Papa Leone VIII

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Papa Leone VIII
Pope Leo VIII.jpg
131º papa della Chiesa cattolica
Elezione 4 dicembre 963
Insediamento 6 dicembre 963
Fine pontificato 1º marzo 965
Predecessore papa Benedetto V
Successore papa Giovanni XIII
Nascita Roma, ?
Morte 1º marzo 965

Leone VIII (Roma, ... – 1º marzo 965) fu il 132º papa della Chiesa cattolica. Fu papa effettivo per due volte distinte, dal 963 al 964 e dal 964 al 965. Nei cataloghi pontifici ufficiali non viene considerato un antipapa..

Vita prima del pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Un laico alla corte papale[modifica | modifica wikitesto]

Romano di nascita, figlio del protoscrinario Giovanni[1], proveniva da una famiglia tutto sommato benestante, residente sul clivus Argentarii[2][3]. Benché reggesse l'incarico di protoserinus (ovvero protoscrinario, cioè il capo della Cancelleria del Laterano[1]), Leone non apparteneva al clero, ma era un laico[1].

Inviato di Giovanni XII[modifica | modifica wikitesto]

In tale veste, Leone fu inviato nell'estate del 963 da papa Giovanni XII presso l'imperatore Ottone I di Sassonia che stava assediando Berengario II a San Leo, in territorio pontificio[4][2].

Elezione[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato a Roma, Leone visse i tragici momenti che portarono Giovanni XII a fuggire da Roma e l'apertura del concilio in San Pietro ad opera di Ottone il 6 novembre[4]. Quando Giovanni, dal suo esilio in Corsica, si rifiutò di comparire davanti al Concilio per discolparsi, Ottone decise di nominare, inaspettatamente, il morigerato e pio Leone come pontefice[1]. Dopo aver decretato la caduta di Giovanni dal Soglio il 4 dicembre[4] l'imperatore, andando contro tutte le norme del diritto canonico riguardo il conferimento degli ordini sacri[5], impose ai vescovi ivì presenti di consacrarlo suddiacono, diacono e presbitero il giorno 5[1] dal vescovo cardinale di Ostia, Siccone[2]. Il giorno 6 dicembre[6], nella Basilica di San Pietro, fu consacrato vescovo di Roma: dal vescovo di Ostia Siccone; da quello di Porto, Benedetto; e da quello di Albano, Gregorio[1].

La questione sulla legittimità[modifica | modifica wikitesto]

Il dibattito[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende che intercorsero tra il concilio del 6 novembre 963[7] e quello del 23 giugno 964[8] sono alquanto confusionarie, se si vuole dare una corretta cronotassi dei vescovi di Roma. Gli stessi contemporanei (o gli uomini delle generazioni immediatamente successive), si trovarono in difficoltà sulla legittimazione di Giovanni XII, Leone VIII e Benedetto V come papi in questo periodo. Molti elenchi papali medievali, infatti, non annoverano Leone come papa legittimo. Di fatto però, nel 1049, appena 85 anni dopo la sua morte, il successivo Leone prese il numerale "IX" anziché riprendere "VIII". Oggi molti elenchi papali mettono in rilievo questi dubbi ponendo Leone VIII prima di Benedetto V e sovrapponendo, nello stesso mese, i loro pontificati, in quanto, formalmente, Leone fu eletto prima di Benedetto. Claudio Rendina, chiude tale

« La questione in definitiva appare molto confusa; ho creduto opportuno non allontanarmi dalle indicazioni dell'Annuario e tantomeno considerare Leone VIII un antipapa, come azzardano alcuni testi anche contemporanei »
(Claudio Rendina, I Papi, cit., p. 334)

A comprovare la tesi di Rendina è lo stessa cronotassi riportata sul sito del Vaticano[9], ove Leone VIII appare come regnante tra il 4/6 dicembre 963 e il marzo 965. Pertanto, la suddivisione tra primo e secondo pontificato prima riportata serve per orientare meglio il lettore all'interno di queste confusionarie vicende. Tutt'oggi, comunque, Leone VIII viene considerato pontefice legittimo: la sua effigie è presente, come si può notare dal sito del Vaticano, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Il Pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Il primo pontificato (6 dicembre 963 - febbraio 964)[modifica | modifica wikitesto]

La fuga da Roma e la reinstaurazione di Giovanni XII[modifica | modifica wikitesto]

Leone, però non era ben accetto dai romani, in quanto imposto con la forza da parte dell'imperatore senza aver prima consultato il popolo. Infatti, quando il 14 febbraio del 964[4] l'imperatore partì per una spedizione contro Spoleto[2], roccaforte di quell'Adalberto figlio di Berengario II che era entrato in combutta con Giovanni XII per spodestare Ottone, Leone fu scacciato da Roma[1]. Riparato a Camerino[10], ove vi era il in seguito alla quale, il 26 febbraio, dopo appena due mesi e mezzo di regno, fu deposto da un sinodo tenuto sotto la presidenza dell'ex-papa Giovanni XII che ridivenne pontefice[4]. Nel maggio del medesimo anno, però, Giovanni XII morì improvvisamente[4] ed il popolo fu chiamato nuovamente a eleggere il suo successore.

