Papa Leone IV

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Papa Leone IV
St.Leo IV.jpg
103º papa della Chiesa cattolica
Elezione 27 gennaio 847
Insediamento 10 aprile 847
Fine pontificato 17 luglio 855
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Sergio II
Successore papa Benedetto III
Nascita Roma, ?
Morte 17 luglio 855
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano
San Leone IV

Romano Pontefice

Nascita Roma, ?
Morte Roma, 17 luglio 855
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza 17 luglio

Leone IV (Roma, ... – Roma, 17 luglio 855) fu il 103º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Regnò dal 10 aprile 847 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Romano di nascita (figlio di Rodualdo) e monaco benedettino nel monastero di San Martino presso la Basilica di San Pietro [1], fu suddiacono sotto Gregorio IV e venne scelto all'unanimità per succedere a Sergio II, quand'era cardinale arciprete dei SS. Quattro Coronati e arciprete sotto papa Sergio II.[2] Siccome Roma era attraversata da tumulti, Leone fu consacrato il 10 aprile dell'847, senza aspettare la conferma dell'imperatore Lotario I.[2]

Amministrazione del patrimonium Sancti Petri[modifica | modifica wikitesto]

La Civitas Leonina e la difesa dei confini dai Saraceni[modifica | modifica wikitesto]

Quando salì al soglio pietrino, Papa Leone si ritrovò vescovo di una città in rovina, a causa dei danni compiuti dai saraceni nell'agosto dell'846, durante il pontificato del suo predecessore Sergio II. Oltre a riparare varie chiese della città (specialmente a quelle di san Pietro e san Paolo) e ad aiutare la popolazione con rifornimento di generi alimentari, Leone IV procedette a costruire e fortificare i sobborghi sulla riva destra del Tevere (l'odierno rione di Borgo), ancor oggi noti come Civitas Leonina.

La grandezza di Leone IV non consistette soltanto nel ridare a Roma sicurezza dopo la terribile incursione musulmana, ma anche nel prevenire nuovi attacchi pirateschi. Egli infatti costituì una vasta coalizione per mettere a tacere, per il tempo più lungo possibile, le scorribande. Il Papa, grazie alla sua autorità spirituale, riuscì a convincere i duchi di Napoli, Amalfi e Gaeta a formare una potente flotta che si contrapponesse a quella saracena, che nell'849 stava cercando di attraccare lungo le coste laziali. La vittoria arrise alla flotta cristiana guidata da Cesario, figlio del duca bizantino di Napoli, grazie anche ad una temibile tempesta che sbaragliò lo schieramento saraceno.[2]

Il Papa, da vero defensor civitatis, sapeva bene che non poteva contare sull'aiuto di Lotario, all'epoca occupato a salvaguardare quello che rimaneva dell'autorità imperiale dopo la disgregazione dell'Impero di Carlo Magno. Pertanto Leone procedette, grazie a varie elargizioni, alla costruzione della cinta muraria, che venne inaugurata con una processione solenne il 27 giugno dell'852.[2] Saggiamente, Leone non si limitò a difendere soltanto la città eterna: anche le città di Ostia, Porto, Centocelle, Tuscia, Orte e Ameria furono fortificate, col fine di creare degli avamposti militari come schieramento difensivo per la capitale.[2] Appare giusto quindi l'epiteto attribuito al Papa e che il Rendina riporta: «restauratore di Roma».[2]

Relazioni con il Sacro Romano Imperatore[modifica | modifica wikitesto]

I rapporti con Lotario e suo figlio ed erede Ludovico II non furono tesi ma neanche idilliaci: da un lato, la consacrazione di Leone era stata irregolare, poiché non aveva avuto il beneplacito dell'imperatore (sine nomina imperatoris). Dall'altro lato, l'imperatore aveva sulla coscienza la mancata difesa di Roma dall'assalto dei Saraceni e il mancato contributo militare alla lega navale organizzata dal pontefice. Nel complesso, comunque, le relazioni tra Chiesa e Impero furono abbastanza stabili, registrando ora miglioramenti (l'incoronazione imperiale di Ludovico dell'850)[3], ora lievi peggioramenti (il sospetto che il consigliere e capo delle armate pontificie, Graziano, stesse tentando di riavvicinare Roma con l'Impero Bizantino)[3]

Relazioni con altri regni cristiani[modifica | modifica wikitesto]

Si recò a Roma per fare visita a Leone Etelvolfo, sovrano dei sassoni di Gran Bretagna, con suo figlio, il futuro Alfredo il Grande, per essere incoronato dal pontefice. Questo gesto così singolare (i Pontefici avevano il diritto di incoronare gli imperatori, ma non di confermare altri capi di Stato), diede il via ad un rapporto tra sfera civile e religiosa ancora più stretto.[3]

Relazioni con l'arcivescovo di Ravenna[modifica | modifica wikitesto]

L'Enciclopedia dei Papi[4] riporta l'insorgere di alcuni problemi giurisdizionali tra l'arcivescovo di Ravenna e il pontefice romano. L'arcivescovo si considerava l'erede diretto dell'esarca bizantino e pretendeva di mantenere un'indipendenza sostanziale da Roma (autocefalia). Nel breve pontificato leonino, i dissidi si riacuirono, tanto che nell'852 l'establishment ravennate organizzò l'assassinio di uno dei legati pontifici, gesto che portò il papa stesso a recarsi a Ravenna e ad estradare a Roma uno degli omicidi, il fratello dell'arcivescovo.

Nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

L'Incendio di Borgo di Raffaello Sanzio. L'affresco, che dà il nome all'omonima stanza (Città del Vaticano), rievoca la leggenda più famosa riguardante questo pontefice.

Secondo il Liber Pontificalis, Leone IV avrebbe estinto miracolosamente un incendio divampato nell'anno 847 nel rione Borgo di Roma, vicino al Vaticano, impartendo la solenne benedizione dalla loggia della Basilica Vaticana. Tale evento è il soggetto di un affresco di Raffaello, l'Incendio di Borgo, che si trova nella "Stanza dell'Incendio" dei Musei Vaticani.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Papa Leone IV è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, che ne ricorda la memoria liturgica il 17 luglio.[1]

Il martirologio romano così lo ricorda:

« 17 luglio - A Roma presso san Pietro, san Leone IV, papa, difensore dell’Urbe e sostenitore del primato di Pietro. »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b San Leone IV, testo aggiuntivo.
  2. ^ a b c d e f Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, p. 269
  3. ^ a b c Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, p. 270
  4. ^ Enciclopedia dei Papi, Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, I Papi - storia e segreti, Newton&Compton Editori, Ariccia, 2005

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Sergio II 27 gennaio 847 - 17 luglio 855 Papa Benedetto III
Predecessore Cardinale presbitero dei Santi Quattro Coronati Successore CardinalCoA PioM.svg
vacante dal 795 844 - 847 vacante fino all'853

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