Papa Gelasio II

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Papa Gelasio II
GelasioII.gif
161º papa della Chiesa cattolica
Elezione 24 gennaio 1118
Consacrazione 10 marzo 1118
Fine pontificato 29 gennaio 1119
Predecessore papa Pasquale II
Successore papa Callisto II
Nome Giovanni Caetani
Nascita Gaeta, 1060 circa
Morte Cluny, 29 gennaio 1119
Sepoltura Abbazia di Cluny
Targa posta in memoria dell'elezione di Gelasio II a San Sebastiano al Palatino.

Gelasio II, al secolo Giovanni Caetani, detto Coniulo (Gaeta, 1060 circa – Abbazia di Cluny, 29 gennaio 1119), fu il 161º papa della Chiesa cattolica dal 1118 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Formazione e carriera ecclesiastica[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Gaeta, dal ramo pisano dell'illustre famiglia Caetani, antenato dei Conti di Castelmola e del Duca di Fondi Crescenzio, tra il 1060 e il 1064[1]. Dalla stessa famiglia discenderà Papa Bonifacio VIII. Giovanni, divenne monaco benedettino di Montecassino, dove fu cancelliere e bibliotecario. Venne chiamato a Roma e fatto cancelliere e cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin da Papa Gregorio VII nel 1082 (o nel 1088 da papa Urbano II, dopo esser stato fatto cancelliere da Gregorio VII sei anni prima).[2] Si era in piena lotta per le investiture tra papato e impero.
Mentre papa Pasquale II in Castel Sant'Angelo moriva il 21 gennaio 1118, Roma era sconvolta da tumulti e scontri tra le fazioni filo-imperiali capeggiate dalla famiglia Frangipane e quelle filo-papaline. Si decise di riunire il collegio cardinalizio in un luogo nascosto e difficile da attaccare.

Il pontificato[modifica | modifica sorgente]

Lo scontro con i filo-imperiali romani[modifica | modifica sorgente]

Giovanni fu il primo papa a essere eletto cum clave ("sotto chiave"), ossia in un luogo chiuso al pubblico, nel monastero romano di San Sebastiano sul Palatino il 24 gennaio 1118. L'elezione avvenne all'unanimità.

La famiglia Frangipane osteggiò apertamente l'elezione. Era favorevole alle tesi dell'Impero, che intendeva porre sotto il proprio controllo le gerarchie ecclesiastiche presenti nei propri territori. Sul trono siedeva Enrico V di Franconia. Poco dopo l'elezione i filo-imperiali guidati da Cencio Frangipane, riuscirono a entrare nel monastero nonostante fosse fortificato. Presero Gelasio e lo trascinarono fuori con la forza. Lo percossero a sangue e lo fecero prigioniero, mentre il resto della soldataglia continuava a infierire contro i cardinali ivi presenti. Dopo aver fatto arrestare il Papa, Cencio Frangipane lo fece rinchiudere in catene dentro una sua torre, da dove il Pontefice venne subito liberato grazie ad una sollevazione popolare dei Romani. Papa Gelasio, uomo mite, perdonò il suo carceriere, e a Roma si festeggiò l'avvenimento.

Lo scontro con il Sacro romano imperatore[modifica | modifica sorgente]

L'imperatore Enrico V, chiamato in Roma dai Frangipane, partì immediatamente e vi giunse nella notte del 2 marzo 1118. Non riuscendo a ottenere dal Pontefice né la conferma dei privilegi concessigli dal predecessore Pasquale II nel 1111 (Iuramentum Sutrinum), né l'incoronazione in San Pietro, cacciò Gelasio II, e, dichiarando nulla la sua elezione, insediò al suo posto Burdino, arcivescovo di Braga, come antipapa col nome di Gregorio VIII. Dopo Clemente III, Teodorico, Alberto e Silvestro IV, era il quinto antipapa in trent'anni.