L'elezione e la deposizione di Benedetto V[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Papa Benedetto V.

I romani elessero, pochi giorni dopo la morte di Giovanni XII, un "loro" pontefice, nella figura del cardinale diacono Benedetto[11], sfidando apertamente l'imperatore, il "suo" papa Leone e il Privilegium Othonis. Ritornato a Roma da Camerino, l'esercito imperiale strinse d'assedio Roma,costringendo i romani ad accettare Leone VIII come legittimo pontefice. Benedetto V fu deposto in un sinodo tenutosi il 23 giugno 964[11][12], accettando egli stesso Leone come pontefice, così lo stesso giorno Leone VIII passò da antipapa a papa (o divenne papa per la seconda volta). La tradizione racconta che, al sinodo che depose Benedetto, Leone concesse all'imperatore e ai suoi successori pieni diritti d'investitura come sovrani d'Italia, ma la genuinità dei documenti sui quali si basa questa ipotesi è più che dubbia[13][1].Il cronista Liutprando riferisce che Benedetto, spogliato degli abiti e delle insegne pontificali, si inginocchiò di fronte a Leone, in segno di umiltà e volontaria sottomissione al "nuovo" pontefice: nelle intenzioni di Benedetto, un'abdicazione volontaria. Leone VIII, in tutta risposta, gli spezzò addosso il bastone pastorale: è la prima menzione dello scettro papale[13].

Il secondo pontificato (23 giugno 964-1º marzo 965)[modifica | modifica wikitesto]

L'inasprimento del Privilegium Othonis[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo pontificato di Leone non ebbe storia. Dopo la partenza di Ottone nell'ottobre del 964[1], diretto in Germania insieme al deposto Benedetto V, Leone governò tranquillamente in una Roma terrorizzata da ulteriori rappresaglie dell'imperatore, qualora avessero deciso ulteriormente di ribellarsi. Inoltre, bisogna ricordare di come l'imperatore avesse decretato, alla fine del sonodo del 23 giugno, che l'elezione del nuovo pontefice spettasse solamente all'imperatore, annullando così ogni libertà elettorale del popolo romano. Leone VIII morì il 1º marzo del 965[12] (o più generalmente ai primi di marzo[1][6]) e probabilmente fu sepolto in San Pietro[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Ambrogio M. Piazzoni, Leone VIII in Enciclopedia dei Papi, Treccani, 2000. URL consultato il 12/1/2015.
  2. ^ a b c d Claudio Rendina, I Papi, p. 332.
  3. ^ Liber Pontificalis, Leo VIII, p. 250. URL consultato il 12/1/2015.
  4. ^ a b c d e f Cfr. Papa Giovanni XII
  5. ^ "All'ancor laico Leone furono conferiti in un sol giorno - contro quanto previsto dal diritto canonico del tempo - tutti gli ordini sacri" (Leone VIII in Enciclopedia dei Papi).
  6. ^ a b Leone VIII sul sito del Vaticano. URL consultato il 13/1/2015.
  7. ^ Quello con cui Ottone I dichiarò decaduto Giovanni XII (Cfr. Giovanni XII).
  8. ^ con cui sempre Ottone I dichiarò decaduto Benedetto V e come unico papa legittimo Leone VIII (Cfr. Benedetto V).
  9. ^ Leone VIII sul sito del Vaticano. URL consultato il 12/1/2015.
  10. ^ Claudio Rendina, I Papi, p. 333.
  11. ^ a b Paolo Delogu, Benedetto V nell'Enciclopedia dei Papi, Treccani, 2000. URL consultato il 13/1/2015.
  12. ^ a b Claudio Rendina, I Papi, p. 334.
  13. ^ a b Ambrogio M. Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 2005. ISBN 88-384-1060-7. p. 102

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Rendina, I Papi. Storia e segreti, Newton&Compton Editori, Ariccia 2005
  • Louis Duchesne, Le Liber Pontificalis, in 2 Voll., Vol.2 Ernest Thorin, Parigi 1902
  • Ambrogio M. Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, Edizioni Piemme S.p.A., Casale Monferrato (AL) 2005

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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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