Papa Lucio II

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Papa Lucio II
Pope Lucius II.jpg
166º papa della Chiesa cattolica
Elezione 8 marzo 1144
Consacrazione 12 marzo 1144
Fine pontificato 15 febbraio 1145
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Celestino II
Successore papa Eugenio III
Nome Gherardo Caccianemici
Nascita Bologna, ?
Morte Roma, 15 febbraio 1145
Sepoltura Basilica di San Giovanni in Laterano

Lucio II, nato Gherardo (o Gerardo) Caccianemici dall'Orso (Bologna, ... – Roma, 15 febbraio 1145), fu il 166º papa della Chiesa cattolica dal 1144 alla morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La data di nascita di papa Lucio II non è nota. Fu Canonico regolare di Santa Maria di Reno nella sua città natale, quindi nel 1122 fu nominato cardinale-prete del titolo di Santa Croce in Gerusalemme da papa Onorio II. Dal 1125 al 1126 fu inviato come legato pontificio in Germania presso la corte dell'imperatore Lotario III, per conto di Onorio II e poi di Innocenzo II. Va ascritto principalmente alla sua mediazione il fatto che l'imperatore Lotario III abbia deciso di compiere due spedizioni in Italia per proteggere Innocenzo II dall'antipapa Anacleto II. Innocenzo II lo nominò cancelliere e bibliotecario pontificio. Nel 1140 divenne cardinale protopresbitero.

Conclavi[modifica | modifica sorgente]

Durante il suo periodo di cardinalato, papa Lucio II partecipò ai seguenti conclavi:

Pontificato[modifica | modifica sorgente]

L'8 marzo 1144 moriva papa Celestino II e il cardinale Gherardo Caccianemici venne eletto suo successore. Era in atto a Roma una rivoluzione repubblicana che tentava di togliere o comunque ridurre il potere temporale del papa. Gherardo fu consacrato il 12 marzo come papa Lucio II, ma il suo pontificato durò appena undici mesi. Allo scopo di contrastare i rivoltosi repubblicani e nello stesso tempo definire i contrasti territoriali con il regno normanno, nell'ottobre 1144 Lucio II si incontrò con il re normanno Ruggero II di Sicilia a Ceprano, cercando di delineare quali fossero i doveri del re normanno essendo questi un vassallo della Santa Sede. Lucio II non era inoltre intenzionato ad accettare le pretese territoriali di Ruggero, ma il re normanno, consapevole della propria superiorità militare, costrinse il papa ad accettare le sue condizioni, mentre nello stesso tempo il monarca si dichiarava impossibilitato a venire in aiuto al papa.

Dopo tale incontro il senato romano, che già aveva acquisito molto del potere temporale durante il pontificato di Innocenzo II ma che era stato sciolto da Lucio, venne ricostituito, in aperta rivolta alla debole contrapposizione del papa al re normanno. Fu emanata una costituzione municipale che tendeva a detronizzare definitivamente il pontefice da qualsiasi funzione di natura temporale. Fu abolita la carica di prefetto, che era appannaggio di un incaricato pontificio, e fu istituita la carica di "patrizio" rappresentante della città e della repubblica che aveva il compito di dirigere il senato; il numero dei senatori fu aumentato a 56, mentre la città era suddivisa in 16 rioni, e ciascun rione poteva scegliere 10 elettori che avrebbero appunto eletto i senatori. Alla carica di patrizio fu eletto Giordano Pierleoni, parente dell'antipapa Anacleto II e vero artefice di primo piano della rivoluzione repubblicana; infatti la nobile famiglia Pierleoni, continuando la contesa con la potente famiglia Frangipane iniziata già da alcuni decenni, aveva preso la guida della rivolta republicana, dopo l'ennesima sconfitta nell'elezione del pontefice.

Lucio chiamò allora in aiuto contro il senato l'imperatore Corrado III, ma senza successo: questi era troppo impegnato a fronteggiare i nemici in Germania. Anzi l'imperatore si mostrò cordiale anche con la legazione repubblicana che era andata a chiedere un riconoscimento ufficiale.

A questo punto Lucio tentò di fare da solo e, con le poche milizie rimaste fedeli, attaccò il Campidoglio, sede del Senato. La reazione del popolo fu però massiccia e l'assalto fallì. Alcuni cardinali furono uccisi e lo stesso Lucio fu colpito alla testa da una pietra tirata dalla rocca. Ferito gravemente, fu trasportato immediatamente al convento di S. Gregorio al Palatino, dove morì due giorni dopo, il 15 febbraio 1145.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Celestino II 8 marzo 1144 - 15 febbraio 1145 Papa Eugenio III
Predecessore Cardinale presbitero di Santa Croce in Gerusalemme Successore CardinalCoA PioM.svg
Amico juniore
1120-1122
1122-1144 Ubaldo Caccianemici dall'Orso
1144-1171
Predecessore Cardinale protopresbitero Successore Kardinalpallium.png
Gregorio Papareschi
1129-1130
1140 - 1144 Gregorio di Santa Maria in Trastevere
1144-1155

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