Necropoli vaticana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Necropoli vaticana
Localizzazione
Stato Città del Vaticano Città del Vaticano
Amministrazione
Patrimonio Centro storico di Roma
Ente Pontificia Commissione di Archeologia Sacra
Responsabile Gianfranco Ravasi

Coordinate: 41°54′08″N 12°27′12″E / 41.902222°N 12.453333°E41.902222; 12.453333

La Necropoli Vaticana, ubicata sotto la Basilica di San Pietro in Vaticano, sotto il livello delle grotte vaticane, in corrispondenza della navata centrale della stessa basilica, è un cimitero di epoca romana, posto accanto al circo di Nerone, dove coesistono tombe databili al periodo tra I e IV secolo (sia pagane che cristiane). In epoca imperiale l'area del Vaticano non era ricompresa tra le mura cittadine e vedeva la presenza di aree cimiteriali, in relazione con la Via Trionfale (posta tra Vaticano e Mausoleo di Adriano)[1].

Secondo un'antichissima tradizione[2], il sito è riconosciuto come luogo della sepoltura dell'apostolo Pietro, che dovrebbe aver subito il martirio proprio nei vicini Horti neroniani[3].

L'interramento[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione dei mausolei antecedenti la Basilica
Pianta della necropoli in corrispondenza dell'odierna Basilica

La necropoli si ritrovò interrata quando Costantino, per costruire la primitiva basilica di san Pietro, fece spianare il Colle Vaticano, in modo da avere un altopiano atto all'edificazione, demolendo le volte che fuoruscivano dalla quota prevista, interrando con materiale di riporto tratto dal colle le camere funerarie e livellando la piccola valle, ridotta ad una spianata detta platea Sancti Petri dove furono poste le fondamenta dell'edificio. L'interramento di un'area cimiteriale, presumibilmente ancora in uso nel IV secolo, inconsueto anche sotto il profilo religioso e giuridico ed effettuato con grandi spese, si giustifica con la grande importanza attribuita alla sepoltura dell'apostolo, riconosciuta come autentica[4].

Gli scavi[modifica | modifica sorgente]

Gli scavi della necropoli furono eseguiti durante il pontificato di papa Pio XII (1939-1958), negli anni compresi tra il 1939 e il 1949. I lavori furono intrapresi a seguito della richiesta di Pio XI di essere sepolto in un luogo delle Grotte vaticane il più vicino possibile alla tomba di San Pietro. Poiché l'ambiente scelto dal defunto papa era angusto, si decise di abbassare il pavimento per rendere più agevole il lavoro. E fu così che si scoprì quello che inizialmente sembravano resti di un sarcofago, ma che ad un più attento esame si rilevò essere il cornicione di un edificio.

All'iniziare gli scavi apparve una duplice fila di edifici sepolcrali, disposti sul pendio del Colle Vaticano, erano posti l'uno accanto all'altro da ovest verso est, costruiti con muratura in laterizio e gli interni ricchi di stucchi, pitture e mosaici. Gli scavi portarano quindi alla luce una necropoli il cui nucleo principale risale al II secolo ma che risulta utilizzata per un lungo periodo compreso tra il I secolo e l'inizio del IV.

Punto centrale della necropoli intorno al quale furono disposte tutte le successive sepolture è l'area in cui gli archeologi hanno ritrovato il cosiddetto «Trofeo di Gaio», ossia un'edicola votiva costruita nel II secolo sul luogo della sepoltura di San Pietro. È definita così questa edicola perché la prima notizia storica che si ha risale appunto al presbitero Gaio, che esalta la Chiesa che è in Roma in quanto fondata dagli Apostoli Pietro e Paolo. I loro trofei, ossia sepolcri, Gaio li colloca rispettivamente sul colle vaticano e sulla via Ostiense. La testimonianza di Gaio è giunta sino a noi tramite Eusebio di Cesarea che la cita nella sua Storia ecclesiastica.

Pianta della necropoli

La profondità della necropoli varia dai 12 ai 5 metri rispetto al livello del pavimento dell'attuale basilica. Gli scavi non hanno portato alla luce tutta la necropoli: parte di essa è ancora interrata ed inesplorata. I mausolei che furono rinvenuti appartenevano a famiglie di ricchi liberti, ed erano costituiti da grandi stanze coperte a volta, spesso con un recinto antistante, e dotati di terrazzo, a cui si accedeva tramite scala esterna. I defunti ivi sepolti potevano essere sia cremati che inumati. L'interno delle stanze sepolcrali era interamente ornato: pitture, stucchi, e talvolta anche mosaici.

