Papa Gregorio XII

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Papa Gregorio XII
Gregory XII.jpg
205º papa della Chiesa cattolica
C o a Gregorio XII.svg
Elezione 30 novembre 1406
Incoronazione 19 dicembre 1406
Fine pontificato 4 luglio 1415
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Innocenzo VII
Successore papa Martino V
Nome Angelo Correr
Nascita Venezia, 1335 circa
Morte Recanati, 18 ottobre 1417
Sepoltura Concattedrale di San Flaviano

Gregorio XII, nato Angelo Correr (Venezia, 1335 circa – Recanati, 18 ottobre 1417), fu il 205º papa della Chiesa cattolica dal 1406 al 1415. È stato uno dei pochissimi pontefici ad aver rinunciato al ministero petrino,[1] il settimo dopo Clemente I, Ponziano, Silverio, Benedetto IX, Gregorio VI e Celestino V. Ad oggi, dopo la sua abdicazione, solo un altro pontefice, papa Benedetto XVI, 598 anni più tardi, ha rinunciato al ministero del Soglio Pontificio[2].

Origini e carriera ecclesiastica[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente dalla nobile famiglia veneziana dei Correr, era figlio di Niccolò di Pietro e di Polissena. Era zio del cardinale Antonio Correr, C.R.S.G.A. e del cardinale Gabriele Condulmer, il futuro papa Eugenio IV.

Studi, episcopato e cardinalato[modifica | modifica wikitesto]

Come è scritto ne l'Enciclopedia dei Papi, il Correr ottenne il magistero in teologia e ne divenne professore all'Università di Bologna. Fu canonico del Capitolo della Cattedrale di Venezia.Nell'ottobre del 1380 fu nominato vescovo di Castello, carica che mantenne per dieci anni, allorché venne nominato patriarca di Costantinopoli. Fu legato pontificio in Istria e Dalmazia per conto di Urbano VI nel 1387. Nel 1399 fu legato pontificio per conto di Bonifacio IX a Napoli, presso il re Ladislao. Nel 1405 venne nominato governatore della Marca anconitana. Nel concistoro del 12 giugno 1405 venne nominato cardinale da Innocenzo VII e ricevette il titolo di cardinale presbitero di San Marco.

Pontificato (1406-1415)[modifica | modifica wikitesto]

Le trattative con Benedetto XIII (1406-maggio 1408) e il loro fallimento[modifica | modifica wikitesto]

Succedette a Innocenzo VII il 30 novembre 1406 e fu incoronato il 19 dicembre successivo.[3]. Essendo stato scelto a Roma da un conclave composto da soli quindici cardinali, con l'esplicita condizione che, se l'Benedetto XIII, il papa rivale di Avignone, avesse rinunciato a tutte le pretese al papato, anch'egli avrebbe rinunciato alle sue, di modo che potesse essere svolta una nuova elezione e si potesse porre fine allo Scisma d'Occidente. Lo stesso collegio cardinalizio dell'obbedienza romana impose all'eletto di non nominare alcun cardinale, se non per portare il numero dei porporati filo-romani alla pari con quelli filo-avignonesi. I due pontefici aprirono dei negoziati prudenti, per incontrarsi su suolo neutrale a Savona, ma presto la loro determinazione cominciò a tentennare. Da un lato i parenti di Gregorio XII e Ladislao di Napoli, timorosi di perdere i benefici in caso di rinuncia, spingevano l'anziano pontefice a rifiutare le offerte provenienti da parte avignonese. Fatto sta che nell'inverno 1407-1408 i due pontefici si avvicinarono: Benedetto si trovava a Portovenere, mentre Gregorio era a Lucca, luoghi che distano gli uni dagli altri 85 km.[4] Il fallimento delle trattative fu dovuto al timore di entrambi i pontefici di essere catturati, per via del fatto che Savona era filo-francese, mentre Lucca filo-romana. Davanti al tentennamento di entrambi i pontefici, i cardinali di ambo le fazioni diedero segni di insofferenza e Gregorio, timoroso di perdere il sostegno dei suoi cardinali, nominò il 9 maggio 1408 quattro nuovi cardinali (tra cui Eugenio IV e Giovanni Dominici), contravvenendo alle decisioni prese nel Conclave[5]. Gregorio obbligò i cardinali dell'obbedienza romana a non allontanarsi da Lucca. D'altro canto Benedetto XIII, che non era mai stato desideroso di abdicare[6], decise di rifugiarsi preso il re Martino I d'Aragona, suo principale alleato[1].

