Denuncia

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Nel diritto, la denuncia è una dichiarazione in cui si comunicano ad un ente pubblico, un'amministrazione pubblica oppure un altro soggetto istituzionale, circostanze, fatti o altri elementi che il destinatario è legittimato a ricevere. I campi in cui si riscontrano frequenti denuncie sono il diritto penale (notitia criminis), il diritto tributario (denuncia di redditi) e il diritto amministrativo (come l'edilizia).

Contenuto e caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il contenuto della denuncia, cioè ciò che il denunciante porta a conoscenza dell'amministrazione competente, ha in genere pubblica rilevanza od ottempera a prescrizioni emanate per il pubblico interesse, la pubblica sicurezza o l'ordine pubblico.

La denuncia però ha anche rilevanza nel diritto privato, come ad esempio nel caso della denuncia di un sinistro automobilistico che si inoltra a una compagnia di assicurazione. Per talune fattispecie la denuncia è obbligatoria, mentre in alcuni casi la presentazione di una denuncia è requisito necessario per un procedimento di interesse del denunciante.

Diritto Italiano[modifica | modifica sorgente]

Denuncia e querela[modifica | modifica sorgente]

La denuncia può essere fatta da qualsiasi cittadino, solitamente la persona offesa, che può però anche non essere parte offesa dal reato.

Per alcuni reati, anche in presenza di prove sufficienti, il pubblico ministero può avviare un processo penale, soltanto a seguito di querela, che può essere fatta esclusivamente dalla parte offesa del reato. Si dice in tal caso che il reato è procedibile a querela di parte. (Altrimenti si parla di reato procedibile d'ufficio).

Il diritto alla querela si prescrive se questa non è presentata entro tre mesi dall'evento o dalla conoscenza del fatto illecito.

Contenuto e forma della denuncia[modifica | modifica sorgente]

La denuncia dovrà contenere:

  • generalità della persona offesa (in caso il denunciante sia un privato)
  • fatto storico oggetto della stessa
  • firma del denunciante.

La denuncia può essere presentata, alternativamente, sia oralmente sia per iscritto.
Il pubblico ufficiale dovrà presentarla obbligatoriamente per iscritto.

Denuncia anonima[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'ordinamento italiano è anche possibile esporre denuncia in forma anonima. Caratteristica della stessa è la mancanza di firma. A ogni modo, secondo l'art. 333 comma 3 del codice di procedura penale afferma che "delle denuncie anonime non può essere fatto alcun uso" salvo che nei casi previsti dall'art. 240 del predetto codice.
Tuttavia la Corte di Cassazione ha ricordato che l’unico effetto degli elementi contenuti nella denuncia anonima può essere quello di stimolare l’attività di iniziativa del pubblico ministero e della polizia giudiziaria al fine di assumere informazioni dirette a verificare se può essere individuata una valida notitia criminis.[1]

Denuncia da parte di privati[modifica | modifica sorgente]

Si parla di denuncia, in particolar modo di denuncia da parte di privati, nel diritto penale italiano intendendo per essa la facoltà, da parte dei cittadini di denunciare all'Autorità giudiziaria (anche, eventualmente, per il tramite della polizia giudiziaria) reati perseguibili d'ufficio (art. 333 codice procedura penale) anche se commessi da ignoti.

Possono però essere perseguibili taluni modi e mezzi impropriamente adottati per l'espressione della notizia, se tali azioni ad esempio recano danno e pregiudizio alla reputazione e immagine di una persona fisica o giuridica.

Obbligo di denuncia[modifica | modifica sorgente]

L'obbligo giuridico di denunciare un reato vige per i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio' (art 357-358 cp.) nell'esercizio delle loro funzioni o per i reati di cui vengono a conoscenza in ragione dell'esercizio che essi svolgono. In caso di violazione oltre all'applicazione della fattispecie incriminatrice prevista per i cittadini sarà applicata anche una pena accessoria.

L'omissione della denuncia di quanto previsto dalla legge configura un reato a carico del pubblico ufficiale. Essa è disciplinata dagli art 361-362 del codice penale italiano. In tali articoli si specifica che sarà applicata la sanzione in caso di omissione o ritardo della denuncia.

Inoltre, l'obbligo di denuncia vige anche nei confronti del cittadino in tre ipotesi:

  • ai sensi dell'art. 364 del codice penale "il cittadino che avendo avuto notizia di un delitto contro la personalità dello Stato, per il quale la legge stabilisce l'ergastolo, non ne fa immediatamente denuncia all'Autorità indicata nell'art. 361 [...]"
  • chi venga a conoscenza di fatti e circostanze riguardanti il sequestro di persona a scopo di estorsione, anche solo tentato, ai sensi dell'art 630 del Codice Penale e dell'art. 3 del decreto-legge n. 8 del 15 gennaio 1991
  • chi detenga, oppure venga a conoscenza, di detenzione di armi o di esplosivi da parte di persone che non possiedono l'autorizzazione della questura del luogo in cui le armi sono tenute, tranne che per le armi di cui al decreto del Ministero dell'interno n. 362 del 9 agosto 2001.

Denuncia obbligatoria del medico (referto)[modifica | modifica sorgente]

Un particolare tipo di denuncia, chiamata tecnicamente referto, è obbligatoria secondo la legge italiana, a carico dei medici, e in generale tutti gli esercenti di una professione sanitaria. Essi sono obbligati a presentare proprio referto, ai sensi dell'art. 334 del codice penale (Referto), e in caso di omissione ne risponderanno penalmente ai sensi dell'art. 365 (Omissione di referto).
L'atto andrà presentato entro 48 ore o, se vi è pericolo nel ritardo, immediatamente al pubblico ministero o a qualsiasi ufficiale di polizia giudiziaria del luogo in cui ha prestato servizio.

Il referto dovrà contenere:

  • le generalità della persona assistita
  • il luogo in cui il medico ha prestato soccorso
  • le notizie che servono a stabilire le circostanze del fatto, i mezzi e gli effetti che ha causato o che può causare (bisogna essere certi dell'avvenuto fatto delittuoso, la denuncia non contiene dati biologici).

Al contrario il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa delle sue funzioni o del servizio un reato (delitto o contravvenzione) perseguibile d'ufficio sono tenuti a presentare apposito rapporto.

Il secondo comma dell'art 365 c.p. prevede che il referto non sia obbligatorio nel caso in cui questo esponga la persona assistita a procedimento penale.
L'ordinamento tra il diritto di salute dell'eventuale colpevole ed esigenza di giustizia, ha scelto di tutelare la prima, sulla base dell'art. 32 della costituzione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedasi sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 30313 del 17/05/2005, e n. 36003 del 21/09/2006.

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