Papa Benedetto IV

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Papa Benedetto IV
Pope Benedict IV Illustration.jpg
117º papa della Chiesa cattolica
Elezione maggio 900
Insediamento giugno 900
Fine pontificato luglio 903
Predecessore papa Giovanni IX
Successore papa Leone V
Nascita Roma, ?
Morte luglio 903
Sepoltura Basilica di San Pietro

Benedetto IV (Roma, ... – luglio 903) fu il 117º papa della Chiesa cattolica da giugno 900 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Originario di Roma, figlio di un certo Mammolo, ordinato prete da Papa Formoso, successe a Giovanni IX nel maggio 900 ma, a causa delle violente e sanguinose lotte che seguirono tra formosiani e antiformosiani, poté essere insediato solo un mese dopo, anche se, sulle date, le fonti sono frammentarie e incerte.

Le cronache narrano che fosse un uomo generoso e virtuoso, ma troppo grave era il compito a cui era stato chiamato, in un momento atroce e violento della storia d'Italia: gli Ungari a nord, i Saraceni a sud, e Roma sempre più in balia dell'avidità incontrollata e rapace delle famiglie e dei signorotti che si alternavano al potere con continui colpi di mano, insanguinandola, spogliandola e umiliandola.

Governo della Chiesa[modifica | modifica sorgente]

Dai pochi atti rimastici di lui, sappiamo che era un formosiano, come il predecessore Giovanni, di cui seguì la linea. Stefano VI (896-897), antiformosiano convinto, aveva annullato tutte le ordinazioni del predecessore Formoso, chiedendo ai presbiteri e ai vescovi di scrivere essi stessi lettere in cui rinunciavano alle loro ordinazioni ormai invalidate. Romano, Teodoro II e Giovanni IX invertirono questa tendenza antiformosiana assurda e nefasta, e Benedetto proseguì in questa direzione. Tra i vescovi reinsediati da Benedetto vi fu il francese Argrin. Aveva ricevuto il pallio da Formoso, Stefano VI l'aveva deposto nell'897, ma Giovanni IX, formosiano, lo aveva reintegrato. Il 31 agosto 900 Benedetto IV tenne un sinodo in Laterano, in cui confermò Argrin come vescovo di Langres.

Sul piano pastorale, Benedetto IV lottò su più fronti per risolvere intricate questioni. Scomunicò formalmente gli uccisori di Folco il Venerabile, arcivescovo di Reims assassinato il 17 giugno 900, ed esortò i vescovi francesi ad aderire alla sentenza.
Intervenne energicamente in favore della validità dell'elezione di Stefano III arcivescovo di Napoli (fino all'872 arcivescovo della sede di Sorrento) dopo la morte di Atanasio II. Difese con vigore anche Maclaceno, arcivescovo di Amasia (l'odierna Amasya in Turchia) che i Turchi (all'epoca erroneamente confusi con i Saraceni) avevano cacciato dalla sua sede, e gli inviò lettere in cui raccomandava a tutti i cristiani di assisterlo e proteggerlo.

Relazioni con i Sacri Romani Imperatori[modifica | modifica sorgente]

Nell'898 Lamberto II di Spoleto (incoronato imperatore da Formoso e sostenuto da Giovanni IX) era morto senza lasciare eredi. A Lamberto era succeduto Arnolfo di Carinzia (anch'egli incoronato da Formoso dopo aver spodestato Lamberto, ma non sostenuto da Giovanni IX che dichiarò nulla la sua elezione e appoggiò Lamberto) che morì pure lui prematuramente (dicembre 899). Per due anni (900 e 901) il trono imperiale rimase vacante. Benedetto era ben consapevole che, nel vuoto politico creatosi, Roma non aveva né amici né alleati.

Il pontefice pensò che Berengario I, già re d'Italia dall'888, avrebbe potuto prendere il posto di Arnolfo, ma questi, dopo essere già stato disastrosamente sconfitto dagli Ungari nell'899, fu sconfitto più volte anche da Ludovico di Provenza. Benedetto pensò di trovare una soluzione conferendo il titolo e la corona d'imperatore proprio a Ludovico di Provenza (febbraio 901). Ma Ludovico, dopo l'incoronazione, tornò in Germania: infatti era stato sconfitto in battaglia proprio da Berengario che, inaspettatamente, aveva ripreso il sopravvento ed aveva capovolto la situazione. Lo batté e gli fece giurare di non tornare mai più in Italia. Così Ludovico fu costretto a ritornare in patria, oltre le Alpi.

Il pontefice si rese conto del suo errore di valutazione e di come avrebbe fatto meglio a incoronare Berengario. Papa Benedetto e Roma rimasero soli e indifesi di fronte alle prepotenze di un nuovo personaggio, Teofilatto (863-925), della moglie Teodora (+916) e della figlia Marozia (+955).

Governo dell'Urbe e ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Ludovico aveva nominato iudices di Roma, nel 901, i più illustri maggiorenti della città, tra cui Teofilatto e Crescenzio I, capostipite dei Crescenzi; i membri di queste due famiglie monopolizzeranno sia la città sia il papato negli anni a venire.

Benedetto morì amareggiato nel 903, non essendo riuscito a contrastare tali avversità. Per questo motivo gli storici fanno risalire al suo pontificato il periodo detto "età tenebrosa", cui seguì la "Pornocrazia" con Papa Sergio III nel 904. Si è sostenuto che Benedetto fu fatto assassinare proprio da Berengario, ma non vi sono testimonianze dell'epoca a sostegno di tale tesi. Il cronista Flodoardo (893-966), canonico della cattedrale di Reims, lo elogiò per la sua generosità verso i poveri.

Benedetto IV venne sepolto di fronte la Basilica di San Pietro, presso la porta di Guido.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Giovanni IX gennaio 900 - luglio 903 Papa Leone V

Controllo di autorità VIAF: 66822666 LCCN: nb2007024677