Il Concilio di Pisa e la reazione di Gregorio (1408-1409)[modifica | modifica wikitesto]

Sette di questi cardinali lasciarono Lucca in segreto e negoziarono con i cardinali di Benedetto riguardo alla convocazione di un concilio generale, nel corso del quale i due Papi sarebbero stati deposti e uno nuovo eletto. Di conseguenza convocarono il Concilio di Pisa e invitarono entrambi i pontefici ad esservi presenti. Né Gregorio XII, né Benedetto XIII si fecero vedere. Gregorio restò presso il suo leale e potente protettore, principe Carlo I Malatesta, che si recò a Pisa di persona, durante lo svolgimento del concilio, allo scopo di appoggiarlo presso i due gruppi di cardinali. Nel corso della quindicesima sessione, il 5 giugno 1409[7], il Concilio di Pisa depose i due pontefici come scismatici, eretici, spergiuri e scandalosi. Dal conclave che ne seguì, fu eletto come papa Alessandro V.

Gregorio XII, che nel frattempo aveva ordinato altri dieci cardinali, tra cui anche il nipote Angelo Barbarigo (concistoro del 19 settembre 1408), aveva convocato un concilio rivale a Cividale del Friuli, nei pressi di Aquileia. Sebbene pochi vescovi vi partecipassero, i padri conciliari dichiararono Benedetto XIII e Alessandro V usurpatori del seggio apostolico, ribadendo la linea della successione romana.[4] Immediatamente dopo la conclusione solenne dell'ultima sessione del Concilio di Cividale (5 settembre 1409)[4] Papa Gregorio, timoroso di essere catturato dai partigiani della Repubblica di Venezia, fuggì dal Friuli. Benché Gregorio fosse veneziano, la Repubblica aveva compreso infatti che sostenere un papa screditato quale era Gregorio poteva comportare una serie di rischi politico-diplomatici che essa non poteva sostenere.[4]

Tra Pisa e Costanza (1409-1415)[modifica | modifica wikitesto]

Riuscitosi a salvare rocambolescamente, Gregorio trovò rifugio presso Ladislao di Napoli, nel tentativo di opporsi all'avanzata di Antipapa Giovanni XXIII, nel frattempo succeduto ad Alessandro V, deceduto nel 1410. Giovanni intendeva riprendere Roma per mostrare alla cristianità di essere il legittimo pontefice, supportando il rivale dinastico di Ladislao, Luigi II d'Angiò. In seguito però ad un accordo tra lo stesso Ladislao e Giovanni, Gregorio dovette fuggire presso Carlo I Malatesta, sbarcando a Cesenatico il 22 dicembre 1411[4]. Tra il 1411 e il 1414, Gregorio languì nella Romagna governata dal Malatesta, osservando da lontano i preparativi per la convocazione del Concilio di Costanza. La comparsa di Gregorio sul palcoscenico conciliare avvenne, però, solo nel 1415, in seguito alla deposizione di Giovanni XXIII nel maggio del 1415[8].Gregorio allora, che aveva nominato Carlo Malatesta e il cardinale Giovanni Dominici di Ragusa come suoi delegati, si dichiarò disposto ad abdicare qualora gli fosse stato riconosciuto il suo ruolo di pontefice. I padri conciliari accettarono la contropartita e il cardinale Dominici, quindi, convocò il concilio a nome di Gregorio, ne autorizzò i suoi atti di successione[9]. Quindi Malatesta, agendo in nome di Gregorio XII, pronunciò il 4 luglio 1415 la rinuncia all'ufficio di romano pontefice di Gregorio,[1] che i padri conciliari accettarono. In base a precedenti accordi, il Concilio accettò anche di mantenere tutti i cardinali che questi aveva creato, dando così soddisfazione alla famiglia dei Correr, e nominando Gregorio vescovo di Porto e legato pontificio ad Ancona.[4]

