeotto Roberto Malatesta

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Andrea Malatesta 14171429 Domenico Malatesta