Saludecio

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Saludecio
comune
Saludecio – Stemma
Vista di Saludecio
Vista di Saludecio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Rimini-Stemma.png Rimini
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Sanchini (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 43°52′00″N 12°40′00″E / 43.866667°N 12.666667°E43.866667; 12.666667 (Saludecio)Coordinate: 43°52′00″N 12°40′00″E / 43.866667°N 12.666667°E43.866667; 12.666667 (Saludecio)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 34,27 km²
Abitanti 2 998[1] (31-12-2010)
Densità 87,48 ab./km²
Frazioni Cerreto, Meleto, San Rocco, Santa Maria del Monte, Sant' Ansovino
Comuni confinanti Mondaino, Montefiore Conca, Montegridolfo, Morciano di Romagna, San Giovanni in Marignano, Tavoleto (PU), Tavullia (PU)
Altre informazioni
Cod. postale 47835
Prefisso 0541
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 099015
Cod. catastale H724
Targa RN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti saludecesi
Patrono Beato Amato Ronconi
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Saludecio
Posizione del comune di Saludecio all'interno della provincia di Rimini
Posizione del comune di Saludecio all'interno della provincia di Rimini
Sito istituzionale

Saludecio (Saludécc in romagnolo) è un comune italiano di 2.996 abitanti della provincia di Rimini, in Emilia-Romagna.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in provincia di Rimini, sulle rigogliose colline della Valconca, a pochi chilometri dal confine marchigiano. Dista 15 km da Cattolica, 20 da Riccione e 30 dal capoluogo Rimini. È inserito nel bacino della Valconca assieme ai comuni di Mondaino e Montegridolfo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo «San Laodecio» è menzionato in un atto di Papa Lucio II del 1144.
La denominazione attuale deriva dall'adattamento di salus Decij, in onore dell'imperatore romano Decio (201-251), scelto come eroe eponimo del borgo.[2]

Chiese antiche nella Pieve di Saludecio

Ricordiamo San Leone tra le chiese più antiche del comune di Saludecio. È menzionato infatti in una pergamena del 1162, rettore di S. Leone, il sacerdote Leto. La chiesa di S. Leone apparteneva al monastero di S. Gregorio. Nel 1449 la chiesa dipendeva dai monaci Olivetani di Scolca. Fra i sacerdoti ricordiamo: nel 1332 don Francesco; dal 1643 don Lorenzo Ugoccino, morto nel 1672; nel 1673 don Bartolomeo Pazalini(Pazaglini); nel 1684 Rettore don Melchiorre Raggi; nel 1782 don Giovanni Battista Facondini; don Sebastiano Albertini (nel 1800); don Luigi Piccioni (prima di don Cecchini Augusto); nel 1943 don Augusto Cecchini, detto "Flijon" ed ultimo parroco, morto nel 1974. Nel secolo scorso (1900) la chiesa era dedicata a Maria di Nazareth. Vi era all'interno una stampa rappresentante la Sacra Famiglia. Oggi la chiesa non c'è più. È stata infatti in un primo tempo venduta assieme alla annessa canonica (o casa canonica) ed in un secondo tempo demolita. È presente allo stato attuale una celletta.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 292 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Porta Marina: rappresenta l'accesso del paese, porta fortificata e voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta; la porta è rivolta verso il mare.
  • Chiesa parrocchiale di San Biagio: è stata definita a ragione la piccola cattedrale, e non solo per l'ampiezza ma anche per la pregevolezza con la quale è stata costruita ed arricchita. Di epoca settecentesca, rappresenta un vero e proprio museo di opere d'arte. All'interno riposano le spoglie di Sant'Amato Ronconi, uomo devotissimo e molto venerato in zona. Nel complesso trovano spazio anche un ridotto ma fornito museo di opere sacre ed una pinacoteca nella quale si possono ammirare le seguenti opere:
  • Palazzo municipale: sorto sulle rovine dell'antica rocca, è sede del comune. Architettonicamente interessante per il colonnato presente all'esterno.
  • Palazzo Albini: il portone si apre su uno splendido cortile con colonnato in stile urbinate. È visitabile durante l'Ottocento Festival.
  • Torre Civica: è l'opera più significativa del periodo medievale. Domina il profilo di Saludecio e sulla sua facciata è murato lo stemma del paese.
  • Porta Montanara: è la seconda via d'accesso alla città, situata in antitesi con la Porta Marina. Questa, più piccola e mesta della prima, si affaccia verso il versante appenninico.
  • Largo Santiago de Compostela, Oratorio dell' Ospedale del Beato Amato: sono luoghi legati alla figura del Beato Amato Ronconi.
  • Castello di Cerreto: È uno dei borghi rurali più apprezzati e meglio conservati di tutto il territorio riminese. Conserva ancora evidenti tracce delle strutture fortificate d'epoca medievale. Sito a pochi chilometri dall' abitato di Saludecio, è immerso in un paesaggio rurale e naturale. Famoso per il suo particolare carnevale, con le caratteristiche maschere di origine antichissima, chiamate "Pagliacci", è conosciuto anche per le strampalate storie a carattere comico e demenziale che riguardavano e animavano gli abitanti di Cerreto.

Sagre ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ottocento Festival: nella prima settimana di agosto da trent'anni va in scena una grande manifestazione di musica, spettacoli, mostre, banchetti dedicati al XIX secolo. Mercatini di antiquario, allestimenti scenografici, osterie nei vicoli e spettacoli di artisti di strada rendono il Festival un appuntamento di riguardo.

Saluserbe: nella settimana del 25 aprile, una manifestazione di carattere naturalistico con riferimento all'erboristeria e alimentazione biologica.

Persone legate a Saludecio[modifica | modifica wikitesto]

  • Santo Amato Ronconi: personaggio devotissimo e pio. Nacque a Saludecio nel 1225 da una ricca famiglia riminese. Donati tutti i suoi averi ai bisognosi si dedicò al Vangelo e all'opera di predica. Costruì un rifugio e accolse i bisognosi e i pellegrini. Morì nel 1292.
  • Publio Francesco Modesti (1471 – 1557), letterato e autore della Veneziade.
  • Cipriano Mosconi (1575 – 1617), Girolamino.
  • Maria Elisabetta Renzi (1786 – 1859) fondatrice della Congregazione delle Maestre Pie dell'Addolorata
  • Luigi Gualtieri (1827 – 1901), scrittore e librettista.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Galleria immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Lucio Gambi, Un progetto di revisione territoriale della ripartizione comunale romagnola in La Piê (Forlì), aprile-maggio 1947, p. 66.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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