Papa Alessandro I

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Papa Alessandro I
Papa Alessandro I.jpg
6º papa della Chiesa cattolica
Elezione 105/106
Fine pontificato 115/116
Predecessore papa Evaristo
Successore papa Sisto I
Nascita Roma
Sepoltura Necropoli vaticana

Alessandro I (Roma, 80 circa – Roma, 115/116) fu il 6° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, all'incirca tra il 105/106 e il 115/116.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Ireneo di Lione, alla fine del II secolo, lo indicò come il quinto papa[senza fonte] in successione dell'apostolo san Pietro. Il suo pontificato è stato variamente datato dagli storici: 106-115 (Louis Duchesne) o 109-116 (Lightfoot). Nell'antichità cristiana fu accreditato di un pontificato durato circa 10 anni (Eusebio di Cesarea, Historia Ecclesiastica IV, I) e non c'è alcuna ragione per dubitare che fosse sull'"elenco dei vescovi" stilato a Roma da Egesippo (Eusebio, IV, xxii 3) prima della morte di papa Eleuterio (189).

Secondo una tradizione della Chiesa di Roma risalente alla fine del V secolo, e riportata sul Liber Pontificalis, era romano di nascita e svolse il suo ufficio durante il regno di Traiano (98-117). La stessa tradizione afferma che patì il martirio per decapitazione sulla Via Nomentana, a Roma, il 3 maggio.

Probabilmente fu eletto papa a meno di trent'anni e dovrebbe essere stato il primo papa non scelto dal suo predecessore ma eletto dai vescovi che si trovavano a Roma su indicazione dei presbiteri e dei diaconi della città.

Gli si attribuisce l'introduzione nel canone del Qui Pridie, le parole commemorative dell'istituzione dell'Eucaristia. Si dice anche che abbia introdotto l'uso di benedire con acqua e sale le case dei cristiani per preservarle dal maligno (constituit aquam sparsionis cum sale benedici in habitaculis hominum, trad: istituì l'aspersione di acqua col sale per benedire le abitazioni degli uomini)

Alessandro fu papa nel periodo di massimo splendore dell'impero romano, quando sembrava che le profezie sull'avvento del regno di Cristo non si dovessero più realizzare, e le persecuzioni si succedevano una dietro l'altra. Fu un periodo piuttosto difficile per la Chiesa[senza fonte].

Traiano e Plinio il Giovane[modifica | modifica wikitesto]

Durante il suo pontificato intercorse (circa 112) la nota corrispondenza fra Plinio il Giovane, procuratore in Bitinia, e l'imperatore Traiano a seguito di denunce anonime contro i cristiani:

« Coloro che negavano di essere cristiani, o di esserlo stati, ritenni di doverli rimettere in libertà...tutti costoro venerarono la tua immagine e i simulacri degli dei, e imprecarono contro Cristo. Affermavano inoltre che tutta la loro colpa o errore consisteva nel riunirsi prima dell’alba e intonare a cori alterni un inno a Cristo come se fosse un dio, e giurare di non perpetrare delitti, a non commettere furti, frodi, adulteri, a mantenere la parola data e a restituire i depositi, qualora ne fossero richiesti. Poi, avevano l'abitudine di riunirsi nuovamente per prendere del cibo, ad ogni modo comune e innocente, cosa che cessarono di fare dopo il mio editto nel quale, secondo le tue disposizioni, avevo proibito l’esistenza di sodalizi... »

Traiano rispondeva che

« ...Non può essere stabilita una regola generale che abbia un carattere rigido. Non li si deve ricercare; qualora vengano denunciati e riconosciuti colpevoli, li si deve punire, ma in modo che colui che avrà negato di essere cristiano dimostrandolo con i fatti, cioè rivolgendo suppliche ai nostri dei, quantunque abbia suscitato sospetti in passato, sia perdonato per il suo ravvedimento. Quanto ai libelli anonimi messi in circolazione, non devono godere di considerazione in alcun processo; infatti è prassi di pessimo esempio, indegna dei nostri tempi. »

Sepolcro e culto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1855, nel luogo dove un'antica tradizione faceva avvenire il martirio di Alessandro, fu scoperto un cimitero semisotterraneo dei santi martiri Alessandro, Eventolo, e Teodolo. Secondo alcuni archeologi questo Alessandro corrisponderebbe al Papa e quest'area funeraria segnerebbe il luogo del suo martirio. Duchesne, tuttavia, negava l'identità tra il martire ed il papa, affermando che la confusione fra i due personaggi risalirebbe agli inizi del VI secolo, data di compilazione del Liber Pontificalis. Anche Sant'Ireneo di Lione non faceva alcuna menzione di un suo martirio.

Si dice che le sue reliquie siano state traslate a Frisinga, in Baviera nell'834. La catena con cui secondo la tradizione fu tenuto prigioniero è stata invece collocata a Lucca attorno al 1060, nella chiesa di Sant'Alessandro Maggiore dal vescovo di Lucca Anselmo da Baggio, divenuto poi papa col nome di Alessandro II.

In alcuni luoghi è venerato come santo, anche se la sua memoria non compare nel Martirologio romano. La sua festa liturgica viene celebrata il 3 maggio a Barrafranca, dove è venerato come santo patrono.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Evaristo 105 - 115 Papa Sisto I

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