Ippodromo di Costantinopoli

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Circo romano di Costantinopoli
Costantinopoli
Costantinopoli e il suo ippodromo nel Medioevo. Sulla destra la Basilica di Santa Sofia.
Costantinopoli e il suo ippodromo nel Medioevo. Sulla destra la Basilica di Santa Sofia.
Geografia politica
Stato Turchia
sito web

L'Ippodromo di Costantinopoli si trova nell'odierna Istanbul, sulla piana dell'attuale quartiere di Sultanahmet, accanto alla Moschea Blu.

Indice

[modifica] Storia

Ancora oggi dell'antico ippodromo bizantino rimangono pochi resti, ma è ancora visibile una parte dei monumenti che ne decoravano il centro: l'Obelisco di Teodosio, la Colonna Serpentina in bronzo, oltre alle vestigia della curva a sud-est. Inoltre, più tardi, vicino al limite settentrionale dell'Ippodromo, venne collocata un'opera in pietra, denominata fontana dell'Imperatore Guglielmo, donata nel 1901 in segno di fratellanza dal sovrano tedesco durante una visita di stato al sultano Abdul-Hamid II.

L'ippodromo fu eretto da Costantino I contestualmente alla fondazione della "Nuova Roma". Le gradinate, inizialmente in legno, nel secolo X furono riedificate in marmo. Nella spina venne posta la colonna serpentiforme di Delfi. Successivamente Teodosio I vi fece trasportare e porre su di un dado in marmo, quale piedistallo decorato da fregi nei quali era lo stesso sovrano a comparire nelle vesti imperiali, l'obelisco egizio di Tutmosi III proveniente da Eliopoli (dove era stato eretto intorno al 1450 a.C.) . Infine fu costruito un obelisco in muratura, rivestito di lastre di bronzo da Costantino VII Porfirogenito.

La parte terminale dell'Ippodromo, chiamata Fionda, era il luogo deputato alle esecuzioni capitali.

Nell'ippodromo si affacciava il kathisma, la tribuna imperiale, direttamente connessa al Palazzo Imperiale. Essa era fondamentale per garantire un rapporto diretto tra l'Imperatore e il popolo, così come avveniva in precedenza a Roma con il Circo Massimo e il Colosseo.

L'Ippodromo fungeva da specchio dei grandi schieramenti politici della città: alla destra del basileus sedevano gli esponenti della fazione degli Azzurri, detti "i miserabili", corrispondenti alla parte più povera e rurale della popolazione; alla sinistra i Verdi, ovvero la borghesia cittadina detti "i contribuenti".

Spesso il destino e le fortune dell'Imperatore erano legate alle gare che si tenevano nell'Ippodromo e agli scontri e alle passioni che qui infiammavano le due fazioni, talvolta sfocianti in tumulti così gravi da rovesciare il trono. Famoso l'esempio della rivolta di Nika, che rischiò di porre prematuramente fine alle ambizioni di Giustiniano I.

Dopo la caduta di Costantinopoli anche gli ottomani non persero mai di vista le attività dell'Ippodromo, che continuò la sua doppia funzione di luogo di gara e centro di assembramenti politici, tanto che i disordini proprio qui scoppiati nel 1909 causarono la caduta di Abdul Hamit II e la promulgazione della Costituzione ottomana.

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[modifica] Bibliografia

  • Giorgio Vespignani, Il circo di Costantinopoli Nuova Roma, Spoleto 2001 ISBN 88-7988-143-2
  • Dagron, Gilbert, L’hippodrome de Constantinople. Jeux, peuple et politique, Paris: Gallimard, 2011 (Bibliothèque des histoires).

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