Papa Clemente X
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Clemente X Papa della Chiesa cattolica |
|
|---|---|
![]() |
|
| Al secolo: | Emilio Bonaventura Altieri |
| Nato | Roma, |
| Elezione al pontificato |
29 aprile 1670 |
| Consacrazione: | 11 maggio 1670 |
| Fine del pontificato: |
22 luglio 1676 |
| Deceduto | |
| Segretario personale: |
{{{segretario}}} |
| Predecessore: | papa Clemente IX |
| Successore: | papa Innocenzo XI |
| Cardinali creati: | vedi categoria |
| - | |
Papa Clemente X, nato Emilio Bonaventura Altieri (Roma, 13 luglio 1590 – Roma, 22 luglio 1676), fu il 239° papa della Chiesa cattolica dal 1670 alla morte.
Indice |
[modifica] Infanzia
Emilio Altieri proveniva da un'antica famiglia nobile romana, figlio di Lorenzo Altieri e Vittoria Delfini, nobildonna veneziana. La famiglia del futuro pontefice apparteneva da tempo al rango dei nobili e aveva detenuto le più alte reputazioni nell'Urbe per numerosi secoli. Infatti, la famiglia aveva occasionalmente intrattenuto alleanze con i Colonna e con gli Orsini. Durante i precedenti papati, la famiglia Altieri aveva avuto molti incarichi importanti e in essa era stata riposta grande fiducia, attraverso l'assegnazione di missioni delicate.
[modifica] La vita ecclesiastica prima dell'elezione
Dopo aver terminato i suoi studi, nel 1611 ottenne a Roma il titolo di dottore utroque iure e in seguito lavorò quale avvocato; nel 1623 fu poi nominato auditor (revisore dei conti) di Gian Battista Lancellotti, presso la nunziatura della Polonia. Influenzato da Ludovico Ludovisi, intraprese (dopo l'ordinazione sacerdotale) nel 1624 una carriera nella curia romana. In seguito, nel 1627 fu nominato vescovo di Camerino, quindi governatore di Loreto e di tutta l'Umbria. Papa Urbano VIII (1623-1644) gli diede l'incarico di sovrintendere ai lavori di protezione del territorio di Ravenna dalle piene del fiume Po.
In seguito, papa Innocenzo X (1644-1655), nel 1667 lo inviò come nunzio pontificio a Napoli, dove sarebbe rimasto per otto anni. In questo periodo, gli è stato accreditato il ristabilimento della quiete dopo le giornate turbolente della rivolta di Masaniello. Successivamente, papa Alessandro VII (1655-1667) gli affidò una nuova missione in Polonia.
Papa Clemente IX (1667-1669) lo nominò, poi, Sovrintendente del Ministero delle Finanze papali, per diventare, nel 1667 il suo maestro di camera, e Segretario della Congregazione dei Vescovi e dei membri del clero regolare. Il 3 dicembre 1669 Clemente IX, pochi giorni prima della propria morte, lo fece cardinale. Emilio Altieri allora aveva 79 anni; e Clemente IX, quando lo nominò membro del Collegio cardinalizio, gli disse: "Sarai il nostro successore".
[modifica] Il conclave
Dopo le esequie di Clemente IX, i sessantadue cardinali elettori, il 20 dicembre 1669, iniziarono un conclave che si sarebbe rivelato lungo e difficile: furono necessari ben quarantadue votazioni e vi fu anche un perido di quattro mesi di forti discussioni. La situazione dei favoriti al soglio pontificio era sinteticamente la seguente: il cardinale Rospigliosi, che era il nipote dell'ultimo papa, aveva circa 30-33 voti a favore, di cui 2 al cosiddetto accesso, quindi gli mancavano solo altri 7 voti per essere eletto papa. Poi vi erano il cardinale Giovanni Nicola Conti che era sostenuto da 22 voti ed il cardinale Cerri che ottenne 23 voti.
Alla fine, i cardinali furono d'accordo unanime a ricorrere ad un vecchio espediente, che consisteva nell'eleggere un cardinale di età avanzata e proposero il nome di Altieri, un uomo ottantenne, la cui lunga vita era stata sempre al servizio fedele della Chiesa, e che Clemente IX, alla vigilia della sua morte, aveva promosso alla dignità della porpora cardinalizia. La ragione del fatto che un prelato di tali meriti straordinari abbia ricevuto la nomina a cardinale in una fase tarda della propria vita sembra essere stata una sua rinunzia ai suoi diritti in favore di un suo fratello più anziano.
[modifica] Il Pontificato
Il 29 aprile 1670, la carica a nuovo papa gli venne offerta dai 59 cardinali presenti all'elezione: solo due erano contrari alla sua nomina. Altieri però accennò inizialmente ad un rifiuto, vista la sua età ormai avanzata e esclamò: "Sono troppo vecchio per affrontare una responsabilità così grande". Additando il cardinal Brancacci, egli disse che era lui l'uomo che avrebbero dovuto portare al soglio pontificio. Altieri continuò a rifiutare, affermando, a motivazione della sua decisione, che non aveva più forza o memoria; ma, nonostante il suo dissenso, fu nominato papa l' 11 maggio. Fu trascinato dal suo letto gridando "Non voglio essere il Papa!", ma con le lacrime accettò e come atto di ringraziamento al suo benefattore, assunse il nome di Clemente X.