Gli ultimi anni di Gregorio (1415-1417)[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato ad essere Angelo Correr, l'anziano prelato spese il resto della sua vita in una tranquilla oscurità ad Ancona, dopo essere stato reintegrato pienamente nel collegio cardinalizio per il comportamento dignitoso che mostrò durante il concilio di costanza Costanza[10]. È sepolto nella cattedrale di Recanati[11]; dopo di lui tutti i papi sono stati sepolti a Roma.[12]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 579
  2. ^ Giacinto Bevilacqua, Gregorio XII, l’ultimo papa dimissionario, disse messa a Prata prima di lasciare in Messaggero veneto, 28 febbraio 2013. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  3. ^ Claudio Rendina, I papi-storia e segreti, Ed. Newton Compton, Ariccia, 2005, p. 556.
  4. ^ a b c d e f Gregorio XII ne L'Enciclopedia dei Papi.
  5. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, p.193.
  6. ^ D. Girgensohn, Dalla teoria conciliare del tardo Medioevo alla prassi: il concilio di Pisa del 1409, in Bollettino storico pisano, 76 (2007), p. 108
  7. ^ D. Girgensohn, Dalla teoria conciliare del tardo Medioevo alla prassi: il concilio di Pisa del 1409, p. 121
  8. ^ J. Wohlmuth, I concili di Costanza (1414-1418) e Basilea (1431-1449), in Storia dei concili ecumenici, a cura di G. Alberigo, Queriniana, Brescia 1990, p. 227.
  9. ^ J. Wohlmuth, I concili di Costanza (1414-1418) e Basilea (1431-1449), p. 228.
  10. ^ Claudio Rendina, I papi-storia e segreti, p. 562.
  11. ^ Donatella Donati, Gregorio XII ultimo papa dimissionario e sepolto a Reacanati in Cronache maceratesi, 11 febbraio 2013. URL consultato il 9 febbraio 2014.
  12. ^ tuttipapi.it. URL consultato il 12 marzo 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J.N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato (AL), 1989, ISBN 88-384-1326-6. pp. 577–579
  • C. Rendina, I papi-storia e segreti, Ed. Newton Compton, Ariccia, 2005.
  • D. Girgensohn, Dalla teoria conciliare del tardo Medioevo alla prassi: il concilio di Pisa del 1409, Bollettino storico pisano, 76 (2007)
  • J. Wohlmuth, I concili di Costanza (1414-1418) e Basilea (1431-1449), in Storia dei concili ecumenici, a cura di G. Alberigo, Queriniana, Brescia, 1990
  • G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Tipografia Emiliana, Venezia, 1854

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Successioni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Innocenzo VII 30 novembre 1406 - 4 luglio 1415 Papa Martino V
Predecessore Vescovo di Castello Successore BishopCoA PioM.svg
Nicolò II Morosini 1380-1390 Giovanni Loredan
Predecessore Vescovo di Corone
Amministratore apostolico
Successore BishopCoA PioM.svg
Antonio
1390 - 1413
Vescovo effettivo
1395 - ? Bartolomeo, O.P.
1413 - 1417
Vescovo effettivo
Predecessore Patriarca di Costantinopoli Successore PatriarchNonCardinal PioM.svg
vacante dal 1379 1390-1405 Luigi di Mitilene
Predecessore Cardinale presbitero di San Marco Successore CardinalCoA PioM.svg
vacante
dal 1386
1405-1406 Antonio Calvo
1409 - 1411
Predecessore Cardinale vescovo di Frascati Successore CardinalCoA PioM.svg
Pierre Girad
1410 - 1415 (antivescovo)
1415-1417 Baldassarre Cossa
23 giugno - 22 dicembre 1419
Predecessore Decano del Sacro Collegio Successore CardinalPallium PioM.svg
Antonio Correr, C.R.S.A.
1409 - 1415
1415 - 1417 Jean Allarmet de Brogny
1417 - 1426

Controllo di autorità VIAF: 25394064 LCCN: nb2007017459