Gelasio II riuscì a sfuggire alle truppe tedesche trovando nell'immediatezza rifugio nel Castello di Ardea (38 km a sud dell'Urbe). Poi si diresse prima a Terracina e poi a Gaeta, che accolse trionfalmente il suo concittadino. Qui Gelasio, presiedendo un sinodo di vescovi, scomunicò Enrico V e l'antipapa, e, sotto protezione dei Normanni, fu in grado di ritornare a Roma.

In giugno ripresero le intemperanze del partito imperialista: l'episodio più grave fu quello commesso dalla fazione dei Frangipane, i quali assalirono il Papa mentre celebrava la Messa nella Basilica di Santa Prassede con lancio di sassi seguita da una grande mischia. Ciò spinse Gelasio II ad andare ancora una volta in esilio, questa volta a Benevento.

L'esilio in Francia[modifica | modifica sorgente]

La persecuzione di Enrico V nei confronti di Gelasio II non aveva sosta, per cui il 2 settembre 1118 il pontefice decise di partire via mare per la Francia, dove sapeva di poter ricevere protezione. Fu inseguito però dall'imperatore che tentò di assalire le galee papali, e fu aiutato a fuggire dal cardinale Ugo di Alatri che, caricandoselo sulle spalle in quanto il Pontefice era ormai anziano e malandato, lo accompagnò a riva e lo fece rifugiare nel Castello di San Paolo e Sant'Andrea.
Successivamente il Papa raggiunse per mare le città di Pisa e Genova, dove consacrò di persona rispettivamente la Cattedrale di Pisa (iniziata nel 1064) e la cattedrale di Genova.

Arrivò a Marsiglia in ottobre. Venne ricevuto con grande entusiasmo ad Avignone, Montpellier, Valence e Vienne. In quest'ultima cittadina francese tenne un sinodo nel gennaio 1119. Gelasio II stava progettando di tenere un nuovo Concilio ecumenico in marzo per appianare la controversia sulle investiture, quando si ammalò gravemente mentre era ospite nel Monastero di Cluny. Il 29 gennaio 1119 morì per una pleurite, dopo solo un anno e cinque giorni di regno. Venne sepolto nella stessa Abbazia.

Prima di morire consigliò ai cardinali, vescovi e monaci presenti di eleggere come suo successore il vescovo Cunone di Palestrina, ma quest'ultimo, non sentendosi all'altezza del compito, rifiutò. Così venne eletto come suo successore l'arcivescovo francese Guido di Borgogna, che il 9 febbraio 1119 fu consacrato Papa con il nome di Callisto II.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Prima di diventare papa, Giovanni avrebbe scritto una vita di Sant'Erasmo di Formia. Ma l'attribuzione non è storicamente provata. [3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fonte: Chronica Iuliani Petri Toletani.
  2. ^ La data di nomina a cardinale diacono è controversa: alcuni sostengono sia stato creato cardinale nel 1082 e la diaconia di Santa Maria in Cosmedin gli sia stata assegnata nel 1088, altri che fu creato cardinale nel 1088: in quest'ultimo caso la nomina a cardinale sarebbe dovuta a papa Urbano II (vedi: John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 430). Per una sintetica esposizione delle varie ipotesi ed i riferimenti ai loro autori vedi: The Cardinals of the Holy Roman Church-Gaeta
  3. ^ Vedi: Santi, beati e testimoni Sant'Erasmo di Formia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 1989, ISBN 88-384-1326-6
  • Claudio Rendina, I papi, Roma, Ed. Newton Compton, 1990

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Successioni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Pasquale II 24 gennaio 1118 - 29 gennaio 1119 Papa Callisto II
Predecessore Cardinale diacono di Santa Maria in Cosmedin Successore CardinalCoA PioM.svg
Leone, O.S.B.
1062-1082
1082/1088 - 1118 Pietro Ruffus
1118-1120

Controllo di autorità VIAF: 79143546 LCCN: nb2007019140