Papa Adriano V
| Papa Adriano V | ||
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186º papa della Chiesa cattolica
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| Elezione | 11 luglio 1276 | |
| Fine pontificato | 18 agosto 1276 | |
| Predecessore | papa Innocenzo V | |
| Successore | papa Giovanni XXI | |
| Nome | Ottobono Fieschi | |
| Nascita | Genova, 1205 circa | |
| Morte | Viterbo, 18 agosto 1276 | |
| Sepoltura | Basilica di San Francesco alla Rocca, Viterbo | |
Adriano V, nato Ottobono Fieschi (Genova, ca. 1205 – Viterbo, 18 agosto 1276), fu il 186º papa della Chiesa cattolica nel 1276. Era il sesto figlio di Teodoro Fieschi, conte di Lavagna, e della di lui consorte Simona.
Indice |
[modifica] Biografia
Apparteneva alla ricchissima ed antica famiglia genovese dei Fieschi, discendenti dei Conti di Lavagna. Poco si sa della sua giovinezza, se non che intraprese presto la carriera ecclesiastica, ricoprendo in Francia incarichi di canonico e arcidiacono; prima del 1250 fu arcidiacono presso la diocesi di Parma. Nel 1251 suo zio Innocenzo IV lo creò cardinale diacono, assegnandogli la diaconia di Sant'Adriano. Ebbe importanti incarichi come legato pontificio sia con lo zio che, successivamente, con Alessandro IV e con Urbano IV, venendo spesso inviato all'estero: durante queste missioni si mise in luce per le sue capacità di fine diplomatico. Nel 1265 papa Clemente IV gli affidò un incarico di estrema importanza, inviandolo prima in Francia, presso Luigi IX, e quindi in Inghilterra, per mediare nella difficile vertenza che contrapponeva Enrico III ai suoi Baroni.
Pur appoggiando il sovrano, il cardinale Fieschi svolse comunque un'appassionata opera di pacificazione a tutto campo, che gli provocò l'ostilità di Robert di Glover, il quale lo imprigionò per alcuni giorni nella Torre di Londra. Liberato dal re, continuò il suo impegno, ottenendo infine la pace tra le due parti. Nella parte finale di quest'ambasceria (1267) fu raggiunto da altri due ecclesiastici: Tedaldo Visconti, il futuro papa Gregorio X, e Benedetto Caetani, che diventerà papa con il nome di Bonifacio VIII. Partecipò successivamente al lunghissimo e celebre Conclave viterbese che portò all'elezione di papa Gregorio X, per il quale svolse ancora alcune missioni presso la corte di Carlo d'Angiò, nonostante la sua salute fosse peggiorata. Morto Gregorio all'inizio del 1276, e deceduto a Roma dopo soli cinque mesi il suo successore Innocenzo V, nella città capitolina ebbe inizio a fine giugno di quel 1276 il conclave per eleggere il nuovo papa. Carlo d'Angiò, che era senatore di Roma, assunse l'incarico di Custode del conclave e, per influenzare i cardinali, li sottopose a varie angherie, segregandoli pesantemente in Laterano e riducendo loro drasticamente il cibo, ma commettendo al contempo varie parzialità in favore dei cardinali francesi.
Il fatto fece indignare i porporati italiani ed il potente cardinale Giangaetano Orsini riuscì a convincere la maggioranza degli elettori a scegliere un "papa di transizione" che li facesse uscire al più presto da quella situazione:[1] fu così eletto (11 luglio 1276) il malandato Ottobono, che prese il nome di Adriano V in onore di Adriano IV, unico papa inglese nella Storia della Chiesa. Alcuni storici riferiscono che, a coloro che si congratulavano con lui per l'elezione, il nuovo papa abbia detto: «Di che vi rallegrate?..non era meglio per voi lo avere un Cardinale sano, che un Papa moribondo?..»[2][3] Come suo primo atto il papa convocò in Laterano, nella stessa stanza dove era il suo letto d'infermo,[4] un concistoro segreto, nel quale, ricordando le vessazioni subite durante il conclave, sospese la costituzione apostolica Ubi Periculum, contenente le norme per l'elezione papale, riservandosi di riformarla successivamente (cosa che però non ebbe il tempo di fare).
Quindi, non sopportando più la canicola romana, il pontefice malato si recò, con la sua corte, a Viterbo[5] ove prese dimora nel grande convento francescano adiacente la Basilica di San Francesco alla Rocca. Pochi giorni più tardi morì, senza essere stato ordinato sacerdote né tantomeno incoronato papa, dopo soli 39 giorni di regno (18 agosto 1276). I suoi resti mortali riposano nella stessa Basilica di San Francesco alla Rocca, in un bel monumento sepolcrale disegnato, con ogni probabilità, da Arnolfo di Cambio e realizzato da uno dei Vassalletto, nota famiglia romana di scultori[6]. Nell'elezione papale convocata dopo la sua morte, sarebbe stato eletto papa, prima di Giovanni XXI, il cardinale Vicedomino Vicedomini, che avrebbe anche scelto il nome pontificale di "Gregorio XI" il 5 settembre 1276, ma lo stesso sarebbe morto dopo poche ore, il 6 settembre, prima che l'elezione potesse essere proclamata ufficialmente.
Adriano V viene citato nella Divina Commedia da Dante Alighieri, che lo identifica con precisione e lo colloca nella quinta cornice del Purgatorio fra gli avari e i prodighi[7], anche se in realtà non sembrano esservi conferme di questa presunta avarizia.
[modifica] Note
- ^ Ferdinand Gregorovius: Storia della città di Roma nel medioevo, Einaudi, Torino, 1973, pag.1371. Il Gregorovius descrive bene le vessazioni cui Carlo d'Angiò sottopose i cardinali ed il clima che portò a questa scelta.
- ^ Cesare Pinzi: Storia della Città di Viterbo, Tip. Camera dei Deputati, Roma, 1889, lib.VII, pag.332. Il Pinzi riporta anche il testo latino della frase di Adriano V, ripreso dalle Cronache del Pipini.
- ^ Ludovico Antonio Muratori: Rerum Italicarum Scriptores, Roma, 1738, T.XI, pag.723.
- ^ C.Pinzi, op. cit., pag.333.
- ^ Salvador Miranda: The Cardinals of the Holy Roman Church, 2010, vedi
- ^ Andrea Scriattoli: Viterbo nei suoi monumenti, F.lli Capaccini, Roma,1915-20, pagg.290 e segg.
- ^ Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio - Canto diciannovesimo vv.88-145
[modifica] Bibliografia
- Claudio Rendina, I papi, storia e segreti, 2005, Roma, Ed. Newton Compton.
- Cesare Pinzi, Storia della Città di Viterbo, 1887, Roma, Tip.Camera dei Deputati.
- Ferdinand Gregorovius, Storia della Città di Roma nel medioevo, Ed. Einaudi, Torino, 1973
- Andrea Scriattoli, Viterbo nei suoi monumenti, 1915-20, Roma, Tip. F.lli Capaccini.
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[modifica] Collegamenti esterni
- (EN) The Cardinals of the Holy Roman Church-Fieschi. URL consultato il 25 giugno 2010.
- Enciclopedia dei Papi Treccani
