Papa Leone III

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Papa Leone III
Papa Leone III.jpg
96º papa della Chiesa cattolica
Elezione 26 dicembre 795
Insediamento 27 dicembre 795
Fine pontificato 12 giugno 816
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Adriano I
Successore papa Stefano IV
Nascita Roma, 750 ca
Morte Roma, 12 giugno 816
Sepoltura Basilica di San Pietro
San Leone III

Romano Pontefice

Nascita Roma, 750
Morte Roma, 12 giugno 816
Venerato da Chiesa cattolica
Ricorrenza fino al 1953, era il 12 giugno

Leone III (Roma, 750Roma, 12 giugno 816) fu il 96º papa della Chiesa cattolica dal 26 dicembre 795 alla sua morte.[1].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato e cresciuto a Roma, maturò notevoli esperienze negli uffici lateranensi.

Rapporti con i Franchi[modifica | modifica sorgente]

Leone fu eletto pontefice il 26 dicembre 795, giorno in cui il suo predecessore papa Adriano I venne sepolto. Il suo primo atto fu di comunicare la propria elezione al re dei Franchi Carlo Magno, recapitandogli le chiavi della Tomba di Pietro e lo stendardo di Roma. Carlo Magno, nella sua replica, dichiarò che era sua funzione difendere la Chiesa, mentre compito del Papa era quello di pregare per il regno e per la vittoria dell'esercito. Il re inviò in omaggio al pontefice una parte del tesoro che aveva requisito agli Avari.

La congiura di Pascale e Campolo[modifica | modifica sorgente]

La nobiltà romana era ostile a Leone III e lo accusò di adulterio e spergiuro. Il 25 aprile del 799, mentre si stava recando in processione a San Lorenzo in Lucìna, Leone venne assalito e ferito dai due nobili: Pascale e Campolo. Secondo il Libro Pontificale i suoi sostenitori lo salvarono e a stento ripararono sul monte Celio. Dopo essere stato formalmente deposto, fu imprigionato nel monastero di Sant'Erasmo, ma grazie all'intervento di due missi[chi sono?] franchi riuscì a fuggire ed a raggiungere a Paderborn Carlo Magno (il cui incontro è narrato nel poema Karolus Magnus et Leo papa), il quale non aveva riconosciuto la deposizione.

La mancata collaborazione di Carlo fu in parte una sorpresa per gli attentatori capeggiati da Pascale e Campolo, i quali erano funzionari dell'amministrazione pontificia molto vicini al precedente papa, Adriano I, molto caro al re franco[2]. L'opposizione di Roma inviò dei rappresentanti da Carlo Magno per sottoporgli il loro caso. Alcuino di York, consigliere del re franco, puntualizzò che nessun potere terreno poteva giudicare il Papa (prima sedes a nemine iudicatur) e, quindi, Leone venne scortato a Roma dallo stesso re.

La visita di Carlo Magno a Roma[modifica | modifica sorgente]

Ufficialmente la venuta a Roma di Carlo Magno aveva lo scopo di dipanare la questione tra il Papa e gli eredi di Adriano I, che accusavano il pontefice di essere assolutamente inadatto alla tiara pontificia, in quanto "uomo dissoluto". Il 23 novembre dell'anno 800 Carlo, prima di giungere a Roma, riunì a Mentana un'assemblea composta da nobili franchi e vescovi per far conoscere le conclusioni della commissione d'inchiesta riguardo ai due ribelli romani, Pascale e Campolo; ed il 1º dicembre tenne un concilio con i rappresentanti di entrambe le parti: i vescovi, trovando una scappatoia, sentenziarono che il Papa era la massima autorità in materia di morale cristiana, così come di fede, e che nessuno poteva giudicarlo se non Dio: così gli fu richiesto di giurare la propria innocenza su di un Vangelo, cosa che Leone III fece prontamente. Al termine della seduta della commissione d'inchiesta, Pascale e Campolo vennero condannati a morte - pena in seguito commutata nell'esilio - e Leone III fu riconosciuto legittimo rappresentante del soglio pontificio.

Papa Leone III incorona Carlo Magno.

Due giorni dopo Leone incoronò Carlo Magno nella basilica di San Pietro, ponendogli in capo una corona mentre il popolo lo acclamava («A Carlo piissimo augusto, coronato da Dio, grande e pacifico imperatore dei Romani, vita e vittoria!»). Ancora oggi non è chiara la paternità dell'iniziativa, se cioè la cerimonia sia stata preparata nei dettagli da Carlo Magno, o se piuttosto sia stata un'iniziativa dello stesso Leone III. È certo tuttavia che con l'atto d'incoronazione, la Chiesa di Roma si presentava come l'unica autorità capace di legittimare il potere civile attribuendogli una funzione sacrale.

Le ragioni dell'incoronazione, il coinvolgimento precedente della corte Franca e le relazioni con l'Impero bizantino sono questioni tuttora dibattute dagli storici.

Relazioni con altri regni cristiani[modifica | modifica sorgente]

Leone aiutò il reinsediamento del re anglosassone Eardwulf di Northumbria (808-811 o 830) ed appianò diverse dispute tra l'arcivescovo di York e quello di Canterbury.

Amministrazione del patrimonium Sancti Petri[modifica | modifica sorgente]

Leone fu un efficace amministratore dei territori papali e contribuì all'abbellimento di Roma.

Culto[modifica | modifica sorgente]

La celebrazione liturgica di Leone III ricorre il 12 giugno.
Non esiste un atto specifico e definitivo sulla sua canonizzazione: il suo nome è stato inserito nell'edizione del 1673 del Martirologio Romano. Per questa anomalia formale, unita alla mancanza di prove riguardante la sua santità, la ricorrenza è stata eliminata durante la revisione liturgica del 1953[3].

Così veniva ricordato nel martirologio romano:

« 12 giugno - A Roma presso san Pietro, san Leone III, papa, che conferì a Carlo Magno, re dei Franchi, la corona del Romano Impero e si adoperò con ogni mezzo per difendere la retta fede e la dignità divina del Figlio di Dio. »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Biagia Catanzaro, Francesco Gligora, Breve Storia dei papi, da san Pietro a Paolo VI, Padova 1975, p. 86.
  2. ^ Mathias Becher, Carlo Magno, Il Mulino, Bologna, 2000, p.14-15.
  3. ^ AA.VV., I Santi nella Storia, vol. 6, Edizioni San Paolo, Milano, 2006, p. 49.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Adriano I 26 dicembre 795 - 12 giugno 816 Papa Stefano IV

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