Con grande sorpresa dei cardinali Clemente X si sarebbe tuttavia rivelato un pontefice relativamente attivo per la propria età. Il papa si avvalse tuttavia di suo parente acquisito, il cardinale Paluzzi degli Albertoni, per occuparsi dei compiti che non era in grado di svolgere a causa dell'età.
Clemente X diede supporto finanziario a re Giovanni III Sobieski di Polonia nella sua lotta contro i Turchi. Continuò le tensioni con la Francia sulle questioni ecclesiastiche.
Da precisare il fatto che la Famiglia Altieri propriamente detta rischiò l'estinzione con la morte del principe Ludovico Altieri, verso la fine dell'Ottocento; e come è d'usanza, il titolo primario venne trasferito a uno dei rami secondari della famiglia (come avvenne per gli Albertoni) affinché la dinastia non si estinguesse, poiché lo stesso Ludovico non aveva alcun tipo di erede diretto.
Tale ramo ebbe come capostipite il principe Ferdinando Altieri, marito della più nota Baronessa Riso, dei Riso di Palermo, successori dei famosi patrioti garibaldini; da questa unione nacquero così l'erede principe Attilio Altieri (1923-) Alberto Altieri (1929-) e il defunto Alessandro Altieri (1931-2002). Ad oggi difatti il titolo vero e proprio (Principe di Oriolo, Principe di Viano e Duca di Monterano) è detenuto da tre principi: il primo Attilio Altieri, principe padre, il secondo Antonio Altieri, senza eredi e figlio del principe padre Attilio ed infine Ascanio Modena Altieri (designato erede), figlio dell'unione fra la figlia di Alberto Altieri (secondo principe), la Principessa Sveva Altieri, e di Stefano Modena, noto ex pilota di F1.
Ciò che permette a questo ramo di primeggiare fra gli altri è costituito dal fatto che tutt'oggi i membri della famiglia possiedono numerosi gioielli di famiglia, quali anelli, collane, gemelli, portanti il tipico stemma, uno scudo azzurro con i bordi seghettati d'azzurro e bianco e una piramide di sei stelle bianche a sei punte rivolta verso il basso, ovviamente il tutto sormontato dalla corona principesca; vi sono persino stampe antiche passate da generazione in generazione con gli stemmi cardinalizi degli Altieri-Albertoni e un'immagine votiva autentica fatta stampare dal Cardinale Pauluzzo Pauluzzi degli Albertoni, divenuto poi Altieri.
È inoltre vero che vi sono numerosi altri rami degli Altieri, ma non di sangue puro come quello sopracitato; la Principessa Donna Maria Augusta (1976), ultima a portarne il nome di uno dei rami, con la morte della Principessa Donna Teodolinda è formalmente confluito negli eredi di quest'ultima, la Famiglia di Napoli Rampolla Barresi Bellacera, che rimane Altieri, ma non possiede propriamente i titoli, pur vivendo ancora negli alloggi nell'omonimo palazzo. Altri rami della Famiglia, se esistono, non sono noti o per lo più si tratta di casi di omonimia che nulla hanno a che fare con tale Casata.
[modifica] Curiosità
- Nel film italiano Mia moglie è una strega con Renato Pozzetto ed Eleonora Giorgi, Pozzetto veste, all'inizio della pellicola, i panni di un cardinale della Santa Inquisizione di nome Emilio Altieri che interroga una prigioniera accusata di stregoneria (la Giorgi). Quando lei, ingannata dal fatto che lui le dice "sarò clemente", le confessa di essere una strega, Emilio la fa bruciare sul rogo dicendole "domani sarò eletto papa col nome di Clemente X". Tuttavia questo fatto è storicamente impossibile, visto che Clemente X non aveva mai desiderato essere papa e non aveva mai fatto parte del Tribunale della Santa Inquisizione. Altro fatto impossibile è dato da un'iscrizione che compare nella scena successiva, in cui si legge "Il 24 aprile 1656 tale strega Finnicella venne bruciata in Campo De' Fiori". Da ciò si deduce che Clemente X sia stato eletto papa il 25 aprile del 1656 e non l'11 maggio del 1670.
Un'incredibile coincidenza è quella che vede la Principessa Sveva Altieri, interpretare in una scena di inizio film, una delle streghe partecipanti al rito, pur essendo storicamente e realmente discendente di Emilio Bonaventura Altieri, il cardinale della Santa Inquisizione.
| Predecessore: | Vescovo di Camerino | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Giambattista Altieri | 1627-1670 | Giacomo Franzoni |


