Papa Giovanni III
| Papa Giovanni III | |
|---|---|
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| 61º papa della Chiesa cattolica | |
| Elezione | marzo 561 |
| Consacrazione | 17 luglio 561 |
| Fine pontificato | 13 luglio 574 |
| Predecessore | papa Pelagio I |
| Successore | papa Benedetto I |
| Nome | Catelino? |
| Nascita | Roma, ? |
| Morte | 13 luglio 574 |
| Sepoltura | Basilica di San Pietro |
Giovanni III (Roma, ... – 13 luglio 574) fu il 61º Papa della Chiesa cattolica dal 17 luglio 561 alla sua morte.
Indice |
Biografia [modifica]
Di origine romana, il suo cognome era Catelino. Proveniva da una famiglia distinta, essendo il figlio di un certo Anastasio che portava il titolo di illustris, senatore romano e governatore provinciale. Anche se Giovanni regnò per quasi tredici anni, periodo abbastanza lungo, molto poco si sa del suo pontificato. Questo cadde nei tempi burrascosi dell'invasione longobarda, e praticamente tutte le registrazioni del suo regno sono state distrutte. Di lui abbiamo qualche notizia tramandataci da Gregorio Magno.
Pontificato [modifica]
Giovanni, pur essendo molto vicino alla corte di Bisanzio, dovette aspettare quattro mesi prima che l’imperatore romano d’Oriente Giustiniano confermasse la sua elezione. Dovette tenere una difficile politica di equilibrio fra Longobardi e Bizantini per riuscire a salvaguardare la Chiesa in Italia e impedire che Roma fosse soffocata dalla miseria e dalle malattie. I Longobardi, che provenivano dalla Pannonia e appartenevano alla setta ariana, erano calati in Italia nel 568 sotto la guida di Alboino, conquistando rapidamente tutte le città dell’interno, mentre i Bizantini mantenevano il possesso delle coste. Nel 572 Alboino era stato assassinato da una congiura, cui seguì un periodo di grande anarchia, durante il quale più di trenta duchi longobardi si contesero il potere sull’Italia. Papa Giovanni III ordinò la reintegrazione di due vescovi della Gallia, Salonio d’Embrun e Sagittario di Gap, dediti al brigantaggio, successivamente rideposti ed esiliati. Questi due vescovi, dopo la loro ordinazione, cominciarono a comportarsi in maniera violenta prevaricando con soprusi la popolazione. Venne convocato, dopo una sommossa popolare da loro causata, un sinodo a Lione nel 567, in cui furono entrambi deposti. Si appellarono a Papa Giovanni III il quale, con una lettera ufficiale, ordinò la loro riabilitazione. I due vescovi, continuando con lo stesso comportamento che portò al primo sinodo, causarono la convocazione di un nuovo sinodo a Chalon-sur-Saône nel 579. Re Gontrano ordinò che fossero entrambi rinchiusi in un monastero senza avere più contatti con l’esterno[1].
Questo fu un periodo molto buio per la Chiesa, molti cristiani furono martirizzati, il monastero di Montecassino venne distrutto, moltissime chiese furono saccheggiate. Per proteggere Roma Giovanni III dovette recarsi a Napoli per chiedere l’aiuto dell’esarca bizantino Narsete, che accorse e contribuì a salvare molti monumenti. Questo periodo fu descritto così da Gregorio Magno:
| « ”Come una spada tolta dal fodero, così le orde selvagge piombavano su di noi. Gli uomini cadevano dappertutto come mietuti, le città rimanevano spopolate, i castelli distrutti, bruciate le chiese, rasi al suolo i monasteri di uomini e donne. Ora i campi erano deserti e tutto il paese languiva nell’abbandono, perché nessuno più lavorava; anche i possidenti erano scomparsi, e dove prima abitavano gli uomini, ora pascolavano in solitudine gli animali selvaggi” » |
| (Gregorio Magno) |
Giovanni III confermò le risoluzioni del V Concilio ecumenico di Costantinopoli e le difese con molto zelo. Durante il suo pontificato fu portata a termine la costruzione della basilica dei Santi Filippo e Giacomo, oggi chiamata basilica dei Santi Apostoli; furono inoltre restaurati e ingranditi i cimiteri dei martiri. Fu deciso inoltre che il pane, il vino e le candele, necessarie per la celebrazione delle messe a Roma fossero forniti dalla chiesa di San Giovanni in Laterano.
Morte [modifica]
Nel Liber Pontificalis venne registrato che morì il 7 luglio 574.
Note [modifica]
- ^ Maria Cristina Pennacchio, Enciclopedia dei Papi (2000) (in it), Treccani.
- «Il nome di G. compare anche in relazione a un episodio che vede protagonisti due vescovi della Gallia, Salonio d'Embrun e Sagittario di Gap. I due prelati, formatisi sotto la guida del metropolita Niceta, ottenuta l'ordinazione vescovile avevano cominciato a comportarsi in modo violento commettendo ogni sorta di prevaricazione e delitto a danno del popolo. Una sommossa popolare aveva indotto il re Gontram a riunire, con l'appoggio di Niceta, un sinodo a Lione, nel 567, in cui i due vescovi erano stati deposti. Essi però, confidando nel fatto che il re non si era mostrato del tutto ostile nei loro confronti, gli chiesero e ottennero il permesso di appellarsi al papa affinché la loro destituzione venisse revocata. Il re acconsentì che si recassero a Roma e inviò al papa delle lettere in loro favore. Giovanni, lasciatosi persuadere dalle loro dichiarazioni di innocenza, ne ordinò la riabilitazione attraverso un'epistola ufficiale. In seguito però, poiché i due vescovi continuavano a tenere una condotta disdicevole, vennero definitivamente deposti da un nuovo sinodo convo-cato da Gontram nel 579 a Chalon-sur-Saône: il re ordinò che fossero rinchiusi in un monastero e che venisse loro vietato qualsiasi contatto con l'esterno».
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| Predecessore | Papa della Chiesa cattolica | Successore | |
|---|---|---|---|
| Papa Pelagio I | marzo 561 - 13 luglio 574 | Papa Benedetto I |
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