Gli scavi vennero condotti su un'area complessiva di metri 69x18. Il cimitero che venne riportato alla luce era "a cielo aperto". Un'angusta stradina risaliva il colle vaticano, e ai suoi lati si trovano gli edifici dalle eleganti facciate in laterizio. Tutti gli edifici erano rivolti verso il circo di Nerone, che verosimilmente fu il luogo del martirio dell'Apostolo Pietro.

La tomba di Pietro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tomba di Pietro.

La tomba di Pietro fu individuata presso il "Campo P", nella zona ovest della necropoli, dove la pietà dei cristiani aveva edificato, già intorno alla metà del II secolo, quello che è conosciuto come il "muro rosso" e il cosiddetto "Trofeo di Gaio". Di esso parla lo storico Eusebio di Cesarea.

A parte la tomba di Pietro, l'elemento più significativo, più grande e più lussuoso della necropoli è il mausoleo dei Valerii. È una tomba romana decorata con eccellenti stucchi, colori vivaci, e affreschi che imitano il marmo policromo. Eretto poco dopo la metà del II secolo, si trova al centro della necropoli.

Il restauro[modifica | modifica sorgente]

Mosaico rinvenuto nella necropoli vaticana, rappresentante Cristo come Sol Invictus

Nel 1998 furono avviati i lavori di restauro nella necropoli vaticana, sotto la responsabilità della Fabbrica di San Pietro e con il contributo dell'Enel. Scopo dei lavori era quello di conservare le strutture murarie, gli stucchi e gli affreschi, e di installare un impianto di illuminazione che valorizzasse gli edifici sepolcrali e in particolare la tomba di Pietro. Particolare cura venne posta nel generare un'illuminazione che riproducesse la situazione originaria della necropoli all'aperto.

Il restauro è stato preceduto da un'accurata indagine rivolta allo studio del microclima, all'individuazione dei microrganismi biodeteriogeni presenti, e all'analisi delle salificazioni rinvenute sui muri e sugli affreschi.

Allo scopo di proteggere l'equilibrio termoigrometrico tra l'interno delle strutture e l'ambiente circostante, alcuni mausolei sono stati chiusi con porte di cristallo. Barriere simili ma capaci di aprirsi automaticamente sono stati collocate presso l'ingresso degli scavi e lungo il percorso della necropoli. Flussi di aria filtrata ed umidificata, spinte all'interno attraverso apposite botole, hanno migliorato altresì le condizioni microclimatiche degli scavi.

Durante il restauro sono stati individuati gli agenti migliori per evitare l'aggressione microbiologica (batteri, funghi e alghe) e chimica (sali, più precisamente solfati, nitrati e cloruri). Inoltre gli affreschi hanno ricevuto interventi consolidanti agli intonaci, e i pigmenti sono stati riancorati al loro substrato.

La visita alla necropoli[modifica | modifica sorgente]

Il flusso di visitatori non è stato interrotto durante i lavori di restauro.
Oggi i visitatori sono ammessi in piccoli gruppi attorno alle quindici persone accompagnate da una guida. Occorre prenotarsi[5] con dovuto anticipo, perché le condizioni imposte per la conservazione limitano il flusso giornaliero di visitatori.

La visita guidata dura circa un'ora e mezza, e termina presso la tomba di Pietro. Da lì si risale quindi alla basilica vaticana.

È responsabile della conservazione e del restauro della necropoli la Fabbrica di San Pietro, presieduta dal cardinal Angelo Comastri.

Elenco pontefici sepolti nella Necropoli vaticana[modifica | modifica sorgente]

Escludendo la Tomba di Pietro, la Necropoli ospita a tutt'oggi 11 sommi pontefici, di cui 7 probabili:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pasquale Testini, Archeologia cristiana: nozioni generali dalle origini alla fine del sec. VI, 1980.
  2. ^ La testimonianza più antica che attesta la sepoltura di pietro in Vaticano sono le parole di un presbitero del III secolo, riportate da Eusebio di Cesarea, che afferma: ".... io posso mostrarti i trofei degli apostoli. Se vorrai recarti nel Vaticano o sulla via Ostiense, troverai i trofei di coloro che fondarono questa Chiesa."
  3. ^ Lorenzo Bianchi, Ad limina Petri: spazio e memoria della Roma cristiana, 1999
  4. ^ Su questa pietra. La Fabbrica di San Pietro in Vaticano, catalogo della mostra, 2000
  5. ^ Le istruzioni si trovano in un'apposita pagina del sito della Città del vaticano.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]